L’analisi dei costi di produzione con il metodo ABC

Contabilità analitica centri di costo

L’Activity Based Costing (ABC) o costo basato sull’attività è un metodo di contabilità gestionale che determina il costo pieno di prodotto attraverso l’attribuzione e la ripartizione dei costi di tutte le attività impiegate per realizzarlo. Rispetto ai metodi tradizionali di determinazione dei costi (tipicamente basati su volumi produzione) la gestione dei costi per attività offre un’allocazione più accurata, migliorando l’attribuzione dei costi indiretti ai prodotti o servizi che effettivamente hanno sostenuto la maggior parte di tali costi.

È un approccio innovativo, nato per rispondere ai cambiamenti registrati negli ultimi anni nei processi produttivi delle aziende industriali e delle imprese di servizi, che hanno visto un significativo aumento dell’incidenza dei costi indiretti rispetto ai costi diretti, per quello che oggi è chiamato costo della complessità. Una gamma di prodotti sempre più vasta e l’alta personalizzazione della domanda hanno trasformato i mercati e creato contesti sempre più competitivi, dove le imprese si trovano a dover rispondere in modo flessibile creando prodotti diversificati e spesso più complessi da realizzare, che devono essere resi disponibili in tempi, modi e luoghi sempre diversi.

Diventa fondamentale sviluppare un sistema di contabilità analitica e di controllo di gestione coerente con questa realtà, che sappia fornire un valido supporto ai manager ai fini decisionali.

In questo articolo spieghiamo le caratteristiche principali dell’Activity Based Costing.

Cos’è il metodo ABC “Activity Based Costing”

L’Activity Based Costing (ABC) è un metodo di analisi dei costi dove il costo di produzione di un oggetto (prodotto, servizio, commessa ecc.) viene determinato dalla somma del costo delle attività necessarie per realizzarlo. Le attività si definiscono come insiemi di risorse e processi impiegati per realizzare il prodotto o fornire il servizio.

È una metodologia full costing nella quale si procede identificando dapprima l’insieme di attività impiegate e il costo delle risorse impiegate, quindi individuando quali sono i fattori di costo (o cost driver) che influenzano il costo complessivo di realizzazione, per arrivare a determinare il costo pieno di prodotto.

In determinati contesti, il metodo ABC permette di ottenere un’analisi dei costi di prodotto più precisa rispetto ai metodi tradizionali, in particolare in aziende con produzioni diversificate o prodotti complessi dove i costi indiretti crescono rappresentando la componente predominante rispetto ai costi diretti.

 

Elementi chiave dell’Activity Based Costing (ABC):

  1. In un contesto di mercato più competitivo e globale, le aziende devono offrire prodotti sempre più differenziati, con un alta componente di servizio.
  2. Per farlo, devono sostenere nuovi costi necessari a sviluppare e commercializzare prodotti più innovativi e complessi da realizzare. I prodotti più complessi richiedono più risorse e attività, con fattori di costo maggiori anche in piccole produzioni.
  3. Questo comporta un aumento dei costi indiretti nelle attività di supporto.
  4. I sistemi tradizionali di costing potrebbero portare a distorsioni significative nel calcolo del costo unitario di prodotto. Il metodo ABC offre una soluzione, calcolando il costo di prodotto in base alle attività effettivamente impiegate per realizzarlo.
  5. Il metodo ABC assume che le attività consumano risorse per fornire i servizi necessari a realizzare i prodotti.
  6. Migliorando l’accuratezza dell’analisi, aiuta a bilanciare i costi della complessità con i benefici derivanti dalla diversificazione della gamma produttiva.

 

Principi di base dell’Activity based costing

L’Activity Based Costing parte dal principio che i costi indiretti dipendono dal livello di complessità del prodotto e aumentano con l’aumentare del livello di complessità gestionale. I centri di costo si identificano nelle attività, valutati non più per “funzioni” ma per processi che consumano risorse quali ad esempio:

  • la progettazione
  • la gestione degli ordini
  • la lavorazione
  • l’evasione degli ordini
  • la fatturazione
  • l’assistenza post-vendita
  • etc…

Le attività coinvolgono trasversalmente più unità organizzative, e il loro svolgimento consuma risorse (costi). Ad esempio: l’attività di “evasione degli ordini” raggruppa i costi di tutte le risorse “consumate” per compiere tale attività come i tempi di registrazione, costi di confezionamento, tempi di preparazione della spedizione, costi di trasporto, etc., svolte in unità organizzative differenti, come l’ufficio commerciale, il magazzino, la logistica in uscita, ecc.

 

Tutte le attività trasversali sono necessarie per generare e garantire un sistema produttivo competitivo. Sono legate tra loro attraverso trasferimenti di informazioni (transazioni), che consumano quote significative di risorse per permette all’azienda di rimanere al passo coi tempi. Il costo del prodotto non è più così legato esclusivamente alla quantità di produzione, ma è legato anche al costo delle transazioni.

 

Le basi di ripartizione dei costi non sono più correlate ai soli volumi di output (come ore-macchina, manodopera diretta, consumi di materie prime, fatturato, ecc.), bensì si identificano diversi cost drivers correlati alle cause della complessità gestionale, come ad esempio :

  • Numero di linee di prodotto
  • Numero di varianti per linea prodotto
  • Numero di personalizzazioni al prodotto
  • Numero di riattrezzaggi
  • Numero di canali di vendita
  • Livello di innovazione
  • Durata del ciclo di vita dei prodotti
  • Etc.

I prodotti assorbono costi, attraverso le attività che richiedono per essere progettati, fabbricati, venduti, assistiti ecc.
L’assorbimento di costi è direttamente proporzionale alla complessità dei prodotti.

 

 

Il “costo della complessità”

La crescita dei costi indiretti dipende dalla crescita dei costi della complessità. La complessità nasce dall’esigenza di creare prodotti la cui competitività dipende non solo caratteristiche materiali (qualitative, funzionali o estetiche) ma anche da una serie di altre caratteristiche, quali:

  • Elementi immateriali (prestigio, eleganza, salute, sicurezza …)
  • Componenti di servizio connesse al prodotto, tempi di consegna, assistenza pre e post vendita
  • Condizioni economiche relative ai termini e modalità di pagamento, garanzie, assicurazioni

La diversificazione della gamma di prodotti aumenta il numero di attività necessarie per realizzare il prodotto o servizio, complicando l’attribuzione dei costi indiretti su prodotti con una maggiore complessità dove il costo unitario non dipende tanto dalla quantità di unità prodotte, quanto dalla diversità e dalla complessità dei prodotti stessi.

 

Un prodotto complesso o diversificato, anche se prodotto in piccole quantità, richiede un maggior numero di risorse rispetto ad un prodotto più semplice o standardizzato: quindi il suo costo non può essere rapportato alla sola quantità prodotta, ma deve tenere conto della complessità di esecuzione.

 

Nel moderno contesto competitivo, i prodotti più complessi richiedono più attività con fattori di costo maggiore anche in piccole produzioni, e i tradizionali sistemi di costing potrebbero portare a distorsioni significative nel calcolo del costo unitario di prodotto.

 

La contabilità basata sulle attività

La complessità si riflette in molte attività aziendali: dalla progettazione al controllo di gestione, dalla contabilità generale alla formazione del personale. La complessità può influenzare i processi di acquisto e distribuzione, rendendoli più onerosi. Pertanto, è importante bilanciare i costi della complessità con i benefici derivanti dalla diversificazione della gamma produttiva.

Con il metodo ABC, si calcola il costo di prodotto passando attraverso la determinazione dei costi delle attività, identificando le attività che effettivamente hanno consumato risorse per la produzione di beni o servizi, quindi determinando quanto ciascuna attività contribuisca realmente al costo totale di ogni prodotto o servizio.

Costo di produzione: costo primo, costo pieno industriale, costo pieno di prodotto o full cost

Costo di produzione: costo primo, costo pieno industriale, costo pieno di prodotto o full cost

 

I costi indiretti

Date le 3 componenti principali del costo di prodotto (materie prime, manodopera diretta e costi indiretti), il metodo ABC si pone di determinare un costo unitario di prodotto più accurato migliorando l’attribuzione dei costi indiretti ed eliminando le distorsioni conseguenti all’attribuzione dei costi di produzione basati solo sulla quantità.

Riprendendo la distinzione classica tra costi diretti e costi indiretti (descritta nell’articolo Contabilità industriale e analisi dei costi):

TIPI DI COSTICOSTI DIRETTI E INDIRETTI
Costi diretti

I costi diretti (costi specifici) sono tutti i costi direttamente correlati alla produzione di un bene o di un servizio, cui sono imputabili in modo certo e inequivocabile. Rientrano in questa categoria ad esempio il costo delle materie prime e dei materiali, il costo della manodopera impiegata nel processo produttivo, il costo per acquisto di attività in conto terzi e così via.

Sono proporzionali alla quantità di prodotto realizzata, misurabili oggettivamente in base al volume dei beni impiegati moltiplicando la quantità per un prezzo o costo unitario. 

Costi indiretti

I costi indiretti  (costi di struttura e costi di servizio o ausiliari) sono costi necessari allo svolgimento dell'attività produttiva ma non direttamente correlati alla produzione di un bene o di un servizio. Rientrano in questa categoria ad esempio le spese per i consumi elettrici, i costi del personale amministrativo, i costi di marketing, i costi per la manutenzione dei macchinari di produzione, e così via.

Sono costi generali per attività trasversali o di supporto, comuni a più oggetti dove non è distintamente identificabile la relazione rispetto all’oggetto della misurazione, cui possono essere imputati mediante una ripartizione soggettiva (ad esempio per incidenza). 

 

Il metodo ABC si focalizza sull’attribuzione dei costi generali o indiretti distinguibili a loro volta in:

  • costi indiretti legati alle attività produttive ossia alle attività che effettivamente fanno parte del processo produttivo, come ad esempio l’ammortamento dei macchinari o il consumo di energia elettrica;
  • costi indiretti legati alle attività di supporto e ausiliarie  ossia le attività necessarie alla produzione ma che non fanno parte del processo produttivo, come ad esempio la gestione delle scorte di magazzino o l’approvvigionamento dei materiali.

Con il metodo ABC, i costi dei centri ausiliari vengono attribuiti agli oggetti di costo in base alle attività che li hanno generati: per fare ciò, si individuano le attività coinvolte e necessarie per la realizzazione del prodotto e si definisce la determinante di costo corrispondente per l’attribuzione dei costi delle risorse al prodotto o servizio realizzato.

 

Come funziona l’Activity Based Costing

Il costo basato sulle attività presuppone che i passaggi o le attività che devono essere seguiti per realizzare un prodotto siano ciò che determina i costi reali sostenuti. I prodotti sono realizzati svolgendo attività che impiegano risorse: quindi i costi delle risorse vanno attribuiti alle attività che le hanno utilizzate, e i costi delle attività andranno poi attribuiti ai prodotti che le hanno utilizzate.

Due concetti chiave dell’ABC sono l’identificazione dei pool di costi (cost pools) e dei fattori di costo (cost drivers).

I cost pools sono gruppi di costi correlati a un’attività specifica o a un insieme di attività. I cost drivers sono i fattori che determinano il costo delle risorse all’interno di ciascuna attività o gruppo di attività. Collegando le attività ai fattori di costo, l’ABC fornisce una comprensione più chiara di come vengono sostenuti i costi, con un’allocazione più precisa delle risorse.

 

Le attività e i fattori di costo

L’ABC identifica le attività che concorrono a produrre i beni, ne analizza i costi e individua per cosa i costi vengono effettivamente sostenuti. Per farlo, procede individuando le attività svolte nelle diverse unità organizzative, misurando le risorse impiegate e assegnando i determinanti di costo a ciascuna attività.

Le determinanti di costo permettono di assegnare i costi generali in modo più accurato, tramite fattori di costo che rappresentano la causa diretta di una spesa, a prescindere dal volume di produzione. L’assegnazione è basata sulla scelta di appositi cost driver che rappresentano il vero determinante dei costi associati a ciascuna attività.

 

Categorie di attività

Per individuare il corretto fattore di costo da applicare, si individuano delle categorie di attività e per ognuna si determinano  gli opportuni cost driver. Le categorie di attività sono 4:

  1. Attività a livello di unità (Unit Level Activity)
  2. Attività a livello di lotto (Batch Level Activity)
  3. Attività di supporto alla linea di prodotto (Product Level Activity)
  4. Attività di supporto alla struttura (generali) (Facility Level Activity)

 

I costi delle attività a livello di unità sono allocabili direttamente allo specifico prodotto (come ad esempio le ore di manodopera). I costi a livello di lotto (come ad esempio il setup di un macchinario di produzione) e di linea di prodotto (come la progettazione) coinvolgono più unità di prodotto e sono ripartibili attraverso l’allocazione di un costo aggregato per i gruppi di attività coinvolte. I costi a livello di struttura (come ad esempio affitti, ammortamenti, contabilità assicurazioni, etc…) sono mantenuti separati dai costi di prodotto e non sono allocati a singole unità se non utilizzando una base arbitraria (ad esempio, una %  di incidenza).

 

Individuazione dei cost driver per categoria di attività

Per individuare la relazione causale tra il valore delle risorse delle attività e il volume di attività utilizzate dall’oggetto finale di costo (prodotto o servizio) si utilizzano dei cost drivers, ovvero dei parametri che possano determinare la variazione dei costi.

Ogni categoria utilizzerà fattori di costo diversi, in base alla complessità di riassegnazione del costo alla singola unità di prodotto.

Categoria AttivitàEsempi di attivitàEsempi di cost driver (determinante o fattore di costo)
Attività a livello di unità
(Unit Level Activity)
Attività strettamente correlate alla produzione di ciascuna unità. I costi di queste attività sono assegnati in base al numero di unità prodotte
  • costo dei materiali diretti
  • manodopera diretta
  • controlli sui singoli prodotti
  • numero di unità prodotte
  • ore di manodopera diretta
  • altri costi diretti
Attività a livello di lotto
(Batch Level Activity)
Attività eseguite ogni volta che viene avviata la produzione di un gruppo di unità (lotto di produzione) o eseguiti una serie di passaggi. Variano in funzione del numero di avviamenti, ma non dipendono dalla quantità di prodotti in ciascun lotto.
  • gestione ordini di acquisto
  • programmazione produzione
  • messa a punto linee produttive
  • riattrezzaggio macchinari
  • ore di attrezzaggio
  • numero di ordini
  • numero di movimentazioni
  • numero di cicli produttivi
Attività di supporto alla linea di prodotto
(Product Level Activity)
Attività che mirano al supporto e all’ottimizzazione dei processi di vendita o di produzione per linee di prodotto. I costi di queste attività sono indipendenti dal volume di produzione o dal numero di lotti.
  • progettazione linea di prodotto
  • design linea di prodotto
  • costi di advertising
  • costi di magazzinaggio
  • numero di prodotti
  • numero ordini di produzione
  • costo campagne pubblicitarie
  • ore progettazione
Attività di supporto alla struttura
(Facility Level Activity)
Attività che forniscono servizi di supporto all’intero processo produttivo e includono costi di natura amministrativa, che possono essere assegnati in base a parametri come i metri quadrati di superficie, il numero di dipendenti o il numero di riunioni del consiglio di amministrazione.
  • gestione impianti
  • sicurezza degli impianti
  • ammortamenti
  • assicurazioni
  • amministrazione personale
  • metri quadrati di superficie
  • numero di dipendenti
  • ore di riunione del consiglio di amministrazione
  • ore di manutenzione su impianti

 

Come si calcola l’Activity Based Costing

Il calcolo del costi di prodotto secondo il metodo dell’ABC vede 4 fasi:

  1. Identificare le attività, ovvero le operazioni svolte per ottenere un oggetto di costo
  2. Attribuire le risorse (costi) alle attività mediante cost driver di 1° livello (o resource cost driver)
  3. Imputare i costi delle attività agli oggetti di costo mediante cost driver di 2° livello (o activity cost driver)
  4. Calcolare l’Activity Costing Rate (ACR)

I costi diretti vengono attribuiti direttamente ai prodotti.
I costi indiretti (risorse) vengono attribuiti alle attività tramite i resource drivers. Successivamente si calcolano gli activity drivers per prodotto, ovvero i volumi di attività richiesti dai singoli prodotti. Una volta noti i costi di ogni attività, i costi indiretti vengono attribuiti ai prodotti calcolando l’Activity Costing Rate (ACR) che rappresenta la base di riparto che deve essere utilizzata per ripartire i costi indiretti sui prodotti, sulla base dei singoli activity driver di ogni prodotto.

Andiamo ad approfondire le 4 fasi.

 

Identificare le attività

Nella fase di identificazione delle attività, le attività possono essere raggruppate in Activity Center (AC) che coincidono con i processi o sottoprocessi (es. gestione clientela, approvvigionamento, produzione, controllo qualità). Le attività di un centro di attività (AC) possono appartenere ad aree funzionali diverse o essere trasversali a diversi centri di costo.

 

ABC Processo di approvvigionamento

ABC : Esempio di analisi dell’attività legata al Processo di approvvigionamento

 

L’identificazione delle attività può capillarizzarsi in relazione al grado di analiticità ricercato, alla discrezionalità e alla valutazione dei costi/benefici, distinguendo ulteriormente tra macro attività e micro attività per entrare via via più nel dettaglio, in un’analisi a più livelli.

 

Più si rende sofisticato il sistema di analisi, più si rende accurato il risultato. Tuttavia, dato che il costo d’investimento in accuratezza cresce quanto più diventa complesso il sistema di calcolo dei costi, lo sforzo di automazione va bilanciato, cercando un punto di equilibrio dove si realizza un errore minimo con un investimento minimo, adeguato al contesto aziendale su cui si applica l’analisi.

 

Attribuire i costi delle risorse alle attività

La fase successiva consiste nell’attribuzione delle risorse impiegate nelle attività, usando i resource driver (Rd) che rappresentano il valore delle risorse consumate da ogni attività: dato che le risorse rappresentano dei costi, i parametri Rd costificano le attività ovvero esprimono i costi sostenuti per l’impiego delle risorse necessarie allo svolgimento delle attività. L’attribuzione delle risorse alle attività può avvenire utilizzando una stima, un’allocazione in percentuale oppure per misurazione diretta (laddove questo sia possibile).

 

Imputare i costi delle attività ai prodotti

Per imputare ora i costi delle attività ai prodotti, si identificheranno parametri chiamati activity driver (Ad) che rappresentano il volume di attività assorbite dall’oggetto di costo o, in altre parole, determinano i volumi di attività domandati da ogni prodotto. Questi possono misurare frequenza, durata e/o intensità di impiego di un’attività da parte di un oggetto di costo.

È possibile creare anche raggruppamenti di costi di attività (Activity Cost Pool o ACP) che costituiscono un insieme di attività. Le attività che condividono le stesse risorse (che hanno in comune lo stesso Rd) possono costituire degli Activity Cost Pool.  I costi delle attività dell’ACP vengono poi allocati agli oggetti di costo finali attraverso un unico activity driver.

 

Calcolare il coefficiente di ripartizione 

L’attribuzione del costo alla singola unità di prodotto avviene dopo aver calcolato il coefficiente di riparto o Activity Costing Rate (ACR). Questo valore rappresenta il costo unitario dell’attività (o costo dell’attività per unità di driver).

 

ACR = Costo totale dell’attività / Quantità totale activity driver

L’ACR è un utile indicatore di misurazione dei costi e un indicatore di performance.
Ottenuto questo coefficiente, il costo unitario di prodotto si ottiene moltiplicando il costo unitario (ACR) per il consumo effettivo di attività. L’allocazione del costo delle singole attività ai prodotti avviene quindi in base al consumo dell’activity driver.

Riepilogando, per calcolare il costo di prodotto con Activity Based Costing dovremo quindi:

  1. Calcolare il costo totale di ogni attività (usando i resource driver)
  2. Calcolare il volumi di attività domandati dai singoli prodotti (consumo o domanda, activity driver)
  3. Calcolare il coefficiente ACR (Activity Costing Rate)
  4. Calcolare il costo unitario del prodotto eseguendo la formula: ACR * Unità di activity driver

 

 

Differenza tra ABC e analisi dei costi tradizionale

Il metodo ABC si è rivelato un approccio di grande interesse rispetto ai metodi di analisi dei costi tradizionali, perché aiuta le aziende a ottenere un’analisi dei costi più accurata, perfezionando l’attribuzione dei costi indiretti.

Il metodo di analisi dei costi tradizionale attribuisce alla produzione i costi indiretti utilizzando un solo cost driver: ad esempio, ore macchina rapportate al volume prodotto. Utilizzando questo rapporto per ventilare i costi indiretti, si otterrà che i prodotti con basso volume di produzione avranno sempre quote minori di costi indiretti, mentre quelli che hanno volumi di produzione più alti saranno maggiormente caricati di costi indiretti. Questa modalità di attribuzione potrebbe portare a importanti errori di stima.

 

Il problema della ripartizione dei costi indiretti con i metodi tradizionali

I sistemi tradizionali di calcolo dei costi si sono sviluppati in un contesto aziendale diverso da quello attuale, caratterizzato dai seguenti punti chiave:

  1. L’obiettivo principale era ridurre al minimo i costi della manodopera diretta
  2. Si attribuiva maggiore importanza ai costi della manodopera diretta rispetto a quelli indiretti
  3. La qualità era vista come un mezzo per poter praticare prezzi più alti, ma non come un requisito essenziale per rimanere competitivi
  4. I servizi forniti al cliente erano considerati di secondaria importanza nelle strategie aziendali

Negli ultimi anni, abbiamo assistito a un notevole aumento dei costi indiretti (si può pensare ad esempio ai costi per l’innovazione tecnologica). Questo ha creato problemi significativi nel determinare i costi di prodotti e servizi, generando il cosiddetto sovvenzionamento incrociato di reddito.

Quando un sistema di calcolo dei costi assegna ai prodotti i costi indiretti in base alle quantità prodotte (ad esempio, in relazione alle ore di manodopera), può portare ad errori di valutazione, in particolare quando l’azienda realizza, oltre che prodotti semplici, anche prodotti più complessi in piccole quantità. In questa situazione, in particolare, le piccole produzioni di prodotti complessi usano più risorse generali ma, applicando i metodi di analisi dei costi tradizionali, risultano attribuiti costi indiretti relativamente bassi, mentre le produzioni semplici che richiedono meno risorse generali, presentano costi indiretti più alti. Questo porta a una sottovalutazione artificiale del costo totale delle produzioni complesse e a una sovrastima dei costi delle produzioni semplici.

 

L’attribuzione dei costi indiretti con l’Activity Based Costing

Il metodo ABC affronta in modo più accurato il problema dell’allocazione dei costi indiretti su prodotti complessi e realizzati in piccole quantità, evitando il sovvenzionamento incrociato di reddito tra prodotti più semplici e quelli che richiedono una produzione più complessa.

Il metodo ABC raggruppa dapprima i costi indiretti in categorie omogenee, suddividendo tutte le attività aziendali in gruppi omogenei in base ai determinanti di costo corrispondenti. Quindi, cerca di assegnarli il più precisamente possibile utilizzando l’allocazione dei costi su più cost driver, ottenendo un maggiore equilibrio nella distribuzione dei costi indiretti che non si basano più sulla sola quantità prodotta.

Come implementare il sistema ABC

L’implementazione di un sistema di costi ABC richiede una fase di studio e analisi, per creare un processo adeguato alla tipologia di azienda, alla complessità delle attività e dei prodotti/servizi e alle sue dimensioni. Il metodo richiede un cambiamento del sistema di calcolo dei costi e anche del modo in cui si valutano le performance aziendali: per questo richiede una modifica culturale all’interno dell’azienda. È importante che il processo di implementazione sia graduale e coinvolga i responsabili operativi.

In linea generale, è possibile individuare delle fasi da seguire.

  1. Effettuare una mappatura intelligente delle attività: un’implementazione efficiente del metodo ABC richiede la conoscenza approfondita di tutte le attività che vengono svolte.
  2. Definire le risorse: è necessario definire i costi iniziali, le spese, i centri di costo, i conti contabili, gli eventuali raggruppamenti di cost pools.
  3. Stabilire le varie assegnazioni: questa parte della pianificazione è importante affinché ogni risorsa sia collegata ad un processo e questo venga identificato in base alla sua relazione con le attività legate ad un prodotto, servizio, cliente, canale o progetto.
  4. Determinare i cost driver: dopo aver definito risorse e attività, occorre stabilire i cost driver o fattori di costo e i criteri per il loro utilizzo. In questo modo ci sarà un collegamento che rappresenta un rapporto di causa-effetto tra le fonti e le loro destinazioni.
  5. Calcolare il modello: una volta definito il modello, è il momento di applicarlo, attribuendo i costi delle attività indirette al prodotto.

È importante impostare report di controllo e analisi periodiche per verificare che l’applicazione del metodo sia corretta e risponda alle esigenze dell’azienda. Attraverso l’applicazione e l’analisi dei report è possibile evolvere il sistema, tracciando in modo efficace un numero sempre maggiore di attività rilevanti per l’azienda.

 

Vantaggi dell’Activity-Based Costing

Nel moderno contesto competitivo, il costo del prodotto non è più legato esclusivamente alla quantità di produzione, ma è legato anche alle transazioni: il costo basato sulle attività fornisce un approccio più accurato e dettagliato all’allocazione dei costi rispetto ai metodi tradizionali.

Il metodo ABC permette di identificare pool di costi come la ricerca, gli incontri con i clienti o il tempo di preparazione dei report, che collegati a cost driver specifici aiutano le aziende ad acquisire una migliore comprensione del costo reale dei loro prodotti o servizi, controllando il livello dei “nuovi” costi indiretti di produzione.

Ripartendo i costi in base a fattori più specifici, l’azienda può determinare con precisione il costo di ciascun servizio e prendere decisioni più informate in merito ai prezzi e all’allocazione delle risorse, agendo su di esse e individuando quelle necessarie, cercando di stabilizzarle, automatizzando e integrando i sistemi di produzione.

Il costo basato sulle attività (ABC), migliorando il processo di determinazione dei costi, offre:

  • Fornisce costi accurati e realistici: separando le spese generali in vari pool di costi, il costo basato sulle attività fornisce informazioni approfondite sui fattori di costo e riflette meglio i costi effettivi coinvolti nella produzione di un prodotto.
  • Identifica le aree di risparmio sui costi: assegnando i costi a prodotti specifici, il metodo ABC segnala le aree in cui i costi potrebbero essere sproporzionatamente elevati a causa delle inefficienze dei processi. Sulla base di questi risultati, le aziende possono scegliere di migliorare le proprie operazioni o di interrompere i prodotti non redditizi.
  • Migliora le decisioni sui prezzi: forti di un quadro più accurato di tutti i costi coinvolti nella creazione di un prodotto, le aziende possono ottimizzare i propri metodi di determinazione dei prezzi, migliorando notevolmente i margini di profitto nel lungo termine.
  • Garantisce una migliore allocazione delle risorse: i costi basati sulle attività aumentano la visibilità dei costi indiretti non tracciabili, come gli ammortamenti e le utenze, consentendo alle aziende di determinare con precisione i costi finali dei loro prodotti. Pertanto, le aziende possono prendere decisioni informate su quali attività investire, quali attività automatizzare e su quali prodotti concentrarsi.

 

 

Fonti articolo:

Slide pubblicate e riprese dal sito https://elearning.unite.it/:
Università degli studi di Teramo: Activity-Based Costing (1a parte)
Università degli studi di Teramo: Activity-Based Costing (2a parte)
Università degli studi di Teramo: Activity-Based Costing (3a parte)

 



 

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