Bando Digital Transformation

Bando per la Digital Transformation

Dal 15 dicembre 2020 sarà possibile presentare le domande per partecipare al Bando per la Digital Trasnformation: istituito dal Decreto Crescita (DL 34/2019), si tratta di un’agevolazione che lo Stato riconosce alle micro, piccole e medie imprese italiane, che intendono avviare una trasformazione tecnologica e digitale dei loro processi produttivi.

Il 1 ottobre il MISE ha pubblicato il decreto direttoriale che ne disciplina modalità, tempi di presentazione delle domande, schemi e documentazioni per lo svolgimento delle istruttorie da parte del ministero stesso, nonché le modalità per eseguire la determinazione e la rendicontazione delle attività e dei costi che possono essere ammessi e quanto serve per poter mettere in atto tutto il progetto di trasformazione digitale delle aziende beneficiarie.

In questo articolo vediamo insieme com’è strutturato l’intervento agevolativo per la digital transformation e come poter presentare un progetto per ottenere il finanziamento previsto.

 

Cos’è la Digital Trasformation

La Digital Transformation, come dice la parola stessa, è una sorta di trasformazione digitale di un’azienda che prevede l’integrazione della tecnologia digitale in una o più aree dell’impresa, apportando un’evoluzione non solo di tipo operativo, ma anche e soprattutto culturale. La digitalizzazione di un’azienda comporta, infatti, un cambiamento nell’approccio al lavoro, nella mentalità del suo management e di tutto il personale che vi lavora. Il passaggio da un business tradizionale a un business digitale è un passaggio operativo, che va supportato da un atteggiamento manageriale e lavorativo completamente diverso: un cambiamento notevole non solo nella gestione interna, ma anche verso l’esterno, nel rapporto con i fornitori, i clienti e ogni altro soggetto con cui entra in contatto.

La digital transformation sta diventando piano piano uno step a cui le aziende non potranno sottrarsi: oggi è fondamentale per un’impresa sapersi adattare a qualsiasi improvvisa circostanza e questa duttilità è possibile solo se si hanno a disposizione tecnologie avanzate. L’evento epidemiologico COVID-19, che ha colto di sorpresa la maggior parte del mondo imprenditoriale italiano, ha accelerato questo processo: per fare un esempio, molte aziende ancorate alla vendita tradizionale hanno dovuto implementare nuove tecnologie per proporsi anche nel mondo online e garantirsi una sopravvivenza economica.

 

 

Qual è il vantaggio dei dati digitali?

In realtà la digitalizzare dei processi aziendali apporta più di un vantaggio, il primo fra i quali è sicuramente quello della notevole riduzione di documentazione cartacea. Non solo. Elenchiamo i più considerevoli:

  • Condivisione dei dati aziendali: la gestione dei dati in cloud permette un accesso agli stessi in modo veloce, in qualsiasi momento si voglia e da qualsiasi luogo/dispositivo. Ne migliora e velocizza poi l’indicizzazione e la ricerca di documenti o qualsiasi altra informazione.
  • Maggiore sicurezza e protezione dei propri database: la digitalizzazione dei dati con relativa conservazione in cloud assicura una maggiore protezione delle informazioni e, grazie ai back-up ricorrenti, tutela contro il rischio di perdita o distruzione delle informazioni.
  • Miglioramento nella competitività: in mercato come quello attuale, sempre più competitivo, l’azienda che ha processi produttivi digitalizzati è in grado di risponde molto più velocemente alle nuove o maggiori domande di mercato, rispetto ad un’azienda tradizionale.
  • Miglioramento della Customer Experience: digitalizzare i propri processi per i soddisfare i clienti dovrebbe essere uno dei primi obiettivi, che un’azienda deve porsi nell’affrontare questo cambiamento. Un’azienda che conosce bene il proprio target, che è in grado di profilarlo al dettaglio, sarà poi capace di offrire un prodotto sempre più personalizzato per il cliente a cui mira e sarà in grado di soddisfarlo molto di più rispetto ad un’azienda orientata alle vendite.
  • Apertura verso nuovi mercati indipendentemente dalla loro ubicazione: l’azienda digitale può essere presente in nuovi e lontani mercati.
  • Efficienza dei processi produttivi con relativa diminuzione dei costi: i processi con la digital transformation diventano più veloci, più snelli azzerando i margini di errori possibili.

 

La Digital Trasformation del MISE

La trasformazione da impresa tradizionale a impresa digitale però non è solo una risposta al contingente momento epidemiologico; è un processo ormai in atto da tempo, del quale lo stesso Governo italiano si sta rendendo sostenitore. Il fine è quello di incentivare la trasformazione digitale delle aziende italiane tramite l’implementazione di:

Nel Decreto Crescita, infatti, lo stato italiano ha stanziato 100 milioni di euro per la digital transformation delle PMI, con un paio di riserve:

  • il 25% delle risorse stanziate sono destinate ai progetti proposti da micro e piccole imprese e ai progetti congiunti fra imprese partecipanti;
  • il 5% delle risorse stanziate è riservata alle PMI che, alla data di presentazione della domanda, siano in possesso del rating di legalità (un indicatore sintetico, che misura il rispetto di standard elevati di legalità da parte delle imprese che volontariamente si prestano a misurarlo).

 

 

I soggetti beneficiari della Digital Transformation

Gli incentivi stanziati dallo stato italiano per avviare la trasformazione digitale delle imprese possono essere richiesti solo da micro e piccole medie imprese che, alla data di presentazione della domanda, abbiano i seguenti requisiti:

  • iscrizione regolare al Registro delle Imprese;
  • il settore di attività prevalente o primario deve essere:
    • manifatturiero
    • servizi diretti alle imprese manifatturiere
    • turistico
    • commercio
  • nell’ultimo bilancio approvato e depositato devono essere dichiarati almeno 100.000 euro di ricavi per vendite e prestazioni;
  • devono avere almeno due bilanci approvati e depositati, presso il Registro delle imprese;
  • non devono essere sottoposte a procedura concorsuale o in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente a queste.

 

Progetti di trasformazione digitale congiunti fra imprese

Il decreto dà la possibilità alle imprese di presentare congiuntamente un progetto, purché tutte le aziende partecipanti abbiano i requisiti sopra descritti e siano al massimo 10 in totale. Deve essere stipulato un contratto di rete o di altra forma contrattuale di collaborazione, compresi il consorzio e l’accordo di partenariato. In riferimento al requisito dei 100.000 euro di ricavi nell’anno pregresso, la somma può essere, in questo caso, raggiunta dal totale dei ricavi delle diverse aziende che partecipano al progetto.

Dal contratto di rete (o equivalente) deve risultare con chiarezza la suddivisione delle competenze fra le varie imprese e soprattutto devono essere definiti tutti gli aspetti relativi alla proprietà, all’utilizzo e alla diffusione dei risultati del progetto di digital transformation. Inoltre, sempre dal contratto, deve risultare quale delle aziende sia il soggetto capofila che deve corrispondere ad un DIH (Digital Innovation Hub) o n EDI (ecosistema digitale); questa svolgerà il ruolo di referente del gruppo nei confronti del MISE per l’esecuzione di tutto il progetto. Le DIH o EDI sono imprese che hanno come core business proprio quello di stimolare la conoscenza e l’adozione di nuove tecnologie che portino alla trasformazione digitale del nostro tessuto imprenditoriale, rientranti nel Piano Impresa 4.0 e della strategia europea per la digitalizzazione dell’industria (DEI Digitising European Industry).

 

Soggetti esclusi dagli incentivi della Digital Transformation

Non possono partecipare al bando MISE per la digitalizzazione dei processi produttivi le imprese che hanno queste caratteristiche:

  • non sono in regola in riferimento agli obblighi che derivano da leggi di edilizia ed urbanistica, lavoro, prevenzione infortuni e salvaguardia dell’ambiente ed in relazione agli obblighi contributivi;
  • non hanno effettiva disponibilità (risultante dal Registro delle imprese) dell’unità produttiva oggetto della richiesta dell’agevolazione;
  • sono insolventi nei confronti di ammende dovute per provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal ministero;
  • sono destinatarie di sanzioni interdittive;
  • i legali rappresentanti o gli amministratori sono stati condannati (in via definitiva o con decreto penale) per reati relativi ad esclusione dalla partecipazione ad un procedura di appalto o concessione in tema di contratti pubblici;
  • sono imprese in difficoltà (come da definizione dell’art. 2 punto 18 del Regolamento Generale di Esenzione per Categoria – GBER)

 

 

Spese finanziabili dalla Digital Transformation

Le spese finanziabili tramite gli incentivi della Digital Transformation Italia devono mirare a trasformare tecnologicamente e digitalmente i processi produttivi dell’azienda richiedente e possono avere come oggetto:

  • tecnologie abilitanti individuate dal Piano nazionale impresa 4.0 (quindi parliamo di big data e analisi dei dati, cloud, cyber security, sistemi di visualizzazione e realtà aumentata, manifattura additiva, integrazione digitale dei processi aziendali, eccetera);
  • tecnologie relative a soluzioni tecnologiche digitali di filiera, finalizzate:
    • all’ottimizzazione della gestione della catena di distribuzione e della gestione delle relazioni con i diversi attori;
    • al software;
    • alle piattaforme e applicazioni digitali per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio;
    • ad altre tecnologie, quali sistemi di e-commerce, sistemi di pagamento mobile e via internet, fintech, sistemi elettronici per lo scambio di dati (electronic data interchange), geolocalizzazione, tecnologie per l’in-store customer experience, system integration applicata all’automazione dei processi, blockchain, intelligenza artificiale, internet of things.

Molto importante poi è l’obiettivo di realizzazione che i progetti presentati avranno. In particolare il decreto prevede due categorie:

  1. progetti di innovazione di processo o di innovazione organizzativa;
  2. i progetti di investimento.

I progetti che le aziende presenteranno devono essere corredati da un’ampia documentazione per attestare che siano coerenti con le finalità del bando ministeriale. In particolare, occorre allegare una descrizione dettagliata di tutte le attività previste nel progetto, con il dettaglio di tutti i costi (i pagamenti devono avvenire con modalità tracciabili) e l’indicazione dei parametri di performance legati al progetto, compresa la loro misurazione.

 

Quali sono le agevolazioni concesse per la Digital Innovation

Le agevolazioni previste dal bando del Ministero sono concesse, in base alle spese sostenute dalle aziende richiedenti, nella percentuale del 50% così divisa:

  • il 10% sotto forma di contributo a fondo perduto;
  • il 40% come finanziamento agevolato.

Il finanziamento agevolato deve essere restituito senza interessi con un piano di ammortamento a rate semestrali costanti, posticipate scadenti il 31 maggio e il 30 novembre di ogni anno, per un periodo di massimo 7 anni. L’agevolazione per la Digital Transformation non può essere cumulata ad altre agevolazioni pubbliche, riferite alle stesse spese.

 

Come partecipare al bando MISE per la Digital Transformation

La domanda di partecipazione al bando, firmata digitalmente, va presentata entro le h. 12 del 15 dicembre 2020, esclusivamente in via telematica, utilizzando la procedura online sul sito del MISE oppure di Invitalia. Ogni azienda o gruppo di aziende può presentare una sola domanda per la concessione dell’incentivo. La domanda sarà correttamente compilata se provvista della seguente documentazione (disponibile negli allegati al decreto e scaricabile qui nelle Fonti Articolo):

  • scheda Progetto (Allegato A1);
  • dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà attestante il possesso dei requisiti di accesso alle agevolazioni (Allegato A2);
  • dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà inerente aiuti di Stato dichiarati incompatibili dalla Commissione europea (Allegato A3);
  • dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà per l’attribuzione del rating di legalità (Allegato A4);
  • dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà riportanti le informazioni finalizzate all’acquisizione della certificazione antimafia (Allegato A5);
  • dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà relativa alla determinazione della dimensione aziendale e del rating di legalità (Allegato A6);
  • dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà riguardanti le norme di prevenzione dell’antiriciclaggio (Allegato A7);
  • dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà attestante i valori di bilancio necessari per la determinazione dei punteggi (Allegato A8);
  • in caso di aggregazioni, contratto sottostante ai rapporti tra le parti;
  • statuto e atto costitutivo.

L’importo di spesa da presentare deve essere compreso tra i 50 mila e i 500 mila euro. Se il progetto è congiunto deve essere specificato che ogni azienda partecipa nelle spese per almeno il 10% dei costi ammissibili. Inoltre il progetto deve:

  • riguardare un’unità produttiva che si trova nel territorio italiano;
  • deve essere avviato successivamente alla presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni;
  • deve essere ultimato non oltre i 18 mesi successivi alla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni (anche se, su richiesta documentata, l’azienda ne può richiedere una proroga, fino a massimo 6 mesi).

Il Ministero avvia l’istruttoria entro 90 giorni dalla data di presentazione della domanda e si riserva la possibilità di richiedere ulteriori chiarimenti e/o integrazioni. Quando la domanda si conclude positivamente con la concessione dell’agevolazione, il Ministero emette un provvedimento di concessione e registra subito l’aiuto concesso sul Registro nazionale degli aiuti di Stato; se il progetto riguarda una domanda congiunta di un gruppo di aziende, questa registrazione viene effettuata per ciascuna azienda partecipante.

Entro 30 giorni dalla sottoscrizione del provvedimento di concessione, da parte dell’impresa beneficiaria, Invitalia provvede alla stipula del contratto di finanziamento, che contiene tutte le modalità e le condizioni per l’erogazione e il rimborso del finanziamento agevolato, oltre ovviamente agli impegni e agli obblighi previsti a carico dell’azienda che riceve l’agevolazione. Nel caso di esito negativo dell’istruttoria il Ministero comunica all’interessata i motivi che non hanno permesso di procedere all’ammissione della domanda.

Occorre poi dire che il Ministero eroga i benefici entro i limiti delle somme stanziate dal Governo: nel caso in cui queste si esauriscano, lo stesso Ministero ne dovrà dare tempestiva comunicazione, che verrà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Se le risorse diventano insufficienti, le domande accolte saranno solo quelle che avranno il maggior punteggio secondo i criteri di valutazione previsti nell’allegato A10.

 

Controlli e revoche da parte del Ministero

In qualsiasi momento della fase amministrativa di concessione dell’agevolazione per la Digital Transformation, il Ministero può fare controlli tramite accertamenti d’ufficio, consultazioni dirette e telematiche dei database delle aziende beneficiarie o dei loro registri pubblici e anche tramite delle ispezioni direttamente in azienda. Nel caso di esito negativo dei controlli, può procedere alla revoca delle concessioni.

Il decreto attuativo del bando prevede alcuni casi di revoca integrale della concessione: ad esempio quando l’obiettivo del progetto non viene raggiunto oppure quando l’azienda beneficiaria fallisce o subisce una procedura concorsuale oppure viene rilevato una motivazione di divieto per la legge antimafia.

Sono previsti anche casi di revoca parziale del beneficio concesso: ad esempio quando non si rispetta il termine massimo per la realizzazione del progetto oppure per la mancata restituzione, per più di un anno, delle rate del finanziamento agevolato da restituire al Ministero.

 

Un esempio di Digital Transformation

Negli ultimi anni non sono poche le aziende che hanno piano piano abbracciato la mentalità della digital transformation o della digital innovation. E questo cambiamento riguarda sia la micro impresa che realtà molto più grandi. La stessa pandemia ha contribuito sicuramente ad accelerare alcuni cambiamenti verso un business molto più digitale a partire dalle piccole realtà. Per fare un esempio, moltissimi ristoranti, a seguito delle regole imposte dalla diffusione del Covid-19, hanno digitalizzato il proprio menù scaricabile direttamente al tavolo, tramite un QR code, che il cliente scannerizza con il proprio smartphone: nessuna contaminazione e tutto completamente digitale.

A livello di realtà più grandi, possiamo fare un esempio di come l’investimento in tecnologie sempre più avanzate, velocizzi il ciclo produttivo: DHL. L’azienda DHL gestisce una rete di logistica già ultra digitalizzata e smart, ma recentemente ha investito per velocizzare il processo di scannerizzazione dei bar code: si è voluto ottimizzare il processo di vision picking nei magazzini, eliminando quei tempi morti di utilizzo degli scanner manuali con relativa bolla cartacea e utilizzo della penna. L’investimento ha riguardato l’acquisto di Smart Glasses, dispositivi elettronici dotati di lettori ottici montati su degli occhiali, in grado di scannerizzare i codici a barre, richiamare i documenti elettronici e inoltrare subito le informazioni. Questo investimento in tecnologia di realtà aumentata dimostra come DHL abbia ottenuto un risultato di miglioramento della catena di approvvigionamento e la facilitazione del lavoro del personale addetto che lavora a mani libere e commette sicuramente meno errori.

 


Fonti articolo
GAZZETTA UFFICIALE | DECRETO CRESCITA DL 34/2019
MISE | DECRETO DIRETTORIALE 09/06/2020
MISE | DECRETO DIRETTORIALE 01/10/2020
MISE | ALLEGATI DECRETO 01/10/2020



 

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