Bando smart working Lombardia: stanziati 4,5 milioni

Bando Regione Lombardia per piani di smart working

La Lombardia investe sullo smart working: a febbraio ha pubblicato un bando per l’adozione di piani aziendali di lavoro agile, che prevede lo stanziamento di 4,5 milioni di euro. A seguito degli eventi determinati dall’emergenza sanitaria (COVID-19), il 20 marzo la regione ha pubblicato un’integrazione del bando, destinata alle aziende che nell’emergenza hanno adottato lo smart working. L’obiettivo è quello di incentivare le imprese a rivedere i propri modelli organizzativi sul piano lavorativo, con lo scopo di aumentare la produttività e migliorare contemporaneamente il benessere dei propri dipendenti.

 

Bando per lo smart working Regione Lombardia: in cosa consiste

L’agevolazione prevista dal bando è erogata sotto forma di voucher aziendale, che verrà destinato a lavori ultimati ai soggetti beneficiari. Il valore dei voucher sarà determinato dal numero di dipendenti delle sedi operative in Lombardia, alla data di accettazione del finanziamento. Il bando rientra nel Programma Operativo Regionale 2014-2020, che prevede una serie di attività volte alla crescita occupazionale, ed è cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo (POR FSE 2014-2020).

L’importo stanziato dalla Regione per lo smart working è di 4,5 milioni di euro, suddivisi così:

  • 3 milioni: per la realizzazione di interventi di supporto all’adozione del piano di smart working (Azione A)
  • 1,5 milioni: per la realizzazione di interventi di supporto per l’attuazione del piano di smart working (Azione B)

 

Le spese finanziabili dalla Lombardia con il bando sul lavoro agile

Il bando suddivide le spese oggetto di voucher in due tipologie di progetti:

Azione A – Supporto all’adozione dello smart working
in questa categoria vengono comprese le attività preliminari all’adozione di un piano di lavoro agile (ad esempio l’analisi organizzativa e dei processi interni aziendali, individuazione delle tecnologie digitali, consulenza giuslavoristica, supporto per la stesura del piano di smart working e redazione dell’accordo aziendale); le attività di formazione rivolta al management/middle management e agli smart worker; le attività di avvio e monitoraggio di un progetto pilota (il progetto sperimentale deve durare minimo 5 mesi e deve prevedere un numero minimo di dipendenti delle unità produttive site in regione Lombardia).
Azione B – Supporto all’attuazione dello smart working
in questa categoria rientrano gli acquisti della tecnologia destinata al lavoro agile, sia hardware (tablet, smartphone e computer) e software.

L’importo del voucher varia in base al numero di dipendenti ed è riferito per singola tipologia di azione:

Tabella valore voucher da erogare per il bando sullo smart working in Lombardia

Fonte immagine: Programma Operativo Regionale 2014-2020
Nella categoria di lavoratori dipendenti vanno inclusi quelli con un contratto a tempo indeterminato o determinato (non importa se full o part time) o con contratto di apprendistato e i soci-lavoratori di cooperative.
Vanno esclusi invece: i tirocinanti, i collaboratori d’impresa, i lavoratori con contratto di somministrazione o di lavoro intermittente, i titolari d’impresa e quelli che fanno parte del Consiglio di Amministrazione.

L’agevolazione per lo smart working non si può cumulare con altri incentivi concessi per gli stessi costi. Tutte le spese rendicontabili devono essere riferite alle sedi operanti in Lombardia.

I soggetti beneficiari del bando per lo smart working

Al bando possono partecipare tutti i soggetti che esercitano attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi (art. 2082 del Codice Civile). Questi soggetti devono avere determinati requisiti alternativi:

  • avere regolare iscrizione alla Camera di Commercio di competenza;
  • se non iscritti alla Camera di Commercio, devono avere la partita IVA. In questo caso, devono essere iscritti al Registro delle Imprese e devono partecipare in qualità di micro, piccola o media impresa.

Inoltre sono previsti i seguenti requisiti:

  • avere un numero di dipendenti non inferiore a 3 persone;
  • non aver già avviato alcun piano di smart working regolamentato o con accordo aziendale;
  • avere una posizione contributiva regolare;
  • se si rientra nelle aziende con obbligo di assunzione di disabili, essere in posizione regolare;
  • non essere in stato di fallimento, di procedura concorsuale, di liquidazione anche volontaria, di
    amministrazione controllata, di concordato preventivo o qualsiasi altra situazione equivalente secondo la
    normativa vigente.;
  • non rientrare nei campi di esclusione previsti dall’articolo 1 del Regolamento UE n. 1407/20132 (aiuti de minimis), ad esempio imprese operanti nel settore della pesca, dell’acquacoltura, della produzione primaria dei prodotti agricoli, attività connesse all’esportazione verso paesi terzi o Stati membri, eccetera.

L’azienda che beneficerà dell’agevolazione dovrà mantenere questi requisiti fino al termine della fase di rendicontazione e liquidazione del finanziamento.

I soggetti che verranno ammessi al finanziamento devono avere una o più sedi in Lombardia, dove verranno svolte le attività di smart working. Se al momento in cui presentano la domanda, i soggetti non hanno ancora una sede in regione, dovranno dichiarare l’intenzione di costituirla entro la data di accettazione del contributo.

 

Estensione del bando per lo smart working a seguito dell’emergenza COVID-19

A seguito dell’introduzione “forzata” del lavoro agile per l’emergenza determinata dal Coronavirus, il bando è stato esteso anche ai datori di lavoro che hanno introdotto lo smart working nel periodo di emergenza epidemiologica a partire dal 25 febbraio 2020, per tutta la durata dell’emergenza. Oltre a questa condizione, sono previste le seguenti altre:

  • tali soggetti devono aver assolto l’obbligo di recapitare al proprio dipendente l’informativa sulla sicurezza sul lavoro anche in via telematica;
  • tali soggetti devono aver comunicato l’avvio dello smart working tramite la piattaforma del Cliccalavoro sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Per questi datori di lavoro il bando prevede l’ammissibilità delle spese sostenute a partire dal 25 febbraio per spese relative all’acquisto di strumentazione tecnologica e all’avvio delle attività con il lavoro agile, purché si attengano alle condizioni previste per l’ottenimento del finanziamento e dimostrino che l’introduzione dello smart working resterà un’organizzazione stabile del modello lavorativo.

Come partecipare al bando per lo smart working Lombardia

La domanda per partecipare al bando deve essere presentata esclusivamente via telematica sul sito www.bandi.servizirl.it a partire dalle ore 12:00 del 2 aprile 2020 fino ad esaurimento della dotazione finanziaria e comunque non oltre le ore 17:00 del 15 dicembre 2021.

Per la domanda è stato previsto un modulo specifico a cui vanno allegate le seguenti documentazioni:

Se il soggetto non dovesse allegare anche solo una di queste documentazioni, la domanda sarà ritenuta inamissibile. La data di invio della domanda sarà quella di protocollazione elettronica, che verrà assegnata dalla procedura informatica del sito preposto. La Regione Lombardia procederà all’istruttoria delle domande pervenute entro i termini previsti.

 

Erogazione dei voucher per lo smart working Lombardia: la tempistica

Prima di assegnare i voucher, la Regione Lombardia dovrà effettuare l’istruttoria sulle domande ricevute. Questa verifica ha il fine di certificare:

  • la sussistenza dei requisiti di ammissibilità dei soggetti richiedenti
  • la correttezza della modalità di presentazione della domanda di finanziamento
  • la completezza dei documenti inviati
  • l’assolvimento degli eventuali obblighi di bollo.

Durante la fase istruttoria, la regione potrà chiedere ai partecipanti al bando ulteriori documentazioni per chiarire e integrare le informazioni già ricevute (il tutto sempre ed esclusivamente in via telematica). Se il soggetto si rifiuta di fornire i dati richiesti o li consegna oltre i termini temporali previsti, la sua domanda verrà scartata.

Entro 60 giorni solari dalla data di presentazione della domanda, verranno approvati i voucher da erogare. L’esito dell’istruttoria verrà comunicato ai vari partecipanti via telematica e via PEC, indicando l’entità del contributo che ciascuno riceverà e le modalità per riscuoterlo. La Regione Lombardia provvederà a pubblicare gli esiti delle istruttorie sul proprio sito, nella sezione dedicata alla programmazione FSE 2014/2020: www.fse.regione.lombardia.it.

 

Erogazione dei voucher per lo smart working Lombardia: la modalità

Il soggetto che ha ricevuto la comunicazione dell’assegnazione del voucher, deve accettare entro 30 giorni solari alla data del decreto di concessione contributo, pena la decadenza del diritto. Questa accettazione avviene tramite la comunicazione dell’avvio delle attività di smart working. Le attività che riguarderanno il lavoro agile (sia di adozione che di attuazione) devono terminare entro 270 giorni solari dalla data in cui si è comunicato l’inizio delle attività.

L’erogazione dell’agevolazione avviene ad attività ultimate e solo dopo aver presentato il rendiconto di tutte le spese effettivamente sostenute per le varie attività oggetto del voucher. A tal fine il soggetto dovrà presentare una serie di documentazioni come ad esempio: la domanda di liquidazione, una relazione finale che attesti l’esecuzione dei lavori, il piano aziendale di smart working, una Timesheet “Partecipanti alle attività per l’Adozione del Piano di smart working”, l’accordo aziendale sottoscritto o regolamento aziendale approvato, copie di tutte le fatture (per l’elenco completo della documentazione da produrre si veda nelle fonti articolo il Programma Operativo Regionale 2014-2020).

Fonti Articolo:
GAZZETTA UFFICIALE | L. 81/2017
MISE | Reg. UE NR. 1407/2013
UE – REGIONE LOMBARDIA | Programma Operativo Regionale 2014-2020
UE – REGIONE LOMBARDIA | Integrazione POR FSE 2014-2020 per emergenza epidemiologica da COVID-19



 

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