Brevetti+: il governo valorizza i brevetti delle piccole e medie imprese

Incentivi alle imprese: il bando Brevetti+

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato il bando Brevetti+, che ha il fine di valorizzare economicamente i progetti relativi ai brevetti delle aziende. Da gennaio 2020 tutte le piccole e medie imprese, che hanno bisogno di un sostegno economico per il loro progetto di brevetto, possono richiedere l’incentivo seguendo un apposito iter. In questo articolo vediamo cos’è questo bando, chi può usufruirne e come ottenere l’agevolazione.

 

Bando Brevetti+: cos’è

Il bando Brevetti+ prevede agevolazioni alle imprese per la valorizzazione economica dei brevetti e risponde all’esigenza di sostenere lo sviluppo di strategie di brevetto e di incrementare la capacità competitiva delle micro, piccole e medie imprese. Prevede l’erogazione di agevolazioni per l’acquisto di particolari servizi, che abbiano il fine specifico di dare un valore economico, in termini di redditività, produttività e sviluppo di mercato, alle innovazioni brevettabili.

 

L’importo totale stanziato dal governo per Brevetti+

Il governo ha stanziato per Brevetti+ un totale di 21,8 milioni di euro. Per le regioni del sud si potranno utilizzare anche i fondi del PON ossia il Programma Operativo Nazionale Imprese e Competitività, che è volto a far aumentare la competitività delle imprese del Mezzogiorno, a beneficio di un riequilibrio territoriale e di convergenza sud-centro-nord.

Della somma stanziata va precisato che:

  • il 5% verrà erogato alle imprese dotate di rating di legalità, al momento della presentazione della domanda di accesso al finanziamento. Questa somma viene fatta rientrare nella dotazione complessiva dell’incentivo, se non utilizzata entro i 30 giorni successivi alla data di compilazione delle domande;
  • il 15% viene destinato alle start-up innovative, che risultano regolarmente iscritte al registro delle imprese. Se questa somma non viene utilizzata entro sei mesi dalla data di ammissione delle domande, ritorna nella dotazione complessiva e potrà essere destinata alle imprese che sono in sospeso per esaurimento di somme da stanziare.

Il rating di legalità: cos’è e come ottenerlo

Il rating di legalità è uno strumento destinato alle imprese italiane che rispettano determinati standard etici. Il riconoscimento di questo rating permette alle imprese di accedere agevolmente ai finanziamenti pubblici e al credito bancario. Tutte le imprese possono fare richiesta di attribuzione del rating di legalità, purché abbiano questi requisiti:

  • la sede operativa sia nel territorio italiano;
  • il fatturato del periodo di imposta precedente alla domanda sia minimo di 2 milioni di euro;
  • siano iscritte al registro di impresa da minimo due anni al momento della richiesta;
  • rispondano appieno ai requisiti richiesti dal Regolamento emanato dall’AGCM n. 27165/2018 (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato).

Dal punto di vista più pratico, all’impresa viene assegnato un punteggio in stelline, da una a tre. A seconda di quanti requisiti vengono rispettati si potrà ottenere il punteggio base (una stella) o il punteggio massimo (tre stelle). Per fare domanda di attribuzione del rating di legalità bisogna compilare il modulo online sul sito dell’AGCM nella piattaforma dedicata (Webrating). Il rating di legalità ha durata di due anni e può essere rinnovato solo se l’impresa ne fa esplicita richiesta. Nessun costo deve essere sostenuto dalle aziende che vogliono richiedere questo riconoscimento.
 


 

L’importo massimo destinato alla singola azienda

L’azienda che viene ammessa all’agevolazione riceve un finanziamento massimo di 140.000 euro, erogato in conto capitale. La somma finanziata, però, non può essere maggiore dell’80% delle spese ammissibili. La percentuale si eleva al 100% solo per due eccezioni:

  • le imprese che si costituiscono a seguito di uno Spin-off accademico o universitario;
  • le imprese in cui l’attività principale, relativa al progetto di valorizzazione del brevetto, sia svolta in una delle Regioni del Mezzogiorno.

L’incentivo non è cumulabile con altre agevolazioni riferibili alle stesse spese ammissibili.

 

Bando Brevetti+: a chi è destinato

L’incentivo sui brevetti può essere richiesto da tutte le piccole e medie imprese che operano in Italia che abbiano almeno una delle seguenti condizioni:

  • siano titolari o licenziatari di un brevetto per invenzione industriale, concesso in Italia dopo il 1 gennaio 2017;
  • siano titolari di una domanda nazionale di brevetto per invenzione industriale, depositata dopo il 1 gennaio 2016, a cui sia stato dato un riscontro non negativo dall’ufficio brevetti (cosiddetto rapporto di ricerca);
  • siano titolari di una domanda di brevetto europeo o di una domanda internazionale di brevetto, depositata dopo il 1 gennaio 2016, con un rapporto di ricerca con esito “non negativo”, che rivendichi la priorità di una precedente domanda nazionale di brevetto;
  • siano in possesso di un’opzione o di un accordo preliminare che abbia per oggetto l’acquisto di un brevetto o l’acquisizione in licenza di un brevetto per invenzione industriale, rilasciato in Italia successivamente al 1 gennaio 2017, con un soggetto, anche estero, che ne detenga la titolarità;
  • siano imprese neo-costituite in forma di società di capitali, a seguito di operazione di Spin-off universitari/accademici, per le quali sussistano, al momento della presentazione della domanda, le seguenti condizioni:
    • partecipazione al capitale da parte dell’università o dell’ente di ricerca, in misura non inferiore al 10%;
    • titolarità di un brevetto per invenzione industriale o di un accordo preliminare di acquisto o di acquisizione in licenza d’uso di brevetto per invenzione industriale, purché concesso successivamente al 1 gennaio 2017 e trasferito dall’università o ente di ricerca socio;
    • l’Università o l’ente di ricerca sia ricompreso nell’elenco degli enti vigilati dal MIUR.
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    Come si può ottenere l’agevolazione per i brevetti

    L’incentivo per i brevetti deve seguire un preciso iter gestito dall’INVITALIA (Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.a.). Le domande devono essere presentate esclusivamente via telematica, sul sito del gestore, seguendo la procedura dedicata, a partire dalle ore 12.00 del 30 gennaio 2020 e si chiuderanno quando le risorse stanziate terminano.

    Oltre ai dati anagrafici e una presentazione dell’impresa, nella domanda bisognerà descrivere l’oggetto di brevetto, precisando a quale stadio del processo brevettuale ci si trova. C’è poi la sezione dedicata agli obiettivi di valorizzazione economica, che si intende perseguire tramite il brevetto e l’illustrazione dei risultati che ci si aspetta di raggiungere.

    Alla domanda andranno allegati alcuni documenti quali:

    • le dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà: ad esempio requisito di microimpresa/PMI e gli aiuti in regime de minimis;
    • la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che attesti la conformità agli originali di tutte le copie dei documenti inviati;
    • gli adempimenti antiriciclaggio;
    • la documentazione relativa allo stato di avanzamento del percorso di brevettazione o l’eventuale titolarità/contitolarità del brevetto;
    • i preventivi di spesa con descrizione dettagliata delle attività previste, redatti dai fornitori in originale;
    • la liberatoria sulla privacy;
    • per le aziende che sono in Spin Off e che intendono acquistare un brevetto, la perizia tecnica giurata di stima del valore del brevetto, appositamente redatta da un tecnico.

    Tutta la documentazione prodotta deve riportare la firma digitale del legale rappresentante della società, altrimenti non saranno ammesse a valutazione; lo stesso accadrà per le domande non complete o non conformi ai requisiti richiesti.

    Valutazione delle domande e concessione del contributo

    Le domande verranno prese in considerazione in base all’ordine cronologico di presentazione telematica e verranno prima di tutto verificati i requisiti di ammissione. Il decreto individua poi precisi criteri di valutazione come, per esempio, la credibilità della strategia di valorizzazione economica e la coerenza tra i fornitori prescelti e i servizi specialistici richiesti.

    Una volta ritenuta ammissibile la domanda, l’iter prevede un colloquio di approfondimento con l’impresa che richiede l’incentivo. In ogni caso durante la fase istruttoria delle domande, INVITALIA può, esclusivamente tramite PEC:

    • richiedere chiarimenti, ulteriori informazioni a cui l’azienda è tenuta a rispondere in modo puntuale entro 15 giorni;
    • inviare una comunicazione all’azienda richiedente indicando i motivi che non permettono di accogliere la domanda; a questa l’azienda può rispondere entro 10 giorni con le sue eventuali controdeduzioni.

    Se l’esito della valutazione istruttoria è positivo, INVITALIA delibera che venga concesso il finanziamento tramite un atto di concessione del contributo, che deve essere firmato digitalmente dall’impresa.

     

    Le spese ammissibili del bando Brevetti+

    Il contributo si potrà ottenere per finanziare quelle spese necessarie all’acquisto di servizi altamente specializzati, al fine di produrre valorizzazione economica del brevetto. Il decreto individua tre tipologie di settore in cui sono ammessi questi costi:

    Industrializzazione e ingegnerizzazione
    ad esempio: progettazione e realizzazione di software solo se relativo al brevetto, test di produzione, studio, progettazione ed ingegnerizzazione del prototipo.
    Organizzazione e sviluppo
    ad esempio: servizi di IT Governance, studi ed analisi per lo sviluppo di nuovi mercati geografici e settoriali, organizzazione dei processi produttivi.
    Trasferimento tecnologico
    ad esempio: proof of concept, due diligence, predisposizione accordi di segretezza, costi dei contratti di collaborazione tra PMI e istituti di ricerca/università (accordi di ricerca sponsorizzati).

    Le spese possono essere rimborsabili solo se effettuate tramite pagamenti rintracciabili (ad esempio bonifici, RI.BA., R.I.D., carte di credito, eccetera) e la data del pagamento non deve essere antecedente alla data di presentazione della domanda di ammissione. Non possono essere rimborsate le spese che, pur rientrando nelle categorie oggetto del bando, sono relative a servizi forniti dagli amministratori, dai soci o dai dipendenti dell’azienda beneficiaria o da società fornitrici in cui siano presenti questi stessi soggetti.
     


     

    Come vengono erogate le somme

    Le somme da erogare devono essere richieste eslusivamente tramite la procedura informatica del gestore, a cui segue sempre un controllo amministrativo. Sarà possibile fare delle richieste intermedie ossia a progetto non ancora concluso. In questo caso si potrà chiedere:

    • a titolo di anticipo: un importo fino al 30% del contributo concesso;
    • a fronte di un SAL (stato avanzamento lavori): un importo compreso tra il 30% ed il 60% del contributo stanziato.

    Il progetto di brevetto deve concludersi entro 18 mesi dalla data di ricezione dell’atto di concessione, regolarmente firmato oppure prima, se i servizi oggetto della valorizzazione sono interamente erogati, con regolare fatturazione dei relativi costi, tutti contabilizzati al massimo entro 30 giorni dalla conclusione del piano dei servizi. Il saldo deve essere richiesto entro e non oltre i 45 giorni successivi alla conclusione del progetto e deve includere le fatture quietanzate delle spese ammesse e una relazione finale che illustri la piena realizzazione del progetto ed i risultati riscontrabili e misurabili.

     

    Revoca delle agevolazioni

    Anche se la domanda è stata ammessa, l’incentivo può essere revocato in vari casi, come ad esempio:

    • rinuncia dell’impresa beneficiaria;
    • quando i contributi sono stati concessi sulla base di dati, notizie o dichiarazioni false, inesatte o reticenti;
    • quando il beneficiario sia sottoposto a liquidazione, a procedure concorsuali con finalità liquidatorie o cessi l’attività durante il progetto di brevettazione;
    • quando l’azienda non rispetti i termini di fine progetto indicato nell’atto di concessione.

     
    Fonti articolo:
    MISE | BANDO BREVETTI+
    GAZZETTA UFFICIALE | DECRETO 57/2014
    MISE | REGOLAMENTO CE 1407/2013



 

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