Ricevuta fiscale, fatturazione e corrispettivi elettronici: come fare?

Ricevuta fiscale elettronica

Dal 1 gennaio 2020 è obbligatoria l’emissione degli scontrini elettronici, con invio quotidiano all’Agenzia delle Entrate tramite file XML. L’obbligo riguarda tutti i commercianti, negozianti e artigiani che, a fronte della vendita di un bene o di un servizio, prima di quella data rilasciavano uno scontrino cartaceo o una ricevuta fiscale.

Per emettere corrispettivi elettronici sono state previste delle procedure precise, ma come fare per emettere le ricevute fiscali? In questo articolo vediamo quali possibili alternative sono previste per chi emette semplici ricevute fiscali.

Cos’è la ricevuta fiscale cartacea

La ricevuta fiscale è un documento cartaceo che viene emesso da alcune categorie di commercianti o artigiani in sostituzione dello scontrino o della fattura. Per legge solo alcune categorie di esercenti sono abilitate a rilasciare la ricevuta fiscale anziché lo scontrino, come ad esempio:

  • chi vende per corrispondenza e a domicilio o in forma ambulante o in spacci interni o attraversi apparecchiature per la distribuzione automatica;
  • chi vende alimenti e bevande come mense aziendali, pubblici esercizi, catene alberghiere o distributori automatici;
  • le aziende che forniscono servizi di trasporti a persone e cose;
  • chi esercita attività escursionistiche e turistiche che prevedono viaggi, visite nelle città ed eventi affini

Le ricevute fiscali sono dei blocchetti di carta che possono essere acquistati presso rivenditori autorizzati: per ogni ricevuta emessa vengono compilate due copie (solitamente usando la carta carbone), una per il compratore e una per l’esercente.

Per compilare correttamente la ricevuta fiscale occorre inserire alcuni dati obbligatori:

  • un numero univoco e progressivo
  • la data di emissione
  • i dati del cliente
  • i dati dell’emittente
  • la descrizione, la quantità e la qualità dei beni o servizi
  • l’aliquota applicata e l’importo dei corrispettivi da pagare

 


 

Dal 1 gennaio 2020 si potrà emettere ancora la ricevuta fiscale?

L’obbligo di inviare i corrispettivi elettronici all’Agenzia delle Entrate impone a tutti gli esercenti che emettono scontrini o ricevute fiscali di adeguarsi, scegliendo una delle seguenti modalità alternative:

  • dotarsi di un registratore telematico, ossia un registratore di cassa in grado di connettersi ad internet per l’invio dei corrispettivi. Il registratore telematico memorizza l’operazione e nello stesso tempo emette il documento commerciale da rilasciare al cliente. Per alcune attività può essere opportuno dotarsi di registratori telematici portatili.
  • utilizzare la procedura web gratuitaFatture e Corrispettivi“, messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, che consente di collegarsi ed emettere un documento commerciale di vendita; alla fine della conferma del documento il sistema permette di salvare la copia dello “scontrino” in PDF per poterlo inviare al cliente. Si tratta di una procedura che impone di collegarsi e inserire tutti i dati manualmente (quindi utilizzabile quando il flusso di dati da gestire non è elevato).
  • emettere una fattura elettronica entro 12 giorni dall’operazione, rilasciando al cliente una copia cartacea della fattura opportunamente quietanzata a comprova del pagamento ricevuto.

Esiste un categoria di soggetti esonerati temporaneamente dai corrispettivi elettronici: si tratta di professionisti e aziende che inviano i dati al Sistema Tessera Sanitaria (STS), come i medici, per i quali è stato previsto un esonero temporaneo fino al 31/12/2020. Questi soggetti dovranno adeguarsi dal 1° gennaio 2021 (termine prorogato dal Decreto Rilancio) e rilasciare un documento commerciale (equiparabile allo scontrino fiscale), nel quale dovrà essere indicato il codice fiscale del cliente e dovrà essere inviato giornalmente in via telematica all’Agenzia delle Entrate, sempre tramite il sistema STS.

Per tutte le altre categorie, era stata prevista una moratoria per i primi sei mesi del 2020, con una tolleranza fino al 30/06/2020. Il Decreto Rilancio ha prorogato ulteriormente questi termini al 1° gennaio 2021, a causa dell’emergenza epidemiologica: questo significa che per tutto il 2020 non saranno applicate sanzioni nei confronti di coloro che non si sono adeguati tempestivamente. L’unica condizione è che il soggetto tenga il registro dei corrispettivi e invii i corrispettivi giornalieri entro il mese successivo utilizzando i servizi online dell’Agenzia delle Entrate. Questo permette a chi non è riuscito da subito a dotarsi di un registratore telematico, può continuare ad emettere scontrini o ricevute fiscali come sempre, purché ogni mese si colleghi al sito “Fatture e Corrispettivi” e invii i corrispettivi del mese precedente.

 

Categorie esonerate dall’obbligo dei corrispettivi telematici

Al momento, solo determinati soggetti sono esonerati dall’emettere scontrini o ricevute fiscali. Questi sono i soggetti rientranti nelle categorie esonerate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, tramite decreto emanato il 10 maggio 2019, modificato poi successivamente tramite il decreto del 24 dicembre. Tra le attività esonerate ci sono:

  • le operazioni non soggette all’obbligo di certificazione dei corrispettivi ai sensi dell’art. 2 del DPR 696/96 (ad esempio cessioni di tabacchi; cessioni di beni iscritti nei pubblici registri, di carburanti e lubrificanti per autotrazione nei confronti di clienti che acquistano al di fuori dell’esercizio di impresa, arte e professione; cessioni di giornali quotidiani, di periodici, di supporti integrativi, di libri; eccetera);
  • prestazioni di trasporto pubblico collettivo di persone e di veicoli e bagagli al seguito, con qualunque mezzo esercitato, per le quali i biglietti di trasporto, compresi quelli emessi da biglietterie automatiche, assolvono la funzione di certificazione fiscale;
  • operazioni effettuate a bordo di una nave, di un aereo o di un treno nel corso di un trasporto internazionale

Questi soggetti sono tenuti a rilasciare una ricevuta fiscale cartacea, riportante gli identificativi fiscali del cliente (codice fiscale) e della transazione, solo quando il cliente lo richieda espressamente.

 

Conclusione: oggi si può ancora fare la ricevuta fiscale?

Un titolare di partita IVA sarà sempre tenuto ad emettere una fattura o una ricevuta verso il cliente privato che – prima della conclusione della transazione – lo richieda.

Al momento, le categorie esonerate dall’emissione dei corrispettivi elettronici possono ancora rilasciare una ricevuta fiscale compilata a mano per la quale oggi non esiste un corrispondente documento elettronico. Tutte le altre categorie di esercenti possono invece rilasciare una fattura elettronica B2B o B2C.

 
Fonti Articolo:
GAZZETTA UFFICIALE | D.MEF 10/05/2019
GAZZETTA UFFICIALE | D.MEF 24/12/2019
GAZZETTA UFFICIALE | DPR 696/96



 

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