COMUNICATO | Fatturazione elettronica obbligatoria: che cos’è e come affrontarla senza stress

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Fatturazione elettronica obbligatoria: che cos’è e come affrontarla senza stress

Il nuovo anno porterà ai professionisti una nuova sfida da affrontare: la fatturazione elettronica. Di fatto, a partire dal 1° gennaio 2019 non sarà più possibile emettere fatture cartacee, ma solo elettroniche, ovvero compilate e create in formato XML. Il modo migliore per far fronte a questo cambiamento è affidarsi ad un software per fatturazione elettronica, in modo da semplificare le operazioni necessarie per effettuare il file, che dovrà essere inviato all’Agenzia delle Entrate, attraverso il Sistema di Interscambio (SdI).

Ma chi sarà obbligato ad emettere fatture elettroniche? Tutti i soggetti dotati di partita IVA, con alcune eccezioni. Saranno, infatti, esonerati i contribuenti “minimi” o “forfettari” e le cessioni di beni e servizi verso soggetti non residenti in Italia, fatta eccezione per la modalità “Tax Free”, per cui la fattura elettronica è in vigore già da settembre. Tuttavia, è bene specificare che gli esclusi dovranno comunque adoperarsi per poter ricevere le fatture in formato XML dagli altri soggetti economici.

Fatture elettroniche: Italia prima della classe

Nonostante l’Italia sia ancora molto indietro rispetto all’Europa per quanto riguarda il processo di rivoluzione digitale, bisogna dire che con l’introduzione della fatturazione elettronica, la nostra Penisola si pone come esempio da seguire per gli altri paesi del Vecchio continente.

Tuttavia, è importante sottolineare le motivazioni che hanno portato a tale scelta, in modo da non denigrare fin da subito un sistema di fatturazione innovativo che, se usato al meglio, può risultare davvero vantaggioso. Sicuramente, è un errore pensare che le fatture elettroniche siano nate con l’unico intento di combattere l’evasione fiscale, in quanto non è così.

Di fatto, esse consentiranno di evitare l’obbligo di tenere i registri contabili per i regimi semplificati. Inoltre, si andrà a risparmiare tempo ed a snellire il processo della digital transformation. Tuttavia, va anche ricordato che, attuando tale sistema, si andrà a ridurre la documentazione cartacea ed a risparmiare denaro per la stampa, aiutando così anche l’ambiente.

Firma digitale e conservazione delle fatture elettroniche

Quando si sente parlare si fattura elettronica, spesso si sente menzionare anche la “firma digitale“. Ma che cos’è esattamente? Non è altro che l’equivalente informatico della firma autografa, la quale, di norma, viene apposta sui documenti cartacei per conferire loro valore legale.

Infatti, solitamente, la firma digitale di un documento informatico, viene attuata, al fine di garantirne l’autenticità (permettere al destinatario di verificare l’identità del mittente), la non ripudiabilità (impedire al mittente di disconoscere un documento da lui firmato) e l’integrità (evitare che qualcuno possa alterare il documento).

Altro obbligo legato all’introduzione della fattura elettronica, è quello della conservazione digitale, che ha come fine la protezione e la custodia nel tempo dei documenti e dei dati digitali. Di fatto, tale operazione prevede l’allegazione delle notifiche dei file trasmessi al SdI, l’archiviazione su supporti adeguati di memorizzazione elettronica e la possibilità telematica di esibizione probatoria. Per fare ciò, è possibile aderire al servizio di Conservazione dell’Agenzia delle Entrate o affidarsi a soluzioni private valide e sicure.

 



 

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