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Contabilità Professionisti: ordinaria, semplificata o regime agevolato?

Contabilità ordinaria e semplificata per i professionisti

Il libero professionista o lavoratore autonomo è un soggetto che svolge un’attività economica retribuita, a favore di terzi, con continuità e senza rapporto di dipendenza. Producendo reddito con una propria partita IVA, il professionista diventa un soggetto fiscalmente riconosciuto ed è quindi obbligato ad avere una sua contabilità.

A livello contabile, il libero professionista può adottare uno dei regimi contabili attualmente esistenti in Italia: contabilità ordinaria, semplificata o regime forfettario. Il regime creato apposta per i professionisti e i lavoratori autonomi è quello semplificato, tuttavia il soggetto può passare alla contabilità ordinaria, se la ritiene più adatta al tipo di attività svolta. Qualora i redditi annuali non superino determinate soglie, può invece essere conveniente adottare il regime forfettario.

In questo articolo vediamo cosa comporta per un professionista adottare un regime contabile piuttosto che un altro.

 

Contabilità semplificata per i professionisti

Il regime contabile naturale per i professionisti è quello semplificato (introdotto dall’articolo 18 del D.P.R. n. 600/1973). Il legislatore italiano ha voluto il regime semplificato proprio per permettere a piccole imprese e ai lavoratori autonomi di tenere scritture contabili molto più semplici e veloci.

Per adottare il regime semplificato occorre avere un requisito giuridico e uno economico.
Il requisito giuridico consente soltanto alle seguenti categorie di accedere alla contabilità semplificata:

  • professionisti e lavoratori autonomi;
  • società di persone (s.n.c., s.a.s.);
  • società di fatto, enti non commerciali che esercitano un’attività commerciale in via non prevalente.

Il presupposto economico è relativo al fatturato annuale. Il reddito dell’anno precedente non deve superare:

» 400.000 euro per le prestazioni di servizi;
» 700.000 euro per le altre attività.

Quando il soggetto svolge più attività contemporaneamente:

» si fa riferimento all’attività prevalente, se i ricavi delle attività esercitate sono registrati separatamente: questi però non devono superare il limite di 700.000 euro (risoluzione Agenzia delle Entrate 293/E del 2007);
» se il soggetto non fa gestione separata, allora i ricavi totali non devono superare i 700.000 euro.

Quando viene superata questa soglia, scatta l’obbligo di entrare in contabilità ordinaria a partire dall’anno successivo. Esempio: se un professionista fattura 450.000 euro nel 2019, dovrà adottare il regime di contabilità ordinaria dal 1° gennaio 2020.

La determinazione del reddito avviene rispettando inoltre il principio di cassa: il reddito imponibile, quindi, è determinato dalla differenza tra ricavi effettivamente incassati e i costi effettivamente sostenuti nell’anno.

 

Le scritture contabili del regime semplificato per i liberi professionisti

Le scritture contabili relative al regime semplificato devono rispettare il criterio cronologico. Quelle obbligatorie sono il registro degli incassi e dei pagamenti e i registri IVA (sia acquisti che vendite). Gli incassi e i pagamenti devono essere registrati entro 60 giorni al massimo dall’operazione. Per gli incassi bisogna indicare l’importo al lordo e al netto dei rimborsi spesa e delle ritenute d’acconto se ci sono state, insieme ovviamente all’annotazione degli estremi della fattura/parcella.

Il registro cronologico degli incassi e dei pagamenti si può anche non compilare, se le relative attività (passive e attive) vengono annotate nei rispettivi registri IVA, con l’obbligo di annotare in modo separato le operazioni non soggette ad IVA.

A queste scritture vanno poi aggiunti due ulteriori registri obbligatori per legge:

  • registro dei beni ammortizzabili: può essere integrato nel registro incassi e pagamenti se, qui, si annotano il valore dei beni con piano di ammortamento e le relative quote a fine anno
  • registro delle somme in deposito: alcuni professionisti (chi esercita attività forensi e commercialisti) devono annotare le somme ricevute in anticipo dai clienti, sia come corrispettivo, sia per le spese da sostenere per conto del cliente stesso; è obbligatorio entro 60 giorni emettere fattura per queste somme ricevute.

 

 

Contabilità ordinaria per i professionisti

In alternativa al regime semplificato, i professionisti e i lavoratori autonomi possono optare per la contabilità ordinaria. L’opzione viene esercitata tramite il “comportamento concludente“, adottando tutte le scritture contabili che impone la legge per questo tipo di regime contabile. L’opzione verrà poi convalidata nella dichiarazione annuale IVA, dove il contribuente dichiarerà di aderire alla contabilità ordinaria compilando il quadro VO.

A differenza della contabilità semplificata, quella ordinaria non pone limiti di fatturato, ha validità di un anno e si rinnova automaticamente sempre annualmente. Solitamente un professionista è obbligato alla contabilità ordinaria quando il suo fatturato è maggiore di quello previsto per il regime semplificato, ma può optare per questo regime contabile quando vuole avere maggiore chiarezza sulla gestione dell’attività: con la contabilità ordinaria viene registrato ogni evento che riguarda l’attività economica e questo permette di avere un quadro completo sotto vari aspetti.

Quando, poi, l’attività svolta genera importanti scritture contabili e finanziarie, la contabilità ordinaria potrebbe rappresentare la scelta migliore per tutelarsi da eventuali accertamenti da parte del fisco: tenendo, infatti, un registro dei movimenti finanziari (cassa e banche), in caso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate il professionista è più tutelato, in quanto diventa più semplice motivare le operazioni effettuate.

 

Le scritture contabili del regime ordinario per i liberi professionisti

Per chi decide di adottare la contabilità ordinaria, la legge impone determinate scritture contabili obbligatorie:

  • registro cronologico dei movimenti finanziari (incassi e pagamenti)
  • registro Iva delle fatture emesse;
  • registro Iva delle fatture ricevute
  • registro dei beni ammortizzabili;
  • registri previsti dalla normativa sul lavoro (qualora si avessero dei dipendenti a carico);
  • registro delle somme in deposito (solo per alcune categorie di professionisti quali quelle forense e i commercialisti).

I titolari di partita Iva in contabilità ordinaria possono sostituire i registri IVA e quello dei movimenti finanziari con la tenuta del libro giornale nelle stesse modalità previste per le società di capitali: registrazione delle operazioni in ordine cronologico, annotazione di tutti i dati obbligatori (numero registrazione, data documento, denominazione sociale della controparte e così via).
 

 

Regime forfettario per i professionisti e lavoratori autonomi

Il legislatore italiano ha voluto semplificare ulteriormente la vita dei professionisti e dei lavoratori autonomi quando il loro giro d’affari non superi i 65.000 euro annui, creando il regime agevolato forfettario. Accessibile solo ai professionisti, lavoratori autonomi e imprese familiari o coniugali (non in forma societaria), tale regime contabile consente grandi semplificazioni, sia da un punto di vista contabile, sia dal punto di vista fiscale. Per i dettagli sul regime forfettario 2019 rimandiamo al nostro precedente articolo.



 

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