Contributo a fondo perduto: come richiederlo

Contributo a Fondo Perduto: come richiederlo

Il Decreto Rilancio ha previsto una serie di misure e aiuti per i lavoratori autonomi, imprese piccole, medie e grandi, con lo scopo di permettere a questi soggetti di uscire dalla crisi determinata dal fermo attività imposto per l’epidemia Covid-19. Fra le varie iniziative prese dal Governo, l’articolo 25 del decreto illustra le condizioni per ottenere un contributo a fondo perduto per il quale sono stati stanziati 6 miliardi di euro.  

Il 10 giugno l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato un provvedimento, nel quale riporta tutte le modalità e i termini per presentare la domanda del bonus a fondo perduto. In questo articolo vediamo nel dettaglio come presentare l’istanza all’Agenzia.

Bonus contributo a fondo perduto: cos’è

Il contributo a fondo perduto è sostanzialmente un finanziamento elargito dallo Stato che non prevede restituzione: viene erogata una somma di denaro, calcolata secondo precise regole, per aiutare la ripresa economica delle aziende, che hanno subito un grave danno a causa dell’emergenza determinata dal Coronavirus.

Possono usufruirne di questo contributo i soggetti con fatturato inferiore ai 5 milioni di euro annui che hanno subito una riduzione di almeno 2/3 del fatturato del mese di aprile 2020 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (aprile 2019). Il contributo viene calcolato il percentuale sulla diminuzione di fatturato subita, con percentuali che vanno dal 10% al 20% in base ai casi, meglio descritti in seguito, con una soglia minima di 1000 euro.

 

A chi spetta il contributo a fondo perduto del Decreto Rilancio

Per poter accedere al contributo a fondo perduto occorre avere determinati requisiti:

Soggetti

i richiedenti devono essere soggetti che esercitano attività d’impresa, arte o professione, di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA. Possono inoltre accedere al contributo anche:

  • i soggetti che hanno iniziato l’attività dal 1° gennaio 2019 in poi;
  • coloro che hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nel nel territorio di Comuni colpiti da eventi calamitosi (sisma, alluvione, crollo strutturale), i cui stati di emergenza erano in atto alla data del 31 gennaio 2020 (dichiarazione dello stato di emergenza da Coronavirus).
Soglia massima del fatturato
i ricavi e i compensi percepiti nel 2019 non devono aver superato i 5 milioni di euro. Se la società richiedente ha l’esercizio che non coincide con l’anno solare, bisogna riferirsi al periodo di imposta precedente a quello in corso al 19 maggio 2020 (che corrisponde alla data in cui è entrato in vigore il Decreto Rilancio).
Riduzione del fatturato
il soggetto richiedente deve dimostrare che, a causa dell’emergenza epidemiologica, il fatturato e i corrispettivi del mese di aprile 2020 sono stati inferiori ai due terzi rispetto a quelli percepiti nel mese di aprile 2019.

Il decreto non fa distinzioni per quanto riguarda il regime fiscale del contribuente: questo implica che vi possano accedere anche i soggetti in regime forfettario. Inoltre parlando di reddito di impresa, possono richiedere il contributo anche le società tra professionisti, anche quando i soci, singolarmente, non ne avrebbero i requisiti.

 

Calcolo del fatturato dell’anno precedente

Per il calcolo del fatturato dell’anno precedente occorre considerare la somma totale delle attività che fanno a capo al soggetto richiedente. In particolare:

  • per i titolari di reddito agrario, verrà preso in considerazione il volume d’affari;
  • per i titolari di attività di impresa, si considereranno
    • i corrispettivi delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività dell’impresa
    • i corrispettivi delle cessioni di materie prime e sussidiarie, di semilavorati e di altri beni mobili – esclusi quelli strumentali – acquistati o prodotti per essere impiegati nella produzione.
  • per i titolari di attività di lavoro autonomo, si calcoleranno
    • i compensi in denaro o in natura percepiti – anche sotto forma di partecipazione agli utili – nell’esercizio dell’arte o della professione
    • questi compensi devono essere conteggiati al netto dei contributi previdenziali ed assistenziali a carico del cliente e addebitati in fattura dal professionista.

 

Chi non può richiedere il contributo

Il decreto rilancio ha previsto alcune eccezioni riferibili ai soggetti richiedenti. In particolare non possono accedere all’agevolazione, ad esempio, i seguenti soggetti:

  • soggetti la cui attività sia cessata alla data di richiesta del contributo;
  • soggetti che hanno iniziato l’attività dopo il 30 aprile 2020, con l’eccezione delle partite Iva aperte dagli eredi per la prosecuzione dell’attività dei deceduti;
  • enti pubblici di cui all’art. 74 del Tuir
  • intermediari finanziari e società di partecipazione di cui all’art. 162-bis del Tuir;
  • professionisti e lavoratori dipendenti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria (cosiddette casse previdenziali);
  • soggetti che hanno diritto alla percezione delle indennità previste dagli articoli 27 (bonus professionisti) e 38 (bonus lavoratori dello spettacolo) del decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020 (cosiddetto decreto “Cura Italia”).

 

Come viene calcolato il contributo a fondo perduto

Il contributo viene calcolato applicando una determinato percentuale alla differenza di fatturato percepito tra aprile 2020 e aprile 2019. In particolare:

  • 20%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 sono inferiori o pari a 400.000 euro;
  • 15%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 sono maggiori di 400.000 euro e non superiori a 1.000.000 euro;
  • 10%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 sono maggiori di 1.000.000 euro e non superiori a 5.000.000 euro.

Il contributo non viene riconosciuto se l’importo è inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Sono stati previsti alcuni casi particolari, per i quali il calcolo si determina in modo diverso:

  • per i soggetti che hanno iniziato l’attività tra gennaio e aprile 2019 o per i soggetti che hanno il domicilio o la sede operativa nei Comuni colpiti da eventi calamitosi:
    • se la differenza tra i ricavi/compensi di aprile 2020 e quelli di aprile 2019 è negativa, il contributo si calcola applicando a tale differenza la percentuale prevista.
    • se tale differenza è pari a zero o positiva, spetta l’importo minimo del contributo.
  • per i soggetti che hanno iniziato l’attività da maggio 2019, spetta l’importo minimo del contributo.

Il contributo a fondo perduto:

  • non concorre a formare la base imponibile ai fini delle imposte sui redditi
  • non partecipa alla formazione del valore della produzione
  • non incide sul calcolo del rapporto per la deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi di reddito, compresi gli interessi passivi.

 

Calcolare il contributo a fondo perduto con il software gestionale

Datalog, in qualità di software house certificata Assosoftware, ha implementato nei propri sistemi la compilazione automatica della domanda, elaborando tutti i dati relativi alle informazioni sul fatturato e all’invio telematico della domanda.

Il nuovo sistema è integrato già nel software gestionale aziendale KING, che elabora le informazioni relative al fatturato in base alle fatture registrate in prima nota, permettendo all’azienda di stampare e controllare velocemente tutte le informazioni in dettaglio. In particolare, la determinazione del valore del fatturato per il mese di aprile 2019 e 2020 viene calcolato in base alla data del documento della fattura registrata in Prima Nota e la data di registrazione del corrispettivo rilevato sempre in Prima Nota.

Pertanto, nel calcolo dei due fatturati verranno incluse tutte le fatture di vendita con data documento aprile 2019 e aprile 2020. La stampa di controllo permette di verificare il dettaglio degli importi delle fatture e dei corrispettivi per la determinazione del fatturato per i mesi di aprile 2019 e 2020.

 

Software Datalog per la compilazione della domanda del contributo a fondo perduto: stampe di controllo fatturato

 

Effettuato il calcolo, il sistema gestionale invia a TURBOTAX tutti i dati per elaborare i prospetti della domanda e poterla poi inviare secondo le procedure richieste dall’Agenzia delle Entrate.

 

Software Datalog per la compilazione della domanda del contributo a fondo perduto: fatturato aprile 2019 e 2020

Software Datalog per la compilazione della domanda del Contributo a Fondo Perduto: Fatturato aprile 2019 e aprile 2020

 

Il programma dichiarativo completa così la domanda con tutte le altre informazioni necessarie e calcola il valore del contributo a fondo perduto: molte informazioni verranno elaborate completamente in automatico, mentre altre andranno aggiunte e inserite in sede di presentazione della domanda.

La domanda del bonus a fondo perduto: quando e come farla

La domanda di richiesta del contributo a fondo perduto va fatta dal 15 giugno fino al 13 agosto (nel caso in cui il soggetto richiedente sia un erede che continua l’attività per conto del soggetto deceduto, il periodo di presentazione va dal 25 giugno al 24 agosto). Può essere compilata dal contribuente stesso oppure tramite intermediari come i CAF o il proprio commercialista (eventualmente già provvisti di delega al cassetto fiscale o al servizio di consultazione e acquisizione delle fattura elettroniche).

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il modello della domanda e le relative istruzioni. La domanda deve necessariamente riportare i seguenti dati:

  • il codice fiscale del contribuente che presenta la domanda o del suo rappresentate legale;
  • l’IBAN del conto corrente dove dovrà eventualmente essere accreditata la somma;
  • l’importo totale dei ricavi e dei corrispettivi percepiti nel mese di aprile 2019;
  • l’importo totale dei ricavi e dei corrispettivi percepiti nel mese di aprile 2020;
  • il codice fiscale del soggetto intermediario incaricato alla trasmissione telematica della domanda con l’eventuale dichiarazione sostitutiva relativa al conferimento di una specifica delega, da parte del richiedente, per l’invio dell’istanza stessa;
  • l’indicazione se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 sono inferiori o uguali alle varie soglie previste;
  • l’indicazione se il soggetto richiedente ha iniziato l’attività dopo il 31 dicembre 2018;
  • l’indicazione se il soggetto al 31 gennaio 2020 (data ufficiale di dichiarazione dello stato di emergenza Covid-19) aveva il domicilio fiscale o la sede operativa nel territorio di comuni colpiti da eventi calamitosi con stato di emergenza ancora in atto.

Oltre a queste informazioni l’utente richiedente deve attestare che sia tra i soggetti aventi diritto alla richiesta del contributo (non sia cioè tra quelli esclusi) e deve allegare la dichiarazione antimafia, nel caso in cui il contributo sia maggiore a 150.000 euro.

La domanda viene effettuata esclusivamente via telematica. A tal proposito l’Agenzia permette di utilizzare una delle due modalità:

Software di compilazione
tramite un software di compilazione, predisposto dall’Agenzia delle Entrate. Il file della domanda va poi inviato tramite lo stesso canale telematico Entratel/Fisconline, che viene utilizzato per la trasmissione delle dichiarazioni dei redditi. Tramite questo canale sarà possibile inviare anche più istanze con un’unica trasmissione.
Sito Fatture e Corrispettivi
sul sito è stata inserita la sezione “Contributo a Fondo Perduto” dal quale si potrà predisporre e inviare la domanda.

Dopo aver trasmesso la domanda, il sistema dell’Agenzia delle Entrate rilascia un protocollo telematico da memorizzare per risalire alla propria istanza. Contemporaneamente il sistema farà dei controlli formali: se l’esito sarà negativo, viene rilasciata una ricevuta di scarto. Se invece i controlli formali avranno esito positivo, viene rilasciata una ricevuta che attesta la presa in carico della domanda per successivi controlli di merito.

Se il soggetto richiedente ha trasmesso la domanda e si accorge di aver commesso qualche errore, può inviare una domanda sostitutiva fino al momento del rilascio della ricevuta relativa agli ulteriori controlli.

 

Erogazione del contributo

Sarà l’Agenzia delle Entrate ad erogare la somma spettante al soggetto richiedente il contributo a fondo perduto, tramite accredito sul conto corrente indicato nella domanda. Il conto corrente deve essere intestato o cointestato al soggetto richiedente altrimenti la domanda viene scartata. Sul sito Fatture e Corrispettivi sarà presente, nell’apposita sezione dedicata, un link dove visualizzare l’esito della domanda: se il mandato di pagamento è stato emesso o in quale data il contributo è stato accreditato sul conto corrente.

 

Controlli prima dell’erogazione del contributo a fondo perduto

L’Agenzia delle Entrate, ricevute le domande, verificherà i dati in esse contenute ed eventualmente si riserva il diritto di incrociare queste informazioni con i dati fiscali risultanti dalle fatture elettroniche, dai corrispettivi telematici, dai dati della liquidazione periodica IVA e dai relativi alle dichiarazioni IVA.

Oltre a queste verifiche, sono previsti anche specifici controlli per prevenire eventuali infiltrazioni criminali,  indipendentemente dall’importo del contributo spettante al soggetto richiedente. Inoltre l’Agenzia ha facoltà di trasmettere alla Guardia di Finanza, per le attività di polizia economico-finanziaria, i dati e le informazioni
contenute nelle istanze pervenute e relative ai contributi erogati.

Se da queste verifiche l’Agenzia attesta che il contributo non sia dovuto in tutto o in parte, anche per i controlli antimafia, il soggetto è tenuto alla restituzione di quanto indebitamente ricevuto e sarà tenuto al pagamento di una sanzione minima del 100% e massima del 200% per cento.

Inoltre il soggetto che ha ricevuto indebitamente il contributo può subire sanzioni penali come la reclusione da 6 mesi a 3 anni. Inoltre, nel caso di contributo erogato di importo inferiore a 4.000 euro, la sanzione amministrativa da 5.164 euro a 25.822 euro, con un massimo di tre volte il contributo indebitamente percepito. In ultimo, il soggetto che ha rilasciato indebitamente l’autocertificazione di regolarità antimafia è punito con la reclusione da due anni a sei anni.

Fonti Articolo
GAZZETTA UFFICIALE | DL 34/2020
AGENZIA DELLE ENTRATE | Provvedimento del 10 giugno



 

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