Credito d’imposta 2020-2023 per gli investimenti in nuovi beni strumentali

Credito d'imposta per investimenti in beni strumentali nuovi

La Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019) ha delineato con maggiore precisione tutto il sistema legato alle agevolazioni fiscali date alle imprese previste nel Piano Nazionale Impresa 4.0. Fra le varie disposizioni ha introdotto l’incentivo fiscale del credito d’imposta per l’acquisto di nuovi beni strumentali (art.1 comma 185-197).

La nuova leva fiscale ha l’obiettivo di incentivare le aziende che fanno investimenti nuovi in strumentazioni che sono destinate a supportare l’evoluzione digitale e tecnologica dell’attività svolta. In questo articolo vediamo di cosa si tratta e come poterne usufruire.

 

Che cos’è il credito d’imposta per l’acquisizione di nuovi beni strumentali

Con la nuova disciplina, tramite il credito di imposta le imprese potranno usufruire di agevolazioni per l’acquisto di beni strumentali e/o beni immateriali nuovi per l’esercizio d’impresa. L’acquisizione deve avvenire dal 1 gennaio al 31 dicembre 2020 o al massimo per il 30 giugno 2021 se, entro la fine del 2020:

  • risulti accettato il relativo ordine dal fornitore;
  • risultino pagati acconti per almeno il 20% del costo di acquisto del bene.

Questo nuovo incentivo in realtà sostituisce le precedenti agevolazioni dell’iper e super ammortamento, che prevedevano una maggiorazione del costo di acquisto, dando la possibilità di dedurre maggiori quote di ammortamento e canoni di leasing.

 

A chi spetta il bonus per i beni strumentali nuovi

I destinatari della nuova agevolazione con il credito d’imposta sono tutte le imprese italiane, comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti. Nelle stesse misure e forme l’incentivo può essere destinato anche agli esercenti arti e professioni. L’incentivo viene erogato indipendentemente da forma giuridica, settore economico di provenienza, dimensione, regime fiscale.

È invece necessario che l’azienda richiedente:

  • rispetti la disciplina sulla sicurezza dei luoghi di lavoro
  • versi correttamente i contributi previdenziali e assistenziali per i propri dipendenti

Sempre la Legge di Bilancio 2020 ha previsto che, in determinate situazioni, le imprese non possano usufruire di questa agevolazione fiscale. In particolare sono escluse dall’incentivo:

  • le imprese sottoposte a sanzioni interdittive (sono quelle previste dall’art. 9 del Dlgs n. 231/2001 comma 2 come ad esempio: interdizione dall’esercizio dell’attività, sospensione o revoca delle autorizzazioni, licenze, concessioni funzionali all’esercizio dell’attività, esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi e la revoca di quelli già ottenuti, divieto di pubblicizzare beni o servizi, e altre);
  • le imprese che sono in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale o altra procedura concorsuale prevista dalla legge fallimentare;
  • le imprese che hanno in corso un procedimento per la dichiarazione di una delle situazioni elencate nel punto precedente.

 

Quali sono i beni strumentali finanziabili con il credito d’imposta

I beni che possono usufruire del credito d’imposta sono tutti i beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa, a parte alcune eccezioni previste dalle normative di seguito riportate.

Rientrano nell’incentivo gli investimenti in:

Non rientrano nell’incentivo gli investimenti in:

  • beni indicati all’articolo 164 del TUIR (che ha per oggetto veicoli e gli altri mezzi di trasporto a motore);
  • beni per i quali il decreto del Ministro delle finanze 31 dicembre 1988 stabilisce coefficienti di ammortamento ai fini fiscali inferiori al 6,5%;
  • fabbricati e costruzioni;
  • beni elencati nellallegato nr. 3 della legge 208/2015 (condutture utilizzate dalle industrie di imbottigliamento di acque minerali naturali, dagli stabilimenti termali e idrotermali, dalle industrie di produzione e distribuzione di gas naturale; materiale rotabile, ferroviario e tramvario delle ferrovie; eccetera)
  • beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti in concessione e a tariffa nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento dei rifiuti.

 

Come si utilizza il credito d’imposta per i beni strumentali

Il credito d’imposta può essere utilizzato solo ed esclusivamente per compensazione tramite modello F24 e per quote annuali di pari importo, il cui numero varia a seconda della tipologia dell’investimento. Il valore di credito di imposta cambia a seconda dei beni acquistati e prevede un limite massimo di investimento.

TIPOLOGIA INVESTIMENTOCREDITO D’IMPOSTALIMITE MASSIMO DI INVESTIMENTONR. QUOTE DI UTILIZZO DI PARI IMPORTO
Investimenti per beni elencati nell’allegato A della L. 232/201640%Fino a 2,5 milioni di euro5
Investimenti per beni elencati nell’allegato A della L. 232/201620%Da 2,5 milioni a 10 milioni di euro5
Investimenti per beni elencati nell’allegato B della L. 232/201615%Fino a 700.000 euro3
Investimenti in beni diversi da quelli compresi negli allegati A e B della L. 232/2016 (comma 188 L. 160/2019)6%Fino a 2 milioni di euro5

La nuova disciplina prevede che il credito d’imposta:

  • non concorre alla determinazione del reddito imponibile e dell’IRAP (imposta regionale sulle attività produttive);
  • non rileva ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi e dei componenti negativi;
  • è cumulabile con altre agevolazioni che hanno come oggetto gli stessi costi, purché tale somma poi non superi il costo sostenuto per l’investimento stesso.

La decorrenza del diritto di utilizzo del credito d’imposta potrà avvenire a partire dall’anno successivo:

  • a quello in cui i beni acquistati entrano in funzione, per i beni strumentali diversi dagli allegati A e B della legge 232/2016;
  • a quello in cui avviene l’interconnessione del bene per gli investimenti in beni materiali ed immateriali Industria 4.0 (allegati A e B della L. 232/2016).

 

Quando si parla di “interconnessione dei beni strumentali nuovi”

In riferimento all’ultima condizione, cerchiamo di chiarire quando i beni strumentali sono considerati interconnessi. A questo proposito è stato il MISE a spiegare meglio il concetto, affermando che un bene si considera interconnesso quando:

  • scambia informazioni con sistemi interni (es.: sistema gestionale, sistemi di pianificazione, sistemi di progettazione e sviluppo del prodotto, monitoraggio, anche in remoto, e controllo, altre macchine dello stabilimento, ecc.) e/o esterni (es.: clienti, fornitori, partner nella progettazione e sviluppo collaborativo, altri siti di produzione, supply chain, ecc.) per mezzo di un collegamento basato su specifiche documentate, disponibili pubblicamente e internazionalmente riconosciute (esempi: TCP-IP, HTTP, MQTT, ecc.)
  • sia identificato univocamente, al fine di riconoscere l’origine delle informazioni, mediante l’utilizzo di standard di indirizzamento internazionalmente riconosciuti (es.: indirizzo IP)

 

Documentazione da produrre per accedere al credito d’imposta

Le aziende che vogliono usufruire del credito d’imposta per l’acquisto di nuovi beni strumentali alla propria attività devono rilasciare una perizia tecnica semplice redatta da un ingegnere o da un perito industriale, iscritti nei rispettivi albi professionali. In alternativa possono produrre un attestato di conformità, rilasciato da un ente di certificazione accreditato: questa servirà per attestare che i beni acquistati sono conformi a quanto richiesto dalla disciplina. Se i beni acquistati hanno un costo unitario che non supera i 300.000 euro basterà rilasciare una dichiarazione redatta dal legale rappresentante dell’azienda stessa.

Quando un’impresa si avvale del credito d’imposta per l’acquisizione di nuovi beni strumentali è obbligata a conservare tutta la documentazione che dimostra l’acquisto e la determinazione dei costi agevolabili, altrimenti può scattare la revoca del beneficio.

Modello di comunicazione dei dati

Con decreto ministeriale del 6/10/2021 il MISE ha approvato il modello di comunicazione dei dati e delle altre informazioni riguardanti l’applicazione del credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali. In questo documenti vanno inseriti i dati anagrafici ed economici dell’azienda, con l’esposizione separata degli  investimenti in beni strumentali materiali da quelli immateriali. Il modello, scaricabile anche dal sito del ministero, deve essere firmato digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa e deve essere inviato con la PEC all’indirizzo benistrumentali4.0@pec.mise.gov.it. Il termine per l’invio di questa comunicazione varia a seconda della tipologia di investimenti effettuati dall’azienda ossia:

  • per gli investimenti relativi alla L. 160/2019 il documento deve essere inviato entro il 31.12.2021;
  • per gli investimenti relativi alla L. 178/2020 il documento deve essere inviato entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa ad ogni periodo d’imposta di effettuazione degli investimenti e quindi per gli investimenti effettuati dal 16.11.2020 al 31.12.2020 va inviata entro il 30 novembre 2021.

Il mancato invio del modello non comporta la sospensione dell’applicazione dell’incentivo, in quanto questi dati servono al MISE esclusivamente per monitorare l’andamento, la diffusione e l’efficacia delle misure relative al credito d’imposta.

 

I chiarimenti del MISE sul credito d’imposta per i beni strumentali

Durante il convegno nazionale di Telefisco 2020, il MISE ha chiarito alcuni dubbi relativamente alla decorrenza del diritto a usufruire del credito d’imposta. Anzitutto la decorrenza del diritto è in funzione dell’anno solare. Poiché la legge fa riferimento al “periodo d’imposta“, il Ministero ha chiarito che per i periodi di imposta che vanno a cavallo dell’anno solare si deve comunque fare riferimento all’anno successivo della messa in funzione o dell’interconnessione dei beni. Per chiarire ha fatto il seguente esempio:

Ipotizzando un periodo d’imposta primo aprile 2020 – 31 marzo 2021, nel caso in cui un bene sia acquistato ed entri in funzione il 20 marzo 2020 e sia interconnesso il 30 settembre 2020, l’intero credito d’imposta potrà essere fatto valere in compensazione a decorrere dall’anno solare 2021, a prescindere dalla circostanza che, ai fini del reddito d’impresa, entrata in funzione e interconnessione avvengano in periodi d’imposta diversi.

 

Credito d’imposta per beni strumentali: proroga fino al 2023

La Legge di Bilancio 2021 (L. 178/2020) ha prorogato i termini per il credito d’imposta per beni strumentali fino a giugno 2023. L’investimento deve avvenire dal 16 novembre 2020 fino al 31 dicembre 2022, data che può essere prolungata al 30 giugno 2023 se entro la fine del 2021 l’ordine risulta accettato e sia avvenuto un pagamento di acconto pari almeno al 20% del costo del bene. La legge (commi 1054 -1062) distingue l’agevolazione a seconda del periodo in cui è effettuata e i beni oggetto dell’investimento. Vediamo nel dettaglio cosa è stato stabilito.

 

Investimenti effettuati nel periodo di riferimento: 16 novembre 2020 – 31 dicembre 2021 (prolungata al 30 giugno 2022 se entro la fine del 2021 l’ordine risulta accettato e sia avvenuto un pagamento di acconto pari almeno al 20% del costo del bene).

TIPOLOGIA INVESTIMENTOCREDITO IMPOSTALIMITE MASSIMO DI INVESTIMENTOnote
Investimenti in beni strumentali materiali diversi da quelli indicati  nell’allegato A della L. 232/201610%Fino a 2 milioni di euroPer gli investimenti  effettuati mediante contratti di  locazione finanziaria,  si  assume  il  costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni.
Investimenti per beni strumentali immateriali diversi da quelli elencati nell’allegato B della L. 232/201610%Fino a 1 milioni di euroPer gli investimenti  effettuati mediante contratti di  locazione finanziaria,  si  assume  il  costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni.
Investimenti in strumenti e dispositivi  tecnologici destinati dall’impresa per la realizzazione di modalità di lavoro agile (smart working)15%Fino a 1 milioni di euro
Investimenti in beni strumentali nuovi indicati nell’allegato A annesso alla legge 11  dicembre  2016, n. 232
  • 50%
  • 30%
  • 10%
  • Fino a 2,5 milioni di euro
  • Da 2,5 a 10 milioni
  • Da 10 fino a massimo 20 milioni
Investimenti effettuati nel periodo di riferimento: 1 gennaio 2022 – 31 dicembre 2022 (prolungata al 30 giugno 2023 se entro la fine del 2021 l’ordine risulta accettato e sia avvenuto un pagamento di acconto pari almeno al 20% del costo del bene).
TIPOLOGIA INVESTIMENTOCREDITO D’IMPOSTALIMITE MASSIMO DI INVESTIMENTONR. QUOTE DI UTILIZZO DI PARI IMPORTO
Investimenti in beni  strumentali materiali diversi da quelli indicati  nell’allegato A della L. 232/20166%Fino a 2 milioni di euroPer gli investimenti  effettuati mediante contratti di  locazione finanziaria,  si  assume  il  costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni.
Investimenti per beni strumentali immateriali diversi da quelli elencati nell’allegato B della L. 232/20166%Fino a 1 milioni di euroPer gli investimenti  effettuati mediante contratti di  locazione finanziaria,  si  assume  il  costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni.
Investimenti in beni strumentali nuovi indicati nell’allegato A annesso alla legge 11  dicembre  2016, n. 232
  • 40%
  • 20%
  • 10%

 

  • Fino a 2,5 milioni di euro
  • Da 2,5 a 10 milioni
  • Da 10 fino a massimo 20 milioni

Inoltre per le imprese che investono in beni compresi nell’allegato B annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232, nel periodo che va dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2022 (prolungata al 30 giugno 2023 se entro la fine del 2021 l’ordine risulta accettato e sia avvenuto un pagamento di acconto pari almeno al 20% del costo del bene) viene riconosciuto un credito d’imposta pari al 20% del costo di acquisizione dei beni nel limite massimo di costi ammissibili pari a 1 milione di euro. Nel computo dei costi si possono inserire anche quelli sostenuti per soluzioni cloud computing.

Il credito d’imposta è usufruibile esclusivamente in compensazione e in tutti i casi previsti dalla proroga le quote sono pari a 3 di pari importo. Per gli investimenti in beni strumentali fatti dal 16 novembre 2020 al 31 dicembre 2021 il credito d’imposta si può usufruire in una solo quota annuale se il soggetto a cui spetta ha un volume di ricavi o compensi inferiore a 5 milioni di euro.

Il legislatore poi ha velocizzato anche i tempi di decorrenza del diritto di utilizzo del credito d’imposta (prima bisognava aspettare l’anno successivo all’entrata in funzione o al momento dell’interconnessione). In particolare questi decorrono:

  • dall’anno di entrata in funzione per beni materiali e immateriali ordinari;
  • dall’anno di interconnessione per beni materiali e immateriali 4.0.

 

 

Fonti articolo:
GAZZETTA UFFICIALE | L. 160/2019
GAZZETTA UFFICIALE | D.Lgs 231/2001
ALTALEX | TUIR aggiornato alla Legge di Bilancio 2020
GAZZETTA UFFICIALE | D.M. 31/12/1988
GAZZETTA UFFICIALE | L. 232/2016
AGENZIA DELLE ENTRATE
GAZZETTA UFFICIALE | L. 178/2020
MISE | DECRETO MINISTERIALE 06/10/2021



 

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