Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo settore software: chiarimenti applicabilità

Credito d'Imposta R&S Sviluppo Software

Il Ministero per lo Sviluppo Economico ha ritenuto opportuno chiarire la disciplina del credito d’imposta Ricerca e Sviluppo per il settore dello sviluppo del software, viste le “numerose richieste di chiarimenti da parte di imprese che svolgono” questo tipo di attività.

Per questo il MISE il 9 febbraio 2018 ha pubblicato la circolare n. 59990/2018 con la quale ha fornito alcune indicazioni di carattere sistematico per individuare quali siano le attività ammissibili all’agevolazione prevista nell’articolo 3, del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145.

Vediamo insieme il contenuto della circolare e il suo significato.

Credito d’imposta: definizioni principali

La circolare parte dalla definizione delle attività ammissibili, divise tra ricerca fondamentale, ricerca applicata e sviluppo sperimentale (così come contenute nel paragrafo 1.3, punto 15, della Comunicazione della Commissione Europea (2014/C 198/01) del 27 giugno 2014, recante “Disciplina degli aiuti di Stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazione”).

Vediamo nello specifico cosa si intende per:

Ricerca fondamentale
Attività svolte per acquisire nuove conoscenze teoriche sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o utilizzazioni commerciali dirette.
Ricerca applicata
(o Ricerca industriale)
Sviluppo della conoscenza già acquisita allo scopo di trovare soluzioni pratiche e specifiche, finalizzate all’avanzamento tecnico e tecnologico.
Sviluppo sperimentale
Include tutte le attività che hanno lo scopo di sviluppare prodotti, processi o servizi nuovi o migliorati, incluso prodotti, processi e servizi che non sono sostanzialmente definitivi (es. un prototipo o prodotti pilota).

Le definizioni dettagliate possono essere riprese integralmente dal Manuale Frascati (Guidelines for Collecting and Reporting Data on Research and Experimental Development): nella citata comunicazione europea viene espressamente detto che “per classificare le diverse attività in base alla pertinente categoria, la Commissione si baserà sulla propria prassi nonché sugli esempi e le spiegazioni specifiche fornite nel Manuale di Frascati dell’OCSE”.

Credito d’imposta: specifiche sullo sviluppo del software

Nella circolare il MISE chiarisce che le innovazioni legate al software, come prodotto finale, per rientrare nel credito d’imposta, devono essere configurabili come sviluppo sperimentale, oltre ad avere effettivo contenuto di R&S. Un progetto per lo sviluppo di un software viene classificato come R&S quando:

  • la sua esecuzione deriva da un progresso scientifico e/o tecnologico
  • lo scopo del progetto deve essere la risoluzione di un problema scientifico o tecnologico su base sistematica.

Pertanto un progetto che abbia per oggetto il potenziamento, l’arricchimento o la modifica di un programma o di un sistema esistente può essere classificato come R&S se produce un avanzamento scientifico o tecnologico che si traduce in un aumento del know-how. Con la precisazione, peraltro, che l’utilizzo del software per una nuova applicazione o per un nuovo scopo non costituisce di per sé un avanzamento.

Sempre facendo riferimento al Manuale Frascati, la circolare poi richiama espliciti esempi volti a chiarire:

  1. cosa significa R&S in tema di sviluppo di software
  2. quali sono le attività routinarie o ordinarie che, pur essendo correlate al software, non presentano contenuti di R&S.

 

Esempi di attività di sviluppo software con contenuti di R&S

Le attività di sviluppo software che possono essere considerate R&S sono attività di sviluppo di nuovi algoritmi prima non esistenti: quindi non un semplice aggiornamento di un’applicazione esistente, ma lo sviluppo di un progetto nuovo che svolga una funzione prima non prevista.

Facciamo alcuni esempi:

  • lo sviluppo di un nuovo sistema operativo o di un nuovo linguaggio di programmazione
  • la progettazione e la realizzazione di nuovi motori di ricerca basati su tecnologie originali
  • gli sforzi per risolvere i conflitti con hardware o software in base a un processo di reingegnerizzazione di un sistema o di una rete
  • la creazione di nuovi o più efficienti algoritmi basati su nuove tecniche
  • la creazione di nuovi e originali tecniche di criptazione o di sicurezza

 

Esempi di attività di sviluppo che non hanno un contenuto di R&S

Tutte le attività di aggiornamento o manutenzione connesse al software (definite come attività di tipo ricorrente o di routine) non sono classificabili come R&S.

Vediamo qualche esempio:

  • i lavori su aggiornamenti, già liberamente disponibili prima dell’inizio dei lavori stessi, relativi a specifici sistemi o programmi
  • le attività di ordinaria manutenzione del computer o del software
  • lo sviluppo di software applicativi e sistemi informativi aziendali che utilizzino metodi conosciuti e strumenti software esistenti
  • l’aggiunta di nuove funzionalità per l’utente a programmi applicativi esistenti
  • la creazione di siti web o software utilizzando strumenti esistenti
  • l’utilizzo di metodi standard di criptazione, verifica della sicurezza e test di integrità dei dati
  • la customizzazione di prodotti per un particolare uso, a meno che durante tale processo non vengano aggiunte nuove conoscenze che migliorino significativamente il programma base
  • l’ordinaria attività di correzione di errori (debug) di sistemi e programmi esistenti

Per concludere quindi l’attività di sviluppo del software deve apportare “un apprezzabile o significativo elemento di novità per il mercato, la cui realizzazione non derivi dalla semplice utilizzazione dello stato delle conoscenze e delle tecnologie già disponibili“.

Credito d’imposta: documentazioni richieste

In ultimo va detto che la disciplina sulle agevolazioni in materia di Ricerca e Sviluppo per essere giustamente applicata, non solo richiede che le attività soddisfino i requisiti sopra elencati, ma che siano documentate le fasi conclusive di R&S, visto che il credito d’imposta non può essere elargito per le attività successive a quelle pre-competitive, che nel caso dello sviluppo del software corrispondono al cosiddetto beta testing.

Poiché stiamo parlando di un incentivo automatico (ossia non è prevista una valutazione a priori dei progetti finanziati da parte dell’ente erogante), il legislatore afferma che sarà compito specifico dell’impresa che vorrà usufruire delle agevolazioni predisporre:

  • la documentazione obbligatoria concernente l’effettività, la pertinenza e la congruità dei costi (documentazione contabile certificata)
  • un’apposita documentazione concernente l’ammissibilità delle attività di ricerca e sviluppo svolte, dalla quale risultino:
    • gli elementi di novità che il progetto intende perseguire
    • l’individuazione degli ostacoli di tipo tecnico e scientifico al cui superamento sono legati i lavori svolti
    • l’avanzamento di tali lavori nell’ambito dei periodi d’imposta agevolabili
    • l’indicazione degli elementi nei quali si specificano tali miglioramenti, nel caso in cui si tratti di innovazioni che si sostanzino in significativi miglioramenti di prodotti già esistenti sul mercato in cui opera l’impresa.


 

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