Credito d’imposta ricerca, sviluppo e innovazione

Credito d’imposta ricerca, sviluppo, innovazione e design

La Legge di Bilancio 2020 ha introdotto un nuovo credito d’imposta per gli investimenti effettuati in ricerca e sviluppo, transizione ecologica, innovazione tecnologica 4.0 e altre attività innovative valido per il solo anno 2020. La nuova Legge di Bilancio 2021 ha confermato questa agevolazione estendendola fino al 31 dicembre 2022 e introducendo altre novità.

In questo articolo cerchiamo di approfondire l’argomento e capire come si può accedere all’incentivo fiscale.

 

Credito d’imposta ricerca e sviluppo 2020 e 2021

La legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019) ha “rinnovato” il credito d’imposta per la ricerca e lo sviluppo introducendo una nuova disciplina valida per il periodo d’imposta 2020. Possono essere agevolati solo gli investimenti fatti in uno dei seguenti settori:

  • ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico;
  • transizione ecologica o innovazione tecnologica 4.0 per la realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati;
  • attività di design e ideazione estetica per l’ideazione e la realizzazione dei nuovi prodotti e campionari nei settori tessile, moda, calzaturiero, occhialeria, orafo, mobili e arredo, ceramica e altri settori.

Per ogni settore previsto ci sono aliquote e massimali diversi. La base di calcolo del credito d’imposta deve essere al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti per le stesse spese ammissibili.

La Legge di Bilancio 2021 (comma 1064  L. 178/2020) prolunga i termini del credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo, transizione ecologica, innovazione tecnologica 4.0 e altre attività innovative: il termine massimo sarà il 31 dicembre 2022 e apporta delle ulteriori novità. La legge conferma la disciplina già esistente e introduce alcune novità, la principale delle quali riguarda le aliquote e i massimali che sono aumentati. Vediamo un confronto fra le due leggi.

 

SETTOREALIQUOTE 2020ALIQUOTE 2021-22
Attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale12% spese ammissibili

Fino ad un massimo di 3 milioni

20% spese ammissibili

Fino ad un massimo di 4 milioni

Attività di innovazione tecnologica6% spese ammissibili

Fino ad un massimo di 1.5 milioni

10% spese ammissibili

Fino ad un massimo di 2 milioni

Attività di innovazione tecnologica in transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0.10% spese ammissibili

Fino ad un massimo di 1.5 milioni

15% spese ammissibili

Fino ad un massimo di 2 milioni

Attività di design e ideazione estetica6% spese ammissibili

Fino ad un massimo di 1.5 milioni

10% spese ammissibili

Fino ad un massimo di 2 milioni

 

Credito d’imposta ricerca e sviluppo 2022 e 2031

La Legge di Bilancio 2022 ha prorogato il credito d’imposta per la ricerca e lo sviluppo.

 

TIPOLOGIA INVESTIMENTOPERIODO DI VALIDITÁCREDITO IMPOSTALIMITE MASSIMO DI INVESTIMENTO
Attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale202220%Fino ad un massimo di 4 milioni
Dal 2023 al 203110%Fino ad un massimo di 5 milioni
Attività di innovazione tecnologica e

Attività di design e ideazione estetica

Fino al 202310%Fino ad un massimo di 2 milioni
Dal 2024 al 20255%Fino ad un massimo di 2 milioni
Attività di innovazione tecnologica in transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0.202215%Fino ad un massimo di 2 milioni
202310%Fino ad un massimo di 4 milioni
Dal 2024 al 20255%Fino ad un massimo di 4 milioni

 

Chi può beneficiare del credito d’imposta sviluppo e ricerca

Possono accedere a questa agevolazione fiscale tutte le imprese che si trovano sul territorio italiano, anche le stabili organizzazioni non residenti, senza vincoli sulla natura giuridica, settore economico a cui appartengono,  dimensione, regime contabile e sistema di determinazione fiscale del reddito.

Condizione importante per ottenere il credito d’imposta in oggetto è che questi soggetti rispettino le normative di sicurezza dei luoghi di lavoro e siano regolari nel versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dei propri dipendenti lavoratori.

Soggetti esclusi dal beneficio fiscale

Le aziende che si trovano in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale o altra procedura concorsuale non possono accedere al credito d’imposta per la ricerca e lo sviluppo. Lo stesso vale per quelle imprese che hanno subito sanzioni interdittive (articolo 9, comma 2, decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231).

 

Quali sono le spese ammissibili per il credito d’imposta ricerca e sviluppo

Le spese ammissibili per il credito d’imposta sono le seguenti:

  • Spese di personale relative ai ricercatori e ai tecnici titolari di rapporto di lavoro subordinato di lavoro autonomo o altro rapporto diverso dal lavoro subordinato, direttamente impiegati nelle operazioni di ricerca e sviluppo svolte internamente l’impresa, nei limiti del loro effettivo impiego in tali operazioni.
  • Quote di ammortamento, canoni di locazione finanziaria o di locazione semplice e altre spese relative ai beni materiali mobili e ai software utilizzati nei progetti di ricerca e sviluppo.
  • Spese per contratti di ricerca per il diretto svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo.
  • Quote di ammortamento conseguenti all’acquisto da terzi, anche in licenza d’uso, di privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto, a semiconduttori o una nuova varietà vegetale.
  • Spese per servizi di consulenza ed equivalenti, inerenti alle attività di R&S ammissibili.
  • Spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nei progetti di R&S ammissibili.

 

Come funziona il credito d’imposta per la ricerca e lo sviluppo

Il credito d’imposta per la ricerca e sviluppo può essere utilizzabile esclusivamente in compensazione per un numero massimo di 3 quote annuali tutte dello stesso valore a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui avviene la maturazione del credito stesso. La compensazione avviene tramite modello F24.

Adempimenti relativi al credito d’imposta R&S&I

Uno degli adempimenti da espletare è l’ottenimento di una certificazione che viene rilasciata da un soggetto addetto alla revisione dei conti. Per quei soggetti che non sono sottoposti a revisione dei conti, le spese, che verranno effettuate per adempiere all’obbligo di certificazione, vengono sommate al credito d’imposta per un importo non superiore a 5.000 euro.

Tutte le imprese che accedono al credito d’imposta per la ricerca e lo sviluppo devono redigere e conservare una relazione tecnica che spieghi chiaramente le finalità, il contenuto e i risultati ottenuti dalle attività svolte per le quali si richiede l’agevolazione. Inoltre le stesse imprese devono fare una comunicazione al MISE sull’intenzione di usufruire del credito d’imposta: serve al Ministero per poter valutare l’andamento, la diffusione e l’efficacia delle agevolazioni previste. Ricordiamo infine che il credito d’imposta non può essere ceduto o trasferito neanche alle imprese che fanno parte dello stesso gruppo consolidato.

Credito d’imposta ricerca e sviluppo 2021: le novità sugli adempimenti

Un’altra novità introdotta per il biennio 2021-2022 è relativa alla relazione tecnica: per questo obbligo è richiesto che la documentazione sia asseverata ossia sia redatta da un tecnico che si assume la responsabilità (anche penale) che tutto il contenuto della relazione corrisponde a verità. La perizia deve essere redatta dal responsabile aziendale o del progetto e controfirmata dal rappresentante legale dell’impresa.

Modello di comunicazione dei dati

Con decreto ministeriale del 6/10/2021 il MISE ha approvato il modello di comunicazione dei dati e delle altre informazioni riguardanti l’applicazione del credito d’imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo e attività di innovazione tecnologica. In questo documenti vanno inseriti i dati anagrafici ed economici dell’azienda, con l’esposizione degli  investimenti effettuati. Il modello, scaricabile anche dal sito del ministero, deve essere firmato digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa e deve essere inviato con la PEC all’indirizzo cirsid@pec.mise.gov.it. Il termine per l’invio di questa comunicazione varia a seconda del periodo in cui è stato effettuato l’investimento e cioè:

  • per gli investimenti effettuati nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019, il modello di comunicazione va trasmesso entro la data del 31 dicembre 2021.
  • per gli investimenti effettuati nei periodi d’imposta agevolabili successivi, il modello di comunicazione va trasmesso entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi riferita a ciascun periodo d’imposta di effettuazione degli investimenti.

Il mancato invio del modello non comporta la sospensione dell’applicazione dell’incentivo, in quanto questi dati servono al MISE esclusivamente per monitorare l’andamento, la diffusione e l’efficacia delle misure relative al credito d’imposta.

 

Fonti articolo
GAZZETTA UFFICIALE | L. 160/2019
GAZZETTA UFFICIALE | L. 178/2020
GAZZETTA UFFICIALE | Decreto attuativo MISE 26/05/2020
MISE | Decreto ministeriale 06/10/2021
GAZZETTA UFFICIALE | DL. 234/2021

 



 

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