Autonomia patrimoniale

Si definisce ‘autonomia patrimoniale’ il livello di separazione tra il patrimonio di una persona e quello di un’altra persona, fisica o giuridica. Nel contesto societario, si applica questo concetto per distinguere tra il patrimonio personale del socio e quello della società.

 

Forme societarie e autonomia patrimoniale

L’autonomia patrimoniale è tanto più ampia quanto più complessa è l’organizzazione della società. Si parla di:

 

  • Autonomia patrimoniale perfetta: per le società di capitali, dove vige una separazione netta tra il patrimonio della società e quello dei singoli soci. In tutte queste forme societarie, il singolo socio non può essere chiamato a rispondere con il proprio patrimonio personale alle obbligazioni della società: in altre parole, i creditori possono far valere i propri diritti esclusivamente sul patrimonio sociale. Ciò tuttavia non dispensa gli amministratori dal porre in essere dei comportamenti corretti a tutela delle parti, in quanto essi rimangono responsabili (anche penalmente) di comportamenti dolosi e a danni dei creditori.

 

  • Autonomia patrimoniale imperfetta: per le società di persone, dove i soci sono tenuti a far fronte alle passività sociali personalmente, illimitatamente e in via solidale. Questo significa che, se necessario, i soci rispondono a debiti e obbligazioni societarie anche con il proprio patrimonio personale. Un’applicazione parziale avviene solo nelle società in accomandita semplice, dove (pur essendo una forma di società di persone) a rispondere con il proprio patrimonio saranno solo i soci accomandatari ma non gli accomandanti, i quali invece rispondono solo con la quota conferita.