Fattura proforma

Si definisce “fattura proforma” un documento senza valore fiscale che anticipa la fattura vera e propria. Emessa “per forma” viene utilizzata per mettere a conoscenza il cliente dei servizi o dei beni che saranno oggetto della successiva fatturazione, dandogli modo di verificare preventivamente la correttezza dei dati e, se necessario, richiedere le dovute correzioni prima dell’emissione della fattura fiscale (senza così dover emettere successive note di variazione). I professionisti in regime per cassa sono soliti chiamarla avviso di parcella, per richiedere il pagamento delle prestazioni e poi emettere la fattura effettiva all’avvenuto incasso.

 

Come si compila la fattura proforma

Non avendo valore fiscale, la fattura proforma non ha dei requisiti formali a cui attenersi, tuttavia può essere compilata come una vera e propria fattura. L’importante è che ci sia riportata la dicitura “Fattura Proforma” nell’intestazione o comunque in alto nel documento. Inoltre dopo la descrizione dei servizi o beni venduti, in calce, occorre mettere la seguente frase:
“Il presente documento non costituisce in maniera assoluta fattura ai sensi dell’art. 21 del D.P.R. 633/72 e quindi non genera esigibilità di imposta per il prestatore.” e se rappresenta un avviso di parcella vi sarà indicato anche “Trattasi di documento emesso in relazione al pagamento di corrispettivi di operazioni assoggettate ad imposta sul valore aggiunto (art.6, comma 2, del D.P.R. 642/72). Contestualmente al pagamento, verrà emessa regolare fattura con evidenziazione dell’IVA.”

 

Per saperne di più:
LA FATTURA PROFORMA: COS’È E QUANDO SI PUÒ UTILIZZARE