Fattura semplificata

Si definisce “fattura semplificata” è una fattura con meno informazioni obbligatorie e il cui importo non supera i 400 euro (compresa l’IVA). La fattura semplificata ha lo stesso valore contabile, fiscale e legale di una fattura ordinaria. È stata introdotta con la legge 288 del 24/12/2012, entrata in vigore il 1° gennaio 2013, che ha modificato l’articolo 21-bis del DPR 633/1972: inizialmente, l’importo massimo consentito era di 100,00 €, portato a 400,00 € con un successivo decreto emanato il 10 maggio 2019 dal MEF (Ministero Economia e Finanze).

Come si compila una fattura semplificata

Le fatture che ammontano ad un massimo di 400,00 € (IVA inclusa) possono essere emesse in modalità semplificata recando (in luogo di quanto previsto dall’articolo 21 dello stesso DPR 633/1972) le seguenti indicazioni:

  • data di emissione
  • numero progressivo univoco;
  • dati identificativi* del venditore (cedente/prestatore) incluso la partita IVA;
  • il solo codice fiscale o numero di partita IVA del cliente (cessionario/committente) se stabilito nel territorio dello Stato, oppure il solo numero di identificazione IVA nel caso di soggetto passivo stabilito in un altro Stato dell’Unione europea. Solo per soggetti Extra Cee è richiesta l’indicazione di tutti i dati identificativi* dell’acquirente.
  • indicazione sommaria dei beni o dei servizi oggetto di cessione;
  • ammontare del totale fattura e dell’imposta incorporata (ovvero dei dati che permettono di calcolare l’IVA applicata);

La semplificazione, rispetto alla fattura ordinaria, risiede nel fatto che sarà sufficiente indicare soltanto il codice fiscale o la partita IVA del cliente (a meno che non sia un soggetto Extra Ue), l’importo totale complessivo (senza distinzione tra base imponibile e IVA) e una descrizione generica dei beni o dei servizi ceduti (senza necessariamente specificare quantità, natura e qualità). Fermo restando che, anche in caso di fattura semplificata, se si sta emettendo una nota di addebito o di accredito bisogna sempre inserire il riferimento alla fattura rettificata.

* I dati identificativi sono: ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto IVA per i soggetti residenti, o del rappresentante fiscale nonché ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti.

 

Quando non si può emettere una fattura semplificata

Sempre l’articolo 21 dello stesso DPR 633/1972 specifica quando la fattura semplificata non può essere emessa:

  • per le operazione di cessioni intracomunitarie di cui all’articolo 41 del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427;
  • operazioni di cui all’articolo 21, comma 6-bis, lettera a).

 

Fattura elettronica semplificata

La fattura elettronica semplificata viene emessa come una fattura elettronica normale solo che il tracciano XML ha un formato semplificato non prevedendo ad esempio la sezione Altri dati gestionali dove poter indicare gli elementi facoltativi della transazione (targa automezzo e altri riferimenti ai documenti commerciali). Inoltre nelle specifiche tecniche dell’Agenzia delle Entrate si sottolinea come il limita massimo del file per singola fattura semplificata non deve superare i 5 megabyte, a prescindere dal canale di comunicazione utilizzato. Questo limite dimensionale assicura infatti una facile usabilità via web di questa tipologia di formato.

Per saperne di più: LA FATTURA ELETTRONICA SEMPLIFICATA