Principio di cassa

Si definisce “principio di cassa” il criterio di imputazione a bilancio dei soli costi effettivamente sostenuti e ricavi effettivamente incassati. Applicando questo criterio contabile, la determinazione del reddito avviene considerando solamente costi e ricavi per i quali si è è avuta effettiva manifestazione monetaria nell’esercizio.

 

Quando si applica il principio di cassa

L’adozione del principio di cassa per determinare il reddito imponibile è concessa ad alcune categorie quali: professionisti, ditte individuali, enti non commerciali e società di persone in regime di contabilità semplificata, con un limite di fatturato:

  • per la prestazione di servizi non deve superare i 400 mila euro;
  • per le altre attività non si può superare il limite di 700 mila euro.

Secondo la legge italiana le società di capitali devono, invece, adottare il principio di competenza.

 

Principio di cassa e di competenza: differenze

Secondo la legge italiana le società di persone e quelle di capitali devono seguire il principio di competenza. La differenza sostanziale tra il criterio di cassa e il criterio di competenza risiede nel fatto che, mentre nel primo caso saranno registrati soltanto i ricavi già incassati e i costi già sostenuti, nel secondo saranno rilevati contabilmente tutti i costi e ricavi indipendentemente dalla relativa manifestazione finanziaria, eventualmente rettificati secondo l’effettiva imputabilità all’esercizio in esame. Facciamo qualche esempio:

Esempio 1

Ipotizziamo che l’impresa sostiene mensilmente un costo di 1.000,00 € per affitto ufficio, che paga con rate trimestrali anticipate. A Novembre versa 3.000,00 € quale corrispettivo per l’affitto per i mesi di Novembre, Dicembre e Gennaio. Se l’esercizio termina il 31 Dicembre, in bilancio avremo:

  • principio di cassa: si dovrà considerare nel bilancio d’esercizio l’intero costo di 3.000,00 €.
  • principio di competenza: si dovrà considerare nel bilancio d’esercizio solo la parte di costo di 2.000,00 € quale quota di competenza (e non il costo complessivo di 3.000,00 € anche se effettivamente pagato). La quota parte di 1.000,00 euro sarà riportata a costo nell’esercizio successivo.

 

Esempio 2

Supponiamo che si emetta una fattura per vendita di prodotti in data 30/11/2021 con scadenza di pagamento il 30/01/2022. In questo caso si avrà la seguente differenza a seconda del criterio di determinazione del reddito utilizzato:

  • principio di cassa: la fattura determinerà un’entrata effettiva per l’anno 2022;
  • principio di competenza: la fattura determinerà un’entrata di competenza per l’anno 2021.