Principio di competenza

Si definisce “principio di competenza” il criterio di imputazione a bilancio di costi e ricavi di competenza dell’esercizio indipendentemente dall’effettiva manifestazione finanziaria. Applicando questo criterio contabile, la determinazione del reddito avviene considerando solo la quota di costo o di ricavo imputabile all’esercizio in esame.

 

Principio di competenza e scritture di assestamento

Il principio di competenza consiste nel considerare nel calcolo del reddito d’esercizio solamente i ricavi e i costi effettivamente imputabili all’esercizio in esame. Facciamo un esempio:

Ipotizziamo che l’impresa sostiene mensilmente un costo di 1.000,00 € per affitto ufficio, che paga con rate trimestrali anticipate. A Novembre versa 3.000,00 € quale corrispettivo per l’affitto per i mesi di Novembre, Dicembre e Gennaio. Se l’esercizio termina il 31 Dicembre, dovrà considerare nel bilancio d’esercizio il costo di 2.000,00 € quale quota di competenza e non di 3.000,00 € (anche se effettivamente ha contabilizzato un esborso finanziario di 3.000,00 €). La quota parte di 1.000,00 euro sarà riportata a costo nell’esercizio successivo.

Per rispettare il principio di competenza, alla chiusura dell’esercizio (solitamente al 31 dicembre) il contabile dovrà scindere i costi e i ricavi che sono di competenza dell’esercizio da quelli che non lo sono. Il sistema di annotazioni necessarie per determinare la competenza dei vari componenti di reddito prende il nome di scritture di assestamento che si dividono in 3 gruppi:

  • scritture di rettifica: stornano componenti di reddito già contabilizzati che, non essendo di competenza dell’esercizio, devono essere rinviati all’esercizio successivo, quali risconti attivi e passivi, costi e ricavi anticipati, consistenze di magazzino.
  • scritture di integrazione: aggiungono componenti di reddito di competenza dell’esercizio ma non ancora rilevati, quali ratei attivi e passivi, interessi attivi e passivi, fondi rischi, fondi spese future, crediti non esigibili.
  • scritture di ammortamento: ripartiscono su più esercizi i costi pluriennali (Cespite)

Secondo questo principio, si implicita anche una stretta correlazione tra costi e ricavi: nella valutazione del risultato, di un ricavo si prenderà in considerazione solo quella parte che è stata (o sarà) conseguita grazie alla quota di costo imputabile all’esercizio.