Spesometro

Si definisce “spesometro” la comunicazione obbligatoria di tutti i dati delle fatture emesse e ricevute che un soggetto IVA è tenuto ad effettuare periodicamente all’Agenzia delle Entrate. Più precisamente i dati da comunicare sono:

  • tutte le fatture emesse e ricevute
  • le bollette doganali
  • tutte le note di variazione IVA.

Gli scontrini e le ricevute fiscali non vanno inclusi nello spesometro.

Lo spesometro è stato istituito nel 2010 (con il nome di  “elenco clienti e fornitori“) e nel tempo il legislatore ha apportato delle modifiche tra cui quella relativa ai termini di presentazione: fino al 2017 doveva essere presentato semestralmente, dal 2018 si è introdotto il termine trimestrale di presentazione.

Con l’entrata in vigore della fatturazione elettronica obbligatoria (1 gennaio 2019) lo spesometro è stato sostituito dall’esterometro, visto che le fatture transitano dal Sistema di Interscambio e così facendo l’Agenzia delle Entrate ha già tutti i dati relativi alle varie transazioni. L’ultimo spesometro inviato è stato quello trasmesso il 30 aprile 2019 riguardante il secondo semestre 2018.

 

Spesometro light

Con il decreto fiscale 2017 (DL 148/2017) è stato istituito lo spesometro light valido per le comunicazioni del secondo trimestre del 2017 e per tutto il 2018. Il decreto ha introdotto alcune semplificazioni col fine di alleggerire gli adempimenti per imprese e professionisti; in particolare:

  • per la comunicazione di fatture con importo inferiore ai 300 euro è possibile inviare un documento riepilogativo anziché i singoli documenti;
  • si lascia la facoltà al contribuente di scegliere la comunicazione trimestrale e quella semestrale;
  • vengono limitate le informazioni da trasmettere: è facoltativo infatti compilare i dati anagrafici di dettaglio delle controparti.

 

Come funziona lo spesometro

Lo spesometro deve essere inviato esclusivamente via telematica all’Agenzia delle Entrate, seguendo le istruzioni previsti nei modelli di anno in anno pubblicati sul sito. La trasmissione può essere fatta dal contribuente stesso oppure da un suo intermediario (solitamente il commercialista), in modalità analitica (elencando quindi operazione per operazione) oppure aggregata (accorpando le operazioni relative ad uno stesso cliente/fornitore).

Come si invia lo spesometro

L’invio del file elettronico dello spesometro avviene tramite una delle seguenti modalità:

  • il portale Fatture e Corrispettivi nella sezione “Comunicazione Dati Fatture“;
  • i software di compilazione e controllo gratuiti forniti dall’Agenzia;
  • i software gestionali in grado di elaborare e inviare i dati oggetto dello spesometro.

 

Quali dati vanno comunicati nello spesometro

I dati da inviare nello spesometro sono i seguenti:

  • i dati identificativi del soggetto emittente e ricevente del documento;
  • la data e il numero della fattura;
  • il valore dell’imponibile;
  • l’aliquota IVA applicata oppure, nel caso in cui l’operazione non comporti l’annotazione dell’imposta nel documento, la tipologia dell’operazione ai fini IVA (per esempio esclusa IVA, non imponibile, eccetera);
  • l’imposta.

Con lo spesometro light questi dati sono stati semplificati, come già detto nel capitolo dedicato.

 

Chi deve presentare lo spesometro

Lo spesometro è un obbligo che riguarda tutti i soggetti IVA ad eccezione delle seguenti categorie:

  • i soggetti in regime forfettario o regime dei minimi;
  • i produttori agricoli che esercitano l’attività nelle zone montane;
  • i soggetti che hanno esercitato l’opzione di trasmissione telematica dei dati delle fatture emesse e ricevute;
  • le amministrazioni pubbliche e amministrazioni autonome per quanto attiene alle fatture ricevute;
  • dal 2018 le Amministrazioni pubbliche sono state esonerate dalla trasmissione delle fatture emesse nei confronti dei consumatori finali.

 

Le sanzioni previste in tema di spesometro

Nel caso in cui lo spesometro non venga trasmesso o venga trasmesso con dati errati, la legge prevede le seguenti sanzioni amministrative:

  • per ogni fattura 1 euro, entro il limite massimo di euro 500, se la trasmissione è effettuata entro i 15 giorni successivi alla scadenza ordinaria, o se, nel medesimo termine, viene trasmessa la correzione dei dati errati;
  • per ogni fattura 2 euro, con un limite massimo di euro 1.000, nel caso in cui la trasmissione vada oltre i 15 giorni successivi alla scadenza ordinaria.

 

Per saperne di più:
FATTURA ELETTRONICA E SPESOMETRO: QUALE DESTINO?