Detrazioni IRPEF per investimenti startup e PMI innovative

Incentivo fiscale in “de minimis” all’investimento in startup innovative e PMI innovative

Il 28 dicembre 2020 è stato pubblicato il decreto attuativo del MISE che regolamenta gli incentivi fiscali in regime de minimis per investimenti di persone fisiche in startup innovative e PMI innovative. L’origine di questa agevolazione si trova nell’articolo 38 del Decreto Rilancio (maggio 2020) che ha dato particolare attenzione alle piccole imprese innovative italiane, delegando MISE e MEF ad emanare tre decreti che riguardano “il rafforzamento, sull’intero territorio nazionale, degli interventi in favore delle start-up innovative“. In pratica questi tre interventi sono:

  1. lo Smart Money che prevede contributi a fondo perduto per supportare le startup innovative italiane che siano interessate ad accelerarne la realizzazione dei loro progetti di sviluppo;
  2. il Fondo di sostegno al Venture Capital che intende aiutare startup e PMI innovative italiane tramite la partecipazione al capitale di queste da parte di investitori regolamentati o qualificati;
  3. le detrazioni fiscali del 50% alle persone fisiche che investono in startup e PMI innovative.

In questo articolo ci occupiamo del terzo punto ossia delle agevolazioni fiscali che lo Stato intende riconoscere agli investimenti nel capitale sociale di piccole imprese italiane particolarmente innovative.

 

Incentivi fiscali per investimenti in startup e PMI innovative: cos’è

L’agevolazione fiscale prevista è una detrazione IRPEF pari al 50% dell’investimento effettuato destinata alle persone fisiche che investono nel capitale di rischio di start-up o PMI innovative. L’incentivo è concesso solo se rientra nel regime de minimis (Regolamento europeo 1407/2013).

Regime de minimis: una deroga al regolamento europeo sulla concorrenza

Poiché la condizione necessaria per avere questa agevolazione è il regime de minims, proviamo a capire meglio di cosa si tratta. Per farlo occorre una premessa: nel Trattato dell’Unione Europea c’è un articolo, il nr. 87, che stabilisce il divieto, salvo deroghe, agli Stati Membri di aiutare le proprie imprese con risorse statali di ogni forma, in quanto falsificherebbe la normale concorrenza. Il regime de minimis rappresenta una deroga a questa norma ed è valido solo per aiuti minimi da parte di uno Stato che non incidono sullo scambio regolare dei mercati: il valore massimo, infatti, che un’impresa può ottenere è pari a 200.000 euro nell’arco di tre anni finanziari. Queste agevolazioni non hanno bisogno dei tempi burocratici di accettazione della Commissione Europea e vengono, quindi, concesse in automatico dagli Stati membri.

 

Incentivi fiscali de minimis: le condizioni da rispettare

Il decreto attuativo del bonus pone come prima condizione che le startup innovative o le PMI innovative devono essere regolarmente iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese al momento in cui viene effettuato l’investimento. Per quanto riguarda gli investimenti, il legislatore precisa quanto segue:

  • Investimenti in una o più start-up innovative: l’importo massimo che può essere agevolabile è pari a 100.000 euro per ciascun periodo di imposta.
  • Investimenti in una o più PMI innovative: l’importo massimo che può essere agevolabile è pari a 300.000 euro per ciascun periodo di imposta.

L’investimento agevolato deve essere mantenuto per almeno 3 anni: nel caso in cui dovesse essere ceduto, anche in modo parziale, il contribuente perde il beneficio della detrazione e, se ha già ricevuto parte del beneficio, è tenuto alla restituzione dell’importo detratto maggiorato degli interessi legali.

L’agevolazione fiscale riguarda solo i conferimenti in denaro nel capitale sociale e nella riserva da sovrapprezzo delle azioni o quote delle start-up innovative e delle PMI innovative, nonché agli investimenti in quote degli organismi di investimento collettivo del risparmio.

Le agevolazioni non possono essere erogate quando:

  • gli investimenti sono effettuati tramite enti di investimento collettivo del risparmio e società, direttamente o
    indirettamente, a partecipazione pubblica;
  • gli investimenti riguardano start-up o PMI innovative che operano nei settori esclusi dal regime de minimis (ad esempio imprese che operano nel settore della pesca, dell’agricoltura, eccetera).

 

Le agevolazioni previste per gli incentivi fiscali in regime de minimis

Le agevolazioni che spettano alla persona fisica, che fa un investimento in una o più startup o PMI innovative, sono così articolate:

  • per gli investimenti in startup innovative: il soggetto investitore, in ciascun periodo d’imposta, può detrarre dall’imposta lorda (IRPEF) un importo pari al 50% dell’investimento effettuato, fino ad un massimo di euro 100.000 euro, per un ammontare di detrazione non superiore a 50.000 euro;
  • per gli investimenti in PMI innovative: il soggetto investitore, in ciascun periodo d’imposta, può detrarre dall’imposta lorda (IRPEF) un importo pari al 50% dell’investimento effettuato, fino ad un massimo di 300.000 euro, per un ammontare di detrazione non superiore a 150.000 euro. Se l’investimento dovesse essere maggiore di 300.000 euro, sulla parte eccedente tale limite, il soggetto investitore, in ciascun periodo d’imposta, può detrarre dall’imposta lorda un importo pari al 30% dell’eccedenza.

Il legislatore ha previsto la possibilità di concedere questa agevolazione anche per gli investimenti effettuati nel corso dell’anno 2020: la domanda deve essere presentata telematicamente dal 1 marzo al 30 aprile 2021.

 

Presentazione istanza dell’impresa beneficiaria per incentivi de minimis

Il Ministero dello Sviluppo ha implementato un’apposita piattaforma informatica, denominata Incentivi fiscali in regime «de minimis» per investimenti in start-up e PMI innovative. Le domande per accedere all’agevolazione devono essere inoltrate esclusivamente su questa piattaforma digitale di Invitalia. L’accesso è consentito solo ed esclusivamente tramite SPID.

La piattaforma è già attiva dal 1 marzo 2021. L’istanza deve essere trasmessa al Ministero, prima che venga effettivamente effettuato l’investimento. Ogni domanda ha come oggetto l’investimento di un soggetto investitore nell’impresa beneficiaria, pertanto l’impresa beneficiaria può presentare più di una istanza, per ciascun diverso soggetto investitore. La domanda digitale dovrà contenere:

  • i dati identificativi dell’impresa beneficiaria, del soggetto investitore e, in caso di investimento
    indiretto, dell’organismo di investimento collettivo del risparmio;
  • l’ammontare dell’investimento che il soggetto investitore intende effettuare;
  • l’ammontare della detrazione che il soggetto investitore intende richiedere.

Dopo aver ricevuto l’istanza, firmata digitalmente, il Ministero fa una verifica sui requisiti dell’azienda in riferimento al regime de minimis e l’esito lo notifica sia alla richiedente che all’investitore.

 

Come ottenere il bonus della detrazione IRPEF per investimenti in imprese innovative

Il soggetto investitore deve indicare l’agevolazione fiscale nella sua dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui l’investimento è stato effettuato nella startup o PMI beneficiaria. L’agevolazione spetta solo e soltanto se, oltre a tutti i requisiti richiesti, l’investitore ricevi e conservi una dichiarazione del legale rappresentante dell’impresa beneficiaria che attesti:

  • l’importo dell’investimento
  • il codice COR rilasciato dal registro nazionale degli aiuti
  • l’importo della detrazione fruibile.

 

Fonti Articolo
GAZZETTA UFFICIALE | DL 34/2020
GAZZETTA UFFICIALE UE | Regolament EU 1407/2013
GAZZETTA UFFICIALE | Decreto MISE del 28/12/2020

 



 

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