Disegni+4: il MISE finanzia a fondo perduto disegni e modelli delle mPMI

Incentivi alle imprese Bando Disegni+4

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha emanato il bando Disegni+4, dando alla Unioncamere l’incarico di gestire la concessione di investimenti a fondo perduto per la valorizzazione economica di disegni e modelli di proprietà delle micro, piccole e medie imprese. In questo articolo cerchiamo di capire cos’è questa agevolazione e come poterla richiedere.

 

Bando Disegni+4: cos’è

Il bando Disegni+4 stanzia incentivi a favore delle mPMI per finanziamenti che hanno lo scopo di sostenere l’innovazione e la competitività delle imprese italiane, tramite la valorizzazione e lo sfruttamento economico dei disegni e dei modelli industriali, sia nel nostro Paese che nei mercati internazionali. Il MISE ha incaricato la Unioncamere come soggetto gestore: in pratica questo organismo governativo curerà tutti gli adempimenti tecnici e amministrativi, che riguarderanno la valutazione delle domande e l’erogazione degli incentivi. L’impresa può fare solo una domanda di incentivo per il singolo disegno o modello.

Cosa si intende per disegni e modelli

Secondo il D.Lgs. 30/2005 per disegni o modelli, che sono oggetto di registrazione all’ufficio dei brevetti, si intende l’aspetto di un prodotto intero oppure di una sua parte purché sia nuova e abbia carattere individuale. L’aspetto può essere identificato dalle caratteristiche delle linee, dei contorni, dei colori, della forma, della struttura superficiale o dei materiali del prodotto stesso oppure del su ornamento.

Questo prodotto può essere di natura industriale o artigianale e sono inclusi anche i singoli componenti di un prodotto complesso, gli imballaggi, le presentazioni, i simboli grafici e i caratteri tipografici (tranne i programmi di elaborazione). Il prodotto complesso è un prodotto formato da più parti che sono smontabili e rimontabili.
 


 

L’importo totale stanziato dal governo per Disegni+

Per questo incentivo il governo ha stanziato 13 milioni di euro. Per le imprese che sono dotate di rating di legalità è prevista una quota totale pari 5%. Questa somma, pari a 650.000 euro, verrà fatta rientrare nella dotazione complessiva dell’incentivo, se non verranno presentate o non risulteranno finanziabili domande di agevolazione da parte di imprese con rating di legalità, fino alla data di esaurimento dei fondi messi a disposizione dal bando.

 

Le spese ammissibili del bando Disegni+4

Le spese finanziabili dall’incentivo sono quelle destinate all’acquisto di servizi specialistici esterni all’azienda; l’acquisto deve avvenire successivamente alla data di registrazione del disegno/modello e comunque non deve essere anteriore al 3 dicembre, data di pubblicazione del comunicato del bando sulla Gazzetta Ufficiale. In particolare, il bando individua per l’ammissibilità delle spese, due fasi ben precise:

FASE 1 PRODUZIONE
è il momento in cui le imprese acquistano i servizi specialistici esterni che andranno poi a valorizzare economicamente i loro disegni e/o modelli. Questi servizi sono volti alla produzione e alla distribuzione dei prodotti, che verranno creati a seguito dei nuovi progetti. Tra queste spese rientrano ad esempio: la ricerca sull’uso di nuovi materiali, la realizzazione di prototipi e stampi, la consulenza tecnica di produzione e commercializzazione (es. business plan, piano di marketing, analisi del mercato, eccetera)
FASE 2 COMMERCIALIZZAZIONE
è la fase di acquisizione dei servizi specialistici esterni per la commercializzazione del titolo di proprietà. Rientrano in queste spese, per esempio, la consulenza legale per la scrittura di contratti di licenza del titolo di proprietà industriale e per le azioni di contraffazione.

 

L’importo massimo destinato alla singola azienda

L’incentivo viene concesso in conto capitale per una somma non superiore all’80% delle spese ammissibili. Sono previsti dei limiti massimi di importo per ciascuna fase e per ogni tipologia di spesa:

Bando Disegni+4 Tabella importi massimi finanziabili

Disegni+4: tabella importi massimi finanziabili


Fonte immagine: MISE | Bando Disegni+4

L’agevolazione concessa non è cumulabile con altri finanziamenti pubblici e con gli aiuti nel regime de minimis, per le stesse spese ammissibili.
 


 

Bando Disegni+4: a chi è destinato

L’incentivo per disegni e modelli è destinato alle imprese che, nel momento in cui presentano la domanda di ammissione, hanno tutti questi requisiti:

  • hanno dimensione di micro, piccola o media impresa;
  • hanno sia la sede legale che quella operativa nel nostro Paese;
  • sono regolarmente iscritte nel Registro delle imprese;
  • non sono in stato di liquidazione o scioglimento né sono sottoposte a procedure concorsuali;
  • non hanno subito cause di divieto, di decadenza o di sospensione relative alla normativa antimafia (D.Lgs. n. 159/2011);
  • devono avere la titolarità dei disegni/modelli oggetto del progetto di valorizzazione che si intende presentare. I disegni o modelli devono essere stati registrati a partire dal 1° gennaio 2018 e, comunque, prima della presentazione della domanda di agevolazione.

Non possono ottenere il finanziamento le imprese che sono state escluse dagli aiuti de minimis (art. 1 Regolamento UE 1407/2013) e quelle che sono sottoposte a procedimenti amministrativi relativi ad atti di revoca per indebita percezione di risorse pubbliche.

 

Come si può ottenere l’agevolazione per i disegni e i modelli

Per poter ottenere l’agevolazione Disegni+4 occorre compilare un form sul sito (www.disegnipiu4.it). Il form sarà attivo dalle ore ore 9:00 del 27 febbraio 2020 e resterà tale fino a che le risorse non saranno state stanziate tutte. A compilazione fatta, viene assegnato un numero di protocollo, che dovrà essere riportato nella domanda di finanziamento.

Entro il 5° giorno successivo alla data del protocollo ricevuto, l’impresa dovrà compilare il modulo di domanda, regolarmente sottoscritto dal legale rappresentante, e inviarlo esclusivamente in formato PDF tramite Posta Elettronica Certificata (PEC) al seguente indirizzo: disegnipiu4@legalmail.it.

Nella domanda saranno comprese tutte le dichiarazioni sostitutive che attesteranno i requisiti richiesti per l’ammissione (ad esempio: la dichiarazione sostitutiva di atto notorio della dimensione di impresa, di sede legale e operativa in Italia, iscrizione al Registro di impresa, eventualmente quella del rating di legalità, eccetera). Oltre a queste dichiarazioni, occorre allegare i seguenti documenti:

  • Project plan: deve indicare gli obiettivi e i risultati finali che si intendono ottenere e, per ciascuna fase, i servizi specialistici che si intende acquisire e i relativi costi.
  • Preventivi di spesa: devono riportare i preventivi effettuati dai vari fornitori (obbligatoriamente in carta intestata di questi e da questi sottoscritti), riportanti tutti i servizi specialistici esterni da acquistare.
  • Attestazione di registrazione del disegno o modello: a questa occorre allegare anche la riproduzione grafica e la descrizione dello stesso.

Se si avesse bisogno di informazioni in merito si può scrivere a questo indirizzo: info@disegnipiu4.it.

Cause di non ammissibilità delle domande di agevolazione

Sono previste alcune cause che possono rendere le domande non ammissibili alla successiva fase istruttoria. Ad esempio non saranno ammesse le domande sprovviste di numero di protocollo (quindi senza la preventiva compilazione del form), quelle presentate prima delle ore 9:00 del 27 febbraio 2020 oppure oltre il 5° giorno dalla data di assegnazione del protocollo, quelle non sottoscritte dal legale rappresentante dell’impresa, quelle non inviate da PEC, quelle sprovviste del Project plan, eccetera.

Valutazione delle domande e concessione del contributo

La fase istruttoria che segue la ricezione delle domande si svolge a sportello ossia si valutano in base all’ordine cronologico di assegnazione del protocollo on line e si valutano fino ad esaurimento delle risorse totali stanziate dal governo. Tutta l’istruttoria è a cura dell’Unioncamere, che dovrà verificare la regolarità formale e la completezza della domanda di agevolazione, la sussistenza dei requisiti, le condizioni di ammissibilità. Oltre a questo, dovrà fare una valutazione di merito, tenendo conto di precisi criteri come ad esempio: la credibilità della strategia di valorizzazione economica del disegno/modello, la coerenza tra fornitori scelti e servizi specialistici richiesti, conformità del costo dei servizi rispetto alla natura dei servizi stessi e al profilo dei fornitori scelti.

Durante la fase di valutazione delle domande, il gestore può comunque richiedere all’impresa ulteriori precisazioni, integrazioni e chiarimenti sui dati e documenti prodotti. Queste richieste vanno fatte esclusivamente via PEC e obbligano l’impresa a rispondere, pena la decadenza della domanda stessa. L’istruttoria termina con un provvedimento di concessione o di diniego dell’agevolazione (in ogni caso motivato), che va emanato entro 150 giorni dalla data di assegnazione del protocollo e viene notificato all’impresa tramite PEC.

 

Erogazione dell’incentivo

Le somme stanziate per i singoli progetti vengono erogate a fine progetto, dopo aver verificato la documentazione finale prodotta dall’impresa, le fatture quietanzate e il raggiungimento degli obiettivi progettuali. Il progetto deve terminare entro 9 mesi al massimo dalla notifica del provvedimento di concessione dell’agevolazione. L’impresa entro 30 giorni dalla fine del progetto deve inviare la seguente documentazione (sempre tramite PEC):

  • una relazione di dettaglio sui risultati conseguiti;
  • le copie delle fatture quietanzate, con la descrizione dettagliata dei servizi acquisiti;
  • attestazioni dei pagamenti, fatti esclusivamente tramite forme rintracciabili (bonifici, RI.BA., ecc.); queste devono attestare l’avvenuto pagamento della spesa, l’importo e il nominativo del ricevente.

L’erogazione del finanziamento verrà effettuata dal gestore direttamente sul conto corrente bancario indicato dall’impresa beneficiaria entro 60 giorni dalla ricezione della documentazione finale delle spese sostenute.

Richieste di anticipi sull’erogazione dell’incentivo

Entro 90 giorni dalla notifica del provvedimento di concessione dell’agevolazione, l’impresa beneficiaria può chiedere un anticipo sulle spese per un ammontare che non sia superiore al 50% del contributo totale stanziato. L’importante è che l’azienda presenti una fideiussione bancaria o una polizza assicurativa dello stesso importo richiesto come anticipo. L’Unioncamere concede la somma entro 60 giorni, tramite bonifico sul conto corrente dell’impresa.

 

Revoca o rinuncia delle agevolazioni

In alcuni casi, espressamente previsti nel bando, Unioncamere potrà revocare l’incentivo e recuperare le somme già elargite, maggiorate di interesse. Non solo. Le aziende ammesse possono rinunciare all’agevolazione, purché lo comunichino tempestivamente ad Unioncamere tramite PEC all’indirizzo disegnipiu4@legalmail.it. Se hanno già ricevuto in anticipo delle somme, queste devono essere restituite insieme agli interessi previsti.

 
Fonti articolo:
MISE | BANDO DISEGNI+4
GAZZETTA UFFICIALE | DECRETO 57/2014
MISE | REGOLAMENTO CE 1407/2013
GAZZETTA UFFICIALE | D.LGS. 30/2005
GAZZETTA UFFICIALE | D.LGS. 159/2011



 

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