Esterometro e Fattura Elettronica nelle transazioni con l’estero

Fattura elettronica e transazioni transfrontaliere

Con la fatturazione elettronica obbligatoria tra privati come devono comportarsi le imprese e i professionisti italiani che acquistano o vendono verso paesi esteri? Come bisogna trattare le fatture da inviare o ricevere verso e dall’estero?

Con la e-fattura è partito anche l’obbligo di trasmissione dell’esterometro, che riguarda, appunto, le sole operazioni transfrontaliere. Vediamo di capire insieme quali novità ha introdotto la fattura elettronica in tema di transazioni con l’estero.

Esterometro: cos’è e come funziona

Dal 1° gennaio 2019, il legislatore italiano ha abolito l’obbligo dello spesometro per tutte le transazioni interne oggetto di fattura elettronica, lasciandolo in vigore solo per le operazioni con soggetti non stabiliti nel territorio italiano, dando vita al cosiddetto esterometro. In sostanza:

i soggetti passivi devono trasmettere, via telematica, all’Agenzia delle Entrate, tutti i dati relativi alle operazioni di cessione di beni e/o servizi, effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato. La comunicazione fatta entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data del documento emesso ovvero a quello della data di ricezione del documento che attesta l’operazione.

Le uniche eccezioni a questo invio telematico di dati sono relative alla presenza di bollette doganali o di fatture elettroniche emesse o ricevute.

Cosa trasmettere nell’esterometro

 
Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate nr 89757 del 30/04/2018 ha poi chiarito l’oggetto di questa trasmissione. In particolare, i soggetti IVA che effettuano scambi commerciali di beni e servizi da e verso l’estero devono comunicare i seguenti dati:

  • i dati identificativi del cedente/prestatore
  • i dati identificativi del cessionario/committente
  • la data del documento comprovante l’operazione
  • la data di registrazione (per i soli documenti ricevuti e le relative note di variazione)
  • il numero del documento
  • la base imponibile
  • l’aliquota IVA applicata
  • l’imposta oppure la tipologia dell’operazione, quando l’operazione non comporti l’annotazione dell’imposta nel documento

La trasmissione dei dati deve essere fatta nel formato elettronico XML, firmato digitalmente dal soggetto obbligato o dal un suo intermediario delegato.

Esterometro: soggetti obbligati e sanzioni amministrative

 
I soggetti obbligati e i soggetti esonerati dall’obbligo sono gli stessi della fatturazione elettronica: obbligati sono tutti i soggetti titolari di partita IVA, mentre esonerati sono i contribuenti nel regime dei minimi, forfettari e nel regime speciale degli agricoltori e i medici e i farmacisti.

Per quanto riguarda le sanzioni amministrative, distinguiamo due casi: il mancato invio dell’esterometro, dove le sanzioni previste sono pari a 2 euro per ogni fattura, per un massimo di 1000 euro al trimestre; oppure l’invio in ritardo rispetto alla scadenza, dove la sanzione è pari 1 euro a fattura fino ad un massimo di 500 euro al trimestre.

 

La fattura elettronica verso operatori esteri: come compilarla?

Se un soggetto titolare di partita IVA volesse eliminare l’obbligo della compilazione e trasmissione dell’esterometro, può decidere tranquillamente di adottare la fattura elettronica anche nei confronti dei suoi clienti esteri. In questa ipotesi, le regole di emissione della e-fattura sono sostanzialmente le stesse, con queste differenze:

 

Codice Destinatario
va indicato il codice convenzionale “XXXXXXX
Partita IVA
se il soggetto è UE, va inserita la partita IVA comunitaria con l’identificativo della nazione di appartenenza (ad esempio per un cliente francese la partita IVA comincerà con FR); se il soggetto è extra-UE va inserito il codice OO99999999999

Al cliente estero si può inviare la fattura in formato PDF, mentre l’emissione della fattura elettronica esonera il contribuente italiano dal dover inserire quella particolare transazione nell’esterometro.

 

Adempimenti per avviare scambi di merci e servizi nei Paesi CE

A proposito di transazioni con operatori esteri, cogliamo l’occasione per ricordare che, per non incorrere in sanzioni o problemi che possano invalidare le transazioni, bisogna assolvere ad alcuni adempimenti.

Per gli operatori italiani che intraprendano rapporti commerciali con operatori intracomunitari, è obbligatoria l’iscrizione del proprio identificativo Iva nella banca dati VIES (VAT Information Exchange System). Il VIES è fondamentalmente un sistema che permette di controllare la validità di una partita IVA e permette di effettuare operazioni intracomunitarie. L’iscrizione si fa accedendo al sito dell’Agenzia delle Entrate a questo link e va fatta quando si avvia l’attività e comunque prima di mettere in atto le operazioni commerciali.

Non solo. All’iscrizione VIES, si aggiunge la compilazione del modello Intrastat, che è una dichiarazione riportante tutte le operazioni intracomunitarie di vendita e acquisto, fatte da un soggetto titolare di partita IVA, in un dato periodo di tempo, all’Agenzia delle Dogane e all’Agenzia delle Entrate. Il Sistema Intrastat assolve prevalentemente a due importanti funzioni:

  • controllare fiscalmente tutti gli scambi commerciali tra operatori italiani e operatori intracomunitari
  • fare delle statistiche su questi scambi intracomunitari

 

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