Fattura Elettronica: alcune specifiche tecniche

Fattura elettronica specifiche tecniche

La Fatturazione elettronica è obbligatoria dal 6 giugno 2014 per tutti coloro che scambiano beni e/o servizi con le Pubbliche Amministrazioni (fatturaPA) e dal 1 gennaio 2019 lo sarà anche per le transazioni tra privati (fatturazione elettronica B2B).

Il formato delle fatture elettroniche deve rispondere a determinate specifiche tecniche ben definite dalla legge.

In questo articolo cerchiamo di approfondire il lato tecnico della fatturazione elettronica. In particolare parleremo:

Fattura elettronica: quale formato file?

Tutte le fatture elettroniche devono “transitare” dal Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate, che provvede a fare un controllo tecnico sulla loro conformità alle specifiche richieste dalla legge.

Il sistema SdI accetta come documenti digitali di fattura elettronica solo i seguenti formati:

Fattura PA
il documento deve riportare un riferimento temporale ed essere firmato elettronicamente tramite un certificato di firma elettronica qualificata, non contenente macroistruzioni o codici eseguibili tali da attivare funzionalità che possano modificare gli atti, i fatti o i dati nello stesso rappresentati
Fattura B2B
il documento deve essere firmato o come se fosse una fattura PA oppure in formato XAdES con certificato di firma CA Agenzia delle Entrate.

Per quanto riguarda la firma digitale, il Sistema di Interscambio autorizza solo due tipologie di formati: CAdES-BES e XAdES-BES.
In base al formato di firma adottato, l’estensione del file assume il valore .xml.p7m (per la firma CAdES-BES) oppure .xml (per la firma XAdES-BES).

A questo link è possibile visualizzare degli esempi di fatture firmate in formato XAdES e CAdES.

Nomenclatura dei file da trasmettere

Le fatture elettroniche devono essere trasmesse al SdI come file avente le seguenti caratteristiche:

  • un file in formato XML contenente una singola fattura
  • un file in formato XML contenente un singolo lotto di fatture
  • un file in formato compresso (.zip) contenente uno o più file (sia singola fattura, sia lotto)

Sia che si tratti di singola fattura o di lotto di fatture il file deve rispettare la seguente nomenclatura:

  • il Codice Paese Identificativo va espresso secondo lo standard ISO 3166-1 alpha-2 code
  •  l’Identificativo univoco del Trasmittente, sia esso persona fisica o soggetto giuridico, rappresentato dal suo identificativo fiscale (codice fiscale nel caso di soggetto trasmittente residente in Italia, identificativo proprio del Paese di appartenenza nel caso di soggetto trasmittente residente all’estero).
  • il progressivo univoco del file rappresentato da una stringa alfanumerica di lunghezza massima di 5 caratteri e con valori ammessi da “A” a “Z” e da “0” a “9”. Serve a distinguere i vari documenti trasmessi dallo stesso soggetto e non deve necessariamente seguire una progressività stretta

Il file, come già detto sopra, deve essere firmato elettronicamente: in base al formato di firma elettronica adottato, l’estensione del file assume il valore XML (per la firma XAdES-BES) oppure xml.p7m (per la firma CAdESBES).

Ecco un esempio di file nei due formati diversi:

ITAAABBB99T99X999W_00001.xml
IT99999999999_00002.xml.p7m

Nel caso di trasmissione di file compresso, il nome del file deve rispettare la stessa nomenclatura di cui sopra, ma l’estensione del file può essere solo .zip.
In questo caso non è il file compresso (.zip) che deve essere firmato digitalmente, ma ogni singolo file in esso contenuto.
Riportiamo un esempio per meglio comprendere:

Il file trasmesso è ITAAABBB99T99X999W_00001. zip

Al suo interno contiene, a titolo di esempio
ITAAABBB99T99X999W_00002.xml
ITAAABBB99T99X999W_00003.xml
ITAAABBB99T99X999W_00004.xml.p7m

Questa nomenclatura dei file, come descritta, viene mantenuta nella fase di inoltro al soggetto ricevente.
Solo nel caso di file compresso, il SdI trasmette al soggetto ricevente il singolo file o i files contenuti e non il file compresso.

Trasmissione delle fatture

La trasmissione dei file al SdI può avvenire tramite uno dei seguenti canali:

Servizio PEC
in questo caso il soggetto trasmette i file tramite posta elettronica certificata, in grado di certificare data e ora dell’invio e assicurare la ricezione delle comunicazioni e l’integrità del contenuto delle stesse. Il messaggio, con relativi allegati, non deve superare la dimensione di 30 megabytes. Se il processo di invio della mail e relativa ricezione va a buon fine, al mittente vengono recapitate due ricevute: una di accettazione da parte del proprio gestore di posta PEC e una di avvenuta consegna da parte di quest’ultimo al SdI. Questo pero’ non ne garantisce la correttezza e quindi l’emissione della fattura elettronica
Servizio SdICoop
il SdI mette a disposizione, su rete Internet, un servizio web, che è richiamabile da un sistema informatico o da una applicazione, che consente di trasmettere i file come allegati di un messaggio SOAP. La dimensione massima del file allegato al messaggio deve essere di 5 megabytes. Con questa modalità è possibile la trasmissione di un solo file (fattura singola piuttosto che lotto di fatture piuttosto che archivio di fatture) alla volta
Servizio SdIFtp
si tratta di un sistema di trasmissione dati tra terminali remoti basato su protocollo FTP: in pratica l’azienda o il suo intermediario deve esporre un proprio FTP Server e comunicare le relative credenziali d’accesso per essere raggiunto dal client FTP dell’Agenzia delle Entrate. Tale modalità prevede la possibilità di trasmettere i file, preventivamente crittografati, attraverso protocolli di interconnessione e canali trasmissivi, all’interno di circuiti chiusi che identificano in modo certo i partecipanti assicurando la qualificazione del canale. La dimensione massima del supporto contenente i file deve essere di 150 megabytes
Sito FatturaPA
con questo canale l’invio dei file avviene tramite un sistema di trasmissione per via telematica attraverso il sito FatturaPA o l’interfaccia web di fruizione dei servizi “Fatture e corrispettivi”. Il file fattura o il file compresso contenente più file fattura (in ogni caso la dimensione del file da trasmettere non può eccedere il limite di 5 megabytes), possono essere trasmessi mediante upload. Per utilizzare questo canale è necessario essere in possesso di credenziali Entratel o Fisconline o essere provvisti di Carta Nazionale dei Servizi (CNS) precedentemente abilitata ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate

Aggiungiamo che i sistemi di SdICoop e FTP prevedono un meccanismo di connessione totalmente automatizzato tra il sistema informatico del soggetto che trasmette i file fattura elettronica e il SdI; pertanto, sono canali telematici che necessitano di un particolare grado di informatizzazione del soggetto trasmittente, devono essere preventivamente abilitati dal SdI attraverso una procedura di “accreditamento” e sono maggiormente rivolti a soggetti che devono trasmettere un numero rilevante di file fatture elettroniche.

Ricezione delle fatture

Dopo aver effettuato tutti i controlli previsti sui file ricevuti, il SdI trasmette i documenti al soggetto destinatario o ad un suo intermediario, tramite l’inoltro del file ricevuto in ingresso, utilizzando una delle seguenti modalità:

  • sistema di posta elettronica certificata, “PEC”
  • sistema di cooperazione applicativa, su rete Internet, con servizio esposto tramite modello “web service”
  • sistema di trasmissione dati tra terminali remoti basato su protocollo FTP

Per il recapito delle fatture elettroniche l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione un servizio di registrazione dell’indirizzo telematico prescelto per la ricezione dei file: in pratica il cessionario/committente (o, per lui, il suo intermediario) può indicare al SdI il canale e “l’indirizzo telematico” preferito per la ricezione dei file tra quelli sopra elencati. In questo caso il SdI recapiterà le fatture elettroniche e le note di variazione riferite a tale partita IVA attraverso il canale e all’indirizzo telematico registrati, indipendentemente dalle opzioni di compilazione del campo “Codice Destinatario”.

Qualora, per cause tecniche non imputabili al SdI, non fosse possibile recapitare la fattura al destinatario, il SdI la renderà disponibile nell’area riservata web del cessionario nel sito dell’Agenzia delle Entrate, comunicandolo al trasmittente che si occuperà di dare tempestiva comunicazione al destinatario di tale disponibilità oppure inviandogli, in altro modo, copia del documento digitale o analogica.

Nel caso di esito positivo dei controlli, il SdI recapita la fattura elettronica al soggetto ricevente nelle modalità sopra descritte e, in caso di esito positivo del recapito, invia al soggetto trasmittente una “ricevuta di consegna” della fattura elettronica che contiene anche l’informazione della data di ricezione da parte del destinatario.

Per un maggiore approfondimento delle specifiche tecniche indicate dal sito FatturaPA, è possibile visionare i seguenti documenti:
Specifiche delle regole tecniche per la trasmissione delle fatture elettroniche tramite SdI
Specifiche tecniche operative del formato della fattura del SdI
Suggerimenti per la compilazione della fattura elettronica verso le pa e verso i privati



 

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