Fattura elettronica obbligatoria e regime forfettario

Guida alla Fattura elettronica: cos'è e come funziona

Dal 1 luglio 2022 anche per i soggetti IVA in regime forfettario scatta l’obbligo di fatturazione elettronica. Il Governo ha approvato il 21 aprile un decreto legge di attuazione del PNRR 2 che, tra le altre misure, si occupa del tema dell’estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica. L’imposizione comunque non riguarda l’intera categoria ma solo coloro che percepiscono ricavi annuali maggiori di 25.000 euro: per la partenza a pieno regime si dovrà attendere il 2024.

Ma cosa cambia realmente per un soggetto forfettario con il passaggio alla fatturazione elettronica? In questo articolo vediamo come passare dal sistema cartaceo a quello elettronico in regime forfettario.

Fattura elettronica forfettario

L’obbligo della fatturazione elettronica imporrà ai soggetti che sono in regime forfettario l’abbandono della prassi di emettere e rilasciare al proprio cliente la fattura nel formato cartaceo (o PDF): bisognerà quindi adeguarsi ad emettere e ricevere le fatture elettroniche verso privati e consumatori finali (B2B e B2C). Con il nuovo decreto legge per “ulteriori misure urgenti di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza“, il legislatore ha fissato al 1 luglio la data in cui scatta l’obbligatorietà della fatturazione elettronica per i soggetti IVA in regime forfetario (art. 1 commi da 54 a 89 della L. 190/2014).

L’obbligo riguarderà solo coloro che percepiscono ricavi annuali maggiori di 25.000 euro. Chi non supera questi limiti ha tempo fino al 2024 per adeguarsi al nuovo sistema di fatturazione. È ovvio, infatti, che per questi soggetti esentati nulla vieta che possano cominciare ad utilizzare la fatturazione elettronica per gestire i propri documenti di acquisto e vendita.

Il decreto ha previsto un periodo di transizione, che va dal 1 luglio fino al 30 settembre, che riguarda la data di emissione della fattura elettronica e le relative sanzioni: durante questo trimestre, infatti, le fatture potranno essere emesse entro il mese successivo, anziché gli istituzionali 12 giorni, dall’effettuazione della cessione dei beni o prestazione dei servizi.

Oltre ai forfettari saranno obbligati alla fattura elettronica anche altre categorie inizialmente escluse, quali:

  • i soggetti IVA in regime di vantaggio (art. 27 commi 1 e 2 del DL 98/2011)
  • le associazioni sportive dilettantistiche (art. 1 e 2 della L. 398/91): nel 2019 erano state esonerate quelle che non percepivano proventi maggiori di 65.000 euro dall’esercizio di attività commerciali.

 

Regime forfettario: come emettere la fattura elettronica

Il primo passo da fare per il soggetto IVA in regime forfettario che deve o vuole passare alla fatturazione elettronica è scegliere il software con il quale creare, emettere e trasmettere i file XML al Sistema di Interscambio.

Se il numero di fatture da gestire annualmente è davvero esiguo si può utilizzare il sito dell’Agenzia delle Entrate, Fatture e Corrispettivi, che permette di gestire il ciclo completo della fattura elettronica (dalla creazione dei file alla conservazione). In alternativa, è possibile dotarsi di un software di fatturazione elettronica che semplifica tantissimo, automatizzando tutti i passaggi.

Molti software di fatturazione elettronica possono essere gestiti direttamente online (come ad esempio Fattura DWEB di Datalog): i passi da fare sono gli stessi della compilazione su carta o con programmi come Word o Excel, solo che il software rende tutto più veloce grazie agli automatismi previsti.

Vediamo meglio quali dati inserire e come emettere una fattura elettronica.

 

Software fatturazione elettronica DWEB: dashboard e esempio fattura regime forfettario

Software fatturazione elettronica DWEB: dashboard e esempio fattura regime forfettario

 

Dati del mittente della fattura elettronica

I dati relativi al professionista in regime forfettario vanno inseriti una sola volta nelle impostazioni dell’azienda del software di fatturazione. In automatico le informazioni compilate in questa area verranno riportate nella fattura. I dati da inserire sono:

  • denominazione propria (nome della ditta o ragione sociale o nome e cognome);
  • indirizzo dell’attività;
  • partita IVA;
  • modalità di pagamento (ad esempio bonifico, rimessa diretta a vista, bonifico a 30 gg, ricevuta bancaria, MAV, eccetera);
  • regime fiscale: nel caso del forfettario occorrerà impostare il regime forfettario ossia la voce che richiama l’art. 1 Co. 54-88 della L.23.12.2014 n. 190. Nel file XML sarà impostato il codice natura N2.2 e in fattura verrà riportata una dicitura che informa il destinatario che la fattura è emessa in regime forfettario, come ad esempio la seguente: “Operazione in franchigia da IVA ai sensi dell’art. 1 Co. 54-88 della L.23.12.2014 n. 190. Corrispettivo non soggetto a ritenuta d’acconto in quanto assoggettato a imposta sostitutiva ex art.1, comma 67 L. 190 del 23.12.2014“;
  • cassa previdenziale: se il forfettario appartiene ad una categoria che ha la cassa previdenziale (ad esempio gli avvocati, gli psicologi, agenti di commercio, eccetera) si può impostare la percentuale di contributo da riportare in fattura; nel caso non abbia una cassa di categoria potrà scegliere se impostare la rivalsa INPS da addebitare ai suoi clienti su ogni fattura.

 

Dati del destinatario della fattura elettronica

Anche per i clienti il software di fatturazione, tramite la gestione delle anagrafiche, permette di inserire tutti i dati più importanti, in modo tale da richiamarli in fase di creazione fattura tramite un semplice click. Al momento della creazione della fattura elettronica andranno invece inseriti i  dati relativi al cliente:

  • denominazione/ragione sociale o nome e cognome del destinatario, compreso l’indirizzo;
  • partita IVA cliente;
  • codice destinatario o codice univoco: questo è un dato che nel metodo tradizionale non viene inserito nella fattura perché riguarda esclusivamente il ciclo elettronico della fatturazione;
  • PEC in alternativa al codice destinatario.

Un’attenzione particolare va messa per il codice destinatario di una fattura elettronica verso un privato (B2B). Il codice destinatario è un campo obbligatorio del file XML della fattura elettronica e deve sempre essere valorizzato altrimenti lo SdI scarta la fattura. Si tratta di un codice a 7 cifre (nel caso delle fatture per la pubblica amministrazione si chiama codice univoco ed è composto da 6 cifre).

Il professionista potrebbe conoscere o meno il codice destinatario del suo cliente. Vediamo di seguito cosa succede e dove viene recapitata la fattura a seconda dei dati che si posseggono.

 

Il cliente ha fornito il
CODICE DESTINATARIO?
Il cliente ha fornito la
PEC?
Oltre al CF e/o Piva
COMPILARE I CAMPI
Dove viene recapitata la fattura?
SINOCodice Destinatario = 1234567

(Ad es. il codice destinatario è 1234567)

Canale accreditato

+

Area riservata Fatture e Corrispettivi

NOSICodice Destinatario = 0000000

PEC = mariorossi@mailpec.it

PEC

+

Area riservata Fatture e Corrispettivi

NONOCodice Destinatario = 0000000Area riservata Fatture e Corrispettivi
CF e/o P.IVA vanno sempre compilati

 

Compilazione della fattura elettronica

Nella fase di compilazione della fattura elettronica il software in automatico inserisce il numero progressivo di fattura. Vanno poi inseriti manualmente i seguenti dati:

  • la data della fattura (se diversa da quella proposta dal software);
  • i beni o servizi da fatturare (se si utilizza un software di fatturazione, è possibile creare le anagrafiche dei singoli beni o dei servizi, quindi selezionare il relativo codice e il software riempirà in automatico la descrizione e l’unità di misura);
  • la quantità dei beni e servizi e il relativo prezzo;
  • la tipologia di pagamento concordata con il cliente;
  • la scadenza del pagamento quando non legata alla tipologia di pagamento (ad esempio bonifico a 30 gg data fattura).

 

Compilati tutti questi dati, il forfettario deve applicare l’imposta di bollo pari a 2 euro se il valore della fattura supera 77,47 euro. Con il software di fatturazione elettronica anche questo campo può essere inserito nelle impostazioni dell’azienda oppure, in sede di creazione fattura, si andrà a valorizzare il campo relativo all’imposta di bollo. Questo passaggio è decisamente più veloce rispetto a quello di dover comprare in tabaccheria la marca da bollo e doverla poi apporre sulla fattura cartacea o inserirne comunque il numero identificativo (ID).

Con la fattura elettronica trimestralmente occorrerà il pagare il bollo virtuale tramite bonifico o Modello F24 all’Agenzia delle Entrate.

 

Fattura elettronica forfettario: impostazione rivalsa o trattenuta

In relazione al contributo previdenziale, il soggetto IVA in regime forfettario può trovarsi in una delle seguenti situazioni:

  • gestione separata INPS con applicazione facoltativa della rivalsa INPS
  • cassa previdenziale di categoria con applicazione obbligatoria della rivalsa cassa

Oltre alla rivalsa che è un contributo che va ad aumentare il compenso, per alcune professioni si deve applicare una ritenuta ossia una diminuzione del compenso che viene trattenuta dal committente e versata poi alla relativa cassa di previdenza. Vediamo insieme come gestire queste tre casistiche con il software di fatturazione elettronica.

Gestione separata INPS in regime forfettario: esempio fattura

Per i lavoratori autonomi che non hanno una cassa di categoria, il professionista forfettario può decidere di applicare in fattura la rivalsa INPS. Si tratta di una maggiorazione facoltativa del compenso, pari al 4%, che i soggetti in regime forfettario possono applicare in fattura al cliente come contributo previdenziale. Questo è un dato che va impostato prima nel software in modo tale che ad ogni fattura che si emette viene inserita e calcolata automaticamente la rivalsa. Vediamo di seguito il PDF di un’esempio di fattura elettronica in regime forfettario con applicazione della rivalsa INPS:

 

Esempio fattura elettronica professionista forfettario con rivalsa INPS

Esempio fattura elettronica con software fatturazione elettronica DWEB: professionista forfettario con rivalsa INPS

 

Rivalsa cassa previdenziale di categoria forfettario: esempio fattura

Per i lavoratori autonomi forfettari che sono iscritti alla loro cassa professionale di previdenza, come ad esempio gli avvocati, i commercialisti e i geometri, è obbligatorio inserire in fattura, a carico del cliente, il contributo integrativo (che va dal 2% al 4%) come rivalsa ossia come maggiorazione del compenso. Questo è un’informazione che va impostata prima nel software, in modo tale che ad ogni fattura che si emette viene inserita e calcolata automaticamente la rivalsa. Vediamo di seguito il PDF di un’esempio di fattura elettronica in regime forfettario con applicazione della rivalsa cassa:

 

Esempio fattura elettronica professionista forfettario con rivalsa cassa categoria

Esempio fattura elettronica con software fatturazione elettronica DWEB: professionista forfettario con rivalsa cassa categoria

 

Gestione trattenuta ENASARCO per forfettari: esempio fattura

Un caso diverso invece è quello relativo ai rappresentanti e agenti di vendita forfettari, per i quali va inserita in fattura la ritenuta ENASARCO che deve versare il cliente. La ritenuta Enasarco è per il 50% a carico dell’agente di commercio e per il restante 50% a carico del suo committente e va applicata in fattura. Anche questa informazione va impostata prima nel software, in modo tale che all’emissione della fattura venga applicata in automatico. Vediamo di seguito il PDF di un’esempio di fattura elettronica in regime forfettario con applicazione della ritenuta ENASARCO:

 

Esempio fattura elettronica professionista forfettario con trattenuta Enasarco

Esempio fattura elettronica con software fatturazione elettronica DWEB: professionista forfettario con trattenuta Enasarco

 

Invio della fattura elettronica forfettario al SdI

Dopo che la fattura sarà completata, gli ultimi due step riguardano l’inserimento della firma digitale e l’invio del file creato al Sistema di Interscambio. Solitamente il software di fatturazione elettronica permette di fare entrambi i passaggi molto velocemente, con un click.

 

Software fatturazione elettronica DWeb Datalog - Regime forfettario: fatture inviate e da inviare

Software fatturazione elettronica DWEB: fattura elettronica per forfettari e invio a SdI. Nel sistema DWEB le fatture possono essere firmate digitalmente con un semplice click: da questa maschera, inoltre, è possibile sia visualizzare il pdf che inviare al Sistema di Interscambio, tramite il testo freccia.

Nella prima riga si visualizza una fattura creata, ma non ancora inviata al SdI (l’icona invio fattura sparisce nel momento in cui viene cliccata). Una volta inviata la fattura apparirà nell’elenco con le altre fatture già inviate con il relativo stato (in lavorazione hub, inviata a SDI, ricevuta consegna RC, scartata NS, mancata consegna MC, eccetera).  Per ogni fattura creata è sempre disponibile la versione scaricabile in PDF, che si può inviare al cliente come fattura di cortesia.

 

Esempio PDF della fattura elettronica forfettari

Esempio PDF fattura elettronica con software fatturazione elettronica DWEB

 

Regime forfettario: come si riceve la fattura elettronica

Come per l’emissione, anche per la ricezione il soggetto IVA forfettario può decidere di utilizzare il sito dell’Agenzia delle Entrate, un proprio  software di fatturazione elettronica oppure può utilizzare la propria PEC, se non ha il codice destinatario. In quest’ultimo caso però dovrà poi importare il file XML ricevuto sulla posta certificata nel proprio software per poterla visualizzare e gestire.

Se il forfettario si registra ad un canale telematico accreditato con il Sistema di Interscambio avrà il suo codice destinatario che potrà poi comunicare a tutti i fornitori in modo tale che le fatture vengano inoltrate al suo canale telematico. Anche le fatture passive devono poi essere portate in conservazione per almeno 10 anni.

 

Software fatturazione elettronica online: i vantaggi per il forfettario

Per un soggetto IVA forfettario la scelta del software di fatturazione online presenta dei vantaggi che calzano molto bene con la gestione semplificata che il regime di vantaggio implica.

  1. Compilazione delle fatture online: il software online permette al forfettario di emettere le sue fatture da qualsiasi dispositivo; anche se non è a casa davanti al suo computer, il professionista può collegarsi tramite smartphone o tablet o da un altro pc se ce l’ha a disposizione, loggarsi e creare e inviare la sua fattura elettronica con pochi e semplici gesti.
  2. Interfaccia intuitiva e dashboard a portata di mano: i software di fatturazione online sono davvero molto semplici nell’utilizzo, avendo delle interfacce intuitive per l’utente che quasi lo guidano nella compilazione dei documenti e nelle altre attività. Inoltre sono dotati di dashboard facilmente navigabili che portano il forfettario ad esplorare velocemente la varie funzionalità presenti nel software.
  3. Procedura di gestione fatturazione veloce e facile: grazie alle impostazioni da fare prima sulla tipologia di azienda, sui contributi previdenziali, imposta di bollo, anagrafiche fornitori, clienti, banche, pagamenti eccetera, il processo di emissione e di gestione delle fatture è davvero facilitato e molto veloce.
  4.  Conservazione digitale automatica: il software di fatturazione elettronica online permette la conservazione digitale in automatico. Solitamente basta dare il consenso alla privacy e in automatico il software conserva per almeno 10 anni tutte le fatture emesse e ricevute.
  5. Controllo in real time dello stato delle fatture: in qualsiasi momento l’utente si può collegare dal suo dispositivo e controllare lo stato delle sue fatture inviate o ricevute.
  6. Condivisione delle informazioni fiscali e dei documenti con il commercialista: a scelta del professionista o lavoratore autonomo si possono fornire le credenziali di accesso al software online al proprio commercialista in modo tale da permettergli di scaricare e monitorare i documenti inviati.

 



 

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