Fatturazione Elettronica B2B: addio alle schede carburanti

Fatturazione elettronica B2B schede carburanti

Addio vecchia scheda carburante!

L’entrata in vigore della Fatturazione elettronica obbligatoria per le cessioni di benzina e gasolio era stata anticipata dalla legge di Bilancio 2018: dal 1° luglio 2018, infatti, i titolari di partita IVA, che acquistavano carburante, dovevano dismettere le schede carburanti e documentare questi acquisti tramite fattura elettronica.

Con il D.L. n. 79/2018 del 28 giugno 2018, il Governo italiano ha concesso una proroga alla partenza anticipata: come per le altre fatture B2B, dal 1 gennaio 2019 anche le vendite di carburanti dovranno avvenire tramite documento elettronico.

In questo articolo parleremo di:

Cos’è e come funziona la scheda carburante

La scheda carburante è un documento cartaceo che attesta i costi sostenuti per i rifornimenti di benzina o gasolio per autoveicoli strumentali ad un’attività. Non tutti, quindi, possono compilarla: solo chi usa il veicolo per lavoro ed ha la partita Iva. Il lavoratore dipendente, quindi, non può scontare dalle tasse il costo del carburante utilizzato per recarsi ogni giorno al lavoro, ma può farlo il suo datore di lavoro; né tanto meno è scaricabile il costo della benzina per un viaggio di piacere, sia che esso sia fatto da un imprenditore, da un professionista o da un consumatore.

Per poter usufruire delle detrazioni IVA sul costo del carburante, è necessario fornire al fisco una documentazione valida (non è necessario motivare lo scopo del viaggio fatto): il distributore di benzina, non potendo rilasciare per legge fattura o scontrino, compila quindi la scheda carburante del soggetto richiedente, nelle parti di sua competenza e per l’avvenuto rifornimento. Le restanti parti saranno compilate dal soggetto titolare della scheda. In particolare si dovrà riportare:

  • ragione sociale, per le società; cognome e nome, per i professionisti
  • partita IVA
  • codice fiscale e domicilio fiscale
  • periodo di rifornimento
  • marca, modello, targa o telaio del veicolo
  • numero dei km iniziali e finali del periodo e la loro differenza
  • data dei singoli rifornimenti
  • quantità e valore del carburante acquistato
  • firma e il timbro della stazione di servizio

Scheda carburante

Fac-simile della scheda carburante per detrazioni costi e IVA


Fonte immagine: Guida Fisco
 
La relativa scheda, così debitamente compilata, sarà poi allegata alla dichiarazione dei redditi. Le detrazioni potranno essere scaricate mensilmente oppure trimestralmente.

La scheda carburante permette di dedurre il costo del carburante e di detrarre l’IVA in base alle differenti percentuali dettate delle normative fiscali. In particolare:

» Percentuali di deducibilità dei costi
Deducibilità totale per società e ditte individuali, per autocarri pari o maggiori di 35 quintali e veicoli strumentali all’attività
Deducibilità dell’80% per agenti e rappresentanti di commercio
Deducibilità del 70% se il veicolo è affidato a un dipendente per la maggior parte del periodo di imposta
Deducibilità del 20% per professionisti e ditte individuali, che utilizzano il veicolo in modo promiscuo

» Percentuali di detrazione IVA
100% se il veicolo è un autocarro pari o maggiore a 35 quintali; per agenti e rappresentanti
40% se il veicolo è a uso promiscuo
40% se il veicolo è affidato per la maggior parte del periodo di imposta al dipendente

Tramite decreto legislativo (D.L. n. 70/2011), già qualche anno fa, è stata prevista una modalità alternativa alla scheda carburante, consentendo il pagamento per il rifornimento di benzina o gasolio sempre con carta di credito o debito. In tal caso, si può procedere allo scarico del costo e dell’IVA, consegnando puntualmente al proprio commercialista l’estratto conto corrente. Le carte di pagamento devono essere però intestate al soggetto che esercita l’attività economica, l’arte o la professione e dall’estratto conto, rilasciato dall’emittente della carta, devono risultare tutti gli elementi necessari per l’individuazione dell’acquisto, quali, ad esempio, la data ed il soggetto presso il quale è effettuato il rifornimento, nonché l’ammontare del relativo corrispettivo.

 

Cosa cambia dal 1° gennaio 2019

Con l’intento di combattere l’evasione fiscale (nel caso parliamo di IVA) e le frodi in generale, il Governo ha attuato quanto già detto nell’art. 22 del DPR 633/72: “Gli acquisti di carburante per autotrazione effettuati presso gli impianti stradali di distribuzione da parte di soggetti passivi dell’imposta sul valore aggiunto devono essere documentati con la fattura elettronica“.

Dal 1° gennaio 2019 gli acquisti di carburante per autotrazione dovranno essere effettuati esclusivamente tramite pagamenti tracciabili e dovranno essere documentati da apposita fattura elettronica, abolendo, così, l’uso della scheda carburante.

La deducibilità del costo di acquisto di carburante come la detraibilità della relativa IVA matureranno soltanto se si è utilizzata la giusta modalità di pagamento ossia mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione all’Anagrafe Tributaria (quindi banche, Poste, intermediari finanziari, imprese di investimento, organismi di investimento collettivo del risparmio, società di gestione del risparmio ed ogni altro operatore finanziario).

Per chiarire meglio le modalità di pagamento, l’Agenzia delle Entrate ha emanato un provvedimento (n. 73203 del 04/04/2018) con il quale ha affermato che, sia ai fini della detraibilità dell’IVA che della deducibilità del costo, l’acquisto di carburanti e lubrificanti potrà essere effettuato con tutti i mezzi di pagamento oggi esistenti purché diversi dal denaro contante.

In pratica, quindi, sono da considerarsi validi tutti i pagamenti tracciabili: bonifico bancario o postale, assegni bancari e postali, circolari e non, nonché i vaglia cambiari e postali, addebito diretto in conto corrente, carte di credito, bancomat e carte prepagate. Inoltre è possibile utilizzare anche mezzi più tecnologici, comunque tracciabili, come le app che consentono l’addebito diretto in conto corrente.

Lo stesso provvedimento ha poi confermato la validità delle cosiddette “carte carburanti”, ossia quel sistema di tessere magnetiche rilasciate direttamente dalla società petrolifera utilizzate nei contratti denominati “netting”, dove il gestore dell’impianto di distribuzione si obbliga verso la società petrolifera ad effettuare cessioni periodiche o continuative in favore dell’utente, tramite l’uso appunto di queste carte.

Infine saranno utilizzabili le carte (ricaricabili o meno), nonché i buoni, che consentono alle imprese e ai professionisti l’acquisto esclusivo di carburanti con la stessa aliquota IVA, quando la cessione e/o ricarica, comprovata dalla fattura elettronica, sia regolata con gli stessi strumenti di pagamento sopra detti.

Agli esercenti di impianti di distribuzione di carburante spetta un credito d’imposta pari al 50% del totale delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate, a partire dal 1° gennaio 2019, tramite i sistemi di pagamento elettronico sopra descritti. Il credito d’imposta sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante modello F24, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione.



 

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