Fatturazione elettronica e regime forfettario: novità 2022

Guida alla Fattura elettronica: cos'è e come funziona

Presto anche i soggetti IVA in regime forfettario saranno obbligati alla fatturazione elettronica: in attesa della normativa, al momento la scelta di gestire o meno le fatture in formato XML rimane volontaria.

Nel frattempo, il Consiglio Europeo ha accolto la richiesta dell’Italia di estendere l’obbligo della fatturazione elettronica anche ai forfettari, e il 2022 potrebbe essere un anno molto importante per questi contribuenti.

Ma cosa cambia realmente per un soggetto forfettario con il passaggio alla fatturazione elettronica?

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Fattura elettronica e regime forfettario 2022: novità

 

 

Fattura elettronica forfettari: anticipazioni per il 2022

A inizio 2022, chi è in regime forfettario non è obbligato a emettere e ricevere fatture elettroniche: sia verso privati che verso consumatori finali il forfettario può rilasciare la fattura nel formato cartacea o nel formato PDF. L’unica eccezione riguarda la Pubblica Amministrazione: dal 2014 infatti chiunque effettui delle transazioni con  un ente pubblico è tenuto ad emettere o ricevere la fattura elettronica (FatturaPA). Per quanto riguarda invece  la conservazione sostitutiva delle fatture, chi si trova in regime forfettario, e non ha ancora aderito alla fatturazione elettronica, è tenuto a conservare tutte le fatture in formato cartaceo per almeno 10 anni.

In realtà il 2022 porterà novità importanti per i forfettari. A novembre 2021 l’Italia ha chiesto alla Commissione Europea di poter prorogare l’obbligo di fatturazione elettronica fino al 31 dicembre 2024 (in deroga agli artt. 218 e 232 della Direttiva IVA Europea). Oltre alla proroga dei tempi nel documento l’Italia ha chiesto di poter estendere l’obbligo anche ai soggetti IVA che si trovano in regime forfettario. Il Consiglio UE ha avallato la richiesta del nostro governo (decisione n. 2021/2251 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale UE del 17 dicembre 2021) e questo significa che adesso l’Italia può imporre l’obbligo di fatturare elettronicamente tra privati per le aziende e imporre l’obbligo anche ai forfettari e ai minimi.

Il 13 aprile 2022 il Governo ha approvato un decreto legge che prevede “ulteriori misure urgenti per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza“. Tra i vari provvedimenti il decreto si occupa anche del tema dell’estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica: dal 1 luglio 2022 scatta l’obbligo della fattura elettronica anche per altre categorie. In particolare la bozza del decreto estende l’obbligo a:

  • ai soggetti IVA in regime di vantaggio (art. 27 commi 1 e 2 del DL 98/2011)
  • ai soggetti IVA in regime forfetario (art. 1 commi da 54 a 89 della L. 190/2014)
  • alle associazioni sportive dilettantistiche (art. 1 e 2 della L. 398/91)

Tuttavia il legislatore non ha incluso l’intera categoria: per i soggetti forfettari rientrano solo quelli che percepiscono ricavi annuali maggiori a 25.000 euro. Anche per le associazioni sportive dilettantistiche arriva l’obbligo: inizialmente erano state esonerate quelle che non percepivano proventi maggiori di 65.000 euro dall’esercizio di attività commerciali. Quindi fino al 2024 nessuno obbligo di fatturazione elettronica per i forfettari che non fatturano più di 25.000 euro. È ovvio che per questi soggetti esentati nulla vieta che possano cominciare ad utilizzare la fatturazione elettronica per gestire i propri documenti di acquisto e vendita.

Il decreto inoltre per i soggetti che dovranno adeguarsi all’obbligo ha previsto un periodo di transizione: dal 1 luglio fino al 30 settembre (quindi per il primo trimestre) la fattura potrà essere emessa entro il mese successivo, anziché gli istituzionali 12 giorni, dall’effettuazione della cessione dei beni o prestazione dei servizi. In questo caso quindi non scattano le sanzioni previste per il ritardo di emissione.

 

 

Fatturazione elettronica e regime forfettario: quali vantaggi

Diversi sono i vantaggi che può avere un soggetto IVA in regime forfettario nel passare alla fatturazione elettronica.

 

Fatturazione Elettronica per i forfettari: i vantaggi

Fatturazione Elettronica per i forfettari: i vantaggi

 

  1. Regime premiale: l’art. 1, comma 74, L. 190/2014 prevede un regime premiale per i forfettari che decidono di utilizzare la fatturazione elettronica; in pratica il termine di decadenza per la notifica degli avvisi di accertamento viene ridotto di un anno, passando a quattro anziché cinque anni. L’unica condizione richiesta per fruire di questo vantaggio è che tutte le fatture emesse devono essere elettroniche.
  2. Automazione tramite software: tramite il software di fatturazione elettronica il contribuente perde molto meno tempo in attività di gestione. Può creare la fattura in modo facile e veloce, e con un click la invia al Sistema di Interscambio e quindi al suo destinatario corretto. Inoltre, acquisisce in automatico anche tutte le fatture elettroniche ricevute, sempre con un semplice click.
  3. Trasmissione dei dati al commercialista: i soggetti forfettari devono annualmente o comunque periodicamente trasmettere al proprio commercialista tutte le fatture; se sono cartacee questa trasmissione diventa laboriosa per la scansione digitale delle stesse oppure perché bisogna consegnarle in studio. Tramite la fatturazione elettronica questa incombenza viene saltata, in quanto il commercialista può accedere direttamente al software con il quale si gestiscono le fatture oppure può accedere all’area riservata del contribuente e scaricarsi direttamente tutti i dati in formato elettronico, in qualità di soggetto autorizzato.
  4. Conservazione elettronica delle fatture: tramite la conservazione elettronica delle fatture elettroniche il forfettario risparmia tempo e costi di stampa e carta. La conservazione può essere fatta tramite il servizio gratuito offerto dall’Agenzia delle Entrate oppure tramite l’integrazione di questo servizio nei software di fatturazione elettronica.
  5. Efficienza nei rapporti con chi è obbligato alla fatturazione elettronica: dal 2019 ormai tutte le imprese sono obbligate alla fatturazione elettronica, ad eccezione degli esonerati (forfettari, regimi dei minimi o di vantaggio e coloro che gestiscono i dati tramite il Sistema Tessera Sanitaria, come i medici). Questo comporta che, qualora un’impresa effettui degli scambi di beni o servizi con un forfettario che emette fatture non elettroniche, l’azienda si troverà costretta ad inviare una copia analogica, nel caso di fattura attiva, oppure a registrare la fattura cartacea ricevuta dal forfettario in un modo diverso rispetto ai documenti ricevuti in forma elettronica. Tutto questo rende sicuramente le transazioni meno efficienti e fluide tra l’impresa e il forfettario.
  6. Lavori con la PA: dal 2015 chi lavora con le amministrazioni pubbliche deve utilizzare solo il formato elettronico XML di fattura. Tutte le PA non possono accettare assolutamente fatture cartacee e tanto meno autorizzare pagamenti di documenti che non siano conformi al formato FatturaPA.

Oltre a questi vantaggi, va detto che se il forfettario opterà per un software di fatturazione elettronica, avrà anche la possibilità di consultare in tempo reale lo storico delle fatture sia attive che passive e, in alcuni casi anche la registrazione in Prima Nota dei documenti attivi e passivi.

 

 



 

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