Fatturazione elettronica e regime forfettario

Guida alla Fattura elettronica: cos'è e come funziona

Presto anche i soggetti IVA in regime forfettario saranno obbligati alla fatturazione elettronica: in attesa della normativa, al momento la scelta di gestire o meno le fatture in formato XML rimane volontaria.

Nel frattempo, il Consiglio Europeo ha accolto la richiesta dell’Italia di estendere l’obbligo della fatturazione elettronica anche ai forfettari, e il 2022 potrebbe essere un anno molto importante per questi contribuenti.

Ma cosa cambia realmente per un soggetto forfettario con il passaggio alla fatturazione elettronica?

Fattura elettronica e regime forfettario: la situazione attuale

Attualmente chi è in regime forfettario non è obbligato a emettere e ricevere fatture elettroniche: sia verso privati che verso consumatori finali il forfettario può rilasciare la fattura nel formato cartacea o nel formato PDF. L’unica eccezione riguarda la Pubblica Amministrazione: dal 2015 infatti chiunque effettui delle transazioni con  un ente pubblico è tenuto ad emettere o ricevere la fattura elettronica (FatturaPA). Per quanto riguarda invece  la conservazione sostitutiva delle fatture, chi si trova in regime forfettario, e non ha aderito alla fatturazione elettronica, è tenuto a conservare tutte le fatture in formato cartaceo per almeno 10 anni.

 

Regime forfettario: come si emette la fattura elettronica

Se un soggetto IVA in regime forfettario intende utilizzare la fatturazione elettronica il primo passo da fare è scegliere il software con il quale creare, emettere e trasmettere i file XML al Sistema di Interscambio. Se il numero di fatture da gestire annualmente è davvero esiguo si può utilizzare il sito dell’Agenzia delle Entrate, Fatture e Corrispettivi, che permette di gestire il ciclo completo della fattura elettronica (dalla creazione dei file alla conservazione). In alternativa, è possibile dotarsi di un software di fatturazione elettronica che semplifica tantissimo, automatizzando tutti i passaggi.

Molti software di fatturazione elettronica possono essere gestiti direttamente online (come ad esempio Fattura Dweb di Datalog): i passi da fare sono poi gli stessi della compilazione cartacea o con programmi come Word o Excel, solo che il software permette di automatizzare molti passaggi. Ad esempio i seguenti dati possono essere inseriti in automatico o con un solo click tramite il software:

  • Denominazione propria, compreso l’indirizzo;
  • La propria partita IVA;
  • Nome o denominazione/ragione sociale del destinatario, compreso l’indirizzo;
  • Partita IVA del destinatario;
  • Codice destinatario o codice univoco: questo è un dato che nel metodo tradizionale non viene inserito nella fattura perché riguarda esclusivamente il ciclo elettronico della fatturazione;
  • PEC in alternativa al codice destinatario;
  • Numero progressivo della fattura: i software suggeriscono il numero progressivo, che può comunque essere variato manualmente.

I dati che dovranno essere invece compilati di volta in volta riguardano prevalentemente l’oggetto della transazione ossia i beni venduti o i servizi effettuati. In particolare:

  • data della fattura;
  • beni o servizi forniti: bisogna specificare le quantità singole e totali, il valore unitario, l’imponibile, le aliquote IVA, eccetera;
  • pagamento: la tipologia di pagamento scelto e la data di scadenza.

Compilati tutti questi dati, il forfettario deve applicare l’imposta di bollo pari a 2 euro se il valore della fattura supera 77,47 euro. Con il software di fatturazione elettronica si andrà a valorizzare il campo relativo all’imposta di bollo (solitamente fleggando la scelta di inserire in fattura il bollo). Questo passaggio è decisamente più veloce rispetto a quello di dover comprare in tabaccheria la marca da bollo e doverla poi apporre sulla fattura cartacea o inserirne comunque il numero identificativo (ID). Con la fattura elettronica trimestralmente occorrerà pagare il bollo virtuale, tramite bonifico o Modello F24 all’Agenzia delle Entrate.

L’ultimo step da fare è l’aggiunta obbligatoria di una particolare dicitura che mette a conoscenza il destinatario che la fattura è emessa in regime forfettario, come ad esempio la seguente: “Operazione in franchigia da IVA ai sensi dell’art. 1 Co. 54-88 della L.23.12.2014 n. 190. Corrispettivo non soggetto a ritenuta d’acconto in quanto assoggettato a imposta sostitutiva ex art.1, comma 67 L. 190 del 23.12.2014“. Solitamente questa dicitura con il software di fatturazione viene inserita sempre tramite un click.

Dopo che la fattura sarà completata, gli ultimi due step riguardano l’inserimento della firma digitale e l’invio del file creato al Sistema di Interscambio. Solitamente il software di fatturazione elettronica permette di fare entrambi i passaggi molto velocemente, con un click.

 

 

Regime forfettario: come si riceve la fattura elettronica

Come per l’emissione, anche per la ricezione il soggetto IVA forfettario può decidere di utilizzare il sito dell’Agenzia delle Entrate, un proprio  software di fatturazione elettronica oppure può utilizzare la propria PEC, se non ha il codice destinatario. In quest’ultimo caso però dovrà poi importare il file XML ricevuto sulla posta certificata nel proprio software per poterla visualizzare e gestire.

Se il forfettario si registra ad un canale telematico accreditato con il Sistema di Interscambio avrà il suo codice destinatario che potrà poi comunicare a tutti i fornitori in modo tale che le fatture vengano inoltrate al suo canale telematico. Anche le fatture passive devono poi essere portate in conservazione per almeno 10 anni.
 


 

Fatturazione elettronica e regime forfettario: quali vantaggi

Diversi sono i vantaggi che può avere un soggetto IVA in regime forfettario nel passare alla fatturazione elettronica.

 

Fatturazione Elettronica per i forfettari: i vantaggi

Fatturazione Elettronica per i forfettari: i vantaggi

 

  1. Regime premiale: l’art. 1, comma 74, L. 190/2014 prevede un regime premiale per i forfettari che decidono di utilizzare la fatturazione elettronica; in pratica il termine di decadenza per la notifica degli avvisi di accertamento viene ridotto di un anno, passando a quattro anziché cinque anni. L’unica condizione richiesta per fruire di questo vantaggio è che tutte le fatture emesse devono essere elettroniche.
  2. Automazione tramite software: tramite il software di fatturazione elettronica il contribuente perde molto meno tempo in attività di gestione. Può creare la fattura in modo facile e veloce, e con un click la invia al Sistema di Interscambio e quindi al suo destinatario corretto. Inoltre, acquisisce in automatico anche tutte le fatture elettroniche ricevute, sempre con un semplice click.
  3. Trasmissione dei dati al commercialista: i soggetti forfettari devono annualmente o comunque periodicamente trasmettere al proprio commercialista tutte le fatture; se sono cartacee questa trasmissione diventa laboriosa per la scansione digitale delle stesse oppure perché bisogna consegnarle in studio. Tramite la fatturazione elettronica questa incombenza viene saltata, in quanto il commercialista può accedere direttamente al software con il quale si gestiscono le fatture oppure può accedere all’area riservata del contribuente e scaricarsi direttamente tutti i dati in formato elettronico, in qualità di soggetto autorizzato.
  4. Conservazione elettronica delle fatture: tramite la conservazione elettronica delle fatture elettroniche il forfettario risparmia tempo e costi di stampa e carta. La conservazione può essere fatta tramite il servizio gratuito offerto dall’Agenzia delle Entrate oppure tramite l’integrazione di questo servizio nei software di fatturazione elettronica.
  5. Efficienza nei rapporti con chi è obbligato alla fatturazione elettronica: dal 2019 ormai tutte le imprese sono obbligate alla fatturazione elettronica, ad eccezione degli esonerati (forfettari, regimi dei minimi o di vantaggio e coloro che gestiscono i dati tramite il Sistema Tessera Sanitaria, come i medici). Questo comporta che, qualora un’impresa effettui degli scambi di beni o servizi con un forfettario che emette fatture non elettroniche, l’azienda si troverà costretta ad inviare una copia analogica, nel caso di fattura attiva, oppure a registrare la fattura cartacea ricevuta dal forfettario in un modo diverso rispetto ai documenti ricevuti in forma elettronica. Tutto questo rende sicuramente le transazioni meno efficienti e fluide tra l’impresa e il forfettario.
  6. Lavori con la PA: dal 2015 chi lavora con le amministrazioni pubbliche deve utilizzare solo il formato elettronico XML di fattura. Tutte le PA non possono accettare assolutamente fatture cartacee e tanto meno autorizzare pagamenti di documenti che non siano conformi al formato FatturaPA.

Oltre a questi vantaggi, va detto che se il forfettario opterà per un software di fatturazione elettronica, avrà anche la possibilità di consultare in tempo reale lo storico delle fatture sia attive che passive e, in alcuni casi anche la registrazione in Prima Nota dei documenti attivi e passivi.

 

Fattura elettronica forfettari: le novità per il 2022

A novembre 2021 l’Italia ha chiesto alla Commissione Europea di poter prorogare l’obbligo di fatturazione elettronica fino al 31 dicembre 2024 (in deroga agli artt. 218 e 232 della Direttiva IVA Europea). Oltre alla proroga dei tempi nel documento l’Italia ha chiesto di poter estendere l’obbligo anche ai soggetti IVA che si trovano in regime forfettario. Il Consiglio UE ha avallato la richiesta del nostro governo (decisione n. 2021/2251 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale UE del 17 dicembre 2021) e questo significa che adesso l’Italia può imporre l’obbligo di fatturare elettronicamente tra privati per le aziende e imporre l’obbligo anche ai forfettari e ai minimi. L’obbligo per chi è in regime forfettario scatterà nel momento in cui verrà emanata la relativa norma. Nel frattempo nulla vieta che un soggetto in regime forfettario possa cominciare ad utilizzare la fatturazione elettronica per gestire i propri documenti di acquisto e vendita.

 



 

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