Fatturazione: sanzioni per il ritardo e la mancata emissione o registrazione

Fatturazione elettronica: il reato per ritardo o mancata emissione

Il TUIR (Testo Unico Imposte sui Redditi) non transige: per chi vende un bene o per chi effettua la prestazione di un servizio fatturare è obbligatorio. Bisogna, quindi, emettere fattura

anche in forma di nota, conto, parcella e simili” oppure ci si deve preoccupare che venga emessa da chi acquista o da un terzo, per proprio conto e sotto propria responsabilità.

Dal 1 gennaio del 2019 la fatturazione elettronica è obbligatoria anche per le transazioni tra privati (per la Pubblica Amministrazione lo era già dal 2014 con la FatturaPA), con qualche eccezione. In ogni caso, la fattura, elettronica o no, deve essere emessa, altrimenti si cade nel reato e scattano le sanzioni. E la responsabilità è di entrambi i contraenti: sanzionabile non è solo chi deve emettere fattura, ma anche chi la deve ricevere.

In questo articolo cerchiamo di capire cosa succede ad entrambi i soggetti nei casi di ritardo o mancata emissione o ritardo o mancata registrazione della fattura.

 

I termini per emettere e registrare una fattura

Relativamente ai tempi di emissione è indispensabile distinguere tra fattura immediata e fattura differita. Vediamo quali sono i termini per poterla emettere senza incorrere in sanzioni amministrative:

Fattura immediata
è una fattura che viene emessa al momento della cessione del bene o del pagamento del servizio. In caso si tratti di fattura elettronica questa può essere trasmessa entro e non oltre i 12 giorni successivi alla sua emissione. La registrazione di queste fatture può avvenire entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni, annotate in ordine cronologico e facendo riferimento al mese di competenza ai fini IVA.
Fattura differita
è una fattura che viene emessa in un momento successivo a quello della cessione dei beni o alla prestazione dei servizi. Il venditore può emetterla, trasmetterla al SdI (se si tratta di fattura elettronica) e registrarla al massimo entro il 15 del mese successivo a quello in cui è avvenuta la prestazione, con l’indicazione del mese di riferimento dell’operazione, valido ai fini della liquidazione IVA (articoli 21 e 23 del DPR 633/1972).

Facciamo un esempio per capire meglio:

FATTURA IMMEDIATA
Il signor Rossi, titolare di una ditta di prodotti agricoli, vende della merce al signor Bianchi in data 15/11/2019 per un totale di 350,00 euro.
La ditta Rossi fa fattura elettronica immediata con data effettuazione prestazione 15/11/2019 e può trasmettere il file XML al SdI entro e non oltre 27/11/2019.
La registrazione di questa fattura deve avvenire entro il 15/12/2019 con riferimento al mese di novembre ai fini IVA.
FATTURA DIFFERITA
Sempre il signor Rossi consegna merce al signor Bianchi in due spedizioni: la prima in data 09/11/2019 per un importo pari a 290,00 euro e la seconda in data 15/11/2019 per un importo di 150,00 euro.
La ditta Rossi farà fattura elettronica differita, per un importo totale di 440,00 euro, entro il 15/12/2019 con data fattura 15/11/2019 e trasmetterà il file XML non oltre il 15/12/2019.
La registrazione di questa fattura deve avvenire entro il 15/12/2019 con riferimento al mese di novembre ai fini IVA.

Sia per l’emissione che per la registrazione è prevista un’unica eccezione per le operazioni di triangolazioni nazionali ossia per quelle operazioni in cui il venditore cede dei beni ad un terzo tramite un soggetto da lui incaricato. In questo caso la fattura può essere emessa entro il mese successivo a quello della consegna o spedizione dei beni. La relativa registrazione del documento contabile potrà avvenire sempre entro il 15 del mese successivo a quello di emissione (rif. articolo 21 del DPR 633/1972).

 

Le sanzioni per ritardo o mancata emissione e/o registrazione di fattura

Le sanzioni per ritardo o mancata emissione e/o registrazione di fattura rispettano il principio di proporzionalità: sono, infatti, commisurate alla cifra di imponibile evaso. Il reato riguarda anche:

  • l’eventuale ritardo o mancata emissione o registrazione di una nota di credito obbligatoria per rettificare (in aumento o in diminuzione) l’imponibile di una fattura emessa in precedenza;
  • il ritardo o mancata emissione o registrazione di un’autofattura da parte del destinatario.

La mancata emissione si verifica quando il venditore non emette la fattura nei termini previsti dalla legge. In particolare:

Cessione dei beni
il venditore deve emettere la fattura al momento dell’effettuazione dell’operazione. Nel caso in cui si tratti di beni immobili la fattura deve essere emessa al momento della stipula del contratto ossia nel momento in cui la proprietà del bene viene trasferita all’acquirente. Se invece si tratta di beni mobili la fattura deve essere emessa quando il bene viene consegnato o spedito. Nel caso di fattura elettronica se la data di trasmissione è diversa da quella dell’effettuazione (per via dei 12 giorni concessi), nel file XML va valorizzato il campo della data della fattura (campo “Data” della sezione “Dati Generali” del file) con la data di effettuazione dell’operazione.
Prestazione dei servizi
la fattura in questo caso va emessa al momento del pagamento del corrispettivo pattuito tra le due parti.

Per entrambi i casi il venditore può emettere fattura differita, rispettando i tempi relativi a questa tipologia di documento contabile.

Le sanzioni sono quelle previste nell’articolo 6 del decreto legislativo 471/1997:

  • chi disattende gli obblighi relativi alla emissione e alla registrazione di operazioni, tale da impedire la verifica dell’assolvimento dell’imposta sull’IVA, è punito con una sanzione amministrativa che va dal 90% al 180% dell’imponibile evaso o non registrato;
  • la stessa sanzione, proporzionata all’imposta, spetta ai soggetti che indicano nelle fatture e nei registri un’imposta minore rispetto a quella realmente dovuta.

In questi casi la sanzione minima è pari a 500 euro. Se la violazione non incide sulla corretta liquidazione dell’IVA allora va da un minimo di 250 euro a un massimo 2.000 euro.

Omessa emissione della fattura dei professionisti

Per i professionisti iscritti agli albi di categoria (avvocati, architetti, ingegneri, medici, commercialisti, eccetera) è previsto un inasprimento della pena per omessa o tardiva emissione della fattura. Il decreto legge nr 138 del 2011, infatti, ha previsto che, quando nell’arco di 5 anni, si verifichino almeno quattro casi di mancata emissione della fattura o ritardo di emissione, il professionista viene sospeso dall’attività. La sospensione deve essere decisa dal consiglio dell’Ordine di appartenenza.

Operazione non soggette a IVA

Se si dovesse verificare una mancata emissione o registrazione di fatture relative ad operazioni non imponibili, esenti, non soggette a IVA o soggette a inversione contabile la sanzione è decisamente più ridotta: va da un minimo di 5% ad un massimo di 10% del valore omesso o non registrato. Questo tipo di operazioni possono essere legate alle esportazioni (reverse charge esterno) o anche ad operazioni tipicamente non imponibili come le assicurazioni, il gioco del lotto e le scommesse, la riscossione dei tributi, eccetera. Se gli importi omessi o non registrati non concorrono alla determinazione del reddito la sanzione amministrativa va da un minimo di 250 euro a un massimo di 2.000 euro.

 

E il destinatario della fattura è responsabile?

Se un soggetto, nell’esercizio di imprese, arti o professioni, acquista beni o servizi e non riceve fattura oppure ne riceve una con valori difformi da quanto pagato e pattuito può essere soggetto a sanzione pari al 100% dell’imposta dovuta, con un minimo di 250 euro. Il cliente può evitare l’ammenda in questo modo:

Mancata ricezione della fattura
Se il destinatario della fattura non riceve alcun documento contabile e fiscalmente valido per i 4 mesi successivi all’effettuazione dell’operazione, ha tempo massimo 30 giorni per  farne denuncia direttamente all’Agenzia delle Entrate. Oltre a fare la denuncia deve poi provvedere a emettere un’autofattura con la quale provvede al pagamento dell’IVA dovuta.
Ricezione di una fattura difforme
Se il cliente riceve una fattura nei termini previsti dalla legge, ma contenetene errori di vario di tipo (quantità errate, prezzi sbagliati, errori di calcolo, eccetera),  che vanno a determinare un errore nel calcolo dell’imposta dovuta, deve prontamente avvisare il venditore, che sarà tenuto ad emettere una nota di credito. Se il cliente non dovesse ricevere la nota di credito deve fare denuncia all’AdE entro 30 giorni dal ricevimento della fattura errata e deve emettere un’autofattura, versando l’IVA dovuta.

In ogni caso resta sempre ferma la responsabilità del venditore sul quale, in seguito, il cliente potrà sempre rivalersi per vie legali.

La responsabilità del destinatario fattura nel reverse charge

Il destinatario di una fattura in reverse charge, nell’esercizio di imprese, arti o professioni, è tenuto al pagamento dell’imposta dovuta sull’importo fatturato. In caso di omissione dell’integrazione del documento contabile ricevuto e mancata dichiarazione di IVA a debito, il soggetto è punito con una sanzione amministrativa che va da un minimo di 500 euro ad un massimo di 20.000 euro.

Se, invece, non registra l’operazione di inversione contabile ossia non risulta nella contabilità, la sanzione a cui è sottoposto va da un minimo di 5% ad un massimo del 10% dell’imponibile evaso, con un minimo di ammenda pari a 1.000 euro.

 

Fonti articolo:
TUIR aggiornato 2019
GAZZETTA UFFICIALE | DL 138/2011
GAZZETTA UFFICIALE | DPR 633/1972
GAZZETTA UFFICIALE | DL 74/2000
GAZZETTA UFFICIALE | DL 124/2019
AGENZIA DELLE ENTRATE | D. lgs. 471/1997



 

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