Fondo Impresa Femminile: come funziona

Fondo Impresa Femminile

Il Fondo Impresa Femminile è uno degli strumenti con il quale il governo italiano intende favorire lo sviluppo dell’imprenditoria femminile. Con una dotazione finanziaria di 40 milioni, il Fondo promuove e sostiene la costituzione, lo sviluppo e il consolidamento delle imprese femminili; favorisce la diffusione dei valori dell’imprenditorialità e del lavoro tra le donne e intende massimizzare il contributo sia quantitativo che qualitativo delle lavoratrici e imprenditrici allo sviluppo economico e sociale del Paese.

Gli incentivi previsti nel Fondo Impresa Femminile rientrano nel più ampio Piano nazionale di ripresa e resilienza ( PNRR ) nel perseguimento dell’obiettivo relativo all’inclusione sociale (Missione 5 del piano). A dicembre è stato pubblicato il decreto del 30 settembre 2021 del Ministero dello Sviluppo Economico che riporta tutte le modalità d’intervento del Fondo e la ripartizione delle relative risorse finanziarie.

In questo articolo vediamo come funziona il Fondo Impresa Femminile.

Cos’è il Fondo Impresa Femminile

Il Fondo Impresa Femminile è stato istituito dalla Legge di Bilancio 2021 (L. n. 178/2020) che ha stanziato 40 milioni in totale per il biennio 2021-2022 (20 milioni per ciascun anno) con l’obiettivo di:

  • dare sostegno alle imprese femminili, in particolare quelle che operano nell’ambito dell’alta tecnologia;
  • incentivare iniziative che si occupino di diffondere la cultura imprenditoriale femminile;
  • incentivare la formazione e l’orientamento verso:
    • materie e professioni in cui la presenza femminile va adeguata alle indicazioni di livello europeo e nazionale, con iniziative per promuovere il valore dell’impresa femminile nelle scuole e nelle Università;
    • la diffusione di cultura imprenditoriale tra le donne;
    • percorsi di studio STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) e verso professioni tipiche dell’economia digitale;
    • azioni di comunicazione per diffondere la cultura femminile d’impresa e promuovere i programmi finanziati.

Gli incentivi previsti sono relativi a tre tipologie di intervento:

  1. promozione della nascita di nuove imprese femminili;
  2. sviluppo e il consolidamento delle imprese femminili già operative;
  3. diffusione della cultura e formazione per l’imprenditoria femminile.

 

Spese ammissibili per la nascita di nuove imprese femminili

Gli interventi previsti a favore della nascita di nuove imprese femminili prevedono che le spese agevolabili non superino i 250.000 euro al netto di IVA. Devono riguardare programmi di investimento che abbiano come fine la costituzione e l’avvio di una nuova impresa femminile che operi nei seguenti settori:

  • produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli;
  • fornitura di servizi, in qualsiasi settore;
  • commercio e turismo.

Il programma deve essere realizzato al massimo entro 24 mesi dalla data di concessione dell’agevolazione, pena la revoca della stessa, prorogabili di ulteriori sei mesi tramite apposita autorizzazione del Soggetto gestore.

Le spese agevolabili devono riguardare le seguenti tipologie di attività:

  • immobilizzazioni materiali, soprattutto se riferibili a impianti, macchinari e attrezzature nuovi di fabbrica, purché coerenti e funzionali all’attività d’impresa, a servizio esclusivo dell’iniziativa agevolata;
  • immobilizzazioni immateriali, necessarie all’attività oggetto dell’iniziativa agevolata;
  • servizi in cloud funzionali ai processi portanti della gestione aziendale;
  • personale dipendente, assunto a tempo indeterminato o determinato dopo la data di presentazione della domanda e impiegato funzionalmente nella realizzazione dell’iniziativa agevolata;
  • esigenze di capitale circolante nel limite del 20% delle spese complessivamente ritenute ammissibili, purché siano coerenti con l’iniziativa e servano per il pagamento di spese relative a materie prime, sussidiarie, materiali di consumo, servizi di carattere ordinario, strettamente necessari allo svolgimento delle attività dell’impresa, godimento di beni di terzi, inclusi spese di noleggio, canoni di leasing, oneri per la garanzia.

 

Ripartizione dell’agevolazione per la nascita di imprese femminili

Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributo a fondo perduto, nel modo seguente:

AMMONTARE INVESTIMENTO% COPERTURA MASSIMA DEL FONDOIMPORTO MASSIMO AGEVOLABILE
Spese agevolabili non superiori a 100.000 euro

80%

90% se il finanziamento è richiesto da donne in stato di disoccupazione che avviano una impresa individuale o un’attività di lavoro autonomo

L’importo massimo finanziabile è pari a 50.000 euro
Spese agevolabili maggiori di 100.000 euro e non superiori ai 250.000 euro

50%

 

Quali sono le imprese femminili nascenti che possono accedere al Fondo

I soggetti beneficiari del Fondo possono essere le imprese femminili costituite da meno di 12 mesi alla data di presentazione della domanda, che abbiano i seguenti requisiti:

  • sede legale in Italia;
  • devono essere regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese;
  • devono essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria o sottoposte a altre procedure concorsuali liquidatorie;
  • non devono essere fra quelle imprese che hanno ricevuto e, poi, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati come illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
  • devono aver restituito agevolazioni godute per le quali è stato disposto dal Ministero un ordine di recupero.

Anche le lavoratrici autonome possono richiedere il finanziamento, purché siano in possesso di una partita IVA aperta da meno di dodici mesi alla data di presentazione della domanda.

In ultimo anche le persone fisiche che vogliono costituire una impresa femminile possono accedere all’agevolazione, purché ogni richiedente trasmetta la documentazione necessaria a provare che la costituzione dell’impresa sia avvenuta o, in caso di avvio di attività libero professionista, sia stata effettivamente aperta la partita IVA. Questa comunicazione deve avvenire, pena la decadenza dell’agevolazione, entro sessanta giorni dalla comunicazione dell’esito positivo della valutazione inviata dal Soggetto gestore.

Soggetti esclusi dall’agevolazione Fondo Impresa Femminile

Il decreto ministeriale ha previsto alcune casistiche di esclusione dall’agevolazione. Non possono accedere al Fondo le imprese femminili:

  • che abbiano avuto una sanzione interdittiva o altra sanzione che comporti il divieto di contrarre con la pubblica amministrazione;
  • i cui legali rappresentanti o amministratori, alla data di presentazione della domanda, siano stati condannati per i reati che costituiscono motivo di esclusione di un operatore economico dalla partecipazione a una procedura di appalto o concessione ai sensi della normativa in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture vigente alla data di presentazione della domanda;
  • che si trovino in altre condizioni previste dalla legge come causa di incapacità a beneficiare di agevolazioni finanziarie pubbliche o comunque a ciò ostative.

Spese ammissibili per lo sviluppo e il consolidamento delle imprese femminili

Le spese ammissibili per lo sviluppo e il consolidamento di imprese femminili già costituite non devono superare i 400.000 euro al netto di IVA e devono riguardare programmi di investimento che abbiano come fine lo sviluppo e il consolidamento di imprese femminili destinate a:

  • produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli;
  • fornitura di servizi, in qualsiasi settore;
  • commercio e turismo.

Il programma deve essere realizzato al massimo entro 24 mesi dalla data di concessione dell’agevolazione, pena la revoca della stessa, prorogabili di ulteriori sei mesi con autorizzazione del Soggetto gestore.

Ripartizione dell’agevolazione per lo sviluppo e il consolidamento delle imprese femminili

Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributo a fondo perduto e finanziamenti agevolati, nel modo seguente:

TEMPO DI COSTITUZIONE DELLA SOCIETÁ% COPERTURA MASSIMA DEL FONDOCONDIZIONI
Per imprese costitute da minimo 12 mesi e massimo 36 mesi

80%

Il finanziamento è concesso così:

50% dell’ammontare complessivo in forma di contributo a fondo perduto

50% in forma di finanziamento agevolato a un tasso pari a zero

Per imprese costitute da oltre 36 mesi

80%

Il finanziamento per le spese di investimento è concesso così:

50% dell’ammontare complessivo in forma di contributo a fondo perduto

50% in form di finanziamento agevolato a un tasso pari a zero

Per le esigenze di capitale circolante costituenti spese ammissibili è previsto un contributo a fondo perduto

 

Le spese agevolabili riguardano le stesse categorie riportate per la nascita di nuove imprese. Solo per la tipologia riguardante le esigenze di capitale circolante occorre fare una precisazione:

  • limite del 20% delle spese complessivamente ritenute ammissibili per le agevolazioni concesse alle imprese femminili costituite da più di 12 mesi e massimo 36 mesi alla data di presentazione;
  • limite del 25% delle spese complessivamente ritenute ammissibili per le agevolazioni concesse alle imprese femminili costituite da più di 36 mesi alla data di presentazione della domanda e comunque, nella misura massima dell’80% della media del circolante degli ultimi tre esercizi alla data di presentazione della domanda.

 

Le imprese femminili che possono avere l’agevolazione per lo sviluppo e il consolidamento

Possono richiedere agevolazioni le imprese femminili che abbiano sede legale e/o operativa in Italia, che siano costituite da almeno 12 mesi al momento in cui viene presentata la domanda. Devono inoltre avere gli stessi requisiti richiesti per le imprese in costituzione di cui abbiamo parlato sopra. Per le lavoratrici autonome è necessario avere una partita IVA da almeno 12 mesi e se richiesto l’iscrizione all’albo professionale di riferimento.

 

Febbraio 2022: stanziati 160 mln per il Fondo impresa femminile

Il 1 febbraio 2022 è stato pubblicato il decreto interministeriale (MISE e Ministero per le Pari Opportunità e la Famiglia) che stanzia 400 milioni di euro per realizzare investimenti previsti dal PNRR per la Missione 5 “Inclusione e coesione”, Componente 1 “Politiche per l’occupazione”. Questo investimento viene ripartito in misura diversa tra il Fondo impresa femminile, la misura NITO-ON (Nuove imprese a tasso zero) e della misura Smart&Start Italia ( per il sostegno alle startup innovative). In particolare per il Fondo impresa femminile il decreto prevede lo stanziamento è pari a 160 milioni di euro così suddivisi:

  • 38,8 milioni di euro sono destinati agli interventi per la nascita delle imprese femminili;
  • 121,2 milioni di euro sono destinati agli interventi per lo sviluppo e il consolidamento delle imprese femminili.

 

Condizioni generali per le spese ammissibili del Fondo

I finanziamenti agevolati non sono assistiti da forme di garanzia e devono avere una durata massima di 8 anni e sono a tasso zero; inoltre devono essere rimborsati dopo 12 mesi dall’erogazione dell’ultima quota agevolativa, seguendo uno specifico piano di ammortamento a rate semestrali costanti e posticipate con scadenza il 31 maggio e il 30 novembre.

Tutte le spese agevolabili devono essere tracciabili e pagate tramite uno o più conti corrente ordinari intestati all’impresa beneficiaria. Queste spese devono risultare dalle fatture o documenti giustificativi e devono essere sostenute successivamente alla data di presentazione della domanda oppure, nel caso di persone fisiche, alla data di costituzione dell’impresa o dell’apertura della partita IVA.

 

Servizi di assistenza tecnico-gestionale erogati dal Fondo impresa femminile

Oltre all’agevolazione delle spese sopra indicate, per le imprese beneficiarie il Fondo prevede anche l’erogazione di servizi di assistenza tecnico-gestionale da erogare nel periodo di realizzazione degli investimenti o comunque di realizzazione del programma delle spese. Questo servizio di assistenza non deve superare il valore massimo di 5.000 euro per ogni impresa e può essere usufruito in questo modo:

VALORE MASSIMO DEI SERVIZIMODALITÁ DI EROGAZIONETIPOLOGIA SERVIZI
3.000,00 euroServizi erogati dal Soggetto gestoreServizi di assistenza tecnica sulle agevolazioni.

Trasferimento delle competenze specialistiche e strategiche per il miglior esito delle iniziative finanziate.

Facilitazione della conoscenza di strumenti finanziari partecipativi (ad esempio il Fondo di sostegno al venture capital).

2.000,00 euroTramite voucher per un importo massimo del 50% del costo totale dei servizi che deve essere maggiore di 4.000 euroServizi di assistenza tecnica, acquisiti da soggetti terzi esperti e qualificati in attività di marketing e comunicazione, in ambiti strategici come ad esempio creazione di un’identità di marchio, la realizzazione di piani di marketing, strategie di presenza e posizionamento sui social media o nel digitale, attività di comunicazione d’impresa e promozione.

 

Fondo impresa femminile: la dotazione finanziaria

La ripartizione dei 40 milioni di euro stanziati dalla Manovra 2021 sono suddivisi così:

 

TIPOLOGIA INTERVENTOAMMONTARE STANZIATO
NASCITA DI NUOVE IMPRESE FEMMINILI

8.200 MLN di euro

SVILUPPO E CONSOLIDAMENTO DI IMPRESE FEMMINILI OPERATIVE DA ALMENO 12 MESI

25.600 MLN di euro

DIFFUSIONE CULTURA E FORMAZIONE PER IMPRENDITORIA FEMMINILE6.200 MLN di euro

 

Una quota parte della dotazione finanziaria, relativa alle prime due voci (stanziamento totale 33.800 MLN di euro), pari al 4% iva inclusa, è destinata all’esecuzione della convenzione tra Invitalia e il MISE. Per tutti gli adempimenti tecnici ed amministrativi, infatti, il Ministero ha nominato come Soggetto gestore l’Agenzia per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. – Invitalia. La convenzione è destinata a regolare i reciproci rapporti relativi alle attività previste dal Fondo e le modalità per il trasferimento delle risorse finanziarie al Soggetto gestore.

 

Interventi di supporto del Fondo Impresa Femminile

Il Fondo impresa femminile prevede i seguenti interventi di supporto:

  • contributi a fondo perduto: per l’avvio e il consolidamento di imprese femminili, in particolare quelle individuali, di libere professioniste e quelle avviate da donne disoccupate;
  • finanziamenti a tasso zero: in combinazione eventualmente con il contributo a fondo perduto, sempre per l’imprenditoria femminile;
  • assistenza tecnico-gestionale: si prevedono percorsi per le attività di marketing e di comunicazione per tutta la durata di realizzazione degli investimenti o di compimento del programma di spesa (è previsto anche un sistema di voucher);
  • investimenti nel capitale: per le imprese femminili configurabili come start-up innovative e PMI innovative, sono previsti investimenti anche tramite la sottoscrizione di strumenti finanziari partecipativi;
  • azioni di comunicazione: queste azioni saranno volte alla promozione dell’imprenditoria femminile italiana.

Diffusione cultura e formazione imprenditoriale femminile

La terza tipologia di intervento è relativa alla diffusione della cultura e formazione per lo sviluppo dell’imprenditoria femminile. Gli interventi previsti dal Fondo per l’impresa femminile sono i seguenti:

  • iniziative per la promozione del valore dell’imprenditoria femminile nelle scuole e nelle università;
  • iniziative per la diffusione di cultura imprenditoriale tra le donne;
  • iniziative di orientamento e formazione verso percorsi di studio nelle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche;
  • iniziative di sensibilizzazione verso professioni tipiche dell’economia digitale;
  • azioni di comunicazione per diffondere la cultura femminile d’impresa e promuovere i programmi finanziati ai sensi del presente decreto.

Tutte queste attività previste dal decreto dovranno essere messe in atto in base ad un programma predisposto da Invitalia, condiviso con il Ministero. Il piano potrebbe vedere il coinvolgimento di enti e associazioni che sono attivi sui temi dell’imprenditoria femminile e della parità di genere.

Per ottenere il massimo dei benefici, il legislatore sollecita la piena collaborazione con le regioni e gli enti locali, con le associazioni di categoria, le camere di commercio, industria e agricoltura e i comitati per l’imprenditoria femminile; questo con fine di tener conto delle caratteristiche e dei bisogni di questi enti per la cui collaborazione sono possibili anche forme di cofinanziamento.

Come accedere al Fondo Impresa Femminile

Per accedere alle agevolazioni concesse dal Fondo Impresa Femminile occorre fare domanda esclusivamente in via telematica collegandosi al sito di Invitalia. I termini e le modalità saranno definite da un successivo provvedimento del MISE.

Le domande potranno essere presentate da maggio 2022. In particolare sono state previste le seguenti tappe:

  • dalle ore 10.00 del 5 maggio 2022: vanno compilate le domande per l’avvio di nuove imprese femminili o costituite da meno di 12 mesi. Per presentarle invece occorrerà attendere farlo a partire dalle ore 10.00 del 19 maggio 2022.
  • dalle ore 10.00 del 24 maggio 2022: vanno compilate le domande per lo sviluppo delle imprese femminili costituite da oltre 12 mesi. Per presentarle invece occorrerà attendere farlo a partire dalle ore 10.00 del 7 giugno 2022.

In ogni caso le domande, che devono comprendere le dichiarazioni e la documentazione che attesti di avere tutti i requisiti richiesti dalla disciplina, devono essere integrate da un progetto imprenditoriale che riporti i seguenti dati:

  • dati e profilo dell’impresa femminile richiedente;
  • descrizione dell’attività;
  • analisi del mercato e relative strategie;
  • aspetti tecnico-produttivi ed organizzativi;
  • aspetti economico-finanziari.

Le domande verranno valutate secondo l’ordine di presentazione al massimo entro 60 giorni dalla presentazione. Verranno valutate verificando il possesso dei requisiti richiesti e verrà effettuata una valutazione di merito che si baserà su precisi criteri, come ad esempio l’adeguatezza e la coerenza delle competenze possedute dai soggetti richiedenti in rapporto alla complessità del progetto imprenditoriale, la potenzialità del mercato di riferimento, il vantaggio competitivo e le relative strategie di marketing. I progetti ad alta tecnologia sono valutati con un punteggio aggiuntivo. L’esito positivo o negativo dell’istruttoria viene comunicato al soggetto richiedente tramite PEC.

Per ogni ulteriore dettaglio in merito ai termini e modalità di presentazione delle domande per accedere al Fondo occorrerà attendere la pubblicazione del provvedimento dedicato del Ministero con i necessari dettagli in merito.

 

Fonti articolo

ITALIA DOMANI | PNRR
GAZZETTA UFFICIALE | L. 178/2020
GAZZETTA UFFICIALE | DECRETO MISE 20/09/2021
MISE | Decreto 01/02/2022


 

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