Guida alla partita IVA: come aprirla e quanto costa

Partita IVA

L’apertura della partita IVA è un passo fondamentale per chi vuole avviare un’attività professionale o un’impresa. La procedura di attivazione può sembrare semplice e senza costi iniziali: si tratta di compilare e inviare un modulo messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, prima di avviare la richiesta vanno prese decisioni importanti e valutati vari aspetti che possono influire sui costi sia di apertura che di gestione dell’attività negli anni.

La consulenza di un commercialista o di un CAF può essere sicuramente di aiuto, in particolare per attività più complesse per le quali è obbligatoria, ad esempio, l’iscrizione ad albi o a Camere di Commercio, al Registro di imprese e altro, che comportano il sostenimento di spese aggiuntive.

In questo articolo partiamo dal capire cos’è la partita IVA, come si apre e quanto costa.

Cos’è la partita Iva

La partita Iva identifica univocamente un professionista o un’azienda che esercita un’attività economica rilevante ai fini dell’imposizione fiscale indiretta sul valore aggiunto (IVA). È un codice numerico di 11 cifre assegnato dall’ufficio provinciale di competenza. Le prime sette identificano il numero di matricola del soggetto che la richiede: le seguenti tre cifre identificano il codice dell’ufficio provinciale del fisco che rilascia la matricola; l’ultima cifra è un codice di controllo che serve a verificare la correttezza delle prime 10 cifre.

Struttura codice Partita IVA

Struttura codice Partita IVA

 

Partita IVA, persone fisiche e giuridiche

La partita IVA è un codice identificativo associato ad ogni attività economica, rilasciato dall’Agenzia delle Entrate a seguito di una richiesta esplicita fatta dal soggetto che vuole aprire l’attività di impresa e che dovrà essere indicato in ogni fattura o altro documento commerciale emesso o ricevuto nello svolgimento dell’attività. Il soggetto può essere una persona fisica (come un professionista) oppure una persona giuridica (ovvero un’impresa in forma societaria).

 

Partita IVA e Codice Fiscale

La partita IVA e il codice fiscale sono due codici distinti che identificano i contribuenti italiani. In particolare, il Codice Fiscale identifica ogni persona fisica e ogni persona giuridica residente o domiciliata nel nostro Paese. Viene attribuito alla nascita per identificare il soggetto ai fini fiscali in rapporto alla Pubblica Amministrazione.

Per le persone fisiche codice fiscale e partita IVA sono sempre diversi.

Per le persone giuridiche, invece, i due codici identificativi sono di solito uguali,  a parte qualche eccezione come, ad esempio, nel caso di ri-attribuzione dell’ufficio IVA di competenza oppure laddove una società abbia trasferito il suo domicilio fiscale da una provincia ad un’altra: in questo caso viene assegnata una nuova partita IVA, mentre il codice fiscale resterà sempre lo stesso.

 

Partita IVA comunitaria

La partita IVA comunitaria è un codice identificativo fiscale valido per fare operazioni commerciali all’interno della Comunità Europea. Quando si possiede già una partita IVA italiana, e si vuole iniziare a lavorare con Paesi CE, occorre fare l’iscrizione al VIES (Vat Information Exchange System), che è un sistema elettronico per la convalida del numero di partita IVA degli operatori economici registrati nell’UE per le transazioni transfrontaliere di beni e servizi. Se, invece, il soggetto non ha ancora una partita IVA attiva, e vuole l’autorizzazione ad effettuare operazioni intracomunitarie, nel modulo di Dichiarazione di Inizio Attività (DIA) lo deve dichiarare compilando il campo Operazioni Intracomunitarie (Quadro I).

 

Chi può aprirsi una partita IVA

Possono aprire una partita IVA persone fisiche e giuridiche che intendono intraprendere:

  • attività commerciale o agricola
  • attività artistica o professionale in modo abituale.

 

Quali sono i requisiti da avere per aprire una partita IVA

Per aprire una partita IVA in Italia, è necessario avere determinati requisiti, alcuni generici altri più specifici.

Per quanto riguarda i requisiti generici:

  • età minima 18 anni
  • essere in grado di intendere e volere

A questi si aggiunge il requisito della residenza illustrato nella tabella che segue e i requisiti specifici che sono determinati dalla professione o dal settore di attività: a seconda dei casi, potrebbero essere richiesti l’iscrizione ad albi professionali o alla Camera di Commercio. Per ulteriori dettagli sui requisiti, è consigliabile approfondire la normativa vigente o consultare un esperto, come un commercialista, che può fornire informazioni dettagliate in base al contesto specifico.

 

Perché aprire una partita IVA

L’apertura di una partita IVA è necessaria per svolgere attività professionali e commerciali in modo legale e regolare, garantendo il rispetto delle normative fiscali. La partita Iva sarà indicata su tutti i documenti aziendali e fiscali, come le fatture.

Diventa obbligatoria per:

  • lavoratori autonomi che svolgono attività commerciale o agricola in modo abituale e continuativo
  • le persone giuridiche (ad esempio società di capitali, società di persone, società cooperative).

 

Quando si fa la richiesta di apertura della partita IVA nella relativa domanda va indicato il codice attività ossia il codice Ateco. Questo serve ad identificare la tipologia di attività, secondo una precisa classificazione ISTAT (qui trovi la tabella ufficiale). È un elemento chiave in questo contesto, perché influisce sugli aspetti fiscali e contributivi dell’attività. Viene utilizzato anche per rilevare statistiche economiche e può determinare l’ammissibilità a bonus statali e agevolazioni fiscali. Inoltre, il Codice Ateco è essenziale per stabilire le misure di sicurezza sul lavoro.

 

Come aprire una partita IVA

Per aprire una partita IVA in Italia, occorre presentare la Dichiarazione di inizio attività all’Agenzia delle Entrate, entro 30 giorni prima dell’inizio dell’attività stessa. Prima di avviare la procedura, è essenziale soddisfare i requisiti necessari di cui abbiamo parlato sopra.

Nel modello specifico vanno fornite le seguenti informazioni:

  • i dati anagrafici
  • il Codice ATECO che identifica l’attività che si andrà a svolgere
  • la sede o le sedi dell’attività.

 

Modelli e presentazione della domanda

Il modello e la procedura di presentazione varia in base alla tipologia di soggetto:

MODELLOTIPOLOGIA SOGGETTOMODALITÀ DI PRESENTAZIONE
Modello AA9/12Persone fisiche che non hanno l’obbligo di iscrizione al Registro Imprese o al Registro delle notizie economiche e amministrative (Rea)
  • Online, tramite i servizi telematici Fisconline o Entratel.
  • Presso un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate, direttamente o tramite persona delegata (che può essere un CAF o un commercialista), presentando la documentazione in duplice copia.
  • Per posta, mediante raccomandata a qualunque ufficio dell’Agenzia delle Entrate, allegando la fotocopia di un documento d’identità.
Modello AA7/10Soggetti diversi dalle persone fisiche che non hanno l’obbligo di iscrizione al Registro delle imprese o al Registro delle notizie economiche e amministrative (Rea)
Modello AA9/12Ditte individuali e società tenute all’iscrizione al Registro delle imprese o nel Registro delle notizie economiche e amministrative (Rea)Comunicazione Unica

Gestita dalle Camere di Commercio, è una piattaforma telematica che permette di assolvere, con un’unica dichiarazione, tutti gli adempimenti richiesti dalle diverse autorità competenti (Agenzia delle Entrate, Camere di Commercio, INPS, INAIL) necessari per iniziare un’attività.

Modello AA7/10

Non è obbligatorio avere un commercialista per aprire una partita IVA, ma può essere estremamente utile per agevolare e velocizzare la compilazione del modello e per poter avere una corretta consulenza fiscale, come ad esempio la scelta del regime fiscale più appropriato e vantaggioso.

Per la compilazione del modello AA9/12 è possibile farlo in autonomia o con l’aiuto di un intermediario delegato, come il commercialista, tramite un apposito software di compilazione messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. L’invio del modello, così predisposto, si può effettuare accedendo alla propria area riservata del sito dell’Agenzia, scegliendo la sezione “Trasmissione telematiche” e cliccando sulla voce “Invio documenti – Trasmissione file predisposti secondo le specifiche tecniche pubblicate (es. dichiarazioni)”.

 

Persone fisiche e regimi fiscali agevolati

Per le sole persone fisiche, in fase di compilazione della dichiarazione di inizio attività, il soggetto può scegliere di avvalersi di un regime fiscale agevolato, qualora ne avesse i requisiti (forfettario o imprenditoria giovanile).

  • Regime forfetario dei contribuenti esercenti attività d’impresa, arti o professioni)
  • Regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità

 

Soggetti tenuti all’iscrizione al Registro Imprese e Rea

Ditte individuali e società hanno l’obbligo di iscrizione in uno o entrambi i seguenti registri pubblici:

  • Registro Imprese: è un registro pubblico informatico, previsto dall’articolo 2188 del Codice Civile e costituisce una vera e propria anagrafe delle imprese; viene gestito dalla Camera di Commercio a livello provinciale, e contiene tutte le informazioni principali  (denominazione, statuto, amministratori, sede, eccetera) relative alle imprese e gli eventi di interesse pubblico che avvengono dopo l’iscrizione (ad esempio trasferimento sede, modifica statuto, eccetera).
  • Registro delle notizie economiche e amministrative (REA): è una banca dati pubblica istituita dalla L. 580/1993 con l’obiettivo di integrare i dati iscritti nel Registro Imprese con ulteriori informazioni di carattere economico, statistico e amministrativo (attività esercitata, numero addetti, unità locali, direttori tecnici e preposti, ecc.).

Sono esonerati dall’obbligo di iscrizioni alcune tipologie di soggetti (come ad esempio gli imprenditori agricoli).

 

Requisiti e residenza

Modalità e modulistica variano anche in base ai requisiti di residenza.

RESIDENZAREQUISITI E MODALITÀ
Soggetti residenti in ItaliaNessuna restrizione in merito alla residenza.

La procedura di attivazione è quella standard:

  • Le persone fisiche che svolgono attività d’impresa (ditte individuali) devono utilizzare il modello AA9/12
  • Le società devono presentare il modello AA7/10
Soggetti non residenti con stabile organizzazione in ItaliaNessuna restrizione in merito alla residenza.

La procedura di attivazione è quella standard:

  • Le persone fisiche che svolgono attività d’impresa (ditte individuali) devono utilizzare il modello AA9/12
  • Le società devono presentare il modello AA7/10
Soggetti non residenti in Italia senza stabile organizzazione 
Residenti in un Paese CE

Per coloro che esercitano un’attività d’impresa, arte o professione in un Paese CE possono effettuare l’identificazione diretta ai fini Iva e richiedere l’attribuzione della partita IVA italiana compilando il modello ANR/3

Residenti extra CE

Per tutti gli altri soggetti è possibile nominare un rappresentante fiscale ai fini IVA. In questo caso occorre poi compilare i seguenti moduli:

  • il modello AA9/12 per le ditte individuali o i lavoratori autonomi
  • il modello AA7/10 per i soggetti diversi dalle persone fisiche

 

 

 

Quanto costa la partita IVA

Per quanto riguarda i costi relativi all’apertura della partita IVA, bisogna distinguere il caso di un professionista da quello della società.

 

Apertura della partita IVA per un Professionista

L’apertura di una partita IVA per un professionista comporta costi variabili in base alla natura dell’attività. In generale, la procedura di presentazione della domanda all’Agenzia delle Entrate è gratuita, ma possono sorgere spese aggiuntive: ad esempio, se il professionista è tenuto all’iscrizione in un albo professionale o alla Camera di Commercio, dovrà sostenere i relativi costi.

Altri fattori determinanti per i costi possono essere l’assistenza di un commercialista o di un CAF nella compilazione dei moduli e l’eventuale necessità di ottenere consulenza specifica in base al settore di attività.

 

Apertura della partita IVA per una Società

Per le società, i costi per l’apertura della partita IVA variano a seconda della forma giuridica scelta. Società di persone e di capitali devono sostenere i costi associati all’iscrizione al Registro delle Imprese e ad altri adempimenti.

In particolare, per le società di capitali, come la Società a Responsabilità Limitata (SRL) o la Società per Azioni (SpA), è necessaria un’attenta valutazione dei costi legali e notarili per la costituzione della società stessa. Questi costi possono includere l’onorario del notaio e le spese di registrazione.

 

Regimi contabili: ordinario, semplificato o forfettario

La scelta del regime contabile va valutata con attenzione, perché da questa scelta derivano anche diversi costi annuali di gestione.  Il regime contabile può essere:

  • Regime Ordinario: può comportare costi più elevati a causa degli adempimenti contabili complessi; richiede di norma l’assistenza di un commercialista e l’acquisto di un software contabile.
  • Regime Semplificato: meno costoso dell’ordinario, potrebbe comunque richiedere l’aiuto di un professionista per la corretta tenuta contabile. Per saperne di più: DIFFERENZA TRA ORDINARIO E SEMPLIFICATO
  • Regime Forfettario: generalmente il regime meno costoso in termini di adempimenti fiscali, perché non prevede la gestione dell’IVA e la contabilità si limita alla sola fatturazione. Per saperne di più: BREVE GUIDA AL FORFETTARIO

Le differenze tra un regime fiscale e l’altro sono le seguenti:

 

REGIME CONTABILESOGGETTI CARATTERISTICHE E TASSAZIONE[1]
OrdinarioSoggetti obbligati:
  • Società di capitali (s.r.l.,s.p.a, s.a.p.a., società cooperative e mutue assicuratrici)
Soggetti obbligati in base al vincolo di reddito:
  • Società di persone (s.n.c. e s.a.s.);
  • Imprese individuali che esercitano attività commerciali;
  • Professionisti e lavoratori autonomi.
Questi soggetti sono obbligati a tenere la contabilità con il regime ordinario quando superano alcune soglie di fatturato annuo:
  • maggiore di 500.000 euro per le imprese di servizi;
  • maggiore di 800.000 euro per le altre attività.
È sempre possibile avvalersi della contabilità ordinaria come opzione, indipendentemente dai ricavi percepiti.
La gestione contabile prevede delle scritture obbligatorie, quali:
  • registri IVA
  • registro dei beni ammortizzabili
  • libro giornale
  • libro degli inventari
Il reddito annuo imponibile viene determinato dalla differenza tra costi e ricavi. La tassazione sul reddito prevede:
  • Persone fisiche: si applica l'IRPEF che ha aliquote che variano da un minimo del 23% a un massimo del 43%, in base alla fascia di reddito
  • Società: si applica l'IRES che ha una sola aliquota pari al 24%
SemplificatoPossono beneficiare di questo regime:
  • Società di persone (s.n.c., s.a.s.);
  • Imprese individuali che esercitano attività commerciali;
  • Professionisti e lavoratori autonomi;
  • Società di fatto, enti non commerciali che esercitano un’attività commerciale in via non prevalente.
Con fatturato annuo inferiore ai limiti sopra riportati (superati i quali, la contabilità deve obbligatoriamente essere tenuta con il regime ordinario). I limiti sopra riportati non si applicano agli esercenti arti e professioni che di diritto rientrano nella contabilità semplificata, a meno che non si avvalgano dell’opzione della contabilità ordinaria.
La gestione contabile prevede delle scritture obbligatorie, quali:
  • registri IVA
  • registro cronologico degli incassi e dei pagamenti
Il reddito annuo imponibile viene determinato dalla differenza tra costi e ricavi. Sul reddito imponibile, si applica l'IRPEF che ha aliquote che variano da un minimo del 23% a un massimo del 43%, in base alla fascia di reddito.  
ForfettarioPossono beneficiare di questo regime: Persone fisiche che svolgono attività di impresa o arte o professione con limiti di reddito e spesa. Il fatturato annuo non deve superare 85.000 euro annui. Inoltre:
  • Spese per lavoro accessorio, lavoro dipendente e compensi a collaboratori inferiori o uguali a 20.000 euro.
  • Redditi di lavoro dipendente o assimilati inferiori o uguali a 30.000 euro.

Regime agevolato che non comporta la gestione dell'IVA e il fatturato imponibile si ottiene in modo forfettario (in base al codice ATECO si applica il relativo coefficiente di redditività).

La gestione della contabilità si limita alla sola fatturazione. La tassa sul reddito è pari a:

  • 5% per i primi 5 anni
  • 15% dal 6° anno in poi di attività
Oltre alla tassazione sul reddito occorre aggiungere il costo per i contributi previdenziali che, a seconda della tipologia di attività svolta, possono essere devoluti alla Cassa di competenza o alla Gestione Separata INPS o alla Gestione INPS Artigiani e Commercianti.

[1]In merito alle condizioni di reddito, di spesa e altro nella tabella sono indicate le condizioni per l'anno 2023; si tenga presente che di anno in anno questi limiti possono essere rivisti dal legislatore.   

 

 

Quanto costa all’anno mantenere attiva la partita IVA

I costi annuali per mantenere attiva la partita IVA dipendono dalla natura dell’attività e dal regime contabile e fiscale scelto; includono tasse, contributi previdenziali e eventuali oneri fiscali. Sicuramente il regime contabile meno oneroso è quello forfettario, che comporta una tassazione agevolata (aliquota del 15%).

Per le società, i costi annuali sono sicuramente maggiori sia dal punto di vista fiscale che contabile (la tassazione sul reddito è più alta e gli adempimenti contabili sono decisamente maggiori). Proprio per questo è essenziale una gestione precisa e puntuale di tutti gli adempimenti fiscali il che implica investire risorse nella corretta tenuta della contabilità.

 

 

Cosa fare se si vuole variare o chiudere la partita IVA

Nel caso di modifiche relative a uno degli elementi indicati nella Dichiarazione di avvio dell’attività o nel caso di cessazione della partita IVA di persone fisiche, è necessario presentare nuovamente il modello AA9/12 in formato PDF entro 30 giorni dalla data della variazione o della cessazione dell’attività all’Agenzia delle Entrate, in uno dei seguenti modi:

  • PEC (Posta Elettronica Certificata): è possibile inviare la richiesta specificando nell’oggetto “Variazione attività” o “Cessazione attività“. Il modello può essere firmato digitalmente; se firmato con firma autografa, è essenziale allegare una copia del documento di identità del soggetto che firma il modello. La richiesta può essere inoltrata a qualsiasi Direzione Provinciale (per gli indirizzi PEC consultare il seguente link). La data di presentazione delle dichiarazioni è considerata il giorno di spedizione. La ricevuta di conferma della variazione o della cessazione della partita IVA verrà inviata all’indirizzo PEC utilizzato per trasmettere la richiesta.
  • Di persona: è possibile presentare il modello di persona (o tramite persona delegata) presso qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate, prenotando un appuntamento attraverso il servizio “Prenota un appuntamento“.
  • Raccomandata A/R: si può inviare il modello tramite raccomandata, allegando una copia di un documento d’identità valido del dichiarante, a qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate. La data di presentazione della dichiarazione è considerata il giorno di spedizione.

Come per la domanda di apertura, anche per la variazione o la cessazione è possibile (direttamente o tramite un intermediario autorizzato) compilare il modello AA9/12 utilizzando il software fornito dall’Agenzia delle Entrate e successivamente inviarlo direttamente, tramite l’area riservata personale.

Nel caso si tratti di soggetto diverso dalla persona fisica, la variazione o la cessazione della partita IVA va effettuata compilando il modello AA7/10 da consegnare all’Agenzia delle Entrate, entro 30 giorni dalla data di variazione/cessazione dell’attività, con le stesse modalità previste per l’inizio attività.

L’Agenzia delle Entrate chiude automaticamente le partite IVA (c.d. chiusura d’ufficio) di chi non ha svolto attività d’impresa, artistica o professionale nei tre anni precedenti (articolo 35, comma 15bis, del D.P.R. n. 633/1972). Il contribuente può contestare la chiusura, inviando apposita documentazione tramite l’area riservata, PEC o recandosi di persona presso un ufficio, previa prenotazione.

 

Domande frequenti sulla Partita IVA

Di seguito alcune domande frequenti sulla Partita IVA.

 

Si può aprire una partita IVA online?

Assolutamente si. Sia la compilazione che l’invio della domanda possono essere fatti online. Per la compilazione l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un apposito software. L’invio del modello si può effettuare tramite la propria area riservata del sito dell’Agenzia, entrando nella sezione “Trasmissione telematiche” e cliccando sulla voce “Invio documenti – Trasmissione file predisposti secondo le specifiche tecniche pubblicate (es. dichiarazioni)”.

 

Serve il commercialista per aprire la partita IVA?

La partita IVA può essere aperta anche in completa autonomia; tuttavia la consulenza di un commercialista può aiutare nella valutazione del regime contabile da adottare, nella scelta del codice Ateco di inserire e per qualsiasi altra informazione di tipo contabile e fiscale. Inoltre si può delegare al consulente tutta la procedura di attivazione della partita IVA.

 

Si può avere un’unica partita IVA per più Codici Ateco?

Assolutamente si. Nel modulo di domanda di inizio attività è possibile indicare un codice attività principale e ulteriori codici per attività secondarie. Se all’apertura della Partita IVA si è indicato un solo Codice Ateco, bisognerà compilare un nuovo modulo con i codici attività da aggiungere (variazione partita IVA).  

 

Chi ha la partita IVA può lavorare come dipendente?

In generale, dipendenti del settore privato possono aprire una partita IVA per un’attività autonoma, ma devono evitare conflitti con il lavoro dipendente e rispettare clausole contrattuali. Per i dipendenti pubblici, l’obbligo di esclusività rende più difficile la coesistenza di lavoro dipendente e partita IVA. Va valutato caso per caso.

 

Quale partita IVA paga meno tasse?

La tassazione sul reddito, come il calcolo dell’imponibile, dipendono dal regime contabile (ordinario, semplificato o forfettario). La valutazione dell’economicità deve tenere conto di diversi fattori. Nel regime forfettario si ha una contabilità minima e il reddito imponibile viene calcolato in modo forfettario (codice ATECO e coefficiente di redditività). Tuttavia per rientrare in questo regime occorre rispettare determinati requisiti. Per un maggiore approfondimento: Guida rapida su come funziona il Regime Forfettario

 

Quanto costa aprire una partita IVA con regime forfettario?

Aprire una partita IVA con regime forfettario non ha alcun costo: bisogna compilare e inviare telematicamente il Modello AA9/12 oppure presentarlo in uno degli uffici delle Agenzia delle Entrate più vicino. La compilazione potrebbe richiedere la consulenza di un commercialista o di un consulente contabile, che si può occupare dell’intero processo di attivazione della partita IVA.

 

Chi ha la partita IVA può avere la disoccupazione (NASpI)?

Chi ha una partita IVA può accedere alla NASpI, ma è importante considerare che l’importo dell’indennità potrebbe essere ridotto in base al reddito dichiarato dalla partita IVA. Se il reddito è pari a zero non si ha nessuna riduzione; se è compreso tra 1€ e 4.800€, si applica una riduzione dell’80%, mentre superando i 4.800€ si è esclusi dalla NASpI.

 

Si può trasferire la partita IVA su un’altra impresa?

La partita Iva italiana non può essere trasferita da un’impresa a un’altra.

 

Come si fa la verifica di una partita IVA?

La verifica della validità di una partita IVA italiana si effettua utilizzando il servizio online dell’Agenzia delle Entrate. Per la verifica di una partita IVA comunitaria si utilizza il Sistema elettronico di scambio di dati sull’IVA (VIES). È possibile verificare anche l’autorizzazione ad effettuare operazioni economiche negli stati membri.

 

 



 

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