Il nuovo regime forfettario 2018: quali vantaggi e per chi

Nuovo regime forfettario 2018

Il nuovo Regime Forfettario 2018 è stato introdotto dalla Legge di stabilità del 2015 con l’intento di agevolare i soggetti contribuenti di minori dimensioni. Dal 2015 sono state piano piano introdotte delle modifiche, e le novità più importanti le troviamo nella legge di stabilità del 2016.

Anche per il 2018 sono state previste alcune variazioni: cerchiamo di capire insieme com’è lo stato attuale del regime forfettario e quali sono le principali novità introdotte per il 2018:

Il regime forfettario: cos’è e quali requisiti occorrono per poterne usufruire

Il regime forfettario è un regime fiscale che consente di ottenere importanti semplificazioni ai fini IVA e ai fini contabili, determinando in modo forfettario il reddito percepito, in modo tale da assoggettarlo ad un’unica imposta in sostituzione di quelle ordinariamente previste.

E’ il regime fiscale che più si adatta ad piccole imprese, professionisti e lavoratori autonomi che esercitano un’attività di ridotte dimensioni a livello reddituale.

Consente, inoltre, di accedere ad un regime contributivo opzionale per le imprese.

Chi usufruisce del regime forfettario applica al totale dei ricavi o dei compensi percepiti nel periodo d’imposta il coefficiente di redditività determinato a seconda del codice ATECO a cui appartiene l’attività svolta. Determinato così il reddito imponibile viene applicata un’unica imposta pari al 15% che sostituisce le imposte sui redditi, le addizionali regionali e comunali e l’IRAP.

Funzionamento Regime Forfettario 2018

Funzionamento Regime Forfettario 2018


 

Requisiti di accesso al regime forfettario

Il nuovo regime forfettario non pone limiti né di tempo né di età, ma per potervi accedere sono richiesti particolari requisiti. Vediamo quali:

  • Limite sui ricavi o compensi
    Il valore dei ricavi o compensi non deve superare determinati limiti, diversificati in base allo specifico codice ATECO che contraddistingue l’attività esercitata. I ricavi o i compensi dovranno essere compresi tra i 25.000 e i 50.000 euro (limiti innalzati a partire dal 2018 rispetto ai precedenti che erano fissati tra i 15.000 e i 30.000 euro). La tabella che segue mette in evidenza i valori minimi e massimi dei ricavi/compensi in corrispondenza del rispettivo codice ATECO:

    Regime forfettario 2018  i valori soglia dei ricavi/compensi per attività

    Regime forfettario 2018 i valori soglia dei ricavi/compensi per attività

  • Limite massimo per spese per collaboratori o lavoratori dipendenti
    Eventuali spese per lavoro accessorio, lavoro dipendente e per compensi erogati ai collaboratori, assunti anche a progetto, non devono superare i 5.000 euro lordi. Alla determinazione del limite concorrono gli utili di partecipazione erogati agli associati in partecipazione con apporto costituito dal solo lavoro, nonché le somme corrisposte per le prestazioni di lavoro effettuate dall’imprenditore o dai suoi familiari
  • Costo complessivo dei beni strumentali
    Tale voce, al lordo degli ammortamenti, non deve superare, alla data di chiusura dell’esercizio, i 20.000 euro. I beni strumentali sono tutti quei beni destinati ad essere utilizzati per più anni (ad es. attrezzature, macchinari, computer, ecc.). E’ bene pero’ precisare che, ai fini del regime forfettario, non vengono considerati beni strumentali i beni che hanno un costo inferiore a 516,46 Euro, i beni immobili acquistati per svolgere l’attività e i costi che si riferiscono ad attività immateriali come ad esempio i costi per l’avviamento

 

Requisiti di esclusione dal regime forfettario

Il legislatore ha poi previsto anche i requisiti che determinano una impossibilità a poter usufruire di tale regime agevolato. In particolare non possono usufruire del regime forfettario:

  • Attività con regimi fiscali particolari
    Sono esclusi i soggetti sotto regimi speciali ai fini IVA o con regimi forfettari di determinazione del reddito, come ad esempio la vendita di sali e tabacchi, agricoltura e pesca, editoria, agenzia viaggi e turismo, agriturismo, vendite a domicili, rivendita di beni usati, intrattenimenti e giochi, rivendita documenti di trasporto pubblico e sosta
  • Territorialità del soggetto
    Sono esclusi i soggetti non residenti, ad eccezione di coloro che risiedono in uno degli Stati membri dell’Unione europea, o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo, che assicuri un adeguato scambio di informazioni, e producono in Italia almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto
  • Attività di cessione di particolari beni
    Sono esclusi i soggetti che effettuano, in via esclusiva o prevalente, operazioni di cessione di fabbricati e relative porzioni o di terreni edificabili ovvero cessioni intracomunitarie di mezzi di trasporto nuovi
  • Partecipazioni in società particolari
    Sono esclusi i soggetti che partecipano a società di persone, ad associazioni professionali, di cui all’Testo Unico delle imposte sui redditi aggiornato al 2018, o a società a responsabilità limitata aventi ristretta base proprietaria che hanno optato per la trasparenza fiscale
  • Limite massimo di reddito
    Sono esclusi i soggetti che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e/o assimilati di importo superiore a 30.000 euro, tranne nel caso in cui il rapporto di lavoro dipendente nell’anno precedente sia cessato (sempre che in quello stesso anno non sia stato percepito un reddito di pensione o un reddito di lavoro dipendente derivante da un altro rapporto di lavoro). Questa causa di esclusione è stata introdotta dalla legge di stabilità per il 2016, che contemporaneamente ha abrogato la disposizione che prevedeva, quale requisito per l’applicazione del regime forfettario, che nell’anno precedente il reddito dell’attività d’impresa, arte o professione esercitata fosse prevalente rispetto al reddito di lavoro dipendente o assimilato eventualmente percepito. Pertanto, è opportuno precisare che la disposizione abrogata continua ad avere effetto solo nei confronti dei contribuenti che hanno adottato il regime forfetario nel corso del 2015.

Qualora venga meno anche solo uno dei requisiti di accesso o si verifichi una causa di esclusione, il regime forfettario non viene più applicato a partire dall’anno successivo a quello in cui è avvenuto l’evento scatenante la penalità.

 

Come accedere e come funziona il regime forfettario

Per poter accedere al regime forfettario occorre distinguere il caso di un’attività già in essere rispetto a quella che sta per iniziare.

  • Attività già avviata
    Non vi è alcun obbligo di fare richieste o comunicazioni preventive o successive. L’unico obbligo che si ha in tal caso è quello di inviare una comunicazione telematica all’INPS entro il 28 febbraio di ogni anno
  • Attività in avvio
    Coloro che iniziano un’attività d’impresa, arte o professione e sono in possesso dei requisiti per accedere al sistema fiscale agevolato, devono farne comunicazione nella dichiarazione di inizio attività (modello AA9/12): tale comunicazione ha valore unicamente ai fini anagrafici e qualora venga omessa non preclude l’applicazione del regime forfettario, ma il pagamento di una sanzione amministrativa che va da 250 euro a 2.000 euro

Sia nel primo caso che nel secondo caso, l’attestazione dei requisiti di accesso, come l’assenza dei requisiti di esclusione, viene fatta in sede di dichiarazione dei redditi.

I contribuenti che usufruiscono del regime forfettario possono anche rinunciarvi accedendo quindi alla determinazione ordinaria delle imposte sul reddito e dell’imposta sul valore aggiunto. L’opzione per il regime ordinario avviene tramite comportamento concludente; in ogni caso deve essere comunicata barrando l’apposito campo della dichiarazione annuale IVA da presentare successivamente alla scelta operata. L’omessa comunicazione in dichiarazione della volontà di applicare il regime ordinario non inficia l’opzione effettuata, ma è punibile con una sanzione amministrativa da 250 euro a 2.000 euro.

La scelta di usufruire del regime ordinario vale per almeno 3 anni; passato questo periodo, l’opzione resta valida per ciascun anno successivo fino a quando il contribuente non dovesse optare per un regime fiscale diverso.

I vantaggi offerti dal regime forfettario

Quando si adotti il regime forfettario, si accede ad una serie di vantaggi. In particolare:

Semplificazioni ai fini IVA
L’IVA non viene addebitata in fattura ai clienti né viene detratta sugli acquisti. I contribuenti che usufruiscono di tale regime agevolato non liquidano l’imposta, non la versano, non sono obbligati a presentare la dichiarazione e la comunicazione annuale Iva. Non devono comunicare all’Agenzia delle Entrate le operazioni rilevanti ai fini Iva (cd. spesometro), né quelle effettuate nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi cosiddetti black list. Non si ha, inoltre, l’obbligo di registrare i corrispettivi, le fatture emesse e ricevute.
Adempimenti ai fini Iva
Ai fini dell’IVA, chi usufruisce del regime forfettario ha i seguenti obblighi:

  • conservare le fatture emesse e le bollette doganali
  • certificare i corrispettivi: per i soggetti esonerati dall’emissione di fattura, resta obbligatorio il rilascio dello scontrino o della ricevuta fiscale (ad eccezione dei regimi fiscali speciali per i quali è previsto l’esonero dalla certificazione dei corrispettivi nel caso di attività particolari come i tabacchi, edicole, vendita carburanti, eccetera)
  • integrare le fatture per le operazioni di cui risultano debitori di imposta con l’indicazione dell’aliquota e della relativa imposta, da versare entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni, senza diritto alla detrazione dell’imposta relativa
Semplificazioni ai fini delle imposte sul reddito
E’ previsto l’esonero dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili, fermo restando l’obbligo di tenere e conservare i registri previsti da disposizioni diverse da quelle tributarie. Non si applicano gli studi di settore e i parametri, sebbene siano tenuti a fornire, nella dichiarazione dei redditi, alcune informazioni relative all’attività svolta
Esenzione dalla Ritenuta d’Acconto
Chi usufruisce del regime forfettario non deve applicare alcuna ritenuta d’acconto nelle proprie fatture, incassando così il 100% dei propri compensi senza alcun tipo di trattenuta
Tassazione IRPEF agevolata
L’IRPEF è pari al 5% per i primi 5 anni; dal sesto in poi aumenta al 15%. Tale imposta è detta anche Imposta Sostitutiva perché va a sostituire una serie di tassazioni previste negli altri regimi fiscali. In particolare, infatti, l’IRPEF sostituisce:

  • IRPEF ordinaria che nel Regime Ordinario o Semplificato va dal 23% al 43%
  • Addizionali Regionali comprese sempre tra lo 0,9% e l’ 1,4%
  • Addizionali Comunali comprese sempre intorno allo 0,8%
  • IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) pari al 3,9%

Novità apportate al regime forfettario per il 2018

Il regime forfettario è stato negli anni modificato. In particolare è stata la legge di stabilità del 2016 a introdurre quello che viene oggi denominato nuovo Regime Forfettario 2018 e ha introdotto sostanzialmente tre principali novità.

» Contribuzione agevolata INPS
Il contribuente che usufruisce del regime forfettario ha la possibilità di accedere al regime di contribuzione agevolata INPS con una riduzione pari al 35% purché invii specifica comunicazione all’Istituto. Per avere questa agevolazione basta fare la comunicazione una sola volta, in base a quanto detto nella circolare Inps n.22 del 31 gennaio 2017 e, per l’anno seguente, qualora nulla fosse cambiato, la riduzione sarà automatica.

» Riduzione imposta sostitutiva per start-up dal 15% al 5%
Con l’intento di stimolare le nuove aziende italiane, è stato previsto che per le start-up l’imposta sostitutiva sia ridotta dal 15% al 5% per i primi 5 anni di vita. Dal 6° anno in poi l’imposta sarà al 15%. Per usufruire di questa ulteriore agevolazione sono necessari alcuni requisiti:

  • il contribuente non deve aver esercitato nei 5 anni precedenti alcuna attività di impresa, arte o professione
  • l’attività non sia la mera prosecuzione di un’attività precedentemente svolta, a meno che non rientri nella pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni.
  • nel caso in cui l’attività venga proseguita da un altro soggetto svolta in precedenza, l’ammontare dei ricavi e compensi realizzati nell’anno precedente non sia oltre i limiti fissati per l’accesso al regime forfettario 2018 start up
  • » Possibilità di usufruire del regime forfettario per coloro che hanno redditi da lavoro dipendente o pensionati
    E’ possibile aprire una partita IVA in regime forfettario per coloro che percepiscono redditi da lavoro autonomo o da pensione purché il reddito dell’anno precedente non superi la soglia dei 30.000 euro lordi.

     

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