Imposta di bollo sulle fatture elettroniche 2021

Guida alla Fattura elettronica: cos'è e come funziona

Con la fatturazione elettronica obbligatoria l’imposta di bollo deve essere assolta telematicamente: la fattura elettronica, essendo un documento digitale, non consente di apporre una marca da bollo fisica. La Legge di Bilancio 2021 ha apportato alcune novità in merito a questo tributo. Vediamo cosa cambia rispetto all’anno scorso e come fare per essere in regola con il versamento dell’imposta di bollo per il 2021.

Cos’è l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche

Quando in una fattura l’IVA è esclusa, esente o fuori campo, si paga l’imposta di bollo, che è una tassa alternativa all’imposta sul valore aggiunto (l’IVA per l’appunto). L’unica eccezione è prevista per le fatture il cui importo complessivo non superi i 77,47 euro.

Nel file XML della fattura elettronica occorrerà valorizzare il campo DatiBollo inserendo l’importo di 2,00 euro. Inoltre la fattura dovrà riportare la seguente dicitura: “Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi dell’articolo 15 del DPR 642/1972 e del DM 17/06/2014”. Le due leggi citate sono, infatti, la normativa di riferimento per la disciplina in materia di imposta di bollo.

Quando si paga l’imposta di bollo sulle e-fatture?

Con decreto ministeriale il MEF (DM 28/2/2018) aveva stabilito che il pagamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche doveva avvenire ogni trimestre e doveva essere effettuato telematicamente entro il 20 del primo mese successivo al trimestre da pagare (art. 6 del DM del 17/06/2017). Questi termini sono stati cambiati con un nuovo decreto del MEF (Decreto del 04/12/2020) , in base a quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2021: per le fatture elettroniche, infatti, è stato istituito un nuovo calendario per l’anno 2021 per il versamento dell’imposta di bollo. In particolare:

  • per le fatture elettroniche emesse nel primo, terzo e quarto trimestre, il pagamento dell’imposta di bollo va versato entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo alla chiusura del trimestre; quindi:
    • il 31 maggio per il primo trimestre
    • il 30 novembre per il terzo trimestre
    • il 28 febbraio 2022 per il quarto trimestre
  • per le fatture elettroniche emesse nel secondo trimestre solare il versamento va effettuato entro l’ultimo giorno del terzo mese successivo alla chiusura del trimestre e quindi entro il 30 settembre.

L’importo che il contribuente dovrà versare viene calcolato in automatico dall’Agenzia delle Entrate, in base alle fatture elettroniche transitate sul Sistema di Interscambio riportanti la compilazione del relativo campo dedicato all’imposta di bollo e il relativo importo. Nella propria area riservata del portale di Fatture e Corrispettivi verrà comunicato il totale da versare.

Possibilità di effettuare un versamento semestrale

Il Decreto Fiscale 2020 (D.L. 124/2019) ha introdotto la possibilità di effettuare un pagamento semestrale dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche, qualora l’importo totale da versare non sia maggiore di 1.000 euro all’anno. In seguito il Decreto Liquidità (DL 23/2020) ha abbassato questo limite portandolo a 250 euro, specificando quanto segue:

  • se il valore dell’imposta di bollo da versare nel primo trimestre del 2021 è inferiore a 250 euro, allora la scadenza è quella del secondo trimestre ossia il 30 settembre 2020;
  • se il valore dell’imposta di bollo da versare per il primo e secondo trimestre 2021 è inferiore a 250 euro, allora la scadenza è quella del terzo trimestre ossia il 30 novembre 2020.

 

Come si paga l’imposta di bollo virtuale?

Prima della scadenza prevista per ogni trimestre, l’Agenzia delle Entrate pubblica, nell’area riservata del contribuente, l’elenco delle fatture elettroniche soggette a imposta di bollo. Il versamento dell’importo totale, riferito al periodo di competenza, si può fare tramite modello F24 oppure tramite addebito su conto corrente bancario o postale. Ovviamente in questo calcolo non saranno comprese le fatture elettroniche scartate dal Sistema di Interscambio, perché queste fatture si considerano non emesse e quindi non sorge il presupposto dell’imposta.

Codici tributo imposta di bollo fatture elettroniche

L’Agenzia, con una risoluzione emanata nel 2019 (nr 42/E del 9 aprile), ha pubblicato i codici di tributo da inserire per il pagamento dell’imposta di bollo per periodo di pertinenza e per eventuali sanzioni e interessi. In particolare abbiamo:

  • Codice tributo 2521 – “Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – primo trimestre – art. 6 decreto 17 giugno 2014”;
  • Codice tributo 2522 – “Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – second trimestre – art. 6 decreto 17 giugno 2014”;
  • Codice tributo 2523 – “Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – terzo trimestre – art. 6 decreto 17 giugno 2014”;
  • Codice tributo 2524 – “Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – quarto trimestre – art. 6 decreto 17 giugno 2014”;
  • Codice tributo 2525 – “Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – art. 6 decreto 17 giugno 2014 – sanzioni”;
  • Codice tributo 2526 – “Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – art. 6 decreto 17 giugno 2014 – interessi”.

Per quanto riguarda gli Enti Pubblici, il versamento dell’imposta viene effettuato tramite il modello F24 Enti Pubblici, utilizzando gli stessi codici tributo.

 

Chi paga l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche

È il soggetto che emette la fattura elettronica a dover pagare l’imposta di bollo; tuttavia la legge permette al fornitore di addebitare il pagamento dell’imposta al cliente, inserendola come voce in fattura. Nel caso in cui il tributo non venga versato,  l’Agenzia delle Entrate, nella circolare nr 14/E del 17 giugno 2019, ha chiarito che obbligati al versamento dell’imposta sono sia il soggetto che emette la fattura, sia il soggetto che la riceve o ne fa uso. E quest’obbligo prescinde dal fatto che il soggetto ricevente sia o meno titolare di una partita IVA.

Le sanzioni in materia di imposta di bollo su e-fatture

Quando si verifica ritardo, omissione o errato versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche è prevista una sanzione amministrativa pari al 30% del valore del tributo non pagato (come da risposta nr 14 dell’Agenzia delle Entrate del 10/12/2020). Se il versamento della sanzione viene effettuato entro i 90 giorni dalla scadenza viene ridotta del 50%. Questa sanzione, come detto prima, cade anche su chi riceve o fa uso della fattura elettronica. Il cliente può evitare di incorrere nell’ammenda qualora, entro 15 giorni dal ricevimento della fattura,  provveda al pagamento dell’imposta tramite modello F24 (utilizzando il codice tributo 2525 – Sanzioni).

Nel caso di omesso, carente o ritardato pagamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche l’Agenzia delle Entrate trasmette al contribuente una comunicazione elettronica al suo domicilio digitale (PEC) che riporta, oltre a tutti i dati identificati del soggetto, tutte le informazioni che riguardano l’anomalia riscontrata, l’ammontare dell’imposta, della sanzione ed eventualmente degli interessi dovuti.  Il destinatario della comunicazione, anche  tramite il suo intermediario, può fornire, entro 30 giorni dal ricevimento di questa comunicazione, chiarimenti in merito ai pagamenti dovuti, anche tramite i servizi online offerti dall’Agenzia stessa.

Per le fatture elettroniche emesse a decorrere dal 1° gennaio 2021 sono previste delle riduzioni sulla sanzioni pari a:

  • 30% qualora il versamento venga effettuato oltre i 90 giorni dalla scadenza;
  • 15% qualora il versamento venga effettuato entro i 90 giorni dalla scadenza;
  • 1/15 per ogni giorno di ritardo qualora il versamento venga effettuato entro i 15 giorni dalla scadenza.

 

Il servizio web di integrazioni dell’imposta di bollo delle fatture elettroniche

A febbraio 2021 l’Agenzia delle Entrate ha emanato un provvedimento che riguarda le integrazioni da fare sulle fatture elettroniche relativamente ai casi di ritardo, omissione o errato versamento dell’imposta di bollo. In pratica per ogni soggetto IVA l’Agenzia pubblicherà due elenchi:

  • Elenca A: riporterà tutte le fatture elettroniche emesse e inviate tramite SdI che riportano il corretto assolvimento dell’imposta di bollo; questo elenco non è modificabile.
  • Elenco B: riporterà tutte le fatture elettroniche riferite alle operazioni effettuate dal 1° gennaio 2021, emesse e inviate tramite SdI, che non riportano l’assolvimento corretto dell’imposta di bollo, ma per le quali emerge tale obbligo; questo elenco è modificabile.

Gli elenchi verranno pubblicati sul portale Fatture e Corrispettivi entro 15° giorno del primo mese successivo alla chiusura di ogni trimestre solare; saranno accessibili sia al contribuente che al suo intermediario delegato.

In riferimento all’Elenco B, il contribuente o il suo intermediario possono:

  • spuntare dall’elenco le fatture elettroniche che non ritengono debbano rientrare nell’assolvimento dell’imposta di bolla;
  • integrare l’elenco con gli estremi identificativi di altre fatture elettroniche per le quali è dovuta l’imposta;

Le modifiche all’Elenco B si possono effettuare al massimo entro l’ultimo giorno del mese successivo alla chiusura del trimestre solare di riferimento (per le fatture elettroniche effettuate nel secondo trimestre 2021 queste modifiche si potranno effettuare entro il 10 settembre).

 

Fonti articolo
GAZZETTA UFFICIALE | Legge nr 178/2020
GAZZETTA UFFICIALE | DPR 642/1972
GAZZETTA UFFICIALE | DM 17/06/2014
GAZZETTA UFFICIALE | DM 28/12/2018
GAZZETTA UFFICIALE | DM 04/12/2020
AGENZIA ENTRATE | RISOLUZIONE N. 42/E 09/04/2019
GAZZETTA UFFICIALE | DL 124/2019
GAZZETTA UFFICIALE | DL 23/2020
AGENZIA ENTRATE | RISPOSTA NR 14 17/06/2019
AGENZIA ENTRATE | PROVVEDIMENTO 34958 DI FEBBRAIO 2021
AGENZIA ENTRATE | CIRCOLARE NR 14/E DEL 17/06/2019



 

Vuoi saperne di più?

Vuoi ricevere maggiori informazioni?
Contattaci subito: siamo a tua completa disposizione!