Impresa 4.0: Patent Box 2018

Impresa 4.0 Patent Box

Il Patent Box è un’agevolazione del Piano impresa 4.0 che prevede un regime opzionale di tassazione per i redditi che derivano dall’utilizzo di software protetto da copyright, di brevetti industriali, di disegni e modelli, nonché di processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili.

Istituito per la prima volta con la Legge di Stabilità del 2015 (decreto MISE Mef del 29 agosto 2015), nel tempo il Governo ha innalzato la percentuale di riduzione delle aliquote da un iniziale 30% (2015) ad un successivo aumento al 40% (2016), fino ad arrivare al 50% per l’anno in corso (2018).

Il Piano di Impresa 4.0, stanziato dal Governo, ha messo da parte circa 13 miliardi di euro da erogare nel biennio 2018-2020, per favorire le imprese che partecipano alla quarta rivoluzione industriale che porterà alla digitalizzazione dei processi produttivi.

In questo articolo parleremo di:

Patent Box: di cosa si tratta e quali vantaggi può dare

Il Patent Box è una tassazione agevolata sui redditi percepiti in seguito all’utilizzo di determinati beni immateriali come opere di ingegno, brevetti, software protetti da copyright, disegni e modelli, informazioni aziendali ed esperienze tecnico industriali e, fino al 31 dicembre 2016, anche i marchi.

Dal 2017, infatti, il governo Gentiloni ha eliminato da questa agevolazione lo sfruttamento dei marchi per la necessità di uniformare la nostra legge a quelle direttive dell’OCSE, che hanno come scopo quello di rendere uniforme i regimi di Patent Box applicati dagli Stati CE. Non solo, si è voluto anche evitare la concorrenza fiscale dannosa ed il favoreggiamento nei confronti di quelle aziende operanti in settori di attività tradizionali, dove la registrazione dei marchi a livello nazionale è decisamente inferiore.

In pratica la tassazione agevolata altro non è che la detassazione dei redditi sopra descritti che non andranno a far parte della formazione del reddito complessivo per il 50% del relativo ammontare.

Sostanzialmente il Patent Box ha tre principali obiettivi:

  • attrarre investimenti di lungo termine nazionali ed esteri nel mercato italiano, prevedendo appunto una tassazione agevolata su redditi derivanti dall’utilizzo della proprietà intellettuale.
  • incentivare la collocazione in Italia dei beni immateriali attualmente detenuti all’estero da imprese italiane o estere e al contempo incentivare il mantenimento dei beni immateriali in Italia, evitandone la ricollocazione all’estero
  • stimolare l’investimento in attività di Ricerca e Sviluppo

La principale novità sul Patent Box per l’anno 2018, riguarda la percentuale di riduzione che dal 40% è passata al 50%.

In concreto quali sono i vantaggi che può dare il Patent Box?

» Prima di tutto la possibilità di usufruire di un regime opzionale di tassazione agevolata sui redditi
» Tale agevolazione consiste nella riduzione delle aliquote IRES e IRAP del 50% sui redditi d’impresa connessi alluso diretto o indiretto (ovvero in licenza d’uso) di beni immateriali sia nei confronti di controparti terze che di controparti correlate (società infragruppo). Il beneficio è dato a condizione che il contribuente conduca attività di R&S connesse allo sviluppo e al mantenimento dei beni immateriali

Come usufruirne

Per poter usufruire della tassazione agevolata del Patent Box occorre essere un soggetto titolare di reddito d’impresa, il cui reddito derivi dall’utilizzo di beni immateriali. Non è importante la natura giuridica, la dimensione e il settore produttivo di appartenenza. Sono escluse dal beneficio:

  • le società assoggettate alle procedure di fallimento, alle procedure di liquidazione coatta amministrativa e di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi
  • i soggetti, titolari di reddito d’impresa, che determinano il reddito con metodologie diverse da quella analitica (nuovo regime forfetario, tonnage tax, società agricole che esercitano l’opzione per determinare il reddito su base catastale, ecc.)

Il requisito più importante è che il reddito d’impresa sia percepito a seguito di un’attività di ricerca o sviluppo, che produca o implementi questi beni immateriali sia in modo diretto, sia tramite dei contratti di ricerca stipulati con:

– altre società;
– università;
– enti di ricerca;
– altri organismi equiparati.

Ma cosa si intende, esattamente, per attività di ricerca e sviluppo?
L’art. 8 DM chiarisce in dettaglio che devono consistere in:

  • Ricerca fondamentale: ossia l’insieme dei lavori sperimentali e teorici svolti per acquisire nuove conoscenze, che saranno poi utilizzate nella ricerca applicata e nel design
  • Ricerca applicata: quelle attività che hanno lo scopo di sviluppare nuovi prodotti, processi, servizi oppure di migliorare quelli già esistenti, appartenenti al mondo della scienza e della tecnica
  • Design: ossia tutte le attività di ideazione e progettazione di prodotti, processi e servizi, sia per quanto riguarda il loro aspetto esteriore, sia per ogni loro singola parte. Comprende inoltre lo sviluppo dei marchi
  • Ideazione e sviluppo dei software protetti da copyright
  • Ricerche preventive, ricerche di mercato e test, compresi quelli svolti per adottare sistemi anti-contraffazione, il deposito, l’ottenimento e il mantenimento dei relativi diritti, il loro rinnovo e protezione, le attività volte a prevenire e combattere la contraffazione, la contrattualistica

Occorre indicare gli importi nella dichiarazione dei redditi relativa al primo periodo d’imposta per il quale si intende optare per la stessa; tale opzione è valida per cinque anni a partire da quello in cui viene comunicata all’Agenzia delle Entrate. L’agevolazione può essere rinnovabile per un periodo di pari durata ed è irrevocabile.

Nel caso di utilizzo diretto del bene immateriale è obbligatorio attivare un accordo preventivo (accordo di ruling) con l’Agenzia delle Entrate: in tal caso l’agevolazione viene maturata a fronte dell’accordo di ruling. L’accordo di ruling non è obbligatorio se c’è un utilizzo indiretto del bene immateriale e l’efficacia dell’agevolazione parte dall’esercizio dell’opzione.

Come si calcola

Per il calcolo del bonus derivante dal Patent Box occorre distinguere le due possibili situazioni relative all’utilizzo del bene immateriale:

  • utilizzo diretto del bene immateriale: per determinare la misura della deduzione, occorre calcolare il contributo economico che il bene immateriale ha apportato al reddito complessivo dell’impresa. In questo caso è obbligatorio stipulare con l’Agenzia delle Entrate un accordo di ruling. Tale accordo di ruling (tax ruling) è un accordo preventivo, stipulato in anticipo, in ambito fiscale, con il quale si definiscono in contraddittorio i metodi ed i criteri di
    determinazione del reddito agevolabile
  • utilizzo indiretto del bene immateriale: in pratica esiste una concessione in uso a soggetti terzi. In tal caso il reddito è calcolato sulla base dei canoni derivanti dalla concessione in uso del bene al netto dei costi fiscalmente rilevanti. L’azienda ha comunque la possibilità di attivare una procedura di ruling con l’Agenzia delle Entrate qualora l’utilizzo del bene venga realizzato nell’ambito di operazioni con società che direttamente o indirettamente controllano l’impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa (ipotesi di ruling facoltativo)

Fatta questa premessa per effettuare il calcolo dell’agevolazione occorre fare i seguenti passaggi:

  • calcolare il reddito agevolabile derivante dall’utilizzo diretto o indiretto del bene immateriale
  • calcolare il Nexus Ratio, ossia il rapporto tra i costi qualificati come ricerca e sviluppo e i costi complessivi
  • a questo punto si determina la quota di reddito agevolabile facendo il prodotto tra reddito agevolabile e Nexus Ratio
  • Sono escluse dal conteggio del reddito le plusvalenze derivanti dalla cessione degli stessi beni, a meno che almeno il 90% del corrispettivo derivante dalla cessione sia reinvestito in attività di ricerca e sviluppo finalizzate allo sviluppo, mantenimento e accrescimento di altri beni immateriali.

    Per ulteriori approfondimenti sul calcolo del Patent Box si rimanda all’ultima circolare emanata dall’Agenzia delle Entrate che ha esplicitato i vari metodi di calcolo dell’agevolazione (Circolare n. 11/E del 7 aprile 2016)



     

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