Indicatori Sintetici di Affidabilità: una guida per orientarsi

Indicatori Sintetici di Affidabilità: una guida per orientarsi

Gli Indicatori Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA) si inseriscono in una più ampia politica strategica di cambiamento del rapporto tra i contribuenti e l’Amministrazione Finanziaria, tesa a raggiungere una maggiore trasparenza, nuove forme di comunicazione, semplificazione degli adempimenti e una collaborazione tra i due soggetti costante e preventiva.

In pratica, con il passaggio dagli Studi di Settore agli ISA, il legislatore italiano ha voluto porre l’enfasi sul confronto a monte tra fisco e contribuente, piuttosto che sull’accertamento presuntivo post dichiarazione.

Gli Indici di Affidabilità rappresentano una nuova modalità con la quale l’Agenzia delle Entrate potrà “misurare” l’affidabilità fiscale del contribuente. Una vera e propria pagella (con valori da 1 a 10): più alta sarà la valutazione, più il contribuente sarà considerato affidabile per il fisco e, più facilmente, potrà accedere ai premi riservati per i soggetti più virtuosi. In questo articolo cerchiamo di spiegare i molteplici aspetti che caratterizzano i nuovi indicatori fiscali.

Cosa sono gli ISA

Gli Indicatori Sintetici di Affidabilità sono un vero e proprio strumento di compliance fiscale. Il loro valore è ottenuto con una metodologia statistico-economica che, elaborando dati e informazioni, arriva a calcolare una media semplice aritmetica di un insieme di indicatori elementari, rappresentativi dell’affidabilità del contribuente.

Alla fine, viene attribuito al soggetto un Indice Sintetico, il cui valore può oscillare da 1 a 10: più basso sarà il valore dell’indice, minore sarà l’affidabilità fiscale del soggetto, più alto sarà il valore, più alta sarà l’attendibilità fiscale del soggetto esaminato.

L’Indice Sintetico di Affidabilità fiscale (ISA) esprime, quindi, un giudizio di sintesi sull’affidabilità dei comportamenti fiscali del soggetto.

Il contribuente, tramite gli ISA, in fase di dichiarazione dei redditi potrà verificare il proprio grado di affidabilità e accedere al sistema premiale, strettamente legato agli indicatori: come ad esempio, rimborsi fiscali molto veloci, tempi di accertamento e controlli brevi, esclusione da alcuni adempimenti fiscali.

 

Gli indicatori elementari

Per procedere al calcolo degli ISA, per ciascuna attività individuata, vengono prima calcolati una serie di indicatori elementari. Questi sono classificati in due grossi gruppi:

  • Indicatori elementari di affidabilità
  • Indicatori elementari di anomalia

Vediamoli nel dettaglio.

 

Gli indicatori elementari di affidabilità

Questi indicatori misurano quanto attendibili siano le relazioni e i rapporti tra grandezze di natura contabile e strutturale, tipici dell’attività che si sta osservando (in base al Modello di Business); il loro valore varia da 1 a 10.

A questo gruppo appartengono:

  • Ricavi per addetto: misura l’affidabilità dell’ammontare di ricavi, che un’impresa dichiara attraverso il processo produttivo, con riferimento al contributo di ciascun addetto.
  • Valore aggiunto per addetto: misura l’affidabilità del valore aggiunto creato con riferimento al contributo di ciascun addetto.
  • Reddito per addetto: misura l’affidabilità del reddito che un’impresa realizza in un determinato periodo di tempo con riferimento al contributo di ciascun addetto.

Un esempio tipico di questo tipo di indicatori è la durata delle scorte: più questa sarà adeguatamente commisurata alla dimensione strutturale e al volume di affari dell’azienda e maggiore sarà il grado di affidabilità che ne deriva.

 

Gli indicatori elementari di anomalia

Questi indicatori possono rilevare:

    • dati contabili e/o gestionali anomali, che si discostano molto rispetto al settore di riferimento
    • gravi incongruenze che sono da ricondurre a disallineamenti, non giustificabili, tra quanto dichiarato nei modelli ISA, oppure tra questi dati e le informazioni presenti nei modelli dichiarativi e/o di altre banche dati, facendo riferimento a diverse annualità d’imposta

Gli indicatori elementari di anomalia vengono presi in considerazione nel calcolo dell’indice sintetico di affidabilità fiscale solo quando viene rilevata un’anomalia nei dati. I valori di misurazione di questi indici vanno da una scala da 1 a 5, dove 1 indica la presenza di grave anomalia.

 

L’Indice Sintetico di Affidabilità

L’ISA indica il posizionamento del singolo contribuente di affidabilità fiscale, su una scala che va da 1 a 10: in pratica è una media semplice aritmetica degli indicatori elementari di affidabilità e anomalia.

Il contribuente può calcolare l’indice anche per ogni periodo di imposta relativo all’arco temporale (8 anni): in questo modo, ad esempio, in base all’andamento dell’ISA e in caso di un valore molto basso, potrà decidere di apportare delle modifiche ai propri comportamenti fiscali per migliorare il suo profilo contabile e reddituale, già in fase di dichiarazione dei redditi ed accedere così ai relativi premi. Il soggetto può indicare, nella propria dichiarazione, ulteriori componenti positivi, che non risultano dalla propria contabilità, che vanno a migliorare il calcolo degli indicatori elementari, ottenendo così un migliore profilo di affidabilità fiscale.

Con questo meccanismo, vengono raggiunte due finalità importantissime:

      • da un lato, questo sistema permette una valutazione del proprio grado di affidabilità fiscale, anche riferendosi agli anni passati, e migliorare o adeguare così il proprio profilo contabile in sede di dichiarazione dei redditi;
      • dall’altro, poter accedere al meccanismo di premialità, in modo da ottenere agevolazioni, da una parte e, dall’altra, stabilire un rapporto proficuo tra il contribuente e l’Amministrazione Finanziaria.

 

Il Modello ISA

Con la dichiarazione dei redditi 2019 verrà presentato anche il modello ISA. Ad oggi l’Agenzia delle Entrate ha previsto, a seconda delle varie categorie di attività, vari modelli. In particolare:

      • 52 per il Commercio
      • 61 per i Servizi
      • 23 per i Professionisti
      • 37 per le Manifatture
      • 2 per l’Agricoltura

Nel caso di omissione della presentazione del modello ISA o nel caso di comunicazione non corretta o incompleta dei dati, viene applicata la sanzione amministrativa, prevista per le violazioni relative al contenuto e alla documentazione delle dichiarazioni dei redditi, che va da un minimo di 250 euro a un massimo di 2.000 euro.

L’Agenzia, tuttavia, prima di fare una contestazione della violazione, sollecita il contribuente a integrare i dati comunicati o a correggerli spontaneamente. Inoltre, in caso di mancata presentazione del modello ISA, a seguito di un contraddittorio, può procedere all’accertamento induttivo dei redditi, dell’imposta regionale sulle attività produttive e dell’imposta sul valore aggiunto del contribuente.

Come si compila il Modello ISA

Nel modello va anzitutto dichiarato il codice della propria attività prevalente: per inserirlo correttamente occorre far riferimento alla tabella di classificazione delle attività economiche, denominata ATECO 2007, a cui si fa riferimento negli atti e nelle dichiarazioni da presentare all’Agenzia delle Entrate. Questa tabella è disponibile sul sito ISTAT. Nel modello vanno indicati, secondo precise indicazioni, dati di natura contabile ed extracontabile.

I CAF imprese e i professionisti abilitati possono rilasciare, su richiesta del contribuente, l’asseverazione dei dati ossia possono attestare la verifica che le informazioni contabili ed extracontabili, indicate nel modello, siano conformi alle informazioni che risultano dalla contabilità e dalle altre documentazioni.

Per fare un esempio: bisognerà verificare che il costo del venduto e i dati relativi ai beni strumentali e le altre spese corrispondano effettivamente agli importi riferiti dalle scritture contabili. L’asseverazione non può essere effettuata per quelle informazioni per le quali non esistono rilevazioni documentabili che possano attestarne la regolarità.

I quadri del modello e il loro contenuto

Nello specifico, per la compilazione del modello, vanno compilati i diversi quadri di cui è composto. In particolare:

Quadro A – Personale
il primo quadro è relativo alle informazioni sui dati personali, nel quale sono richieste le informazioni relative al personale addetto all’attività (dipendenti, apprendisti, collaboratori, soci, eccetera).
Quadro B – Luoghi
qui l’impresa o il professionista deve indicare le informazioni relative ai locali in si svolge la propria attività. Nel caso in cui il contribuente abbia più luoghi deve compilare un quadro B per ogni unità locale utilizzata.
Quadro C – Elementi Attività
in questo quadro occorre indicare quelle informazioni che aiutano a cogliere le specificità dell’attività svolta. Ad esempio, per le attività del commercio dei libri occorrerà indicare che tipologia di libri si vendono (narrativa, di testo, universitari, hobby, eccetera) e le attività correlate (attività di rilegatura, fotocopisteria, internet point, eccetera).
Quadro E – Dati Revisione
in questa parte del modello si possono indicare alcune informazioni non immediatamente utilizzate per l’applicazione dell’ISA, ma eventualmente utili in sede di revisione, visto che ogni due anni gli indicatori andranno revisionati.
Quadro F e G – Dati Contabili
qui si inseriscono le informazioni relative alla contabilità. Nel quadro F, poi, c’è una sezione dedicata al passaggio tra il regime di cassa e quello di competenza e viceversa. Inoltre è nel quadro F che si può fare l’asservazione dei dati contabili ed extracontabili.

 

Chi deve dichiarare gli ISA

Gli ISA devono essere presentati dalle imprese o dai lavoratori autonomi che svolgono, come attività prevalente, una o più attività tra quelle per le quali risulta approvato un ISA (riferimento allegato 1 del provvedimento nr 23723 gennaio 2019 dell’Agenzia delle Entrate) e che non presentano una causa di esclusione. Per attività prevalente si intende quell’attività che, nel periodo d’imposta, dà il maggiore ammontare di ricavi o di compensi e viene individuata con riferimento ad una stessa categoria di reddito.

Questo significa che, se il contribuente svolge più attività contemporaneamente alcune delle quali in forma d’impresa e altre in forma di lavoro autonomo, dovrà determinare sia l’attività prevalente relativa all’insieme delle attività di impresa, sia quella relativa alle attività svolte in forma di lavoro autonomo. In particolare, se le attività prevalenti per le due categorie reddituali fanno riferimento a ISA differenti, il contribuente applica i diversi ISA approvati per ciascuna di esse; se le attività prevalenti per le due categorie reddituali fanno riferimento a codici attività compresi nello stesso ISA, il contribuente lo deve applicare sia per l’attività di impresa che per quella di lavoro autonomo.

 

I soggetti esonerati dalla presentazione degli ISA

Dall’obbligo di applicazione degli ISA sono state esonerate alcune classi di contribuenti, come ad esempio:

      • coloro che iniziano o cessano l’attività durante il periodo d’imposta
      • coloro che usufruiscono del regime agevolato forfettario
      • i contribuenti che esercitano due o più attività di impresa, che non rientrano nello stesso ISA, se l’importo dei ricavi dichiarati relativi alle attività non rientranti tra quelle prese in considerazione dall’indice dell’attività prevalente supera il 30% del totale dei ricavi dichiarati
      • enti del Terzo settore non commerciali o organizzazioni di volontariato ed associazioni di promozione sociale che applicano il regime forfettario
      • i soggetti che esercitano, in ogni forma di società cooperativa le attività di “Trasporto con taxi” e di “Trasporto mediante noleggio di autovetture da rimessa con conducente” e le corporazioni dei piloti di porto esercenti le attività di trasporti marittimi e per vie d’acqua interne, noleggio di imbarcazioni e servizi connessi

 

Il sistema premiale

Una delle differenze sostanziali tra gli Indici Sintetici di Affidabilità e gli Studi di Settore, sta proprio nel fatto che gli ISA prevedono un sistema premiale: più alto è il grado di affidabilità del contribuente e maggiori sono i benefici a cui questo avrà accesso e diritto. In particolare, i premi previsti dal legislatore sono i seguenti:

      • esonero dall’apposizione del visto di conformità per la compensazione di crediti per un importo che non sia maggiore di 50.000 euro annui, relativamente all’IVA, e per un importo non superiore a 20.000 euro annui, relativamente alle imposte dirette e all’imposta regionale sulle attività produttive
      • esonero dall’apposizione del visto di conformità o dalla prestazione della garanzia per i rimborsi IVA, purché non si superi i 50.000 euro annui
      • esclusione dell’applicazione della disciplina delle società di comodo
      • esclusione degli accertamenti basati sulle presunzioni semplici
      • riduzione dei termini di decadenza per l’attività di accertamento
      • esclusione dagli accertamenti basati sulle presunzioni semplici

 

Conclusioni

È forse troppo presto per poter esprimere una valutazione oggettiva di questo nuovo strumento, visto che la loro prima applicazione coinciderà con la dichiarazione dei redditi di questo anno. Si può, però, esprimere un giudizio sicuramente positivo per le intenzioni, da parte del fisco, di voler superare approcci obsoleti, repressivi e tradizionali come quello tipico dell’accertamento induttivo, a favore di un approccio più moderno e collaborativo, in cui l’Amministrazione Fiscale aiuta e invoglia il contribuente a migliorare il proprio profilo fiscale.



 

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