ISA 2019: la nuova metodologia di calcolo

ISA: nuova metodologia di calcolo

Con la legge del 1 dicembre 2016 nr. 225 il legislatore italiano ha sostituito gli Studi di Settore con gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA): faranno la loro prima comparsa con la dichiarazione dei redditi 2019 (relativa ai redditi 2018). Tante sono le novità apportate da questi nuovi indicatori sia nella metodologia di analisi dei comportamenti, sia nella valutazione degli elementi che devono entrare nel relativo calcolo. Vediamo insieme di fare chiarezza su queste novità.

 

Dagli Studi di Settore agli ISA

La sostituzione degli Studi di Settore con gli Indicatori Sintetici di Affidabilità fiscale rappresenta un vero e proprio cambiamento del rapporto tra il fisco e il contribuente, cambiamento che in realtà meglio risponde alla necessità di attuare il “principio di leale collaborazione fiscale“, sancito dallo statuto del contribuente e dalla giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione Europea.

Ciò che è fondamentalmente cambiato è proprio l’approccio: se, da un lato, gli Studi di Settore avevano l’obiettivo di determinare un livello adeguato di ricavi e comportavano la possibilità, da parte del fisco, di procedere ad accertamenti nel caso di dichiarazioni troppo discostanti da tali livelli, il nuovo sistema degli ISA si sposta da una logica repressiva ad una logica di premialità per i contribuenti più affidabili.

Questo nuovo approccio è giustificato, in realtà, dall’attuazione di una scelta strategica a monte fatta dal nostro Stato in tema fiscale: il fine è quello di orientarsi verso politiche che mirino alla prevenzione dei reati fiscali, piuttosto che alla loro repressione. E questo è stato un lungo cammino, iniziato ormai nel 2014, con vari provvedimenti, come la revisione degli interpelli, dell’abuso del diritto, delle sanzioni penali e amministrative e così via fino ad arrivare ad oggi con l’applicazione degli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale nel rapporto con le piccole e medie imprese.

ISA: l’analisi dei comportamenti dei contribuenti

La nuovissima metodologia introdotta dal legislatore consiste nell’analizzare i comportamenti fiscali dei contribuenti: il principale obiettivo di questa novità sta nel determinare quanto un contribuente sia fiscalmente affidabile e quanto non lo sia. Alla base c’è la costruzione di un dialogo continuo con i rappresentanti delle Associazioni di categoria e degli Ordini professionali, per poter determinare la reale capacità produttiva delle aziende e dei professionisti.

Il tutto ispirato da tre obiettivi principali:

  • semplificare: si è costruito un modello di raccolta dei dati molto più semplice rispetto al precedente, in virtù della riduzione delle informazioni da richiedere al contribuente;
  • integrare: la costruzione degli indici viene fatta integrando i dati forniti dal contribuente con i dati presenti nei vari database a disposizione del fisco, come ad esempio l’Anagrafe Tributaria o i dati raccolti da Istituzioni varie;
  • aggiornare: gli ISA verranno aggiornati ogni 2 anni e verranno presi in considerazione eventi di carattere straordinario, dovuti sia a contingenze di settore sia a cambiamenti di normativa.

 

Le novità nel calcolo dei nuovi indicatori

La costruzione degli Indici Sintetici di Affidabilità segue come obiettivo principale quello di avere stime il più possibile veritiere sulla realtà economica italiana. Molteplici sono i fattori che vi concorrono.

 

La definizione del campione: l’individuazione dei Modelli di Business

Uno degli elementi fondamentali nel calcolo degli ISA è la definizione dei cluster ossia di gruppi omogenei di imprese: questi sono costituiti non su basi strutturali simili fra loro (com’era per gli Studi di Settore), bensì in base al modello organizzativo ovvero in base ai cosiddetti Modelli di Business.

Noto già da tempo al mondo manageriale per essere presente nelle analisi economiche, il concetto di Modello di Business è fortemente rappresentativo dell’operatività di un’impresa sul mercato. Per spiegare meglio: questi modelli rappresentano come l’azienda crea valore per i suoi clienti. Riprendendo la definizione di Alexander Osterwalder, ideatore di questo approccio strategico:

Il Business Model descrive la logica con la quale un’organizzazione crea, distribuisce e cattura valore.”

Le aree che vengono prese in considerazione per creare il Modello di Business di un settore sono:

Proposta di Mercato
detta anche Value Proposition, equivale al valore proposto dall’azienda per i suoi clienti o, meglio, è quel valore in più offerto dall’azienda che fidelizza il cliente e le garantisce il successo nel medio e lungo periodo.
Relazioni di Rete
detta anche Value Network, rappresenta tutta la rete di connessioni che l’azienda stabilisce tra la sua organizzazione interna ed esterna e il suo target di clientela. Può essere rappresentata come una mappa costituita da nodi e connessioni.
Struttura dei costi e dei ricavi
detta anche Value Finance, rappresenta la struttura dei costi e dei ricavi. La prima individua i costi (fissi, variabili, economie di scala e economie di scopo) che l’azienda deve affrontare per mettere in pratica il suo modello di business. La struttura dei ricavi, invece, rappresenta i flussi di ricavi che l’azienda riesce incassare per la vendita di prodotti o servizi verso il target prescelto.
Organizzazione
detta anche Value Architecture, è in pratica tutta la rete di fornitori e partner con cui l’azienda decide di collaborare per realizzare il suo modello di business.

 

La definizione del periodo temporale

Per la definizione del periodo di osservazione e di analisi, è stato deciso di prendere in considerazione un arco temporale pari a 8 periodi di imposta. Questo tipo di scelta, basato su un periodo lungo, permette l’applicazione dei modelli di regressione “Dati Panel” ossia modelli che non si riferiscono all’osservazione di dati e congiunture di un singolo anno, ma vengono osservati i dati per un periodo molto più lungo.

Questo fa sì che, ad esempio, soggetti che sono presenti almeno per un anno nel periodo di osservazione, vengano inclusi nel campione, anche se abbiano cessato l’attività prima dell’ultimo anno considerato. Non solo. I dati Panel riescono a rilevare congiunture che si verificano ciclicamente nei periodi di osservazione, permettendo così di effettuare stime più veritiere sul grado di efficienza produttiva del singolo contribuente. In tal modo non è più necessario applicare, a posteriori, come avveniva per gli Studi di Settore, i correttivi congiunturali meglio conosciuti come “correttivi crisi“.

 

Regressione unica e basi imponibili

Un’altra differenza nel calcolo degli ISA sta nel basare le stime di regressione su tutti contribuenti all’interno dello studio e non sui contribuenti compresi all’interno di ciascun cluster (Studi di Settore). L’analisi prende poi in considerazione più basi imponibili: si valuta non solo il grado di affidabilità dei ricavi (com’era per gli Studi di Settore), ma a questi si aggiungono anche le stime sul valore aggiunto per addetto e sul reddito.

La funzione di stima, inoltre, è cambiata completamente perché si è passato da un metodo di stima della regressione lineare ad uno di tipo logaritmico. Questo si traduce in una migliore interpretazione e applicazione dei coefficienti di regressione. Possiamo, a questo proposito, proporre un esempio esemplificativo:

Regressione Lineare
se il coefficiente di regressione del costo del venduto (CDV) è pari a 1,5 vuol dire che per 1 euro di costo del venduto in più accertato, il contribuente, per essere congruo, deve dichiarare almeno 1,5 euro in più di ricavi. Questo importo non varia in funzione della dimensione aziendale. Sia il piccolo che il grande operatore economico, nel caso indicato, per ogni euro di CDV devono dichiarare entrambi almeno 1,5 euro di ricavi.
Regressione Logaritmica
al contrario, in una funzione logaritmica, se il coefficiente del CDV è pari a 1,5 vuol dire che per ogni 1% in più di CDV il contribuente deve dichiarare almeno un corrispondente incremento di ricavi pari a 1,5%. Il che rende la valutazione ben diversa.

Rispetto alla metodologia di calcolo degli Studi di Settore, questa nuova metodologia è orientata ad evitare che soggetti di dimensione decisamente diverse siano equiparati nella valutazione dei loro ricavi e del loro grado di affidabilità.

 

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