Istruzioni ISA 2020: sintesi e novità nei modelli

Istruzioni ISA 2020: tutte le novità

Novità in materia di istruzioni ISA 2020: imprese e professionisti dovranno adeguarsi alle nuove direttive elaborate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e dal Decreto Rilancio. Tramite la circolare 16/E,  l’Agenzia delle Entrate ha chiarito e illustrato tutte le informazioni utili per la compilazione dei modelli degli indicatori di affidabilità fiscale, da effettuare preventivamente rispetto alle scadenze fiscali. In questo articolo vediamo i punti più importanti del documento.

Una veloce premessa: cosa sono gli ISA

Gli ISA sono uno strumento di compliance che serve a valutare il grado di affidabilità fiscale del contribuente: ottenere valori alti significa essere affidabile fiscalmente e, pertanto, degno di un premio, che agevolerà soprattutto sul fronte dei controlli fiscali. Il punteggio attribuito dagli ISA è un valore che va da 1 a 10 ed è un valore di sintesi ottenuto dal calcolo di una serie di indicatori elementari, che hanno l’obiettivo di “verificare la normalità e la coerenza della gestione aziendale o professionale” di un soggetto (persona fisica o azienda).

Creati in sostituzione degli studi di settore, gli indicatori devono “favorire l’emersione spontanea delle basi imponibili e stimolare l’assolvimento degli obblighi tributari da parte dei contribuenti” (art. 9-bis del D.L 24 aprile 2017, n. 50). Gli ISA sono stati strutturati in modo tale da ridurre notevolmente il carico delle informazioni dichiarative da inoltrare, avvalendosi soprattutto dei cosiddetti dati precompilati che l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione del contribuente nel suo cassetto fiscale (sezione “Consultazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli Indici sintetici di affidabilità fiscale”).

 

ISA 2020: le novità introdotte dal MEF

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha emanato due decreti, uno a dicembre 2019 e uno a febbraio 2020, che hanno introdotto alcuni cambiamenti in tema di ISA. Vediamo i più importanti.

Le novità più salienti apportate dal primo decreto sono le seguenti:

  • 89 modelli ISA sono stati integralmente revisionati.
  • La formula per il calcolo dell’indicatore “Incidenza dei costi residuali di gestione”, applicabile alle attività d’impresa, e dell’indicatore “Incidenza delle altre componenti negative sulle spese”, applicabile alle attività di lavoro autonomo, è stata modificata: il calcolo è effettuato al netto degli oneri per imposte e tasse.
  • È stata prevista una precisa metodologia per poter trattare il passaggio dal sistema contabile di competenza a quello improntato al criterio di cassa (art. 66 del TUIR) e viceversa, in riferimento al periodo d’imposta 2019.
  • Per rispondere sempre di più ad una politica di semplificazione degli adempimenti, nel pacchetto delle informazioni pre-calcolate, sono state eliminate alcune variabili (ad esempio la condizione di “lavoro dipendente” risultante dalla “certificazione unica”, l’importo dei compensi percepiti risultanti dalla “certificazione unica”, reddito relativo al periodo d’imposta precedente, eccetera); questo ha di conseguenza comportato l’eliminazione di alcuni “Indicatori di anomalia” correlati a queste variabili.
  • Sono state approvate le modifiche di 20 ISA (rivisti anticipatamente rispetto alla revisione ordinaria biennale prevista dalla legge), che prendono in esame la particolarità di alcuni settori interessati dall’applicazione di questi indici. Tra questi, ad esempio, alcuni ISA relativi ad attività professionali (relative al lavoro autonomo): la revisione è stata giustificata dalla la variabilità dei compensi registrata fra un anno e l’altro, dovuta alla determinazione del reddito secondo il principio di cassa, alla rigidità dei costi rispetto all’andamento dei compensi, alla concorrenza sul territorio, alle differenti prestazioni svolte spesso a parità di struttura e di costi.

Il decreto di febbraio, invece, oltre a modificare alcuni indici, ha introdotto una nuova causa di esclusione di applicazione degli ISA, che riguarda i soggetti che partecipano a gruppi IVA. Questa esclusione è valida solo per il periodo d’imposta 2019 ed è giustificata dalla necessità di avere maggiori elementi conoscitivi di questa realtà introdotta recentemente. Non avendo ancora a disposizione sufficienti informazioni per una corretta applicazione degli ISA, il ministero ha ritenuto opportuno escludere questi contribuenti: il fatto di appartenere ad un gruppo IVA, infatti, può avere grosse implicazioni nelle dinamiche operative dei soggetti del gruppo stesso.

Le altre novità del decreto in esame sono:

  • l’aggiornamento delle analisi territoriali a livello comunale, necessarie al fine di tenere conto dell’istituzione, soppressione, modifica o ri-denominazione di alcuni comuni, avvenute nel corso del 2019;
  • l’individuazione degli indici di concentrazione della domanda e dell’offerta per area territoriale, al fine tener conto di possibili situazioni di vantaggio o svantaggio competitivo derivante dalla particolare collocazione territoriale;
  • l’individuazione delle misure di ciclo settoriale, per tener conto, in fase di applicazione degli ISA, dell’andamento di eventuali variazioni congiunturali verificatesi nei settori e nei territori;
  • rispetto all’anno precedente, in base ad alcune considerazioni fatte dalla Commissione degli esperti, è stata introdotta una modifica per il calcolo del coefficiente individuale che serve per la stima dei “Ricavi/Compensi per addetto” e del “Valore aggiunto per addetto”.

 

Le novità in tema di istruzioni ISA ai modelli

La circolare dell’Agenzia delle Entrate di giugno 2020 introduce novità significative in tema di modulistica per gli ISA 2020. Per il periodo di imposta 2019 sono stati approvati 175 modelli con le relative istruzioni. Questi modelli riguardano cinque macro categorie:

  1. agricoltura
  2. attività manifatturiera
  3. servizi
  4. attività dei professionisti
  5. commercio

Le istruzioni ISA sono strutturate in modo da prevedere una prima parte, denominata Istruzioni Parte Generale, e le  istruzioni comuni relative ai quadri A (personale), F (dati contabili impresa), G e H (dati contabili lavoro autonomo), valide per tutti gli ISA. Nelle Istruzioni Parte Generale sono state fornite indicazioni valide per tutti gli ISA, utili per la definizione della natura e l’ambito di applicazione con le relative modalità. Nelle istruzioni generali è compresa una tabella che riporta l’indicazione delle varie attività (codici Ateco) e il corrispondente ISA approvato. La consultazione di questa tabella è importante perché, in base all’attività svolta, si capisce subito se è associato un ISA approvato e quindi se si è tenuti alla presentazione del relativo modello. Tutta la documentazione è scaricabile sul sito dell’Agenzia delle Entrate a questo link.

Importanti novità riguardano la compilazione del quadro F – Dati contabili (per le imprese) dove sono state eliminate molte righe non più necessarie per il calcolo degli indicatori di affidabilità fiscale (ad esempio tutte le informazioni relative all’indicazione separata dei ricavi, dei costi e delle consistenze di magazzino relativi alla vendita di beni soggetti ad aggio o ricavo fisso). Le voci “Spese per acquisti di servizi” e “Altri costi per servizi” sono state raggruppate in una sola riga, “Costo per servizi”.

Di fondamentale importanza è poi l’integrazione delle informazioni dichiarate dai contribuenti con quelle pre-calcolate rese disponibili dall’Agenzia delle Entrate: a questo proposito va detto che per il periodo di imposta 2019 sono state eliminate molte informazioni pre-calcolate, tenute invece presenti per l’anno 2018, sempre in un’ottica di semplificazione.

 

I cambiamenti ISA 2020 del Decreto Rilancio

Il Decreto Rilancio si è occupato di ISA nell’articolo 148 – “Modifiche alla disciplina degli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA)”, introducendo misure di carattere eccezionali, che prendono in considerazione la situazione determinata dall’epidemia Covid-19. Le modifiche apportate sono sostanzialmente di due tipi:

  • viene introdotta una nuova modalità di calcolo degli indici che tenga conto delle particolari circostanze insorte a seguito delle difficoltà legate alla situazione economica post Covid-19. L’applicabilità di queste nuove misure è relativa al periodo di imposta 2020 e 2021.
  • Sono state previste diverse modalità di creazione ed elaborazione delle liste dei contribuenti da sottoporre a controllo, da parte dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza, in caso di situazioni a rischio di evasione fiscale.

Per le nuove metodologie di calcolo degli indici, il decreto sollecita analisi ed elaborazioni che si basino sulle banche dati degli enti pubblici (Amministrazione Finanziaria, INPS, Ispettorato nazionale del lavoro e l’Istituto nazionale di statistica) e su quelle acquisibili presso istituti ed enti specializzati nella ricerca e nell’analisi economica. A questi poi vanno aggiunti i dati e le informazioni, utili per una valutazione di crisi, elaborate dalle organizzazioni di categoria e ordini professionali. Il decreto interviene anche sui termini temporali per l’approvazione e l’integrazione degli indici che vengono spostati rispettivamente al 31 marzo e al 30 aprile.

Per quanto riguarda invece le strategie di controllo da parte dell’autorità pubblica, il decreto afferma che l’Agenzia delle entrate e la Guardia di finanza:

  • per il periodo d’imposta 2018, devono tener conto anche del livello di affidabilità fiscale calcolato con l’applicazione degli indici per il periodo d’imposta 2019.
  • per il periodo di imposta 2020, devono tener conto del livello di affidabilità fiscale più elevato derivante dall’applicazione degli indici per i periodi d’imposta 2018 e 2019.

Non è stato invece specificato nulla in riferimento al periodo di imposta 2019.

 

Fonti Articolo
AGENZIA DELLE ENTRATE | CIRCOLARE 16/E del 16/06/2020
GAZZETTA UFFICIALE | DL 34/2020
GAZZETTA UFFICIALE | DECRETO MEF del 24/12/2019
GAZZETTA UFFICIALE | DECRETO MEF del 24/02/2020
GAZZETTA UFFICIALE | DL 50/2017



 

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