L’autofattura ai tempi delle fattura elettronica

Guida alla Fattura elettronica: cos'è e come funziona

lL’autofattura è una fattura a tutti gli effetti, con la particolarità che l’emittente e il destinatario sono la stessa persona/azienda. È un documento istituito dalla normativa sull’IVA e, se emesso da soggetti obbligati alla fatturazione elettronica, deve essere nel formato elettronico e processato dal Sistema di Interscambio. Ci sono dei casi ben specifici nei quali è possibile emettere un’autofattura, rispettando determinate condizioni. In questo articolo cerchiamo di capire meglio cos’è questo documento e approfondiamo gli esempi più utilizzati nella quotidianità.

 

Cos’è e come si emette l’autofattura?

L’autofattura è quella particolare fattura in cui il soggetto passivo che la emette è allo stesso tempo anche il destinatario, in qualità di venditore/cliente oppure come cliente per conto del fornitore. Rappresenta quindi un’eccezione al processo classico, dove normalmente il soggetto che emette la fattura è lo stesso che poi ne riceve il pagamento. Nella contabilità ordinaria, l’emissione di autofattura è richiesta per gestire delle operazioni particolari, quali ad esempio: l’inversione contabile, gli omaggi, l’autoconsumo, lo splafonamento nelle esportazioni esenti IVA e per non incorrere nelle sanzioni per mancata ricezione della fattura o per ricezione di fattura irregolare.

Con l’avvio della fatturazione elettronica obbligatoria, anche le autofatture sono diventate elettroniche. Nelle casistiche ordinarie, l’emissione va quindi fatta sempre nel formato XML, utilizzando il codice identificativo “TD01 – fattura ordinaria”, e – attenzione –  non il codice “TD20 – autofattura” (come verrebbe intuitivo pensare), che si utilizza solo nei casi di ritardo o mancata emissione della fattura elettronica. Con il nuovo tracciato XML, obbligatorio dal 1° gennaio 2021, è stato aggiunto un nuovo codice documento “TD21 – autofattura per splafonamento“, che vedremo di seguito. Come una qualsiasi fattura elettronica, anche l’autofattura va trasmessa al SDI e conservata elettronicamente per 10 anni.

Dal 1 gennaio 2022 diventa obbligatoria l’autofattura elettronica per il reverse charge interno, mentre per quello esterno l’obbligo parte dal 1 luglio 2022.

Come si registra l’autofattura elettronica?

L’autofattura, che sia elettronica o analogica, va registrata facendo riferimento all’oggetto della transazione in questo modo:

  • Per le cessione di beni o prestazioni di servizi specifici (B2C), l’autofattura va:
    • registrata nel registro delle fatture emesse entro il 15° giorno del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.
    • annotata nel registro degli acquisti prima della liquidazione periodica o della dichiarazione annuale nella quale viene esercitata la detrazione
  • Per le prestazioni di servizi generici (B2B), l’autofattura va:
    • registrata nel registro delle fatture emesse entro il termine di emissione, con riferimento al mese di effettuazione dell’operazione.
    • annotata registro degli acquisti prima della liquidazione periodica o della dichiarazione annuale nella quale viene esercitata la detrazione.

La sua contabilizzazione va fatta neutralizzando l’IVA a debito (nel registro delle vendite) con l’IVA a credito (nel registro degli acquisti).

 

Quando si emette autofattura

L’autofattura va emessa in momenti diversi a seconda dell’oggetto della transazione. La legge di riferimento per l’emissione e la registrazione è il DPR 633/72. Se l’autofattura viene emessa per la cessione di beni, l’emissione deve coincidere con la stipulazione del contratto, se riguarda beni immobili, e nel momento della consegna o spedizione, se riguarda beni mobili.
Se l’autofattura ha come oggetto la prestazione di servizi, occorre distinguere tra servizi generici e servizi specifici. In particolare:

  • Servizi generici: sono quelli che il soggetto IVA fornisce ad altri soggetti passivi, quindi tipicamente le transazioni B2B; in questo caso l’autofattura va emessa nel momento in cui le prestazioni sono fornite e ultimate. Qualora la fornitura di servizi fosse periodica o continuativa, l’autofattura va emessa al momento in cui maturano i corrispettivi.
  • Servizi in deroga o specifici: sono quelli che il soggetto IVA fornisce nei confronti di soggetti che non hanno partita IVA e quindi tipicamente nelle prestazioni B2C (ad esempio le perizie, le prestazioni di agenzia, la fornitura di alloggio nel settore alberghiero, il trasporto di passeggeri, i servizi di ristorazione e di catering, eccetera); in questo caso l’autofattura va emessa nel momento in cui viene effettuata l’operazione ossia all’atto del pagamento del corrispettivo.

 

Esempi di autofattura: i casi più frequenti

Autofattura e reverse charge

Per le transazioni con venditori esteri, la fattura ricevuta va integrata con l’importo dell’IVA, che ovviamente è mancante. Questa integrazione consiste nell’aggiungere all’imponibile, già presente nel documento, l’aliquota IVA, il totale IVA e il totale fattura. In questo caso, detto reverse charge esterno, se il venditore ha sede in un paese della CE, l’acquirente italiano può fare un’autofattura, anche solo cartacea: per le operazioni transfrontaliere, infatti, non è previsto l’obbligo di fattura elettronica. Esiste, di contro, l’obbligo di trasmettere telematicamente, all’Agenzia delle Entrate, i dettagli delle operazioni tramite l’esterometro.

Un altro caso di inversione contabile è quello relativo a transazioni di merci o servizi particolarmente a rischio di evasione fiscale tra operatori italiani: il cosiddetto reverse charge interno. In questo caso, il fornitore emette una fattura elettronica inserendo come Tipodocumento il codice TD16 (integrazione fattura reverse charge interno) con uno dei codici natura “N6.x – inversione contabile – …” (vedi tabella nuovi codici); il destinatario deve provvedere a integrare questa fattura con l’importo dell’IVA.

Autofattura per omaggi

Con l’introduzione della fattura obbligatoria, ci si è chiesti come comportarsi per gli omaggi. Anzitutto va detto che, per legge, non è obbligatorio emettere fattura se l’importo totale della merce in omaggio ha un valore inferiore a 25,82 €. Se, invece, questo importo viene superato, il cedente deve emettere autofattura per provvedere alla liquidazione dell’IVA.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che queste autofatture devono essere considerate a tutti gli effetti delle normali fatture e, quindi, devono essere emesse in formato elettronico (codice TD01), inviate al SDI e conservate elettronicamente.

 

Autofattura per autoconsumo

Per autoconsumo si intende il consumo interno all’azienda di alcuni beni e/o servizi, per uso personale/famigliare o in caso di cessazione di attività (in questo caso tutti i beni dell’azienda vengono girati all’imprenditore, quindi, a questo auto fatturati). Anche per queste operazioni, soggette ad IVA a tutti gli effetti, è prevista l’emissione di un’autofattura elettronica (codice TD01), inviata al Sistema di Interscambio e conservata elettronicamente.

 

Autofattura denuncia per mancata ricezione della fattura o per fattura irregolare

Quando il fornitore non emette la fattura elettronica e trascorrano oltre 4 mesi dall’effettuazione dell’operazione, il cliente deve regolarizzare l’operazione emettendo autofattura elettronica per mancato ricevimento da trasmettere al SDI. Solo così può evitare di incorrere nella sanzione amministrativa di mancata emissione pari al 100% dell’imposta (con un minimo di 250 euro).

Lo stesso avviene nel caso di ricezione di una fattura irregolare. Entro 30 giorni dal ricevimento della fattura errata, il destinatario deve provvedere alla relativa correzione tramite autofattura integrativa con relativo versamento dell’IVA dovuta. In ogni caso, solo in questi due casi di autofattura elettronica si può utilizzare il codice documento TD20 – autofattura. Il relativo file XML verrà poi regolarmente trasmesso al Sistema di Interscambio e conservato elettronicamente.

Autofattura per splafonamento: codice documento TD21

Dal 1° gennaio 2021, come detto prima, il tracciato della fattura elettronica è cambiato: sono state introdotte alcune novità tra cui nuovi codici natura IVA e tipo documento. Per l’autofattura, oltre al codice TD20, il nuovo file XML permette l’indicazione del codice TD21 Autofattura per splafonamento. Questa tipologia di documento riguarda le aziende che esportano abitualmente senza l’applicazione dell’IVA.

Nel modello della dichiarazione d’intento, da trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate, oltre agli altri dati viene indicato il plafond da rispettare per un anno. Quando questa somma viene per errore superata, l’esportatore può regolarizzare la sua posizione tramite l’emissione della autofattura per splafonamento da emettere al momento in cui si rileva lo splafonamento oppure entro il 31 dicembre dell’anno in cui viene superato il plafond; L’autofattura per splafonamento deve contenere:

  • gli estremi identificativi di ciascun fornitore;
  • il numero progressivo delle fatture ricevute;
  • l’ammontare che eccede il plafond;
  • l’IVA da pagare sull’eccedenza tramite F24, con i relativi interessi.

Questa fattura va poi annotata annotare sia nel Registro delle vendite che nel Registro degli acquisti.

Autofattura agricola

Un altro caso in cui si emette autofattura è relativo agli acquisti effettuati presso un imprenditore agricolo in regime di esonero. In pratica le imprese agricole che non fatturano più di 7.000 euro all’anno e il cui fatturato è costituito per i due terzi dalla vendita dei prodotti agricoli, possono adottare un regime esente IVA: l’unico obbligo in capo a questi imprenditori è quello di conservare tutte le fatture di acquisto e tutte le autofatture emesse dai loro clienti a seguito di vendita di prodotti agricoli.

I soggetti passivi che acquistano da azienda agricole in regime di esonero IVA devono essi stessi emettere autofattura al momento dell’acquisto. Nel documento contabile occorre inserire l’imponibile e l’aliquota IVA di compensazione ossia l’aliquota IVA abbattuta dalla relativa percentuale di compensazione.

Con questa tipologia di autofattura, l’IVA viene scorporata dal totale della fattura: pertanto il cliente paga solo l’imponibile all’azienda agricola. Tale fattura poi dovrà essere registrata dall’emittente nei propri Registri sezionali di acquisto.

 

Come annullare una autofattura elettronica

Nel momento in cui l’autofattura elettronica viene inviata al Sistema di Interscambio e viene regolarmente processata (quindi non viene scartata), la fattura si considera emessa e non è più possibile procedere al suo annullamento. Come per qualsiasi altra fattura elettronica, in caso in cui occorre effettuare delle correzioni occorre emettere una nota di variazione (nota di credito o debito) da trasmettere sempre al SdI.

 



 

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