News dal mondo IT e su contabilità, tasse e contributi

Commercialisti di successo si diventa

Il commercialista in digitale: innovazione in corso

 

Diventare commercialisti “digitali” per essere più competitivi?
Ebbene sì, oggi la risposta non può che essere positiva!

La rivoluzione digitale – che caratterizza l’attuale momento storico – permette a ogni professionista di distinguersi con un proprio sito web ricco di contenuti, di utilizzare i social media per entrare in contatto con nuovi clienti, di utilizzare una moltitudine di nuovi strumenti per crearsi una notorietà ed un’immagine di successo.

 

ICT E COMMERCIALISTI: LO STATO DELL’ARTE IN ITALIA

I commercialisti italiani sono – in media – soddisfatti delle loro dotazioni informatiche: l’utilizzo di software validi e ben strutturati permette loro di vantare un’ottima efficienza complessiva.

Elemento strategico trainante dello sviluppo delle soluzioni informatiche attuali (sia contabili sia fiscali) è il paradigma dell’integrazione studio-cliente, dove l’ICT (information and communication technology) viene vista come abilitante per instaurare una nuova modalità di comunicazione commercialista-cliente, per offrire inediti servizi e per fidelizzare i clienti già acquisiti.

Così, i migliori software di produttività sono ottimizzati e integrati a piattaforme web per lo scambio di documenti: ad esempio, direttamente dalla contabilità o dal programma dichiarativo, il commercialista può pubblicare i documenti contabili e fiscali generati dal sistema, che saranno sempre leggibili ai suoi clienti (provvisti di accessi accuratamente protetti). Un esempio per tutti è il nostro sistema StudioWEB che genera automaticamente un sito di servizi.

 

IL PASSO SUCCESSIVO PER LO STUDIO DI SUCCESSO

Gestiti al meglio i processi interni, saper veicolare la propria professionalità sul web diventa il fattore vincente grazie al quale il commercialista (da sempre punto di riferimento dell’innovazione per le sue aziende clienti) può costruire una rete di relazioni più ampia e solida e monitorare da vicino la propria reputation.

Un’opportunità da cogliere subito per rinnovarsi e affrontare le nuove sfide con la massima efficienza: ma come fare in concreto?

 

DIGITALSFERA+DATALOG: I CORSI ACCREDITATI CNDCEC

Datalog insieme a Digital Sfera ha messo a punto un programma di incontri a Milano che affrontano nel dettaglio le nuove modalità di comunicazione digitale, dando ad ogni partecipante degli spunti pratici per essere subito operativo, chiarire i dubbi sull’argomento e migliorare in breve tempo la propria notorietà sul web.

I corsi sono accreditati dal CNDCEC – Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili – e sono riconosciuti ai partecipanti crediti formativi per ogni modulo: sul sito di Digital-sfera.com trovate le date esatte e tutte le altre informazioni.

 
 

Siete interessati a questo evento? Contattateci subito! I posti sono limitati …

 

Cookie Law: panoramica sulla normativa

Cookie Law: overview sui nuovi adempimenti normativi

Dal 3 giugno 2015 la maggior parte dei siti web attualmente online (ma direi tutti) devono adattarsi alla Cookie Law: un nuovo adempimento, normato dal Garante della protezione dei dati personali, in adeguamento ad una precedente normativa europea.

 

LA COOKIE LAW IN BREVE

 
Per avere una panoramica completa di quanto richiesto dalla nuova normativa e un elenco di cosa dovete fare, potete cliccare su questo link : troverete un articolo che vi spiegherà esattamente che cosa sono i cookie e vi aiuterà a capire in quale ‘categoria’ rientrate (essenziale per applicare sul vostro sito le modifiche richieste).

Nello stesso articolo trovate anche tutti i riferimenti normativi, mentre, sullo stesso sito, potete anche leggere un articolo successivo che documenta i chiarimenti del Garante (pubblicati il 05/06/2015, sempre con link diretto alla normativa ufficiale).

Nel seguito vediamo come mai questa normativa è stata tanto discussa, nonostante il Garante abbia previsto un periodo finestra di ben un anno (appena trascorso), per consentire a webmaster e gestori di siti di adeguarsi.

 

LA POLEMICA INDOTTA DALLA COOKIE LAW

 
L’entrata in vigore della cookie law ha creato non poche polemiche: in particolare, i punti oggetto di forte disappunto (anche dopo la pubblicazione dei chiarimenti) da parte della comunità online sono essenzialmente due.

 

Cookie di profilazione di terze parti

    La normativa impone che se il sito include oggetti (tipo widget sociali, adsense, video …) di terze parti che installano cookie profilanti, il sito stesso è tenuto a rilevare il consenso dell’utente, riportando nella propria cookie policy i link a tutte le specifiche cookie policy delle terze parti, aggiornate, nelle quale l’utente potrà eventualmente revocare il consenso.

    In altre parole, se sul sito avete un banner Adsense, lo dovete bloccare fino a quando l’utente non presta il consenso espresso a visualizzarlo: fortunatamente, l’utilizzo dell’informativa breve tramite banner permette sia di avvisare l’utente in modo preventivo, sia di acquisirne tacitamente il consenso nel momento in cui l’utente chiude il banner e prosegue la navigazione.

    Ciò nonostante, l’orientamento del garante in questo senso è da molti considerato troppo rigoroso, in quanto non si preoccupa delle dinamiche quotidiane della rete e obbliga i gestori di siti web a sviluppi onerosi per controllare anche i cookie di terze parti.

 

Adeguamento dei siti Extra UE

    Il Garante sostiene che un qualsiasi sito, se visitato da un utente italiano sul cui pc vengono installati dei cookie, deve adeguarsi.

    Questa risulta l’affermazione che webmaster e gestori di siti ritengono irrealizzabile: “voler obbligare ogni sito della Rete mondiale ad adeguarsi alla cookie law qualora a visitarlo sia un utente italiano.” (rif. www.mrwebmaster.it).

 

L’INFOGRAFICA DEL GARANTE

    Per rendere ancora più chiaro l’argomento, il Garante ha pubblicato L’infografica sopra riportata (che abbiamo usato come immagine principale dell’articolo), reperibile anche all’indirizzo http://www.gpdp.it/cookie.

 
 

La community dei webmaster, giustamente, ritiene che sarebbe stato meglio che la UE adottasse altre misure, come ad esempio riunire ad un tavolo Google, Facebook, Twitter e gli altri maggiori player, chiedendo loro di vincolare i servizi di profilazione al consenso per l’utenza Europea.

In questo modo, piccole aziende e professionisti italiani ed europei (che non possono accedere a grandi investimenti quando si parla di web) non sarebbero stati obbligati a modificare i propri siti per adeguarsi alle richieste (tecnicamente anche molto complesse) della normativa.

 
 
 

Fonti dell’articolo:
http://www.digital-sfera.com
http://www.mrwebmaster.it
http://www.garanteprivacy.it

IMU terreni al 10 febbraio

Un decreto legge ha stabilito che la nuova scadenza per il pagamento dell’IMU per i terreni è fissata al 10 febbraio, perché la vecchia scadenza del 26 gennaio è stata sospesa dal Tar Lazio. I terreni considerati “montani” dall’Istat diventano tali anche per il Fisco ed escono dall’ambito di applicazione dell’Imu.

La nuova scadenza di febbraio riguarda i proprietari di terreni nei 652 Comuni classificati come “parzialmente montani” dall’Istat, a meno che si tratti di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali. Le situazioni dovranno comunque essere valutate attentamente e caso per caso.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Iva della PA all’erario dal 01.01.2015 – “Split Payment” – Regime transitorio fino al 31.03.15

Per l’IVA della PA all’erario dal 01.01.2015, è in preparazione il decreto di attuazione delle nuove disposizioni in materia di scissione dei pagamenti, il cosiddetto split payment, previste per la Pa dalla legge di stabilità: le pubbliche amministrazioni acquirenti di beni e servizi dovranno versare direttamente all’erario l’Iva a loro addebitata dai fornitori.

Lo schema di decreto di attuazione prevede che la scissione dei pagamenti si applica alle operazioni fatturate a partire dal 01.01.2015. Il Mef, tuttavia, ha previsto un regime transitorio per le PA fino al 31.03.2015, termine ultimo per l’adeguamento dei sistemi informativi

Fonte: Il Sole 24 Ore

IMU TASI per Enti non Commerciali: dichiarazione al 1° dicembre

Gli Enti non Commerciali dovranno presentare entro il prossimo 1° dicembre (scadenza prorogata in quanto il 30 novembre è domenica) la dichiarazione IMU TASI relativa agli anni 2012 e 2013.

Il dipartimento delle Finanze ha pubblicato venerdì 21 novembre alcuni chiarimenti sotto la forma ormai abituale delle Faq, cioè di risposte ai quesiti più frequenti ricevuti dai contribuenti.

Viene precisato che l’appuntamento del 1° dicembre riguarda solo gli immobili che hanno i requisiti per l’esenzione (totale o parziale), mentre gli enti del terzo settore che hanno immobili imponibili, ad esempio perché dati in locazione, avrebbero dovuto seguire le regole ordinarie.

L’invio della dichiarazione per gli immobili esenti è solo telematico.

 

Bollo virtuale: nuovo modello telematico

E’ stato pubblicato il nuovo modello per l’imposta di bollo virtuale che dovranno compilare solamente i soggetti autorizzati (indicati dall’articolo 15 Dpr n. 642/72).

Banche, assicurazioni, notai, camere di commercio e tutti gli altri soggetti che sono stati autorizzati al pagamento del bollo virtuale, dovranno inviare telematicamente entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento il nuovo modello, messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate (la prima scadenza sarà quindi il prossimo il 31.01.2015, per il 2014).

Ricordiamo che i soggetti non autorizzati godono invece delle semplificazioni previste dal decreto del 17.06.2014 (valido dal 27.06.2014 per i bolli da applicare alle fatture elettroniche, quindi anche per la PA) e possono pagare i bolli virtuali direttamente a saldo. Questi soggetti dovranno infatti versare l’imposta sui “documenti informatici fiscalmente rilevanti” (ad esempio, le fatture inviate via E-mail, elettroniche e non), tramite il modello F24 telematico: l’importo da pagare sarà calcolato a consuntivo entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio.

La nuova dichiarazione riguarda così solo il bollo virtuale che richiede di essere applicativo da soggetti autorizzati, su documenti quali, per esempio, blocchetti di assegni, estratti conto, comunicazioni dei prodotti finanziari o di deposito titoli.

Fonte: Il Sole 24 Ore

F24 cartaceo ancora possibile

In quali casi è ancora possibile utilizzare il modello F24 cartaceo?

Il versamento della seconda rata di acconto delle imposte in scadenza il 1° dicembre presuppone la gestione del modello F24 anche da parte dei privati; le regole sono cambiate dal 1° ottobre scorso e ne riportiamo le caratteristiche principali:

se il saldo dell’F24 è pari a zero per effetto di compensazioni di debiti e crediti, il modello va presentato solo tramite i canali telematici messi a disposizione dall’Agenzia (F24 online, l’F24 web o l’F24 cumulativo);
se il saldo dell’F24 riporta un debito per un importo superiore a 1.000 euro, il pagamento deve avvenire in via telematica con i canali delle Entrate o tramite gli intermediari della riscossione convenzionati con l’Agenzia (banche, Poste e agenti della riscossione);
– il modello cartaceo resta utilizzabile solo se la delega chiude a debito per un importo non superiore alla soglia di 1.000 euro.

Le Entrate con la circolare 27/E del 2014 hanno spiegato quando eccezionalmente è ancora possibile presentare l’F24 cartaceo. Nel documento si dice che i contribuenti senza partita Iva che al 1° ottobre scorso avevano in corso versamenti rateali di tributi e contributi possono continuare a usare il modello cartaceo per i versamenti delle rate successive fino al 31 dicembre 2014. Per questo, in una logica di semplificazione, sarebbe apprezzabile se venisse chiarito che anche per il secondo acconto 2014 l’utilizzo del modello cartaceo resta consentito.

Ad oggi non è peraltro prevista una sanzione specifica per la violazione dell’errato canale per il pagamento delle imposte tramite F24. È quindi da ritenere che il pagamento allo sportello bancario del secondo acconto 2014, che avrebbe invece dovuto transitare attraverso uno dei canali telematici, sia un (eventuale) errore che non dovrebbe comportare alcuna irrogazione di sanzione.

Fonte: Il Sole 24 Ore