Guida al nuovo Patent Box

Patent box

Il patent box è un regime agevolativo opzionale istituito per incentivare gli investimenti in beni immateriali come i software coperti da copyright, brevetti industriali, disegni e modelli, utilizzati nello svolgimento della propria attività di impresa. Permette di maggiorare le spese ammesse, ai fini delle Imposte sui redditi e dell’Imposta regionale sulle attività produttive.

È stato istituito dalla Legge di stabilità del 2015 (L. 190/2014) con l’obiettivo di incentivare gli investimenti in ricerca e sviluppo, ma anche di evitare artificiose delocalizzazioni del reddito imponibile dai Paesi dove è generato il valore a favore di Stati caratterizzati da una fiscalità agevolata, come raccomandato dall’OCSE.

In questo articolo vediamo come funziona questo incentivo di tassazione agevolata sui beni immateriali.

 

Nuovo regime patent box cos’è

Il patent box è un regime di tassazione agevolata che prevede la deducibilità del 110% (nella versione precedente la percentuale era pari al 90%) per i costi di ricerca e sviluppo sostenuti nello svolgimento delle attività rilevanti relative a beni immateriali utilizzati direttamente o indirettamente per l’attività d’impresa. Questi beni possono essere:

  • software protetti da copyright
  • brevetti industriali, inclusi quelli per invenzione, le invenzioni biotecnologiche e i relativi certificati complementari di protezione, e i brevetti per modello d’utilità, nonché i brevetti e certificati per varietà vegetali e le topografie di prodotti a semiconduttori;
  • disegni e modelli giuridicamente tutelati (rispetto al precedente patent box sono stati esclusi i marchi di impresa e il knowhow);
  • due o più dei beni ai punti precedenti, purché siano collegati fra loro da un vincolo di complementarietà, tale da presupporre l’uso congiunto degli stessi per la realizzazione di prodotti o processi.

 

Con il patent box l’azienda investitrice può recuperare le spese di ricerca e sviluppo che ha sostenuto negli otto periodi d’imposta precedenti, maggiorandole del 110%, nel periodo di imposta in cui il bene immateriale agevolabile ottiene un titolo di privativa industriale (c.d. meccanismo premiale).

 

L’incentivo previsto è in pratica una diminuzione delle imposte sui redditi, IRES e IRPEF, e dell’IRAP.

 

Come funziona il patent box

Il 15 gennaio 2022 l’Agenzia delle Entrate ha emanato il provvedimento nr 48243 con le disposizioni di attuazione dell’agevolazione. Per poter usufruire dell’agevolazione prevista dal patent box, l’investitore deve esercitare l’opzione nella sua dichiarazione dei redditi. L’opzione ha durata di 5 anni ed è rinnovabile e irrevocabile. Gli investitori possono autodeterminare l’agevolazione che gli spetta, se predispongono una documentazione idonea che indichi tutti i dettagli previsti dal provvedimento dell’Agenzia. Per p

Per chi ha presentato la domanda per il precedente patent box, è possibile esercitare l’opzione per il nuovo patent box, ma è necessario inviare comunicazione all’ufficio dove è stata attivata la precedente opzione, tramite PEC o raccomandata A/R. In questa dichiarazione si deve esprimere in modo irrevocabile la volontà a rinunciare alla prima opzione.

 

Quali sono le attività rilevanti ai fini del patent box

Le attività rilevanti comprendono le attività classificabili come:

  • ricerca industriale e sviluppo
  • innovazione tecnologica
  • design e ideazione estetica
  • tutela legale dei diritti sui beni immateriali

Inoltre sono considerate attività rilevanti anche quelle che l’investitore svolge tramite contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati, purché coordinate dall’investitore stesso.

 

 

Spese patentabili dell’agevolazione

Il nuovo regime patent box permette di maggiorare del 110% le spese sostenute per lo sviluppo, l’accrescimento, il mantenimento, la protezione e lo sfruttamento dei beni immateriali agevolabili. Le spese patentabili sono le seguenti:

  • spese per il personale dipendente o come collaborazione impiegato per lo svolgimento dell’attività rilevanti;
  • quote di ammortamento, quote capitale dei canoni di locazione finanziaria, canoni di locazione operativa e altre spese relative ai beni mobili strumentali e ai beni immateriali utilizzati nello svolgimento delle attività̀ rilevanti;
  • spese per servizi di consulenza e simili effettuate esclusivamente per le attività rilevanti;
  • spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nelle attività rilevanti;
  • spese connesse al mantenimento dei diritti su beni immateriali agevolati, al rinnovo degli stessi a scadenza, alla loro protezione, anche in forma associata, e quelli relativi alle attività di prevenzione della contraffazione e alla gestione dei contenziosi finalizzati a tutelare i diritti medesimi.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito nel provvedimento che queste spese vengono considerate nel loro ammontare fiscalmente deducibile e sono imputate a ciascun periodo di imposta in base al principio di competenza, a prescindere dal tipo di regime contabile in cui si trova l’investitore.

 

Chi può usufruire del patent box

I soggetti che possono accedere all’agevolazione prevista dal patent box sono i soggetti titolari del reddito d’impresa, inclusi coloro che non risiedono in Italia, ma in un Paese con il quale è in atto un accordo per evitare la doppia imposizione e con il quale ci sia un scambio di informazione effetto, che opera tramite stabile organizzazione sita nel territorio italiano. Non è richiesta una particolare natura giuridica dell’investitore, nemmeno limiti di dimensioni oppure particolari settori produttivi di appartenza.

In particolare il nuovo regime include i seguenti soggetti:

  • le società per azioni e in accomandita per azioni, le società a responsabilità limitata, le società cooperative e le società di mutua assicurazione, nonché le società europee (Regolamento (CE) n. 2157/2001) e le società cooperative europee (Regolamento (CE) n. 1435/2003) residenti nel territorio dello Stato;
  • gli enti pubblici e privati diversi dalle società, nonché i trust, residenti nel territorio dello Stato, che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali;
  • gli enti pubblici e privati diversi dalle società, i trust che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale.

 

I soggetti esclusi dall’agevolazione del patent box

Non possono invece godere di questa particolare tassazione agevolata:

  • i soggetti che hanno in corso un procedimento di fallimento, liquidazione coatta amministrativo e amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi (a meno che la procedura abbia come fine la continuazione dell’attività dell’impresa);
  • i soggetti che determinano il reddito in modo catastale o forfettario.

Nel caso in cui una delle cause ostative sopraggiunga dopo aver esercitato l’opzione per l’agevolazione questa viene meno a decorrere dall’inizio del periodo di imposta in cui la condizione si verifica.

 

Documentazione da predisporre per il patent box

L’investitore può presentare una documentazione idonea che riguardi le attività rilevanti e le spese sostenute per il loro svolgimento. Predisponendo questa documentazione il contribuente si avvale del regime della penalty protection ossia non può essere passibile di sanzione per dichiarazione infedele, nel caso in cui durante i controlli ci fossero rettifiche che comportano un pagamento di imposta più alto oppure un minor credito d’imposta.

Questa documentazione, come spiega il provvedimento dell’Agenzia, è articolato in due sezioni:

  1. Sezione A: è la sezione dove si descrive il contesto operativo e funzionale dell’azienda, facendo riferimento soprattutto alla tipologia e alle modalità di svolgimento delle attività rilevanti; in riferimento a ciascun periodo di imposta di applicazione del nuovo regime patent box, occorre riportare le seguenti informazioni:
    • struttura partecipativa dell’impresa;
    • attività rilevanti, anche se commissionate a terzi indipendenti;
    • modello organizzativo dell’impresa;
    • relazione tecnica delle attività rilevanti svolte;
    • funzioni, rischi e beni dell’impresa.
  2. Sezione B: questa sezione ha l’obiettivo di validare, supportare e giustificare, sotto il profilo contabile e fiscale, quanto esposto nella sezione A e consente, quindi, di riscontrare la quantificazione del beneficio; pertanto la sezione, in relazione a ciascun periodo di imposta di applicazione del nuovo regime patent box, riporta le seguenti informazioni utili a calcolare la base su cui applicare la maggiorazione:
    • spese agevolabili sostenute in riferimento a ciascun bene immateriale;
    • variazioni fiscali direttamente e indirettamente riferibili ai beni immateriali oggetto di agevolazione.

Il contribuente che voglia usufruire della penality protection ha l’obbligo di comunicare ogni anno, nella dichiarazione dei redditivi relativa al periodo d’imposta per il quale ottiene l’agevolazione, che è in possesso di questa documentazione (FAQ del 24 novembre 2023 dell’Agenzia delle Entrate).

Per le micro-imprese e le PMI è prevista la possibilità di predisporre la documentazione ideonea in forma semplificata.

La documentazione deve essere firmata dal un legale rappresentante o da un suo delegato tramite firma elettronica con marca temprale, da apporre entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi.

 

Fonti articolo
GAZZETTA UFFICIALE | L 190/2014
GAZZETTA UFFICIALE | L 234/2021
AGENZIA DELLE ENTRATE | Provvedimento nr 48243 del 15/02/2022

 



 

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