Piano Transizione 4.0: cos’è e cosa prevede

Piano Transizione 4.0: cos'è e quali obiettivi ha

Il Piano Transizione 4.0 è la nuova politica industriale del Paese, che rinnova gli incentivi e le agevolazioni fiscali per le imprese che investono in innovazione fino al 31 dicembre 2022. Sostituisce i precedenti Impresa 4.0 e Industry 4.0, con un piano di investimenti dove il sostegno alle imprese viene erogato sotto forma di credito d’imposta finalizzato alla realizzazione di investimenti in beni strumentali, formazione 4.0 e ricerca e sviluppo.

Ha come obiettivo il rafforzamento dell’innovazione tecnologica e digitale del sistema industriale ed imprenditoriale italiano: come affermato dal Ministro Patuanelli nella presentazione del piano, con questo nuovo piano l’Italia va verso una “nuova politica industriale 4.0, più inclusiva e attenta alla sostenibilità“.

In questo articolo vediamo come nasce il Piano Transizione 4.0 e quali sono gli obiettivi e gli stanziamenti previsti dal Governo.

 

Cos’è il Piano Nazionale Transizione 4.0

Il Piano Nazionale Transizione 4.0 è stato introdotto dalla legge di Bilancio 2020 ( L. n. 160/2019) che ha messo in atto una vera e propria riforma degli incentivi fiscali già introdotti dal Piano “Industria/Impresa 4.0”. Il governo ha voluto dare particolare attenzione all’innovazione sostenibile (sollecitata in gran parte dal Green Deal Europeo) e supportare in modo più mirato la ricerca nelle attività di punta del made in Italy, quali il design e ideazione estetica, fondamentali nei settori tessile e moda, calzaturiero, occhialeria, orafo, mobile e arredo e ceramica.

È un piano investimenti che ha una durata di 2 anni (anche se le misure previste si applicano agli investimenti effettuati a partire dal 16 novembre 2020), 2021 e 2023, con consegna dei beni massimo fino al giugno 2023. Le percentuali di aliquota di credito d’imposta variano a seconda del tipo di investimento che l’impresa effettua.

 

Cosa rientra nel Piano Transizione 4.0

La riforma apportata dal Piano Transizione prevede un vero e proprio riassetto delle agevolazioni fiscali riprogrammate su base pluriennale. Di seguito le principali azioni previste.

 

  1. CREDITO D’IMPOSTA PER GLI INVESTIMENTI IN BENI STRUMENTALI

L’agevolazione è destinata a quelle aziende che fanno investimenti acquistando nuovi beni strumentali, materiali e immateriali, che servono per la trasformazione tecnologica e digitale dei processi di produzione e sono destinati a strutture produttive site nel territorio italiano. L’incentivo prevede diverse aliquote di credito connesse alla tipologia del bene oggetto dell’investimento; questa misura ha sostituito il superammortamento e iperammortamento.

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  1. CREDITO D’IMPOSTA PER INVESTIMENTI IN RICERCA, SVILUPPO, INNOVAZIONE E DESIGN

L’agevolazione è destinata a quelle imprese che investono in ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica per essere sempre più competitive nel mercato e supportare i processi di transizione digitale e nell’ambito dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale. Include anche la transizione ecologica, l’innovazione tecnologica 4.0 e altre attività innovative che stimolano la competitività delle imprese; questo incentivo è andato a sostituire il vecchio credito d’imposta per lo sviluppo e la ricerca.

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  1. CREDITO D’IMPOSTA PER FORMAZIONE 4.0

L’agevolazione è destinata alle aziende che investono nella formazione del personale per quelle materie che hanno come oggetto le tecnologie volte alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese. Per questo incentivo il Piano Transizione è intervenuto per la proroga estendendo la misura fino all’anno 2022 e ha incluso ulteriori tipologie di spesa agevolabile.

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La legge di bilancio 2021 (L. n. 178/2020, articolo 1, commi 1051-1067) ha rafforzato e prorogato gli incentivi fiscali Transizione 4.0. In particolare:

  • ha esteso fino al 31 dicembre 2022 il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali, aumentandone le aliquote e allargando le tipologie di spese ammissibili;
  • ha esteso fino al 31 dicembre 2022 il credito di imposta per investimenti in ricerca e sviluppo, in transizione ecologica, in innovazione tecnologia 4.0 e in altre attività innovative, aumentandone le percentuali;
  • ha prorogato fino al 31 dicembre 2022 il credito d’imposta formazione 4.0.

Tutti questi ampliamenti e rafforzamenti degli incentivi fiscali Transizione 4.0 fanno parte del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per il rilancio della competitività delle aziende italiane, della transizione ecologica e della sostenibilità ambientale.

 

Obiettivi del Piano Nazionale Transizione 4.0

Il Piano Nazionale Transizione 4.0 rientra nella missione n. 1 (Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo) componente C2 (Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo) del più ampio piano PNRR (per questo viene designato con la sigla M1C2). Persegue l’obiettivo fondamentale di stimolare, favorire e supportare la digitalizzazione del sistema produttivo delle aziende presenti sul territorio italiano tramite:

  • incentivi agli investimenti privati in beni capitali tecnologicamente avanzati (materiali e immateriali);
  • incentivi agli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione. In particolare, questo obiettivo ha due focus principali:
    • stimolare e potenziare la capacità di innovazione delle imprese, soprattutto le PMI;
    • incentivare gli investimenti per lo sviluppo e l’applicazione di tecnologie di frontiera essenziali per competere nei mercati globali (come Internet of Things, robotica, intelligenza artificiale, blockchain, cloud computing, edge computing, high-performance computing).

 

Suddivisione dello stanziamento per obiettivo e anno

Il Piano Transizione 4.0 va a coprire le spese ammissibili tramite il credito d’imposta che deve essere richiesto nelle dichiarazioni dei redditi tra il 1 gennaio 2021 e il 31 dicembre 2023. Nella tabella che segue vengono illustrati anno per anno i vari obiettivi di spesa per ciascuna tipologia di credito di imposta che rientra nel piano, finanziato nell’ambito del PNRR.

 

INVESTIMENTORISORSEOBIETTIVO INTERVENTOULTERIORI ELEMENTI
Transizione 4.0
(M1C2-I.1.1-3-5)
€ 13.380 mld

ripartiti secondo quanto segue:

Credito di imposta
alle imprese che
investono in beni
strumentali
materiali 4.0
(tecnologicamente
avanzati)
€ 8.870 mld
(sovvenzioni)
di cui
2021: € 1.402
2022: € 2.576
2023: € 2.782
2024: € 1.589
2025: € 467
2026: € 52
Esempi di beni strumentali materiali 4.0 (tecnologicamente avanzati) sono le macchine di produzione il cui
funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti, macchine e sistemi utilizzati per il controllo di prodotti o processi e sistemi interattivi.
Questi dispositivi devono essere dotati di funzioni digitali, quali l’integrazione automatizzata e l’interfaccia uomo-macchina.
Con riferimento alle dichiarazioni dei redditi presentate tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022, si mira a far utilizzare ad almeno 69.900
imprese i crediti d’imposta Transizione 4. 0, di cui:

  • € 17.700 per beni strumentali materiali 4.0;
  • € 27.300 per beni strumentali immateriali 4.0;
  • € 13.600 per beni strumentali immateriali standard;
  • € 10.300 per attività di ricerca, sviluppo e innovazione;
  • € 1.000 per attività di formazione.

Il conseguimento dell’obiettivo attraverso il credito di imposta è indicato per il secondo trimestre del 2024.

Con riferimento alle dichiarazioni dei redditi presentate tra il 1° gennaio 2022 e il 31 dicembre 2023, si prevede che almeno 117.000 imprese utilizzeranno i crediti d’imposta Transizione 4. 0, di cui:

  • € 26.900 per beni strumentali materiali 4.0;
  • € 41.500 per beni strumentali immateriali 4.0;
  • € 20.700 per beni strumentali immateriali standard;
  • € 20.600 per attività di ricerca, sviluppo e innovazione;
  • € 2.000 per attività di formazione.

Il conseguimento dell’obiettivo attraverso il credito di imposta è indicato per il secondo trimestre del 2025.

Il 30 giugno 2021 è stato convertito in legge il decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59, recante misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti.

L’articolo 3 di tale decreto ha modificato la copertura finanziaria prevista dalla legge di bilancio 2021 (art. 1, co. 1065, L. 178/2020), in relazione agli oneri derivanti dalle disposizioni sul credito d’imposta per la Transizione 4.0.

La relazione tecnica al disegno di legge rilevava che, a seguito di interlocuzioni informali avviate con la Commissione Europea sulle misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza, era stato valutato che il credito di imposta per gli investimenti in beni materiali non presentasse i requisiti necessari per essere finanziato a valere sui fondi del PNRR, con particolare, riferimento al criterio di “non arrecare un danno significativo agli obiettivi ambientali” (cd “do no significant harm principle“), poiché non veniva ritenuto in grado di contribuire efficacemente alla transizione ecologica del Paese.

Credito di imposta
per l’acquisto di
beni strumentali
immateriali 4.0
€ 1.910 mld
(sovvenzioni)
di cui:
2021: € 331
2022: € 593
2023: € 638
2024: € 308
2025: € 45
2026: 0
Esempi di beni strumentali immateriali 4.0 sono la modellazione 3D, i sistemi di comunicazione intra-fabbrica, software, sistemi, piattaforme
e applicazioni per
l’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico.
Vedi sopra
Credito di imposta
alle imprese che
investono in beni i
beni immateriali
standard
€ 290 mld
(sovvenzioni)
di cui:
2021: € 106
2022: € 76
2023: € 63
2024: € 40
2025: € 7
2026: 0
Vedi sopra
Credito di imposta
alle imprese che
investono in
ricerca, sviluppo
e innovazione
€ 2.010 mld
(sovvenzioni)
di cui:
2021: € 0
2022: € 335
2023: € 670
2024: € 670
2025: € 335
2026: € 0
Vedi sopra
Credito di imposta
alle imprese che
investono in
attività di
formazione alla
digitalizzazione e
di sviluppo delle
relative
competenze
€ 300 mld
(sovvenzioni)
di cui:
2022: € 150
2023: € 150
Vedi sopra

Fonte dati: Camera dei Deputati Servizio Studi XVIII legislatura – Documento “Transizione 4.0

 

Dal Piano Industria 4.0 al Piano Transizione 4.0

Il Piano Nazionale Industria 4.0 è stato presentato per la prima vota nel settembre del 2016 dal Governo allora vigente (Governo Renzi) con la previsione di un programma di interventi a favore dell’innovazione tecnologica. Lo stimolo veniva dalla considerazione, più volte rimarcata dalla Commissione Europea, dei pesanti squilibri macroeconomici presenti nel territorio italiano. L’obiettivo era quello di incentivare la trasformazione digitale e tecnologica, con relativo sviluppo di competenze adeguate, che avrebbe sicuramente portato ad un importante stimolo alla ripresa economica.

Il Piano si articolava per un arco temporale che andava dal 2017 al 2020. A livello di legge non esiste una definizione normativa di Industria 4.0, né tanto meno esiste una norma che ne illustri gli interventi previsti; tuttavia nel 2017 il Governo ha ascritto a questo piano le seguenti agevolazioni prese:

  • super-ammortamento sui beni di Industria 4.0;
  • iper-ammortamento;
  • credito d’imposta per la ricerca, sviluppo e innovazione;
  • patent box;
  • estensione e rafforzamento delle agevolazioni per investimenti nelle start up e PMI innovative;
  • rifinanziamanto e potenziamento della “Nuova Sabatini”;
  • rifinanziamento e potenziamento del Fondo di garanzia PMI;
  • potenziamento dell’ACE (aiuto alla crescita economica);
  • riduzione di IRES;
  • tassazione agevolata per premi salariali di produttività.

Nel periodo 2017-2018 il Piano ha cambiato nome ed è diventato Piano Nazionale Impresa 4.0 che ha introdotto altre tipologie di intervento rivolte prevalentemente alle piccole e medie imprese per favorire sempre il processo di trasformazione tecnologica e digitale (ad esempio il  credito d’imposta Formazione 4.0, il rifinanziamento e l’implementazione dei Contratti di sviluppo e degli Accordi per l’innovazione).

Con l’approvazione della legge di Bilancio 2020 il governo ha recepito gli intenti e i sostegni previsti a livello europeo dal programma Next Generation EU (NGEU), avviato a luglio 2020. Il NGEU stimola la ripresa dell’economia dei paesi europei, promuovendo in particolare la transizione ecologica, la digitalizzazione, la competitività, la formazione e l’inclusione sociale, territoriale e di genere. Da questi obiettivi nasce quindi il Piano Nazionale Transizione 4.0.

 

Transizione 4.0: previsione spesa anni 2021-2026

Dall’anno 2021 fino all’anno 2026 il Piano Nazionale di Transizione 4.0 si è posto degli obiettivi di spesa, come illustrato nel grafico che segue:

 

Piano Transizione 4.0: previsione spesa per gli anni 2021-2023

Piano Transizione 4.0: previsione spesa per gli anni 2021-2023 – Fonte immagine: Italiadomani

 

In particolare, per l’anno 2021 si mira a stanziare 1.838 milioni di euro per l’entrata in vigore degli atti giuridici e istituzione del comitato scientifico; per gli anni successivi i milioni stanziati hanno l’obiettivo di accrescere il numero di imprese che usufruiranno dei crediti di imposta.

Tappe del Piano Transizione 4.0

Fondamentalmente le tappe del piano sono tre:

  • entro dicembre 2021: tutti gli atti giuridici che autorizzano ad accedere ai vari crediti di imposta devono essere in vigore e deve essere costituito il comitato scientifico europeo, fatto da esperti del Ministero dell’Economia e delle Finanze, del Ministero dello Sviluppo economico e della Banca d’Italia, per valutare l’impatto economico del regime del credito d’imposta;
  • entro giugno 2024: devono essere concessi almeno 69.900 crediti di imposta sulla base delle dichiarazioni dei redditi presentate tra il 1 gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022;
  • entro giugno 2025: devono essere concessi almeno 111.700 crediti di imposta sulla base delle dichiarazioni dei redditi presentate tra il 1 gennaio 2022 e il 31 dicembre 2023.

 

Fonti articolo
GAZZETTA UFFICIALE | L. 160/2019
GAZZETTA UFFICIALE | L. 178/2020
GAZZETTA UFFICIALE | DL 59/2021
Piano Transizione 4.0 documento della Camera dei Deputati 15/10/2021

 



 

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