POS obbligatorio da luglio 2020: cosa cambia?

POS obbligatorio da luglio 2020

Ormai è ufficiale: nell’ottica di combattere l’evasione fiscale il Governo dichiara guerra al contante e lo fa con l’approvazione del Decreto Fiscale 2020 dando avvio al piano “Italia Cashless“. Sostanzialmente si promette un Paese sempre meno legato all’uso delle banconote: da luglio 2020 sarà obbligatorio accettare pagamenti elettronici con il POS per tutte le transazioni tra i titolari di partita IVA e i consumatori finali.

E si prevede l’utilizzo di più leve: da una parte dare incentivi agli esercenti, artigiani e professionisti per l’uso del Pos, tramite il credito di imposta, e dall’altra incentivare il consumatore finale all’utilizzo dei pagamenti elettronici tramite il super bonus erogabile nel 2021. Il fine è quello di premiare (si parla già di Bonus Befana) i soggetti che maggiormente utilizzeranno i pagamenti elettronici, tracciabili e trasparenti, soprattutto nei settori in cui è molto diffuso il contante.

POS obbligatorio: cos’è?

L’acronimo inglese POS sta per Point of Sale ossia punto di vendita ed è un dispositivo elettronico che consente di “mettere in comunicazione” i conti correnti di due soggetti: il soggetto pagante e il soggetto ricevente. Si tratta, quindi, di un vero e proprio pagamento virtuale tramite il quale i soldi passano dal conto corrente del debitore (il cliente) al conto corrente del creditore (il venditore/professionista). Oltre alle carte di credito o di debito, esistono le carte prepagate per le quali non è necessario associare un conto corrente.

Per il venditore o professionista che accetterà il pagamento con il POS è indispensabile:

  • dotarsi del dispositivo dedicato a questa funzione;
  • stipulare un contratto con la banca, che mette a disposizione un preciso canale di comunicazione;
  • comunicare alla propria clientela la dotazione del POS (sulla vetrina del negozio, all’ingresso dell’ufficio, eccetera).

Obbligo POS: dal governo Monti ai nostri giorni

Il POS obbligatorio è stato istituito per la prima volta durante il governo Monti nel 2012. Con il DL 179 si stabiliva che, dal 1° gennaio 2014 sarebbe stato obbligatorio accettare i pagamenti elettronici con bancomat (carte di debito). Il MISE, in seguito, stabilì la soglia minima dei pagamenti con POS a 30 euro: per cifre inferiori il venditore poteva anche rifiutare il pagamento elettronico. La data di partenza slittò poi al 30 giugno del 2014 e non fu prevista alcuna sanzione per gli esercenti che non accettavano i pagamenti elettronici.

In realtà non essendo prevista alcuna ammenda, la norma non creava un obbligo in capo al venditore, ma semplicemente una sorta di “invito” ad acconsentire alle richieste dei clienti.

Nel 2015 con il governo Renzi fu la Legge di Bilancio 2016 a prevedere che, oltre alle carte di debito, fossero ammesse anche quelle di credito, con un’eccezione: in pratica l’obbligo di accettare il pagamento poteva venire meno se si fosse verificata una “oggettiva impossibilità tecnica“. Fu poi abbassata la soglia minima di pagamento a 5 euro. La stessa legge poi rimandava a successivi decreti ministeriali (mai emanati) che dovevano prevedere le sanzioni e definire cosa si intendesse per “oggettiva impossibilità tecnica“.

E veniamo ai nostri giorni: novità da luglio 2020

Il governo Conte bis ha, invece, deciso di applicare finalmente le sanzioni a chi rifiuta i pagamenti con il POS: con il Decreto Fiscale (DL 124/2019), legato alla Legge di Bilancio 2020, è stato sancito l’obbligo di accettare i pagamenti elettronici per qualsiasi importo a partire dal 1° luglio 2020. I soggetti interessati saranno tutti i titolari di partita IVA (commercianti, artigiani, professionisti, eccetera). È chiaro che la previsione delle sanzioni mira a disincentivare l’uso dei contanti a favore di pagamenti elettronici, decisamente più tracciabili, con il chiaro obiettivo di controllare l’evasione fiscale.

 

POS obbligatorio: sanzioni

Ciò che cambia da luglio 2020 è la previsione delle sanzioni: per chi si rifiuterà di utilizzare il POS è prevista “una sanzione amministrativa pecuniaria di importo pari a 30 euro, aumentata del 4 per cento del valore della transazione per la quale sia stata rifiutata l’accettazione del pagamento” (art. 15 DL 124/2019). L’aggiunta della percentuale sul valore ha come fine quello di rendere proporzionale l’importo della sanzione alla transazione nel rispetto del principio di proporzionalità.

La legge ha escluso il beneficio dell’oblazione (la possibilità di ridurre di un terzo la somma dovuta se pagata in tempi brevi così come succede per le multe). L’autorità competente sarà il Prefetto, mentre per l’accertamento della violazione possono intervenire anche gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria (articolo 13 L.689/1981).

Oltre alle sanzioni relative al rifiuto di utilizzare il POS, il decreto fiscale prevede ulteriori sanzioni per chi si rifiuta di inserire il codice fiscale nello scontrino elettronico o per coloro che non trasmetteranno i corrispettivi elettronici all’Agenzia delle Entrate per la partecipazione alla lotteria scontrini, che entrerà in vigore dal 1° luglio 2020. Per questi contribuenti è prevista una multa che va da un minimo di 100 ad un massimo di 500 euro.

 

Oltre alle sanzioni anche gli incentivi

Il legislatore ha previsto, accanto al sistema di sanzioni, anche un sistema di incentivi per l’utilizzo del POS: al venditore viene infatti riconosciuto

un credito di imposta pari al 30 per cento delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate mediante carte di credito, di debito o prepagate.

Il credito di imposta:

  • viene riconosciuto per le transazioni relative alla cessione di beni e servizi, purché i ricavi e i compensi relativi all’anno di imposta precedente non siano superiori ai 400.000 euro;
  • viene usufruito a compensazione nella dichiarazione dei redditi nel modello F24;
  • non concorre alla determinazione del reddito IRPEF e IRAP.

Saranno gli operatori bancari o comunque gli operatori che forniscono i POS ad avere l’obbligo di trasmettere via telematica all’Agenzia delle Entrate le informazioni necessarie per verificare la formazione del credito d’imposta. Entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto fiscale, il Direttore dell’AdE dovrà emanare i provvedimenti che definiranno come avverranno queste comunicazioni, in quali termini e con quali contenuti.

Pagamenti in contati e obbligo POS: previste ulteriori limitazioni

Già dal 2002 il legislatore italiano ha gradualmente previsto delle soglie massime per i pagamenti in contanti. Nel tempo i limiti sono stati abbassati. La Legge di Bilancio 2020 prevede ulteriori restrizioni: da luglio 2020 si potranno pagare in contanti cifre non superiori ai 2.000 euro. Oltre questa cifra occorrerà utilizzare pagamenti tracciabili quali i pagamenti elettronici o le transazioni bancarie (assegni e bonifici). Questo limite si prevede venga ulteriormente abbassato nel 2022 ad un massimo di 999,99 euro.

Fonti articolo:
GAZZETTA UFFICIALE | DL 179/2012
GAZZETTA UFFICIALE | DL 124/2019
GAZZETTA UFFICIALE | L. 689/1981



 

Vuoi saperne di più?

Vuoi ricevere maggiori informazioni?
Contattaci subito: siamo a tua completa disposizione!