Smart Money: un fondo perduto per le Start-up innovative

Smart Money: incentivi per le startup innovative

In arrivo un contributo a fondo perduto per le startup innovative che intendano investire in servizi in grado di accelerare la realizzazione di progetti di sviluppo, favorendo l’incontro con l’ecosistema per l’innovazione. L’incentivo è stato istituito dal Decreto Rilancio e promosso dal MISE che, a settembre 2020, ha emanato un provvedimento definendo modalità di attuazione per poter accedere all’agevolazione. Per l’anno 2020 sono stati stanziati per questo progetto 9,5 milioni di euro. Presto sarà disponibile la procedura on line con le relative date sul sito del gestore del bando, Invitalia.

In questo articolo vediamo di cosa si tratta e come fare per poter ottenere i contributi agevolativi statali.

 

Cos’è lo Smart Money

In considerazione del fatto che in Italia il tasso di mortalità delle startup si mantiene ancora a livelli alti e delle difficoltà che si sono create negli ultimi tempi a causa dell’emergenza epidemiologica, il MISE ha creato lo Smart Money che prevede incentivi a fondo perduto per queste piccole imprese. L’obiettivo è quello di supportare le startup innovative italiane su due fronti: da un lato, cercando di accelerarne la realizzazione dei progetti di sviluppo, dall’altro favorendo l’incontro delle stesse con l’ecosistema dell’innovazione. Le agevolazioni concesse sono di due tipologie:

  1. sostenimento delle spese relative a un piano di attività che preveda l’acquisizione di servizi forniti da una rete di incubatori, acceleratori, digital innovation hub e altri enti abilitati;
  2. investimenti nel capitale di rischio delle start-up innovative da parte business angels e  investitori qualificati.

 

Contributi agevolativi previsti nello Smart Money

Le agevolazioni previste nello Smart Money sono di due tipologie: il finanziamento dei piani di attività e l’investimento nel capitale di rischio.

Finanziamento dei piani di attività

 

CONTRIBUTOSPESE AMMISSIBILIREQUISITI RICHIESTI
Fondo perduto 80% delle spese sostenute e ammissibili, fino ad un massimo di 10 mila euro per ciascuna startup innovativa.Consulenza organizzativa, operativa e strategica.

Gestione della proprietà intellettuale.

Supporto nell’autovalutazione della maturità digitale.

Sviluppo e scouting di tecnologie.

Prototipazione, ad esclusione del prototipo funzionale.

Lavori preparatori per campagne di crowfunding.

Messa a disposizione dello spazio fisico e dei relativi servizi accessori di connessione e networking necessari per lo svolgimento delle attività di progetto, solo se inerente alla fornitura di servizi di cui sopra.

Durata minima di 12 mesi.

Oggetto: acquisizione servizi per velocizzare e realizzare progetti di sviluppo.

 

Il contributo viene rilasciato ai sensi del “de minimis” e nel rispetto del regolamento EU (n. 1407/2013): massimo concedibile per ciascuna impresa unica 200 mila euro nell’arco di tre esercizi finanziari. Inoltre sono previsti i seguenti vincoli:

  • le spese devono essere sostenute dopo la data di presentazione della domanda di agevolazione ed entro 18 mesi dalla data di adozione della delibera di ammissione;
  • l’importo totale delle spese deve superare i 10 mila euro, al netto di IVA;
  • le spese per le quali si richiede l’agevolazione devono essere tutte documentabili, tracciabili e immediatamente riconducibili alla fattura inerente: è obbligatorio l’utilizzo di conti correnti intestati all’impresa beneficiaria.

 

Investimenti in capitale di rischio

Questa seconda agevolazione è subordinata alla realizzazione dei piani attività per i quali l’azienda ha già ricevuto il contributo illustrato nel capitolo precedente.

 

CONTRIBUTOREQUISITI INVESTIMENTOVINCOLI
Fondo perduto 100% dell’investimento nel capitale di rischio nel limite massimo di 30 mila euro per ogni startup innovativa.Deve essere in equity.

Attuato da un operatore abilitato dell’ecosistema dell’innovazione (business angels o investitori qualificati).

Importo minimo di 10 mila euro.

Non deve costituire la quota di maggioranza nel capitale sociale della startup.

Deve essere impegnato per almeno 18 mesi.

Non deve provenire da piattaforme di equity crowdfunding.

Il versamento dell’investimento nel capitale di rischio deve essere effettuato, pena la revoca del contributo concesso, entro 6 mesi dalla data di deliberazione del medesimo.

 

Chiariamo alcuni concetti: l’investimento in equity è in pratica l’acquisizione di una quota del capitale di rischio di un’impresa; l’equity crowdfunding è l’acquisizione di quote di azioni di un’impresa a opera di micro-investitori tramite l’utilizzo di piattaforme web.

Il contributo viene rilasciato ai sensi del “de minimis” e nel rispetto del regolamento EU (n. 1407/2013): massimo concedibile per ciascuna impresa unica 200 mila euro nell’arco di tre esercizi finanziari.

 

L’ecosistema per l’innovazione: cos’è

Cerchiamo di chiarire chi sono tutti i soggetti che costituiscono il cosiddetto ecosistema per l’innovazione.

  • Un incubatore è un luogo dove un’idea si trasforma in un’impresa. Può essere un luogo reale oppure semplicemente virtuale. In pratica l’incubatore offre una sede fisica, sale conferenze, accesso internet, un finanziamento agevolato o a fondo perduto, oppure facilita l’incontro con altri imprenditori che mettono a disposizione il proprio know-how, creando delle relazioni stimolanti e attive.
  • Un acceleratore è un programma che mira ad accelerare lo sviluppo dell’impresa innovativa. Può essere uno spazio fisico, ma anche virtuale, dove la startup può usufruire di consulenze strategiche sul business, attività di networking, spazi fisici e quanto può esserle d’aiuto per svilupparsi, crescere e svolgere l’attività.
  • Un digital innovation hub (DIH) è un sistema presente sul territorio che ha come obiettivo la divulgazione e l’adozione delle tecnologie 4.0 da parte delle imprese particolarmente innovative. Si parla di territorio perché solitamente in un DIH fanno parte le Università, gli Enti locali, i Centri di Ricerca, i Competence Center, i poli tecnologici, gli investitori, eccetera.
  • Un business angel è un investitore privato informale (che può essere anche una persona fisica), che decide di affiancare la nascita e l’avvio di una startup, investendo i propri capitali, know-how, skills e contatti. In pratica questo soggetto investe capitali propri e spesso il suo interesse non è solo finanziario.
  • Un investitore qualificato è una banca, un agente di cambio, un’azienda di gestione di risparmio (SGR), una società di investimento a capitale variabile (SICAV), un fondo pensione, un’impresa di assicurazione e ogni altra forma che sia iscritta negli elenchi previsti dal Testo Unico Bancario.

L’insieme di tutti questi soggetti costituisce ciò che negli ultimi tempi viene detto ecosistema dell’innovazione ossia un sistema fatto di persone, aziende, risorse e strutture fisiche e virtuali che congiuntamente favoriscano e sostengono realtà, idee, progetti particolarmente innovativi sia dal punto di vista tecnologico, che dal punto di vista strategico, organizzativo e operativo.

 

I beneficiari dello Smart Money

Quali caratteristiche devono avere le startup innovative per accedere allo Smart Money? Il MISE ha stabilito che le imprese che possono beneficiare dei contributi agevolativi, alla data di presentazione della domanda, devono avere le seguenti caratteristiche:

  • devono essere identificabili come piccole imprese, costituite da meno di 24 mesi, essere regolarmente iscritte al Registro delle imprese, avere ubicazione nel territorio italiano e non operare nei settori dell’agricoltura primaria, della pesca e dell’acquacoltura;
  • devono trovarsi nella prima fase di ideazione dell’impresa o delle prime fasi di avviamento dell’attività (fase pre-seed) o, al massimo, nella fase in cui il prodotto/servizio è ancora in fase concettuale o di prototipo (fase seed);
  • non devono essere in stato di liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie.

Oltre a queste caratteristiche le suddette startup non devono avere legali rappresentati o amministratori condannati per i reati che implicano esclusione dalla partecipazione a una procedura di appalto o concessione ai sensi della normativa in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture vigente alla data di presentazione della domanda e devono aver restituito agevolazioni di cui hanno goduto e per le quali il MISE ha disposto un ordine di recupero (lo stesso per gli aiuti individuati come illegali o incompatibili dalla CE).

L’agevolazione ai piani di attività può essere richiesta anche da persone fisiche che hanno intenzione di costituire una startup innovativa, con il vincolo che, entro e non oltre 30 giorni dalla data di ammissione all’agevolazione, l’impresa venga costituita e sia stata inoltrata la richiesta di iscrizione al Registro delle imprese.

 

I progetti di sviluppo ammissibili

I progetti di sviluppo che le startup possono presentare ai fini dello Smart Money devono:

  • contenere una soluzione innovativa da apportare sul mercato, con un modello di business scalabile, da sviluppare nelle successive fasi operative;
  • avere un team con spiccate capacità tecniche e gestionali, in particolar modo dal punto di vista tecnologico; il team può essere costituito dai soci oppure da altro personale reperibile sul mercato;
  • avere come obiettivo la realizzazione di un prototipo (Minimum Viable Product) oppure mirare alla prima applicazione industriale del prodotto o servizio per poter attestare i feedback di clienti e/o investitori.

I progetti devono poi pianificare piani di attività che durino almeno 12 mesi e mettere in evidenza il fatto che i servizi specialistici di cui si chiede il finanziamento siano volti ad accelerare lo sviluppo delle attività stesse.

Come partecipare al bando Smart Money

Per quanto riguarda il come si partecipa allo Smart Money, si attende un successivo provvedimento del MISE che ne determinerà i termini per l’apertura dello sportello online gestito sul sito di Invitalia.

 

Fonti articolo
GAZZETTA UFFICIALE | DL 34/2020
MISE | Provvedimento Smart Money 18/09/2020



 

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