Studi di settore aboliti: dal 2018 saranno sostituiti dagli ISA

Indici di affidabilità fiscale 2018 studi di settore

Gli Indici sintetici di affidabilità fiscale, detti brevemente Isa, sono stati istituiti dall’articolo 7bis del decreto legge fiscale 193/2016 e vengono utilizzati dall’Agenzia delle Entrate per una valutazione dei ricavi e dei compensi più equa, affidabile e chiara. Tali indicatori in pratica, misurando dati e informazioni relativi a più periodi d’imposta, rappresentano una sorta di “voto” che il fisco dà al contribuente.

Tra il 2018 e il 2019 assisteremo ad una fase transitoria in cui gli Isa andranno piano piano a sostituire definitivamente gli Studi di settore, in vigore ormai dal 1993, dichiarati obsoleti dalla Legge di Bilancio 2017, che ha introdotto i primi 70 Inidicatori di affidabilità destinati a otto settori produttivi.

Vediamo di capire insieme cosa sono gli Isa e come funzionano. In particolare in questo articolo:

Cosa sono gli Indici sintetici di affidabilità fiscale

Gli Isa (chiamati anche indicatori di compliance) sono strumenti volti a premiare i contribuenti che, dal punto di vista fiscale, sono stati più virtuosi. In pratica si comportano come delle vere e proprie pagelle che valutano il grado di affidabilità del contribuente, su una scala che va da 1 a 10: tanto più alto sarà il “voto” ricevuto dal soggetto dichiarante tanto più questi potrà accedere ad un particolare ed esclusivo sistema di premi, con rimborsi fiscali erogati in via prioritaria, riduzione o esclusione dagli accertamenti fiscali.

Per le imprese, poi, gli Isa permettono di pagare al fisco l’importo di tasse realmente dovuto in base all’andamento economico della propria attività: questo aspetto introduce una novità importante rispetto agli studi di settori, con i quali molti imprenditori erano costretti a dichiarare più del reale fatturato per evitare di incorrere in multe e controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Avvalendosi di un metodo di calcolo ben preciso, gli Indici sintetici di affidabilità fiscale

forniscono una sintesi di valori tramite la quale sarà possibile verificare la normalità e la coerenza della gestione professionale o aziendale dei contribuenti. Il riscontro trasparente della correttezza dei comportamenti fiscali consentirà di individuare i contribuenti che, risultando “affidabili”, avranno accesso a significativi benefici premiali” (sito Agenzia delle Entrate).

Abolizione degli Studi di settore e passaggio graduale agli Isa

Introdotti dal Decreto Legge 331/1993, gli studi di settore sono stati uno strumento istituito dal Fisco per combattere l’evasione fiscale e rappresentano un mezzo tramite il quale il Fisco italiano individua anomalie nelle dichiarazioni dei redditi di imprese, lavoratori autonomi e professionisti, ciascuno paragonato statisticamente al proprio cluster di riferimento.

Già da tempo si parlava di abolire gli studi di settore, in quanto questi sono un mezzo idoneo a rilevare anomalie nel pagamento delle tasse in situazioni economiche definite “normali“: negli ultimi anni, la crisi economica ha fatto sì che il presupposto economico di questo strumento si rilevasse obsoleto e anacronistico.

Non solo. Un ulteriore limite che si è rivelato nel tempo, è stato il fatto che gli studi di settore applicavano un parametro singolo per imprese di fatturato e dimensioni diverse: piccole e medie imprese, nel tempo, hanno così finito col pagare le imposte di imprese più grandi per fatturato.

Dagli studi di settore agli indici sintetici di affidabilità fiscale 2018

Dagli studi di settore agli indici sintetici di affidabilità fiscale 2018

Fonte immagine: MEF documento Studi di Settore settembre 2016

Finalmente il Governo, con la Legge di Bilancio 2017, ha annunciato che dal 2018 gli studi di settore sarebbero stati sostituiti dall’entrata in vigore degli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale, “al fine di assicurare a tutti i contribuenti un trattamento fiscale uniforme e di semplificare gli adempimenti dei contribuenti e degli intermediari” (comma 931 dell’articolo 1 della legge 205/2017). Nello stesso tempo in cui entreranno in vigore gli Isa, gli studi di settore saranno aboliti.

Con il decreto del 23 marzo 2018, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha approvato i primi 69 Indici sintetici di affidabilità fiscale: 29 riguardanti il commercio, 8 relativi alle professioni, 17 per l’area dei servizi e 15 per il comparto manifatturiero.

Inoltre con il provvedimento del 7 maggio 2018 l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato ulteriori 105 nuovi Isa che saranno applicati a partire dal periodo d’imposta 2018. Questi nuovi indici, che si aggiungono ai precedenti 69 già approvati dal MEF, dovranno essere approvati dal Ministero e diverranno applicabili solo dopo l’approvazione tramite decreto.

I settori per i quali sono stati approvati con decreto gli Isa, nel periodo di imposta 2018 faranno riferimento ai nuovi indici, mentre per i settori per i quali gli Indici di affidabilità non sono stati ancora approvati saranno ancora in vigore gli studi di settore.

Come funzionano gli Indici di affidabilità fiscale

Il calcolo dei nuovi indici di affidabilità si basa su un metodo statistico-economico che prende in esame diversi fattori. Mentre gli studi di settore si basavano su un calcolo statistico uguale per tutte le attività rientranti nello stesso cluster, gli Isa prevedono un calcolo basato su specifici indicatori per ogni attività individuata.

L’Isa è calcolato come media aritmetica di un insieme di indicatori elementari e rappresenta il posizionamento del contribuente (attribuito con un valore di sintesi che va da 1 a 10) rispetto a tali indicatori. Ad indici bassi corrisponde una bassa affidabilità fiscale del soggetto, mentre più alto è il valore e più alta sarà l’attendibilità fiscale del soggetto.

Una delle più importanti novità rispetto agli studi di settore è che nel calcolo viene applicato un modello di regressione che prende in considerazione i dati di 8 anni: in tal modo, utilizzando un periodo temporale più ampio (per gli studi di settore si misura solo un anno) le informazioni saranno più accurate e le stime più efficienti.

Secondo quanto indicato dall’Agenzia delle Entrate, il procedimento di calcolo degli Isa tiene in considerazione una serie di indicatori elementari. Per determinare questi indicatori, occorrerà classificare ogni contribuente nel giusto “Modello di Business” (MoB) ossia in gruppi omogenei con caratteristiche simili in termini di modalità operative sul mercato di riferimento. I modelli di business rappresentano in pratica le strutture organizzative in cui ciascuna attività può declinarsi nel processo di produzione di un bene o di un servizio; pertanto i MoB sono espressione delle diverse combinazioni delle funzioni operative di impresa (produzione, logistica, commerciale).

Una volta determinato il livello di affidabilità del contribuente, l’Agenzia delle Entrate comunicherà al contribuente questi dati, inclusi eventuali anomalie o incoerenze. Quando il punteggio del contribuente sarà vicino al 10 ci saranno diversi vantaggi fiscali come: riduzione dei tempi per la riscossione dei rimborsi fiscali, esclusione da alcuni tipi di accertamento e riduzione dei termini di prescrizione, che significa tempi più brevi per effettuare gli accertamenti fiscali sul soggetto.

Quali sono gli indicatori elementari ISA

Gli indicatori elementari che si utilizzano ai fini del calcolo degli indici sintetici di affidabilità fiscale sono differenziati in due gruppi:

» Indicatori elementari di affidabilità
Sono finalizzati a misurare il rapporto tra elementi di natura contabile e strutturali tipici del settore e/o modello organizzativo a cui si riferiscono. Tra questi indicatori troviamo:

  • Ricavi per addetto
  • Valore aggiunto per addetto
  • Reddito per addetto
  • Durata e decumulo delle scorte

» Indicatori elementari di anomalia
Servono ad evidenziare eventuali profili atipici contabili e/o gestionali del settore e/o modello organizzativo a cui si riferiscono o incongruenze o disallineamenti nelle informazioni dichiarate per la rilevazione dei dati oppure rispetto ad altre banche dati. Tali indicatori partecipano al calcolo degli Isa solo quando l’anomalia è presente. Tra questi indicatori troviamo:

  • Gestione caratteristica (ad es. costo del venduto e per la produzione di servizi negativo, margine operativo lordo negativo, ecc.)
  • Gestione dei beni strumentali (ad es. assenza del valore dei beni strumentali, incidenza degli ammortamenti, ecc.)
  • Redditività (ad es. reddito operativo negativo, reddito ordinario negativo, ecc.)
  • Gestione extra-caratteristica (ad es. incidenza degli ammortamenti, incidenza degli oneri finanziari netti)
  • Attività non inerenti ossia situazioni in cui il contribuente svolge in prevalenza attività economiche non rientranti nell’ambito dell’indicatore Isa a cui ci si riferisce

Per chi volesse approfondire l’argomento, si rimanda ad un esempio di indicatore sintetico di affidabilità AD05U Produzione e conservazione di carne.

Il contribuente è tenuto a compilare un modello di reddito in cui verranno indicati tutti i dati necessario al calcolo degli indicatori di riferimento. Sul sito dell’Agenzia delle Entrate è possibile visualizzare i modelli di Redditi 2018.



 

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