Fattura Elettronica e Tax Free Shopping: dal 1 settembre 2018 diventa obbligatoria

Fatturazione elettronica tax-free shopping

Dal 1 settembre 2018 scatta l’obbligo della Fatturazione elettronica per le operazioni di Tax Free Shopping, in base a quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2018 (che ne ha slittato la partenza, inizialmente prevista per il 1 gennaio 2018).

Cerchiamo di capire insieme di cosa si tratta e cosa cambierà.

Tax Free Shopping: cos’è

Il Tax Free Shopping è un’agevolazione istituita dall’articolo 38-quater del D.P.R. n. 633/1972, riservata ai soggetti domiciliati e residenti fuori della Comunità Europea che consente loro di richiedere il rimborso dell’Iva pagata sugli acquisti effettuati in Italia.

La restituzione dell’imposta sul valore aggiunto, a favore dei viaggiatori stranieri extra-Ue, è stata istituita quale incentivo allo sviluppo del commercio italiano, per favorire il turismo. Successivamente, l’articolo 4-bis del Decreto Legge Fiscale n. 193/2016 ha stabilito che dal 1 gennaio 2018 divenisse obbligatoria la fattura elettronica per questo tipo di transazioni, termine poi slittato al 1 settembre 2018.

 

Tax Free Shopping: come funziona

Il Tax Free Shopping è quindi un’agevolazione, riservata a soggetti non residenti in UE, sugli acquisti di beni di consumo: sono escluse le prestazioni di servizio ricevute, come ad esempio quelle degli alberghi, ristoranti, taxi, agenzie, ecc.. La legge richiede infatti determinati requisiti per usufruire del rimborso dell’IVA:

  • il valore dei beni acquistati, per ogni fattura, deve essere superiore ai 154,94 euro
  • i beni acquistati devono essere destinati ad uso personale o familiare e non destinati alla successiva commercializzazione
  • il relativo trasporto deve avvenire nei bagagli personali
  • sulla fattura devono essere riportati gli estremi del passaporto o altro documento equipollente per comprovare che il viaggiatore è residente o domiciliato fuori dall’UE (precisando che tale agevolazione non è applicabile ai soggetti privati aventi residenza o domicilio a San Marino)
  • l’uscita dei beni dal territorio UE deve avvenire entro il terzo mese successivo alla data di emissione della fattura ed è comprovata dal “visto doganale

La normativa prevede 2 modalità di rimborso dell’IVA, che possono essere scelte del negoziante italiano:

  • Emissione fattura con IVA
  • (Rimborso successivo tramite Tax Refund Agency)
  • L’acquirente chiede il rimborso IVA all’agenzia di Tax Refund, che poi restituirà la fattura vistata al venditore
  • Emissione fattura senza IVA
  • (Direttamente dal negozio)
  • L’acquirente dovrà rispedire la fattura con il visto doganale al venditore. Se non lo fa, sarà il venditore a dover pagare l’IVA

Vediamole meglio di seguito.

 

Il rimborso dell’Iva nel Tax Free Shopping

Il Tax Free Shopping funziona così: se un cittadino straniero extra-Ue effettua degli acquisti di beni di consumo in Italia e in un negozio convenzionato che espone la scritta “Tax free shopping“, può richiedere il rimborso dell’IVA pagata rivolgendosi ad apposite agenzie chiamate Tax Refund Agency.

Le Tax Refund Agency sono agenzie internazionali che si occupano quindi di rimborsare l’IVA e fungono da intermediari tra il viaggiatore straniero e l’Amministrazione Finanziaria, garantendo che l’operazione si svolga regolarmente. Solitamente queste società sono presenti nelle più grandi città, nei valichi di frontiera e negli aeroporti più importanti.

L’acquirente straniero riceve dal negoziante convenzionato la fattura e il modello di Tax Refund (ovvero un titolo di rimborso) oppure un documento denominato “tax free shopping chèque”, che riporta tutti i dati della fattura e costituisce già di per sè titolo per il rimborso. Il cittadino straniero dovrà quindi recarsi presso la società di Tax Refund a cui è associato il venditore, presentare la fattura “vistata” dalla Dogana e ottenere così il rimborso dell’IVA anticipata al venditore (solitamente in contanti).

Sarà poi l’agenzia stessa che rispedirà al venditore la fattura, vistata dalla dogana di uscita dal territorio comunitario, entro i termini di legge. Il servizio reso dalle società Tax Free comporta il pagamento di un corrispettivo, che viene detratto direttamente dall’ammontare dell’IVA da rimborsare al viaggiatore.

La legge permette anche che l’IVA possa essere immediatamente rimborsata dal venditore all’atto di acquisto, tramite l’emissione di una fattura senza IVA. Tale modalità comporta un rischio però per il venditore, perché l’acquirente si impegna a restituire la fattura debitamente vistata dalla dogana di uscita, entro i limiti di tempo stabiliti dalla normativa (ossia entro il quarto mese successivo all’effettuazione della operazione). Se non dovesse provvedere alla restituzione della fattura validata, il venditore dovrà “accollarsi” l’onere di pagare l’IVA della relativa vendita (non avendo la documentazione che attesta l’acquisto da parte di un cittadino extra-UE).

 

Fattura elettronica e tax free shopping

Dal 1° settembre 2018 i negozi Tax Free Shopping devono emettere la fattura in formato elettronico. Come?

Già in occasione dell’EXPO 2015, l’Agenzia Dogane e Monopoli si era dotata di un sistema elettronico dei visti doganali, che ha reso tutte le procedure più semplici e veloci: OTELLO (Online tax refund at exit: light lane optimization). Con questo sistema, il vecchio timbro doganale è stato sostituito dal visto doganale elettronico ossia un codice alfanumerico.

Per completare il processo di digitalizzazione e permettere ai negozi di gestire correttamente anche la fattura elettronica, l’Agenzia Dogane e Monopoli, in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate, ha aggiornato il proprio sistema passando alla nuova versione OTELLO 2.0 che garantisce la piena interoperabilità con il Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate.

Per accedere a OTELLO è necessario essere in possesso delle credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o della CNS (Carta Nazionale dei Servizi). L’emissione della fattura elettronica da parte del negoziante può avvenire in due modi diversi: System-to-System (S2S) o User-to-System (U2S).

  • System-to-System
  • Trasmissione da sistema informativo
  • la trasmissione della fattura può essere diretta o indiretta: nel primo caso, previa dotazione di un certificato di autenticazione e di firma elettronica qualificata, il sistema del negozio comunica direttamente con OTELLO; nel secondo caso ci si avvale di un intermediario dotato di propri certificati e di una infrastruttura tecnica adatta a comunicare con il sistema doganale
  • User-to-System
  • Inserimento manuale della Fattura
  • il venditore si avvale dell’interfaccia web messa a disposizione dall’Agenzia Dogane e Monopoli attraverso il PUD (Portale Unico Dogane).

    In particolare, il venditore utilizzerà la funzione “OTELLO – Gestione FTF”, che permette, già al momento della vendita, la comunicazione elettronica dei dati della FTF emessa.

 

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