Ventilazione IVA: cos’è e come funziona

IVA Imposta sul Valore Aggiunto

La ventilazione dell’IVA è un metodo contabile che semplifica la registrazione dei corrispettivi per determinate categorie di commercianti al dettaglio che vendono merci soggette ad aliquote IVA diverse (ad esempio 4%, 10%, 22%). Consente di registrare gli incassi giornalieri senza distinguere le vendite in base all’aliquota IVA relativa. In sede di liquidazione periodica IVA, l’importo per ciascuna aliquota viene calcolato con una particolare procedura che ripartisce le vendite proporzionalmente agli acquisti effettuati e registrati per aliquota. L’adozione della ventilazione dell’IVA è facoltativa e non richiede alcuna comunicazione preventiva all’Amministrazione finanziaria o opzione nella dichiarazione annuale.

In questo articolo vediamo insieme di capire come funziona la ventilazione IVA e chi la può fare.

 

Cosa significa ventilazione IVA

La ventilazione dell’IVA è un procedimento di registrazione dei corrispettivi che consiste nell’annotare i corrispettivi giornalieri per l’importo totale, senza fare la distinzione degli importi per aliquote diverse di IVA. In un momento successivo, tali importi vengono ripartiti in base alla percentuale di composizione degli acquisti effettuati nello stesso periodo.

Questo procedimento, regolamentato dall’art. 24 del DPR n. 633/72 e dal DM del 24/02/73, permette ai commercianti di semplificare notevolmente la propria gestione contabile: quando un commerciante vende una gamma diversificata di prodotti con aliquote IVA diverse, utilizzando la ventilazione dei corrispettivi, può emettere uno scontrino unico per l’importo totale delle vendite, anziché dover specificare le aliquote IVA di ciascun articolo venduto.

 

Chi effettua la ventilazione IVA

La normativa sulla ventilazione dell’IVA individua in modo preciso i soggetti che possono adottare questo metodo di registrazione contabile. Questi soggetti sono i commercianti al dettaglio autorizzati alla vendita di merci appartenenti alle seguenti categorie:

  • Prodotti alimentari e dietetici
  • Articoli tessili, di vestiario, inclusi le calzature
  • Prodotti per l’igiene personale
  • Prodotti farmaceutici.

La legge, tuttavia, ha previsto delle limitazioni.

Nel caso in cui un commerciante al dettaglio venda anche altri prodotti non rientranti nelle categorie di cui sopra, potrà avvalersi della ventilazione dell’IVA solo se l’ammontare annuo degli acquisti e delle importazioni di queste merci diverse non superi il 50% dell’ammontare annuo complessivo degli acquisti e delle importazioni. Se questo limite viene superato, la ventilazione dell’IVA non può essere applicata nell’anno successivo.

Inoltre, un commerciante non può usufruire della ventilazione dell’IVA nell’anno successivo se l’ammontare annuo dei corrispettivi relativi alle vendite con emissione di fattura, tranne quelle relative ad immobili e ad altri beni strumentali, supera il 20% dei corrispettivi totali.

 

Ventilazione IVA: come funziona

Il procedimento della ventilazione IVA è stato descritto puntualmente nel Decreto Ministeriale sopra citato. Seguendo attentamente i passaggi descritti, i commercianti al minuto possono effettuare la ventilazione dell’IVA, conforme alla normativa fiscale.

Procedura di Calcolo della Ventilazione IVA

Vediamo insieme la procedura di calcolo illustrando, per alcuni passaggi essenziali, un esempio pratico sulla ventilazione IVA di una farmacia.

  1. Annotazione degli acquisti: in primo luogo, è necessario registrare gli acquisti e le importazioni dei beni destinati alla rivendita nel registro degli acquisti, distinguendoli per aliquote e separandoli dagli acquisti o dalle importazioni degli altri beni e servizi non rientranti nella ventilazione.
  2. Cumulo degli acquisti: alla fine di ogni periodo di liquidazione (mensile o trimestrale), si deve determinare l’ammontare globale, al lordo dell’IVA, degli acquisti e delle importazioni dei beni destinati alla rivendita registrati nel periodo stesso. Questo importo va poi sommato a quello relativo ai beni destinati alla rivendita acquistati o importati nei corrispondenti periodi precedenti (mese o trimestre).
  3. Determinazione dei rapporti di composizione: una volta ottenuto il cumulo degli acquisti, si procede a stabilire il rapporto di composizione per ciascun gruppo di beni soggetti a diverse aliquote IVA, basandosi sul totale degli acquisti effettuati.

Esempio ventilazione IVA Farmacia: calcolo % ripartizione acquisti

Supponiamo che una farmacia nel primo trimestre abbia effettuato i seguenti acquisti:

ACQUISTI MERCI

ALIQUOTAIMPORTO TOTALE ACQUISTIRIPARTIZIONE % ACQUISTI
4%€ 10.000,0010%
10% € 30.000,0030%
22%€ 60.000,0060%
TOTALE€ 100.000,00100%

 

  1. Ripartizione dei corrispettivi registrati: l’ammontare globale dei corrispettivi registrati nel periodo di liquidazione, al lordo dell’imposta, viene ripartito mediante l’applicazione dei rapporti di composizione degli acquisti precedentemente determinati.

Esempio ventilazione IVA Farmacia: ripartizione dei corrispettivi realizzati in base alla rapporto di composizione in percentuale degli acquisti

Supponiamo che per lo stesso trimestre la farmacia abbia realizzato delle vendite complessive per €180.000,00. In base alla percentuale di ripartizione degli acquisti, i corrispettivi saranno così suddivisi per aliquota:

VENDITE

ALIQUOTARIPARTIZIONE % ACQUISTICORRISPETTIVI RIPARTITI
4%10%€ 18.000,00
10%30%€ 54.000,00
22%60%€ 108.000,00
TOTALE100%€180.000,00

 

  1. Scorporo dell’IVA: dai corrispettivi così distinti, è necessario scorporare l’IVA contenuta in essi. Nel caso, ad esempio, di IVA al 4% la formula per lo scorporo è la seguente:

Imponibile netto = (corrispettivo realizzato x 100) / 104 

Esempio ventilazione IVA Farmacia: calcolo scorporo dell’IVA sui corrispettivi realizzati

Calcoliamo l’IVA per ciascuna aliquota sul valore delle vendite ottenuto in base alla ripartizione degli acquisti. L’importo totale dell’IVA così ottenuto rappresenta l’IVA a debito del commerciante su questi beni.

ALIQUOTAIMPONIBILESCORPORO IVAIVA DOVUTA SU IMPONIBILE
4%€ 18.000,00(18.000,00 x 100)/104 = 17.307,6917.307,69 x 4% = 692,31
10%€ 54.000,00(54.000,00 x 100)/110 = 49.090,9149.090,91 x 10% = 4.909,09
22%€ 108.000,00(108.000,00 x 100)/122 = 88.524,5988.524,59 x 22% = 19.475,41
TOTALE €180.000,00 € 154.923,19 € 25.076,81

 

  1. Determinazione dell’IVA da versare: una volta scorporata l’IVA, si procede a determinare l’IVA da versare per ciascun periodo di liquidazione, tenendo conto della detrazione dell’IVA relativa a tutti i beni e servizi acquistati ed importati.

La determinazione dell’IVA a debito o a credito viene calcolata, di norma, facendo la differenza tra l’IVA sulle vendite e l’IVA sugli acquisti:

IVA VENDITE – IVA ACQUISTI = IVA a debito (se > o) a credito (se < 0)

 

Esempio ventilazione IVA Farmacia: calcolo scorporo dell’IVA sugli acquisti effettuati

Calcoliamo l’IVA sugli acquisti suddivisi per aliquota applicando la formula dello scorporo IVA. L’importo totale dell’IVA così ottenuto rappresenta l’IVA a credito del commerciante su questi beni.

ALIQUOTAIMPONIBILESCORPORO IVAIVA DOVUTA SU IMPONIBILE
4%€ 10.000,00(10.000,00 x 100)/104 = 9.615,389.615,38 x 4% = 384,62
10%€ 30.000,00(30.000,00 x 100)/110 = 27.272,73 27.272,73 x 10% = 2.727,27
22%€ 60.000,00(60.000,00 x 100)/122 = 49.180,3349.180,33 x 22% = 10.819,67
TOTALE €100.000,00 € 86.068,44 € 13.931,56

A questo punto calcoliamo l’IVA che la farmacia avrà a debito o a credito:

IVA VENDITE – IVA ACQUISTI 

€ 25.076,81 –  € 13.931,56 =

11.145,25 IVA a debito da versare

 

  1. Dichiarazione Annuale: nella dichiarazione annuale, si indica l’ammontare complessivo dei corrispettivi registrati nell’anno, ripartito per aliquote secondo il rapporto di composizione di tutti gli acquisti e le importazioni di beni destinati alla rivendita, determinando la relativa imposta mediante l’applicazione di tale rapporto all’ammontare complessivo dei corrispettivi.

 

 

La ventilazione dell’IVA è obbligatoria?

La ventilazione dell’IVA non è obbligatoria, ma è un metodo di calcolo dell’IVA che il commerciante al dettaglio può decidere o meno di adottare. Infatti la normativa di riferimento, ossia l’articolo art. 24 del DPR n. 633/72, recita così:

I commercianti al minuto e gli altri contribuenti di cui all’art. 22, in luogo di quanto stabilito nell’articolo precedente, possono annotare in apposito registro, relativamente alle operazioni effettuate in ciascun giorno, l’ammontare globale dei corrispettivi delle operazioni imponibili e delle relative imposte, distinto secondo l’aliquota applicabile, nonché l’ammontare globale dei corrispettivi delle operazioni di cui all’articolo 21, commi 6 e 6-bis, distintamente per ciascuna tipologia di operazioni ivi indicata.

L’unico obbligo che la disciplina impone, è relativo al caso in cui il commerciante eserciti più di un’attività e su una di queste applichi la procedura di ventilazione. In questo caso è obbligatorio applicare la contabilità separata IVA (art. 36 del DPR 633/72), con i relativi obblighi di fatturazione, registrazione e liquidazione separata.

 

 

Fonti articolo
GAZZETTA UFFICIALE | DPR 633/1972
GAZZETTA UFFICIALE | DL 124/2019
Decreto Min. Finanze del 24/02/1973

 



 

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